AIO a Ministero Salute: finita emergenza Covid, si rivedano nelle strutture obbligo vaccinale per amministrativi e regole per richiamo dei sanitari
Finita l’emergenza, nelle strutture sanitarie gli obblighi vaccinali del personale amministrativo dovrebbero essere uguali a quelli degli altri lavoratori. E non andrebbero sospesi i sanitari guariti dal Covid che tardino a re-immunizzarsi dopo soli 3 mesi o a sottoporsi alla quarta dose. Lo scrive il Presidente Nazionale di Associazione Italiana Odontoiatri Fausto Fiorile al Ministero della Salute, che in una nota spedita il 29 marzo alla FNOMCeO ed alle altre federazioni ordinistiche sanitarie ha spiegato per quanto tempo vanno considerati “immunizzati” dal Covid 19 i sanitari non vaccinati guariti dal coronavirus: la nota era stata sollecitata dallo stesso Fiorile, in una lettera al Presidente FNOMCeO Filippo Anelli dopo le prime interpretazioni ministeriali.
Il Ministero ha fissato i seguenti principi. In primo luogo, si considera sempre inadempiente, e può essere sospeso dall’Ordine, il sanitario che non ha effettuato la dose di richiamo scaduti i 120 giorni dal vaccino. I soggetti che non si erano vaccinati ma hanno preso il Covid e ne sono guariti possono tornare al lavoro ma devono praticare una dose di vaccino scaduti i 3 mesi dal test positivo altrimenti, dal 91° giorno dall’accertamento della positività, possono essere sospesi. Se invece il sanitario era atteso alla terza dose dopo aver praticato le prime due (ciclo primario) e il contagio della malattia è arrivato prima, la guarigione non esime dal richiamo, che va praticato trascorsi 120 giorni dalla data del test diagnostico positivo.
«Concordiamo con la necessità di tenere alta la guardia, e mantenere l’obbligo per i sanitari, ma la nota ministeriale introduce situazioni da rivedere», premette il Segretario Sindacale AIO Danilo Savini. «In primo luogo, crea una disparità tra obblighi dei lavoratori della salute e quelli degli altri lavoratori. AIO ritiene che d’ora in poi per il personale amministrativo, che non viene a contatto con i pazienti ma applica le protezioni individuali di legge, si applichino le stesse norme introdotte dal Decreto Riaperture per i lavoratori di tutti gli altri comparti, in coerenza con la cessazione, lo scorso 31 marzo, dello stato di emergenza. Sottolineo che, stando ai dati in possesso di AIO, non risultano segnalazioni di sinistri per contagio da Covid-19 avvenuti in questi due anni di pandemia negli studi dentistici né tra i pazienti né a carico del personale amministrativo o sanitario».
«Per i professionisti della sanità, invece, fermo restando l’assoluto consenso all’obbligo vaccinale, sottolineiamo come numerosi studi scientifici evidenzino che l’immunità acquisita con l’infezione è molto più efficace e duratura rispetto all’immunità acquisita a seguito di vaccinazione», dice Fausto Fiorile, Presidente AIO. «A nostro avviso, per chi ha completato il ciclo di 2 dosi, la malattia da Covid-19 successiva dovrebbe essere equiparata alla terza dose di vaccino e andrebbe rivisto l’obbligo di “booster” dopo 120 giorni. In caso contrario avremmo paradossi: ci sono colleghi ammalatisi nella prima ondata, poi bi-vaccinati, e ora ri-ammalatisi obbligati ad una “quinta immunizzazione”», dice Fiorile. Sempre in relazione alle evidenze scientifiche che quantomeno equiparano l’immunità naturale acquisita con la malattia a quella ottenuta con il vaccino, «AIO chiede infine per tutti i sanitari guariti dal Covid-19 di aumentare l’intervallo, oggi definito dal Ministero in 90 giorni, oltre il quale è obbligatorio il richiamo vaccinale».
Cara/o Collega,
dai controlli della contabilità alle prenotazioni dei Pazienti, dalla gestione delle apparecchiature a quella delle fatture, le soluzioni digitali stanno rivoluzionando gli Studi Odontoiatrici.
In un momento d’incertezza come l’attuale, Associazione Italiana Odontoiatri punt a capire quanto il “bit” stia offrendo soluzioni per razionalizzare le spese ed efficientare i processi produttivi.
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Un caro saluto.
Il Presidente Nazionale AIO
Fausto Fiorile
Sul ritorno al lavoro dei sanitari non vaccinati guariti dal Covid-19 la situazione resta confusa: non si capisce quanto durerà il periodo concesso di ritorno all’attività e quando riprenderà la sospensione. Dopo la conversione del Decreto Legge sulle Riaperture, da oggi in Gazzetta Ufficiale, la Federazione degli Ordini sollecita chiarimenti definitivi al Legislatore e lo comunica ad AIO Nazionale. L’obiettivo è mettere a fuoco, per il futuro, diritti ed oneri del sanitario immunizzato naturalmente. Per quest’ultimo, all’articolo 8 comma 1 lettera b punto 2, il Decreto Legge “Riaperture” (DL 24 del 24 marzo 2022) prevede la cessazione temporanea della sospensione disposta dall’Ordine, in favore della quale si era pronunciato fino a pochi giorni fa il Ministero della Salute.
Per definire il tempo a disposizione del sanitario per continuare la sua attività, il DL 24 fa riferimento a circolari ancora da emanare, in una situazione dove però non bisogna perdere tempo. il Presidente di Associazione Italiana Odontoiatri Fausto Fiorile aveva scritto al Presidente Fnomceo Filippo Anelli lamentando che i sanitari non vaccinati ma guariti fossero costretti da una interpretazione ministeriale a non lavorare pur avendo una immunità naturale quantomeno paragonabile a quella ottenuta con il vaccino e non potessero nemmeno vaccinarsi in tempi rapidi vaccinarsi. Per Fiorile, la posizione del Ministero della Salute andava vista come un errore sia formale (secondo il Decreto Legge 73/17 articolo 1 comma 2“la comprovata malattia naturale esonera dalla relativa vaccinazione”), sia scientifico, letteratura alla mano relativa ai dati sulla protezione da immunità naturale.
Oggi il Presidente Fnomceo Filippo Anelli ed il Presidente CAO Nazionale Raffaele Iandolo comunicano che la Federazione “si è attivata in tutti gli ambiti istituzionali al precipuo fine di chiedere un intervento legislativo di chiarimento del dettato normativo di cui all’articolo 4 del Decreto legge 44/2021 con riferimento in particolare alle ipotesi di assorbimento dell’obbligo vaccinale da parte dei professionisti sanitari guariti dalla malattia Covid-19”. “Sarà nostra premura –conclude la lettera al Presidente Fiorile – metterla al corrente di eventuali nuovi aggiornamenti in merito all’argomento in esame”.
Il Presidente Fiorile ringrazia per la sollecita risposta. «Stiamo diffondendo tra i colleghi la lettera pervenuta. Continuiamo comunque a pensare che, alla luce delle evidenze scientifiche emergenti sul tema “immunità acquisita con vaccini e/o malattia e relativi obblighi legislativi”, la presa di posizione di una Federazione di Medici e Odontoiatri, certamente titolata ed autorevole, potrebbe risolvere il problema in modo definitivo».
L’Odontotecnico non è professione sanitaria, lo dice la legge italiana – cui l’ordinamento comunitario concede margini di autonomia – e lo dice la stessa Unione Europea. Ad affermarlo è ora il Tar Lazio, pronunciatosi su un ricorso della Confederazione Nazionale dell’Artigianato e della Piccola e Media Impresa contro il Ministero della Salute. I ricorrenti chiedevano l’annullamento di due note del 24 settembre 2018 che esprimevano “parere non favorevole alla richiesta di individuazione della figura dell’Odontotecnico quale nuova professione sanitaria”. Ed impugnavano un parere del Gruppo Tecnico Odontoiatria, composto da rappresentanti delle Associazioni odontoiatriche, tra cui AIO, ed un documento della Cao nazionale nei quali si ravvisavano criticità tecnico-giuridiche nell’inserire il profilo professionale odontotecnico tra le professioni sanitarie.
Il Tar ha dichiarato infondato il lungo ed articolato ricorso: l’odontotecnico non rientra nelle professioni sanitarie altrimenti non chiederebbe l’applicazione di un articolo (il 5 della legge 43/2006) relativo all’istituzione di nuove professioni sanitarie. Rientra invece, a norma del Regio Decreto 1265 del 1934, tra le arti ausiliarie delle professioni sanitarie: l’articolo 11 lo autorizza solo a costruire “apparecchi di protesi dentaria” su modelli tratti da impronte fornite dall’odontoiatra, e non può esercitare, “anche alla presenza del medico, alcuna manovra cruenta o incruenta nella bocca del paziente”. Nessuna legge ha modificato la figura, prosegue il Tar, e le sentenze della Corte di Giustizia Ue danno agli stati membri dei gradi di libertà nel legarne l’attività alla collaborazione con il dentista.
Quanto a Gruppo Tecnico e Cao, tavolo ministeriale ed organo deontologico riprendono la legge Lorenzin (3/2018 articolo 6 comma 1) secondo cui “la definizione delle funzioni caratterizzanti le nuove professioni sanitarie avviene evitando parcellizzazioni e sovrapposizioni con le professioni già riconosciute o con le specializzazioni delle stesse”. Ora, direttiva 78/687 CEE e regolamenti didattici degli atenei italiani conferiscono all’odontoiatra “competenza assoluta per l’esecuzione di tutti gli aspetti della terapia odontoiatrica” proprio per impedire le commistioni che si determinerebbero ove si ammettessero “per l’odontotecnico competenze del tutto similari a quelle afferenti i corsi di laurea in odontoiatria e protesi dentaria”.
«La nostra Associazione ha sempre pronunciato un no senza riserve a tutte le proposte di modifica legislativa che andassero verso l’istituzione della figura sanitaria dell’Odontotecnico. E questo senza naturalmente voler ostacolare ogni altra forma di legittima aspirazione da parte della categoria odontotecnica di crescere come professione sia dal punto di vista culturale che formativo», dice il Presidente AIO Fausto Fiorile. «Nella riunione dove il GTO espresse il parere negativo all’inclusione dell’odontotecnico tra le professioni sanitarie insistetti personalmente sulla necessità di rivisitare il percorso formativo dell’odontotecnico anche alla luce delle nuove tecnologie lavorative. Oggi la sentenza ci dà ragione, attribuendo al manufatto protesico-ortodontico la qualità di “dispositivo medico su misura” di cui l’odontotecnico è produttore e l’odontoiatra è soggetto autorizzato alla prescrizione dal diritto nazionale in virtù della sua qualifica professionale come da Regolamento UE 2017/745».
Il Governo recepisce le osservazioni di Associazione Italiana Odontoiatri: possono rientrare al lavoro medici e dentisti che, dopo aver contratto il Covid 19 ed esserne guariti, erano rimasti sospesi dall’Albo non essendo vaccinati. A prevedere la prosecuzione della sospensione, una circolare del Ministero della Salute in risposta ad alcuni quesiti degli Ordini, la 46-2022, secondo cui la guarigione “non è elemento determinante” e l’Ordine “deve accertare lo stato di avvenuta vaccinazione del professionista”. In una lettera al Presidente FNOMCeO Filippo Anelli, dove auspicava un rapido ed efficace intervento della Federazione, il Presidente AIO Fausto Fiorile aveva osservato che l’interpretazione ministeriale strideva con la legge sull’obbligo vaccinale (DL 73/17 articolo 1 comma 2) secondo cui “la comprovata malattia naturale esonera dalla relativa vaccinazione”, e anche con la letteratura scientifica, «dato che numerosi ed autorevoli studi dimostrano come l’immunità naturale sia molto più forte e duratura di quella vaccinale».
Secondo il Decreto legge sulle riaperture, licenziato dal Consiglio dei Ministri in queste ore, da adesso in poi invece in caso di intervenuta guarigione l’Ordine professionale territorialmente competente, su istanza dell’interessato, disporrà la cessazione temporanea della sospensione, sino alla scadenza del termine in cui la vaccinazione è differita. «Prendiamo atto con piacere di questo provvedimento – dice Fiorile – anche se non possiamo non sottolineare che fino a pochi giorni fa il Ministero della Salute era su posizioni molto diverse. Siamo contenti che il buon senso abbia prevalso, anche se questa attuale interpretazione, a nostro avviso, poteva già essere assunta con autorevolezza dalla Federazione appena evidenziatosi il problema».
Rischia di mettere contro Ordini e Governo l’interpretazione del ministero della Salute secondo cui i Sanitari non vaccinati sospesi dall’Albo non possono tornare al lavoro dopo aver superato il Covid-19. Il Presidente di Associazione Italiana Odontoiatri Fausto Fiorile scrive al Presidente della Fnomceo Filippo Anelli che non c’è alcuna base scientifica per sostenere tale imposizione, la quale va molto oltre il provvedimento da cui origina.
L’obbligo vaccinale è disposto all’articolo 4 del decreto legge 44/2021; il decreto legge 172 affida poi agli Ordini di ciascuna professione il compito di verificare che gli iscritti si siano vaccinati con il conseguente onere di sospensione dall’Albo ove non adempiano. La Fnonceo, facendosi portavoce delle richieste di chiarimento di molti Ordini provinciali, ha chiesto al Ministero della Salute se una volta infettato e guarito dal virus il Medico o l’Odontoiatra sospeso possa rientrare al lavoro. Con circolare 46/2022 il Ministero ha disposto che non è possibile revocare le sospensioni finché il professionista non si vaccina: la sua guarigione “non è elemento determinante per l’Ordine in quanto lo stesso deve accertare lo stato di avvenuta vaccinazione del professionista”.
In una lettera al Presidente FNOMCeO, spedita per conoscenza al Ministro della Salute Roberto Speranza ed al Sottosegretario Pierpaolo Sileri, il Presidente Nazionale di Associazione Italiana Odontoiatri Fiorile sottolinea che i guariti dal Covid-19 “hanno una immunità naturale quantomeno paragonabile a quella ottenuta con il vaccino”. Eppure non possono lavorare. Non solo. “Non possono nemmeno in tempi rapidi vaccinarsi perché la pregressa malattia non permette loro di adempiere all’obbligo”. Per Fiorile, tutto ciò appare come un errore sia rispetto alla legge sull’obbligo vaccinale (DL 73/17 articolo 1 comma 2) secondo cui “la comprovata malattia naturale esonera dalla relativa vaccinazione”, sia dal punto di vista scientifico, “dato che numerosi ed autorevoli studi dimostrano come l’immunità naturale sia molto più forte e duratura di quella vaccinale”. Fiorile auspica un intervento del Presidente Anelli: «se un provvedimento sanitario ha un senso civico, un’imposizione di legge senza una base medico-scientifica appare solo come un provvedimento inutilmente punitivo».
La tragedia umanitaria in Ucraina non lascia indifferente l’odontoiatria nel mondo. Il Council of European Dentists, massimo organo consultivo della professione nell’Unione Europea, e dall’European Regional Organization della World Dental Federation (ERO), hanno chiamato all’appello le associazioni aderenti per aiutare il Popolo Ucraino. Associazione Italiana Odontoiatri risponde presente e scrive all’Ambasciatore di Ucraina in Italia. Due le proposte concrete AIO: ospitare i rifugiati, che come previsto dalla Commissione di Bruxelles potranno stare minimo per un anno nei paesi dell’Unione Europea, ed organizzare spedizioni di beni e strumenti di lavoro per i Colleghi Oltreconfine così da mantenere l’attività di base, dove e per quanto possibile. «AIO ha fatto suo lo Statement del Presidente CED Dott. Freddie Sloth-Lisbjerg e del suo omologo ERO Dott. Michael Frank e chiama a raccolta i Soci che stanno manifestando le prime disponibilità, affinché ulteriori eventuali richieste dell’Ambasciata di Ucraina siano soddisfatte per quanto nelle nostre possibilità», dice il Presidente AIO Fausto Fiorile, firmatario della lettera all’Ambasciatore. «Il nostro obiettivo è creare un canale per concretizzare nel modo più rapido le nostre azioni e donare materiale utile per i Colleghi e i loro Team».
Quarantamila medici di famiglia, ma soprattutto 45 mila dentisti: sono le due categorie sanitarie più capillarmente distribuite sul territorio italiano, le più accessibili ai cittadini. E sono anche quelle che potrebbero essere messe in ginocchio dai rincari delle utenze. Dopo un 2020 di chiusure per emergenza pandemica, un 2021 di ristori minimi e un 2022 con incentivi per pochi, i titolari di studio odontoiatrico stanno attraversando una fase di stress economico. Per molti la crisi potrebbe rivelarsi uno “tsunami”. Perciò, proprio come una settimana fa la Fimmg, il sindacato dei medici di famiglia, Associazione Italiana Odontoiatri ha scritto ai ministri di Economia, Sviluppo Economico e Salute chiedendo un confronto per discutere di misure lenitive rispetto ai rialzi delle bollette di gas ed elettricità.
«Siamo aziende strategiche, che producono salute per tutti in un settore dove lo Stato copre solo il 4% delle prestazioni», dice il Presidente Nazionale AIO Fausto Fiorile, che confida in una «rapida e propositiva interlocuzione».
«Il credito d’imposta sugli investimenti si è rivelato un incentivo solo per le società, non per i singoli dentisti», osserva Danilo Savini, segretario sindacale AIO. «Eppure, in 45 mila offriamo terapie d’avanguardia, sosteniamo gli oneri di tecnologie avanzate, seguiamo onerose linee guida per assicurare protezione dai contagi al 100% di pazienti e lavoratori, sosteniamo personale in piena crescita professionale. Siamo una ricchezza per il Paese, il Legislatore dovrebbe iniziare a tenerne conto».
«Siamo soddisfatti dell’interessamento dell’Enpam presso il Ministero del Lavoro per rimuovere le criticità presenti nella previdenza di Odontoiatri, Medici e non solo. L’attuale impossibilità di ricongiungere i contributi fra Gestione Separata Inps e Casse professionali non è scritta da nessuna parte e ci fa grande piacere sapere che il Presidente Enpam si sia interessato personalmente per chiedere un intervento per risolvere il problema». Così il presidente AIO Fausto Fiorile commenta la lettera inviata da Alberto Oliveti in risposta alla denuncia fatta da AIO ed argomentata in un articolo a firma di Ignazio Pizzo, Segretario AIO Palermo.
I professionisti di casse come l’Enpam oggi non fruiscono della ricongiunzione, istituto che consente a chi contribuisca in parallelo a due enti previdenziali, di portare tutti i contributi nell’ente che offre condizioni più vantaggiose. Ora però le cose sono cambiate. La Cassazione con sentenza 26039 del 2019 ha dichiarato la legittimità della ricongiunzione. «E’ stata vinta una battaglia, ma ora –dice Pizzo– bisogna evitare che ogni Professionista per farsi riconoscere diritti sanciti dal nostro Ordinamento debba continuare a rivolgersi alla Magistratura».
«La risposta del Presidente Oliveti ci conferma che il tema da noi sollevato è di grave attualità per tanti Professionisti», dice Fiorile. «AIO è disponibile a qualsiasi attività collaborativa con la Presidenza Adepp per far sentire alle Istituzioni la voce dell’Odontoiatria oltre che di un milione e mezzo di Professionisti al momento privi dei diritti di altri Lavoratori».
Care Colleghe e Cari Colleghi,
Questo autunno, AIO vi dà appuntamento per un triplice, grande evento culturale. A Roma, dal 27 al 29 ottobre, al Centro Congressi dell’Hotel Villa Pamphili, si terranno in parallelo il 30° Congresso Nazionale, il Congresso Scientifico AIO Academy e la prima AIO Expò, esposizione merceologica collegata agli eventi associativi.
Diversi motivi ci hanno portato alla scelta di ritrovarci insieme nella Capitale, in una cornice prestigiosa, ed in una sede facile da raggiungere da tutta Italia. Dopo due anni di emergenza Covid-19, finalmente è possibile puntare ad un momento di formazione residenziale con ospiti prestigiosi, che offre il vantaggio di apprendere dal “vivo”; calibrato tra sessioni scientifiche e spunti di attualità, il programma inoltre dà voce non solo ai “big” dell’Odontoiatria ma anche alle “promesse”, al nostro futuro.
Venerdì 28, coordinati dal Segretario Culturale Nazionale AIO Vincenzo Musella, esporranno i giovani di AIO Academy. Marco Bambace, Stefano Bertoni, Carlo Alberto Coccia, Francesco Marchi, Filippo Menini, David Palombo, Gabriele Ragucci, Gian Maria Ragucci, Riccardo Maria Rosati, Andrea Tinti, in stretta continuità con il mondo dell’Università, co-protagonista di una sessione nella stessa giornata, offriranno un percorso interdisciplinare che mette insieme ricerca e pratica quotidiana. Sabato 29 saranno di scena “big” di fama nazionale ed internazionale quali Salvatore D’Amato, Camillo D’Arcangelo, Mauro Fradeani, Galip Gurel, Ignazio Loi ed Alessandro Pozzi. Per l’iscritto, un’occasione imperdibile di crescita culturale ed associativa.
Da oggi l’invito è, dunque, a mettere in agenda questa inedita manifestazione e a partecipare numerosi. AIO vi aspetta a Roma!
Il Presidente Nazionale AIO – Fausto Fiorile
Il Segretario Culturale Nazionale AIO – Vincenzo Musella
Dopo Giuseppe Russo a Reggio Calabria ed Edmondo Ferraro a Caltanissetta-Enna, un altro giovane va al timone di una sede AIO provinciale: si tratta di Lorenzo De Iorio, 32 anni, che dalla sua posizione di vicepresidente succede a Monica Garbari, dimessasi per motivi personali, alla guida della sede Regionale Trento-Bolzano.
A Lorenzo vanno le nostre più sincere congratulazioni, ma va detto grazie di cuore a Monica per il lavoro svolto in questi due anni, che tra gli altri obiettivi ha concretizzato anche quello di coinvolgere giovani colleghi contribuendo al progetto di “Ringiovanimento” in corso all’interno della dirigenza AIO», dice il Presidente Nazionale AIO, il trentino Fausto Fiorile. «Complice l’avvicendamento di alcuni altri componenti, ora annoveriamo nel Direttivo ben quattro colleghi rispettivamente di 31, 34, 35 e 36 anni. Un grande segnale che va nella direzione auspicata per un passaggio generazionale a tutto tondo all’interno dell’Associazione».
«Non solo abbiamo lavorato molto bene fino ad oggi, scommettendo sulla formazione di qualità in merito a molti temi quali responsabilità professionale, sicurezza sul lavoro, crescita del team odontoiatrico e cercando in ogni modo di sostenere i colleghi in un biennio difficile. Oggi abbiamo anche la soddisfazione di vedere dei giovani mettersi in gioco con entusiasmo», aggiunge Garbari, presidente uscente.
Laureato a Torino, De Iorio, che avrà come vice un altro giovane, Tommaso Donini oltre ad altri tre consiglieri, Davide Rancitelli, Renato Calliari e Jacopo Flor ha iniziato la professione collaborando nello studio di Martino Fumarola, storico dirigente nonché segretario culturale AIO TN-BZ, presente nel direttivo con Salvatore Rampulla, Fulvio Giovannini e Walter Stablum. Già da vice di Garbari, De Iorio ha svolto un importante ruolo di collettore di idee tra i giovani colleghi. «Il nostro programma è di costruire progetti associativi che coinvolgano tutte le generazioni», spiega De Iorio. «Vogliamo raccogliere sempre più iscritti tra i giovani per un loro coinvolgimento più importante sui delicati temi della professione. Desideriamo portare avanti un’opera di informazione capillare, dire la nostra sui temi delicati che riguardano la professione, e dare voce ai Soci collaboratori di studio che devono poter crescere professionalmente nelle migliori condizioni in prospettiva di un passaggio generazionale importante per mantenere il modello di assistenza odontoiatrica capillarmente presente su tutto il territorio nazionale».
Fiorile aggiunge: «Stiamo costruendo un percorso affinchè i giovani trovino in Associazione Italiana Odontoiatri il loro naturale sbocco associativo dopo la laurea. Se oggi la professione odontoiatrica è a tutti gli effetti una branca qualificata della Medicina lo dobbiamo certamente ad AIO che, grazie alle sue battaglie, ha consentito alla figura dell’Odontoiatra di crescere e trovare il suo spazio di eccellenza nell’ambito medico. Per questo l’invito rivolto ai giovani colleghi e di iscriversi all’AIO l’unico vero sindacato degli Odontoiatri!»
Che la prospettiva di una pensione più magra di quanto sperato sia inevitabile per numeri crescenti di Medici ed Odontoiatri si sa. Si sa di meno che questi Professionisti, ma anche tanti altri, non possono sfruttare lunghi periodi lavorati, utilizzando i contributi versati all’Inps, perché la legge pone espresso ed ingiusto divieto. Ai professionisti di casse privatizzate come l’Enpam, è preclusa la ricongiunzione, istituto che consente a chi ha contribuito in contemporanea a due enti pensionistici, di portare i contributi versati nell’ente dove le condizioni sono oggi più vantaggiose. Il problema tocca da vicino specializzandi e dottorandi, che versano alla gestione separata Inps per anni ben un quarto del loro reddito (il 24%). Non è la sola ingiustizia: nella gestione separata Inps, la pensione matura solo se gli anni di contribuzione sono da 5 in su. Una recente sentenza della Cassazione, la 26039 del 2019, ha cambiato le cose stabilendo che anche per i professionisti iscritti a casse private la ricongiunzione è possibile. In Commissione parlamentare di vigilanza sugli enti previdenziali il presidente Inps Pasquale Tridico, ha tuttavia affermato che solo una giurisprudenza consolidata potrà far cambiare idea all’istituto. Quante cause intentate dai singoli liberi professionisti e quante sentenze ad essi favorevoli ci vorranno perché sia riconosciuto il diritto alla ricongiunzione? Ignazio Pizzo (nella foto a sinistra), segretario sindacale AIO Palermo, ripercorre la vicenda in un articolo dal titolo “La ricongiunzione vietata, un diritto negato ai liberi professionisti” e spiega perché, sebbene onerosa, la ricongiunzione per valorizzare contributi versati in diverse casse previdenziali è spesso opzione più valida della totalizzazione e del cumulo, che possono essere richiesti solo alle soglie del pensionamento, e comporteranno un assegno previdenziale erogato da Inps.
«Oggi Associazione Italiana Odontoiatri chiede al Presidente Enpam Alberto Oliveti, nella sua qualità di presidente dell’Associazione degli Enti di Previdenza Privatizzati ADEPP, di rimuovere un “vulnus” nei confronti di molti lavoratori che non possono far valere la propria contribuzione», dice il Segretario Nazionale AIO Danilo Savini. «L’ADEPP, che unisce 1,6 milioni di professionisti, tra cui 400 mila tra Medici e Dentisti, ben potrebbe inviare un questionario agli iscritti delle casse che ne fanno parte e valutare di appoggiare e promuovere una azione inibitoria collettiva anche da parte di più iscritti, che ben servirebbe ad ottenere una giurisprudenza definitiva».
«Una cosa è certa», aggiunge il Presidente Nazionale AIO Fausto Fiorile (foto a destra). «I principi della sentenza 26039/19, che stabilisce la possibilità della ricongiunzione per i liberi professionisti, vanno rispettati, perché sono quelli del nostro Ordinamento e perché non è possibile che a fronte di un costo della vita crescente, i professionisti e i lavoratori autonomi italiani siano costretti a buttare via periodi lavorativi o a svalutarli per via di norme obsolete ed ingiuste».
I professionisti non sono più tenuti a pagare l’Irap dal 2022. Lo ha stabilito la legge di Bilancio approvata a fine 2021. L’imposta si pagherà ancora quest’anno per il precedente. L’attesa esclusione non vale però per le società, e fra esse quelle tra professionisti. Tutte le novità, descritte da Umberto ed Alessandro Terzuolo, commercialisti dello Studio Terzuolo Brunero & Associati in Torino, Milano e Roma, con il commento finale del Presidente Nazionale AIO Fausto Fiorile, sono contenute nell’articolo che segue, originariamente pubblicato sul quotidiano online Odontoiatria 33 in data 17 gennaio 2022 a questo link.
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Tra le novità introdotte dalla Legge di Bilancio 2022 approvata a fine anno, quella dell’abolizione per il 2022 (ma non per tutti) dell’IRAP, l’Imposta regionale sulle attività produttive.
“L’esonero dal pagamento dell’Imposta Regionale sulle Attività Produttive – spiega Umberto Terzuolo dottore commercialista dello Studio Terzuolo Brunero & Associati con sede a Torino e Milano, consulenti fiscali AIO – purtroppo non vale per gli odontoiatri che utilizzano forme associative con cui svolgere l’attività professionale, ad esempio le associazioni professionali o le società (di persone o capitali)”.
L’eclusione dal pagamento dell’IRAP avrà effetto dal periodo di imposta 2022 e riguarderà gli odontoiatri che esercitano l’attività libero professionale in forma individuale. Questa disposizione vale anche per gli odontoiatri che, per usufruire dei vari crediti d’imposta collegati agli “Investimenti 4.0” e al “Bonus Mezzogiorno”, pur senza dotarsi di una struttura societaria, si erano iscritti in Camera di Commercio come impresa individuale.
Continueranno ad essere esonerati dal pagamento coloro che non dovevano il tributo come, ad esempio, gli odontoiatri che si erano avvalsi o si avvalgono del regime forfettario ex L. 190/2014 (o del, più datato, regime di vantaggio ex DL 98/2011) o gli odontoiatri collaboratori presso altre strutture o altri professionisti, privi della c.d. “autonoma organizzazione”.
“In sintesi –ricorda il dott. Terzuolo-, erano già esonerati de facto dal versamento del tributo i professionisti che operano all’interno di strutture professionali organizzate e gestite da terzi o coloro che non si avvalgono di lavoro altrui o, ancora, utilizzano beni strumentali particolarmente limitati (ad esempio telefono, autoveicolo o personal computer)”.
L’annullamento dell’imposta consentirà di risparmiare, in tasse, circa il 3,9%.
Da quando scatta l’esonero?
L’esonero vale dal periodo d’imposta 2022, annullando quindi gli acconti di giugno, luglio e novembre.
“Ma, attenzione –continuano i dott. Terzuolo-, la norma non cancella tutti i versamenti IRAP del 2022. Si dovrà versare il saldo IRAP riferito al 2021 da pagarsi nei mesi di giugno – luglio 2022. Sarà inoltre necessario presentare la dichiarazione IRAP per l’anno d’imposta 2021 entro la fine di novembre.In caso di contenziosi in essere, la nuova disposizione non determinerà automaticamente la totale estinzione a favore del professionista, ma sicuramente sarà un elemento che sarà valutato a suo favore dal giudice tributario”.
Chi dovrà ancora versare?
L’imposta sarà dovuta da tutti gli odontoiatri che esercitano l’attività professionale o con strutture societarie, siano esse di persone (S.n.c. o S.a.s.) o di capitali (S.r.l. o S.p.A.) ancorché con le connotazioni di S.T.P., o con altre forme associative (così come anche ribadito a più riprese dalla Corte di Cassazione a Sezioni Unite).
“L’unico spiraglio per gli studi associati –spiega il dott. Terzuolo- è stato fornito da una recente Sentenza della Corte di Cassazione (prima nel suo genere) risalente allo scorso Dicembre in cui una associazione professionale era stata esclusa dall’applicazione dell’IRAP poiché era stato dimostrato (ma i fatti di causa che hanno condotto i giudici a questa pronuncia non sono noti) che i singoli professionisti avevano sempre esercitato l’attività professionale autonomamente e non in forma associata, provando di fatto che il vincolo associativo non si era mai costituito”.
Il commento.
“Certamente il provvedimento è un segnale positivo per la maggioranza degli odontoiatri che esercitano la professione in forma autonoma”, dice il presidente AIO Fausto Fiorile.
“Tra le criticità quella che la norma penalizza le aggregazioni, escludendo dall’esonero società e studi associati in un periodo in cui, invece, l’aggregazione può essere lo strumento utile per migliorare il servizio di assistenza ai pazienti e meglio competere sul mercato”.
Associazione Italiana Odontoiatri è profondamente colpita dalla notizia della scomparsa di Anna Maria Girardi, Presidente e leader storica di Aiaso, l’Associazione Italiana Assistenti di Studio Odontoiatrico: una donna da sempre in prima linea nella valorizzazione della figura dell’ Aso, e attiva nel costruire un contratto in grado di accompagnarne la crescita nel team, a fianco del Medico Odontoiatra.
Personalmente la ricordo nei nove anni trascorsi in Provincia di Trento, al tempo della mia presidenza della CAO, nella comune esperienza che ha portato alla costruzione di un percorso formativo in Trentino, primo in Italia, proprio per la valorizzazione della nuova figura dell’Aso che poi sarebbe stata introdotta per legge a livello nazionale. Ricorderemo sempre con grande affetto la sua paziente opera di interlocuzione istituzionale, supportata da doti di rara sensibilità politica e forte determinazione nel portare avanti le istanze ed i progetti politici delle Assistenti di Studio.
Figura competente e gentile, sempre pronta al dialogo, Anna Maria lascerà un vuoto incolmabile. Alla sua Famiglia vanno le più sentite condoglianze mie, dell’Esecutivo, dei Dirigenti AIO che negli anni l’hanno incontrata ai tavoli istituzionali, e di tutta AIO.
Il Presidente Nazionale AIO Fausto Fiorile
In mancanza del previsto accordo tra stato e regioni sulla radioprotezione, le strutture sanitarie che impiegano sorgenti radioattive, studi odontoiatrici inclusi, sono esentate per ora dall’iscriversi al registro delle radiazioni ionizzanti e dal comunicare all’Ispettorato Nazionale per la Sicurezza Nucleare e la Radioprotezione le specifiche delle macchine che le producono. Lo afferma una Nota ISIN divulgata da Fnomceo nei giorni scorsi. Ma ricordiamo che dal 2 febbraio 2022 tutti gli studi sorgenti di radiazioni dovranno comunque registrarsi tramite Spid al sito dell’ISIN. L’adempimento è previsto dal decreto legislativo 101/2020 che recepisce la direttiva Euratom sulla radioprotezione, si attende un decreto attuativo tramite accordo in sede di conferenza stato-regioni ma la direttiva Ue assumerà carattere cogente da febbraio 202 anche in assenza di tale decreto.
Il chiarimento dell’Ispettorato, ripreso dalla Federazione degli Ordini, si è reso necessario dopo che a fine ottobre, sulla Gazzetta Ufficiale 253 è stata annunciata l’operatività del Sistema di Tracciabilità dei Rifiuti radioattivi, dei Materiali radioattivi e delle Sorgenti di radiazioni ionizzanti. La piattaforma interessa pure gli apparecchi radiografici dello studio odontoiatrico ed obbliga il possessore di sorgenti di radiazioni ionizzanti a registrarvisi riportando i dati richiesti entro 90 giorni, quindi entro fine gennaio. «Quanto per ora possiamo consigliare ai colleghi è di iscriversi alla piattaforma utilizzando lo Spid. Successivamente, all’entrata in vigore dell’accordo, dovranno comunicare i dati della propria sorgente radioattiva con l’ausilio dell’esperto di radioprotezione da essi nominato», dice Fausto Fiorile Presidente nazionale di Associazione Italiana Odontoiatri.
Nulla cambia rispetto agli altri adempimenti previsti dalla direttiva e dal decreto legislativo. Nello specifico, dal 27 agosto 2020 occorre registrare su supporto cartaceo ogni singolo esame radiografico effettuato e memorizzarlo su pc per formare l’elenco degli esami che saranno inviati entro un triennio online alla Regione o Provincia autonoma di riferimento così da censire le dosi emesse. Dalla stessa data bisogna inoltre annotare in un registro ad hoc ogni evento che abbia comportato un’esposizione accidentale o indebita a soggetti presenti nello Studio odontoiatrico. Il nostro paese ha scelto di effettuare controlli annuali su tutte le macchine fonti di radiazioni, la Germania monitora ogni 5 anni e altri paesi comunitari effettuano i controlli addirittura ogni 10 anni. «La disparità è all’attenzione del Council of European Dentists di Bruxelles. Il fatto che da uno stato all’altro gli oneri per i professionisti siano diversi è a nostro modo di vedere un vulnus per il principio della libera concorrenza», dice Danilo Savini, Segretario sindacale AIO. «Un odontoiatra soggetto a controlli ravvicinati si sobbarca rischi ed esborsi superiori al collega “meno monitorato” in barba ai principi fondanti della Comunità europea. In Italia, AIO è in prima linea per chiedere un cambio di indirizzo alla nostra legislazione. Si è lasciata troppa discrezionalità alle burocrazie degli stati membri».
Nella foto, Ivana Ciabatti, Presidente e AD di Italpreziosi ed il Presidente Nazionale AIO Dottor Fausto Fiorile.
Associazione Italiana Odontoiatri ha stipulato con Italpreziosi, società di rilievo internazionale nella produzione e nel commercio di metalli preziosi, 7 miliardi annui di fatturato, una convenzione che permette agli iscritti di investire in oro e argento “fisici”, acquistando lingotti e monete d’oro, barre e grani d’argento, a condizioni e prezzi convenienti.
Gli associati potranno fruire del nuovo servizio “StorAG” di Italpreziosi, che permette di depositare in Svizzera l’argento acquistato beneficiando della sospensione dell’iva. «L’accordo si inserisce nella nostra strategia di avviare partnership durature con associazioni ed enti caratterizzati da una presenza capillare sul territorio, con l’obiettivo di incentivare investimenti in oro e in argento anche per operatori non professionali», spiega lvana Ciabatti, Presidente e AD di Italpreziosi nell’annunciare l’accordo .
Fausto Fiorile, presidente dell’AIO, sottolinea come Italpreziosi sia da sempre attenta a tutti gli ambiti della sostenibilità. «Oltre a possedere le prestigiose certificazioni internazionali LBMA e RJC (“Responsible Jewelry Council”), sostiene progetti di sviluppo di cooperative di minatori ed iniziative in favore dei diritti delle donne nel mondo del lavoro. La partnership offre a tutti i professionisti AIO un’opportunità da non perdere per mettere in protezione i risparmi messi da parte in anni di lavoro, proteggendo il capitale dall’inflazione, con una modalità di investimento non comune».
Per visualizzare la convenzione, questo è il link
Al termine del Congresso AIO Academy 2021 di Bologna che ha messo al centro la formazione costruita dai giovani Soci su temi clinici quotidiani in un’ottica di eccellenza culturale, Associazione Italiana Odontoiatri “raddoppia” e dà l’arrivederci al 2022.
Date e sede sono fissate: dal 27 al 29 ottobre a Roma una manifestazione ampia ospiterà il 30° Congresso Nazionale AIO all’interno del progetto AIO Academy in contemporanea con una nuovissima iniziativa marchiata “AIO Expò” dedicata ad una esposizione commerciale per le Aziende del settore.
«Stiamo portando a coronamento un viaggio verso l’eccellenza in Odontoiatria iniziato una decina di anni fa quando dettammo quelli che per noi sono i valori fondanti della professione: Responsabilità, Eccellenza, Innovazione, Spirito di Squadra e Sostenibilità», spiega il Presidente Nazionale AIO Fausto Fiorile. «Al congresso politico ho sottolineato il tema della responsabilità che riassume la nostra missione naturale di immedesimarci nei bisogni e nelle richieste del Paziente, coltivando dialogo, lealtà e trasparenza in ogni circostanza. In parallelo, abbiamo intrapreso un percorso verso l’eccellenza costruendo una formazione a misura dei tempi. L’Academy dei Soci AIO guidata dal Segretario Culturale Nazionale AIO Vincenzo Musella, che quest’anno ci ha regalato un Congresso con relazioni di altissimo livello, sta rivoluzionando il nostro modo di vedere l’aggiornamento: in cattedra non più solo maestri “veterani”, ma giovani che testimoniano i loro valori e lo spessore della loro preparazione».
«“Sono contento per i vostri pazienti”, questo è quello che mi sono sentito di dire a tutti i giovani brillanti relatori che al termine del Congresso ho personalmente ringraziato», dice Vincenzo Musella, Segretario Culturale Nazionale AIO. «Hanno dato un altissimo valore al Congresso AIO Academy. Un apri pista al progetto AIO Academy che sarà e dovrà essere un forte esempio per tutti i giovani odontoiatri che si affiancheranno alla nostra Associazione. Molte cose stanno evolvendo positivamente in AIO grazie ad AIO Nazionale ma soprattutto con il contributo di tutte le sedi provinciali».
Tornando all’argomento AIO Expò il Presidente AIO Fausto Fiorile ha voluto sottolineare un aspetto molto importante. «Oltre a continuare a valorizzare i giovani Colleghi di AIO Academy all’interno del 30° Congresso Nazionale, AIO vuole porre grande attenzione anche ai Partner che ci stanno aiutando a crescere come Associazione a supporto dell’Odontoiatria. Le Aziende hanno compreso che sostenere un’Associazione come la nostra significa far crescere indirettamente tutta la filiera. Un evento nuovo quello dell’Expò, peculiare, nell’ottica di uno sviluppo della professione che non guarda più solo all’aggiornamento pur fondamentale, ma più in là; più precisamente alla crescita di Professionisti autonomi, positivi nelle proprie decisioni e protagonisti del proprio futuro».
Nella foto, da sinistra il Segretario Culturale Nazionale AIO Vincenzo Musella, Lorenzo Breschi relatore del Congresso AIO Academy 2021 e il Presidente Nazionale AIO Fausto Fiorile.
Importante riconferma per i colori italiani. Al 109° congresso della World Dental Federation-FDI, il delegato italiano Enrico Lai, National Liasion Officer AIO, è stato rieletto nell’Education Committee, primo su quattro candidati con la maggioranza assoluta. L’elezione è avvenuta in un evento diverso, virtuale ma con base a Sydney, co-organizzato con l’Australian Dental Association. Al centro dell’agenda, temi di primo piano: la strategia di lotta al Covid-19, l’importanza di tenere aperti gli studi odontoiatrici nelle emergenze pandemiche, l’odontoiatria a carico dei servizi sanitari pubblici in tutto il mondo. Con 189 associazioni affiliate, in rappresentanza di 133 paesi, la FDI è il massimo organismo di rappresentanza degli Odontoiatri nel mondo. In essa, l’Odontoiatria italiana è autorevolmente presente, e Associazione Italiana Odontoiatri vi ha annoverato fino ad oggi il suo past president nonché Presidente mondiale FDI uscente, Gerhard Konrad Seeberger. Delle commissioni permanenti, quella per l’Educazione pianifica monitorizza il programma scientifico dei Congressi Mondiali annuali della Federazione e supervisiona le sessioni scientifiche durante e dopo le manifestazioni. Inoltre pianifica tutte le altre attività di formazione continua FDI. Lai, 52 anni, cagliaritano (foto a sinistra), è stato confermato per il lavoro svolto in questi anni nella costruzione di sessioni di assoluto valore internazionale oltre che per il curriculum da promotore di eventi molto seguiti come i congressi Internazionali AIO del 2015, 2017, 2019 in Sardegna (il prossimo sarà a giugno 2022). Sfiora l’impresa dell’elezione Giancarlo Couch, candidato al Membership Liaison & Support Committee, e superato non di molto dalla candidata USA Irene Marron Tarrazzi. Lai resta l’unico rappresentante italiano in Federazione.
Con il congresso di Sydney appena concluso, chiude il suo mandato Gerhard Seeberger: un biennio in cui FDI ha continuato a spiegare perché le cure odontoiatriche non possano mai essere sospese, nemmeno in emergenza, ed a sostenere la Vision 2030 per una Universal Dental Healh Coverage. Nuova Presidente è la rappresentante del Marocco Ishane Ben Walaya, mentre il presidente eletto è l’americano Greg Chadwick.
«In qualità di Presidente AIO, ma penso di poter parlare anche a nome di tutta l’odontoiatria italiana, porgo innanzitutto a Seeberger un grandissimo ringraziamento per il lavoro davvero difficile svolto in questi due anni di pandemia alla guida dell’FDI», afferma il Presidente AIO Fausto Fiorile (foto a destra). «Un lavoro fatto di proposte ed impegno continuo nel promuovere un modo innovativo e moderno di essere, come Odontoiatra, Medico sentinella della salute dei nostri pazienti nella comunità internazionale. La rielezione all’Education Committee di Lai, esponente AIO di spessore, con grandi capacità di relazionarsi e comunicare l’attualità, è un segnale forte che l’Odontoiatria italiana è un faro nel mondo. Da sempre il nostro percorso di medici è quello di grande lealtà e correttezza verso i nostri pazienti, sempre più attenti all’etica ed impegnati nella ricerca della qualità per il bene della popolazione. Ci piace pensare che questa coerenza nei valori sia stata apprezzata ancora una volta anche da parte della altre nazioni del mondo che ci hanno conosciuto in ambito associativo e sostenuto in questa occasione. Un grazie particolare ad ANDI ed al suo presidente Carlo Ghirlanda che ha condiviso la candidatura di Lai. Ad Enrico gli auguri di buon lavoro da parte di tutti noi».
Associazione Italiana Odontoiatri apprende con soddisfazione dell’inserimento nel disegno di legge sulla concorrenza di una norma che tutela i lavoratori iscritti a fondi sanitari integrativi, e vieta nei contratti di welfare integrativo ogni obbligo o costrizione per il dipendente a rivolgersi solo a medici o centri sanitari convenzionati. I lavoratori potranno scegliere dove farsi curare, anticipando il pagamento della prestazione al professionista di propria fiducia e per poi farsi rimborsare dall’Assicurazione il quantum che la Compagnia avrebbe sborsato ove essi si fossero rivolti a professionisti direttamente convenzionati. «Si tratta di una bella notizia per tutti i colleghi che hanno a cuore un certo modello di professione odontoiatrica. L’articolo di legge rispecchia le posizioni che AIO porta avanti da sempre sui fondi integrativi», afferma il segretario sindacale dell’Associazione Danilo Savini (foto a sinistra). «Ricordo che nel 2016 con Eurispes il nostro sindacato in un libro bianco indicava i limiti delle coperture assicurative, e invitava Compagnie ed associazioni di Consumatori a un tavolo comune di confronto. Da anni raccogliamo doglianze di Associati AIO non convenzionati con fondi sanitari i cui pazienti sono costretti a cambiare i piani di cura o il curante per mantenere la copertura assicurativa. Analogamente, per alcuni pazienti il Fondo si trasforma in prescrittore o ricusatore di terapie, inducendo situazioni analoghe a quelle che a luglio hanno portato Antitrust a sanzionare la compagnia RBM e la società Previmedical».
«Il 20 novembre 2020, prima di chiunque altro, decidemmo di appoggiare ANOMEC e l’esposto al Garante della Concorrenza del giuslavorista Piero Ichino, volto a far dichiarare illegittimo il tariffario imposto dalle Assicurazioni, in quanto in contrasto con le norme europee sulla concorrenza e penalizzante per i rimborsi in forma indiretta rispetto alle convenzioni dirette», continua il Presidente Nazionale AIO Fausto Fiorile (foto a destra). «In seguito, con piacere abbiamo visto unirsi a noi e ad ANOMEC altre sigle sindacali e Istituzioni ordinistiche per caldeggiare il disegno di legge Ichino sulla riforma dell’equo compenso, che prevede inoltre per il lavoratore la libertà di potersi rivolgere al proprio professionista di fiducia in alternativa al Dentista convenzionato. Con la novità introdotta nel Ddl Concorrenza, “figlia” secondo noi della proposta Ichino, ci auguriamo si realizzi il risultato di avere un paziente libero di scegliere il medico da cui si sente curato meglio. E’ per questo che AIO lotta da due lustri da sola, da due anni con ANOMEC, e ora con il resto della categoria che ha compreso la nostra battaglia, dimostrando che sui limiti dei Fondi integrativi in Italia esiste un sentire comune di tutta la Professione Odontoiatrica».
L’attività odontoiatrica resta essenziale per i servizi sanitari, sicura perché negli studi non si generano contagi, e da sostenere economicamente negli stati membri dell’Unione Europea. Lo afferma il Council of European Dentists (CED), “braccio” della Commissione UE guidato dall’italiano Marco Landi – dove Associazione Italiana Odontoiatri è rappresentata dal past president Pierluigi Delogu e da Stefano Colasanto – nel documento Un anno di lavoro CED sul Covid-19, sinossi delle conseguenze della pandemia sui dentisti europei. Il testo riassume i risultati di 20 sondaggi che esplorano l’impatto del virus sugli studi in 27 stati membri, le sfide affrontate dalla professione e le cose da fare per il futuro.
Da marzo 2020 ad aprile 2021, il CED ha dedicato una notevole attenzione a capire l’impatto dell’emergenza sulle sanità pubbliche, sulla salute orale e sull’odontoiatria e per garantire che il settore continuasse a rispondere alle esigenze dei pazienti. Nei mesi del primo picco, la fornitura di cure dentali è stata limitata alle emergenze e la routine è stata limitata o sospesa dal 67 al 100% dei casi. Oltre il 58% degli intervistati ha segnalato carenze e mancanza di accesso a dispositivi di protezione (maschere, occhiali, camici chirurgici e visiere) fino a giugno 2020. Diversi paesi hanno segnalato un aumento dei costi associati al controllo delle infezioni e hanno esortato ad inserire i dentisti nei gruppi prioritari di vaccinazione.
Nella seconda e la terza ondata, in tutta Europa molti studi sono rimasti aperti malgrado ulteriori lock-down perché i dati hanno mostrato che non ci sono maggiori rischi di infezione. In oltre il 77% dei casi le associazioni dentistiche nazionali non riportano un aumento del tasso di infezione dei dentisti. E la maggior parte dei contagi non ha avuto origine da ambienti professionali.
Dopo un anno di convivenza con la pandemia, l’odontoiatria si riafferma dunque parte essenziale dell’assistenza sanitaria: indagini ed interlocuzioni poste dal CED in quest’anno dimostrano che è sicura per i pazienti, il team odontoiatrico e gli stessi dentisti. I protocolli di sicurezza adottati in studio sono efficaci ma è della massima importanza che il dentista abbia sempre accesso a dispositivi di protezione individuale adeguati e che il prezzo di essi non costituisca un onere finanziario aggiuntivo. Inoltre, è essenziale che le minacce sanitarie non interrompano la continuità dell’offerta di cure: il rinvio dei trattamenti odontoiatrici ha un impatto negativo sulla salute orale e generale dei pazienti e aggrava le disuguaglianze. È fondamentale, rimarca il documento CED, che i dentisti ricevano il sostegno del governo in casi straordinari di interruzione del lavoro, e che abbiano la priorità, insieme ad altri operatori sanitari, nell’accesso al vaccino Covid-19. Il Council incoraggia infine i dentisti a vaccinarsi per sensibilizzare i cittadini, e a promuovere la vaccinazione contro il Covid-19 nel grande pubblico.
«Quest’anno più che mai – sottolinea Fausto Fiorile presidente AIO – leggiamo nel prezioso lavoro svolto dal council come i problemi italiani ed europei siano comuni. I delegati dell’associazione Delogu e Colasanto hanno svolto un costante lavoro di raccordo, incarnando un’odontoiatria italiana che comunica problemi concreti, che ha patito misure restrittive poco utili in tempo di Covid, che è tesa all’eccellenza, indispensabile ai servizi sanitari, capace di mettere in atto tutte le misure di sicurezza per tutelare i pazienti dai contagi: confido che grazie ai dati del documento CED i governi capiranno finalmente che nelle pandemie non è di alcuna utilità limitare l’attività professionale nei nostri studi».
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