Al 45° congresso sido, si parla di professione

Il corso è finalizzato ad approfondire tutte le tematiche per un approccio coerente della professione in modo da seguire un modello etico e di qualità che identifichi una figura di odontoiatra moderno capace di affrontare tutte le sfide del futuro, ma soprattutto in grado di dare valore al proprio lavoro per elevare il rapporto fiduciario col paziente.
Gli autori svilupperanno gli argomenti con un sistema interattivo che coinvolgerà i partecipanti ad una attività pratica tramite tecniche di simulazione e discussione di situazioni reali.
L’obiettivo è dare ai partecipanti i protocolli e i mezzi per affrontare al meglio la propria attività lavorativa con prospettive di medio e lungo termine attraverso i modelli possibili che verranno descritti e analizzati criticamente. In sintesi si vuole far acquisire ai partecipanti la piena consapevolezza del significato di essere Odontoiatra nel contesto sociale odierno con tutte le informazioni per poter guardare analiticamente e con occhio moderno al servizio da offrire ai cittadini.
Coordinatore: Pierluigi Delogu
ECM Evento in accreditamento
Numero programmato sì o no? Pro e contro della selezione degli studenti all’ingresso a Medicina, Odontoiatria e Veterinaria sono stati snocciolati alla tavola rotonda sull’accesso ai corsi universitari ad indirizzo medico tenuta al Revolution Camp di Paestum il 1° agosto dall’UDU- unione degli studenti universitari. Circa 900 ragazzi per 12 giorni si sono confrontati sui temi del lavoro; all’incontro, moderato da Alessio Portobello (UDU), hanno preso parte il segretario AIO Raffaele Sodano, il Vice Presidente Fnomceo Luigi Conte, Guido Cozza di CGIL Medici e l'avvocato Michele Bonetti (da sinistra nella foto Bonetti, Sodano, Portobello, Cozza e Conte).
Da una parte, come evidenzia Conte, limitare gli ingressi in ateneo crea più chance di lavoro, e “blindato”, a chi entra, porta a bassi indici di abbandono (5% contro una media del 15% delle altre facoltà), e a lauree in tempi canonici per l’80% degli studenti. Infine, calmiera i costi della formazione. Dall’altra, nota Cozza, il test d’ingresso è una lotteria malfatta («intorno alla quale si realizza sempre più un vero e proprio business tra corsi privati e date diverse di concorsi a pagamento») aggirata dai ricorsi e dall’emigrazione dei nostri studenti nei paesi dove non c’è selezione.
Un po’ di storia – La selezione non è un obbligo europeo, anzi s’è salvata per il rotto della cuffia con la sentenza della Corte Europea dei Diritti Umani di Strasburgo del 2 aprile 2013 che lo ha ritenuto non inammissibile. Pratica imposta negli anni Novanta nelle Facoltà professionalizzanti di alcuni paesi dell’Unione Europea, è stata ammessa in Italia ufficialmente dalla sentenza della Corte Costituzionale 383/98. Nessuna direttiva Ue vincola il nostro paese a selezionare chi accede nelle facoltà, anzi i ricorsi ai Tar sono spesso accolti con ammissioni in sovrannumero per i ricorrenti, come sta avvenendo di fronte ai ricorsi Udu dopo il test dello scorso aprile. La selezione non piace in primo luogo all'università come afferma lo stesso avvocato Bonetti sottolineando il tramonto della cultura dei quiz negli stessi Usa: dalla disamina di Bonetti emerge come alcuni atenei (Università Cattolica Roma, Biocampus, San Raffaele) offrano il test in data diversa da quella canonica dando un'altra opportunità a chi ha già risposto ai quiz. Del resto, ricorda Sodano, i primi a chiudere un occhio sui ricorsi furono proprio gli atenei, verosimilmente per aumentare il numero di iscritti. Tuttora le università italiane sono all’origine fenomeni di aggiramento quale l’anomalia – sollevata da AIO in Fnomceo – della sede distaccata di Tor Vergata a Tirana, dove docenti italiani, insegnano, ben pagati e fuori dalle norme Ue, anche a italiani. Risultato? Alla Cao Roma – come riporta l'avvocato Bonetti – nel 2013 a fronte di 60 iscrizioni ben 35 sono state da università straniere. La “reazione” c’è e pesa su studenti e corsi di laurea che nulla c’entrano. Alcuni atenei hanno reso a numero chiuso corsi non medici, mentre la disoccupazione giovanile è al 43,7%. In grandi città come Palermo l’accesso a Lettere e Giurisprudenza è oggetto di selezione (con annesse accuse di familismo e classismo).
Terza via per la selezione – Conte rileva l'importanza di normare gli accessi ai corsi in base alle reali esigenze lavorative, per evitare il proliferare di disoccupati intellettuali che, a differenza di altri laureati, non hanno sbocchi lavorativi diversi dal proprio campo di formazione, ma costano molto allo Stato: un laureato in Medicina grava sulle casse statali per circa 30.000€ annui, oltre al pesante investimento della famiglia (e suo). Per Sodano resta comunque la necessità di regolare in qualche modo gli ingressi ai corsi in vista della seconda grande selezione: l'ingresso alle scuole di specialità italiane, sempre più restrittivo: «I mondi di formazione e professione (e previdenza) non possono viaggiare distanti e finora – dice Sodano – è accaduto proprio questo. I luoghi di riflessione che fin qui si sono ritagliati la primazia della rappresentatività sono compartimenti chiusi, autoreferenziali e autolimitantisi, AIO è entrata nella casa di chi vorrebbe essere professionista domani. Al congresso politico del 22 novembre a Roma vorremmo dare prime vere risposte sugli accessi in Odontoiatria».
Gentilissima Ministro Lorenzin,
Le voglio esprimere con questa comunicazione la piena disponibilità dell'Associazione Italiana Odontoiatri nei confronti della istituzione governativa da Lei rappresentata, ma vorrei porre alla Sua attenzione un aspetto che rappresenta per gli Odontoiatri Italiani un certo disagio riguardo alla composizione del neo eletto CSS.
Abbiamo registrato con un certo stupore che per la seconda volta in pochi anni, non è stato nominato nessun rappresentante di una professione, quale è l'odontoiatria, nell'organico di tale autorevole consesso.
Mi preme ricordare che nelle ultime riunioni del CSS sono stati trattati, su richiesta specifica del Suo ministero, diversi aspetti particolarmente specifici e significativi su temi di argomento odontoiatrico e che avrebbero bisogno di una attenta valutazione critica con una analisi riportata ad una realtà peculiare che richiede la presenza di referenti autorevoli nel campo odontoiatrico.
Non abbiamo nessun problema sulle persone indicate a formare il nuovo Css, delle quali riconosciamo l'assoluto valore, ma ci preme farLe presente tale carenza che pone la professione Odontoiatrica, ormai attestata in una collocazione di unicità e ben inquadrata per la sua valenza socio-sanitaria, in un inaccettabile rapporto di subalternità.
La bibliografia internazionale e la politica sanitaria del mondo parla di Odontoiatria come del modello da seguire per fare una corretta politica di prevenzione e questo riteniamo che sia un opportunità da utilizzare nel nostro paese, soprattutto alla luce di quello che sta avvenendo negli equilibri generali, che Lei ha così bene sintetizzato nel recente "patto della salute" approvato in accordo con la Conferenza delle Regioni.
Per questo Le chiedo a nome dell'associazione AIO che mi onoro di rappresentare di voler prendere in considerazione di inserire un rappresentante dell'Odontoiatria in tale autorevole Consiglio Superiore di Sanità.
Con profonda stima per il Suo operato
I miei più cordiali saluti
Pierluigi Delogu
Presidente
Nato nel 1962, papà abruzzese, carabiniere, e mamma di Guidizzolo nel Mantovano con genitori trapiantati in Trentino per gestire un albergo subito dopo la seconda guerra mondiale. Fausto Fiorile dalla fine delle scuole elementari cresce nel cuore del Trentino, a Storo, a metà strada tra lago d’Idro e Val di Ledro, un angolo di quiete, ma anche il centro più grosso delle Valli Giudicarie. E, dall’alto della passione per le materie scientifiche e l’amore per le cose costruite con le mani, immagina due strade per il suo futuro: ingegneria o medicina. Non sa ancora in quei giorni del 1981, quando sceglie Medicina, che si laureerà per fare il dentista, diventerà un presidente di Commissione d’Albo a Trento e uno dei vertici dell’Associazione Italiana Odontoiatri, un formatore, un dentista attento agli aspetti etici, un uomo di consensi.
Come inizia……?
«Lancio la monetina e opto per Medicina, numero chiuso a Modena, prendo in affitto il classico appartamentino da studente e ogni week end faccio oltre 7 ore di viaggio con corriera e treno per arrivare a casa. Viaggiando studio; ma dopo un anno e tutti gli esami fatti decido che Odontoiatria è la scelta che più mi si addice: disciplina chirurgica, più manualità, si premia il merito e la capacità di intraprendere. E va davvero bene. Al quinto anno alla vigilia della tesi vengo chiamato a svolgere il servizio militare da volontario nell’Arma dei Carabinieri; faccio il corso di addestramento e finisco in infermeria a Bolzano, non lontano da casa. Aiuto i medici, ma studiando di sera termino la tesi, mi laureo a novembre del 1987, e a giugno 1988, terminato il servizio nell’Arma sono pronto per cercare il classico lavoro ».
Come approda all'odontoiatria e all'AIO?
«All’università mi avvicino all’AISO, l’associazione degli studenti in odontoiatria che a mio avviso ha una continuità naturale nell’AIO. Questo è il motivo per cui tornato a Trento mi iscrivo all’AIO. Fare il dentista mi piace proprio! Gli anni di studio in università mi stanno aiutando e scopro che proporsi come professionista che mette tanta passione per quello che fa ha successo. Il lavoro cresce e con esso l’impegno e la responsabilità nei confronti delle tante persone che si rivolgono a me, giovane dottore, per farsi curare. Una bellissima emozione quella di riuscire a risolvere i problemi dei pazienti che ti ringraziano per questo. Per quattro anni lavoro a percentuale, aiutato da due bravissime assistenti, Loretta e Teresa, in uno studio di cui non sono titolare. Ma la voglia di fare ed intraprendere è tanta e nel 1992 decido di fare il grande passo rilevando locali, attrezzature e personale dello Studio nel quale avevo fatto le mie prime esperienze.
Sì… ma l’Aio?
«e’ una storia lunga una ventina d’anni. Intanto viaggio molto per completare la mia formazione come tutti gli Odontoiatri con tanta voglia di imparare. Macino chilometri su e giù per l’Italia nel seguire Corsi, Congressi, Master; giro un po’ il mondo, in Francia, molte volte a Tucson negli Stati Uniti. Piano piano mi avvicino al mondo dell’insegnamento e grazie alla sensibilità di un grande amico Sandrò Segù, che mi chiede di collaborare come Tutor prima e Docente poi presso la sua scuola di formazione, inizio ad occuparmi di Formazione nell’ambito ortodontico. E’ proprio a Vigevano, insegnando l’Ortodonzia, che incontro Pierluigi Delogu, l’attuale Presidente AIO. Iniziamo a collaborare, a proporre lavori scientifici ai congressi mentre continuiamo ad occuparci di formazione. Non ho ancora in mente di diventare un membro attivo del sindacato: ascolto, annoto idee. Delogu mi presenta al presidente di allora, Giulio Del Mastro, un amico che mi coinvolge nelle convention, mi fa conoscere aspetti della professione che non avevo ancora approfondito. A Trento intanto c’è fermento. Siamo arrivati al 2007 e la Provincia ha appena emanato una nuova legge sull’assistenza odontoiatrica che non piace; AIO guida il cambiamento, si appronta una lista, che ottiene il consenso degli Iscritti. Da allora sono presidente Cao di Trento».
…e qualcuno in AIO nazionale si accorge che ha un passato e un presente in politica e che dalla politica ha imparato i segreti della comunicazione…
«Tra il 2000 e il 2010 sono stato consigliere comunale di Storo e tra il 2000 e il 2005 ho guidato da vicepresidente prima e presidente successivamente, il consorzio dei 15 comuni della vallata. Amministrare una comunità è decisamente una cosa impegnativa soprattutto quando devi relazionarti con tanti amministratori e tante sensibilità diverse, ma è anche un’esperienza che aiuta molto a comprendere alcuni meccanismi legati alla necessità della condivisione e del consenso. Tante esperienze formative con gli amministratori sul lavoro in team, sulla Leadership. Ad un certo punto dell’esperienza mi sono trovato a gestire importanti progetti sovra comunali promossi grazie a finanziamenti dell’Unione Europea che hanno determinato investimenti da parte del territorio per quasi 200 miliardi delle vecchie lire. Un impegno importante e difficile per certi aspetti, che va svolto con un profondo senso di responsabilità nei confronti della propria comunità, e che si può portare a termine con successo, se ci sono relazioni vere tra le persone che lavorano con te. Nel 2005 mi dedico con tutte le forze alla mia comunità, mi candido sindaco ma non ottengo il necessario consenso; ora sono consigliere nella Comunità di valle organo rappresentativo di tutte le Giudicarie. Qualcuno potrebbe pensare che la politica locale è fatta solo di contrasti e bisticci; invece è un mondo di relazioni importanti che arricchiscono a patto di saper comunicare, e di continuare ad approfondire gli aspetti che riguardano la comunicazione. Tra il 2008 e il 2013, frequento la scuola dell’Open Source Management dove studiano con me altri professionisti ma soprattutto imprenditori provenienti dai più svariati settori dell’economia. Una scuola che mi ha arricchito e che ora, proprio in questo mese di luglio a Fiumicino, faccio conoscere ai miei colleghi AIO. Mi sono reso conto che se l’Associazione deve promuovere idee le deve rendere comprensibili e condivisibili, la capacità di farsi capire si affina e si sperimenta continuamente sul campo; qualche volta si perde e qualche volta di vince ma si continua a crescere. Oscar Wilde provocatoriamente dice che “il successo è passare da un insuccesso ad un altro senza perdere l’entusiasmo”. Ovviamente non bisogna aver paura delle novità. In questi anni in AIO ho lottato per un’immagine che fosse “fresca” e vera come noi, ho continuato ad insistere fino all’inverosimile per rinnovare il brand, con il Presidente ho sostenuto l’avvio di una macchina di comunicazione diversa, un addetto stampa, un portale “vivo” soprattutto…»
Qual è la sua vision dell'odontoiatria e come si sposa con AIO?
«Non vedo distinguo tra le mie idee e quelle attuali dell’Associazione, anzi: come professionista mi vedo uomo sempre intento a dare il massimo, impegnato per alzare sempre più l’asticella, per conoscere e fare di più, ma anche per comunicare agli altri le sue scoperte. Credo che i professionisti abbiamo un compito importante, che è quello di utilizzare lo strumento associativo per far crescere la professione e dare all’Italia, da Bolzano a Pachino, Odontoiatri sempre più preparati, di alto profilo. Se otteniamo questo, facciamo crescere una società, un paese. E’ un progresso importante che si potrebbe ottenere anche con scelte politiche ma quella non è la sola strada: c’è l’Ordine, c’è il Sindacato, c’è il dialogo tra professioni, ci sono vision dei dentisti che i medici stanno mutuando e vision di medici e dentisti che altre professioni stanno facendo loro, si pensi all’educazione continua».
Nell’ambito della sua evoluzione AIO l’anno scorso ha proposto una carta dei valori e lei l’ha presentata.
«La Carta è una sintesi ma anche un punto di partenza, va vista come una base da dove poi l’odontoiatra spicca il suo viaggio nel quotidiano del suo lavoro, dando corpo a principi che non vivono senza la pratica di ogni giorno. Ci siamo chiesti: cos’è che ci ha messi insieme? E ancor prima: per quali virtù ci stimiamo tra di noi? Perché siamo bravi? Veri? Perché abbiamo cominciato veramente da zero senza sapere se la gente avrebbe dato credito a dei laureati non medici e si sarebbe fatta curare da loro? Ecco, forse il valore che sta alla base della Carta è che noi non vogliamo farci contaminare dalla routine. »
Un consiglio, dottor Fiorile: come si fa a raccogliere il consenso dei colleghi?
«Nell’esperienza politica ho notato che spesso si usano dei “trucchetti” o mezzi per carpire il consenso, decisamente poco etici! La cronaca politica di oggi ci dice però che le bugie hanno le gambe corte. Se usi trucchi o mezzi sleali prima o poi la gente si accorge che racconti balle e non ti segue più. Io cerco innanzitutto di ascoltare, di essere disponibile, di relazionarmi con tutti. Quando esprimo la mia idea non tengo la testa bassa ma guardo dritto negli occhi perché sono convinto che quando si dice la verità lo sguardo non tradisce. Solo se si crede fermamente in quello che si fa si riesce ad essere convincenti, si riesce ad ottenere il consenso su progetti che in qualche caso possono sembrare addirittura fin troppo idealistici e difficili da realizzare.
Ieri sera ho presentato ai colleghi di Trento un Progetto di prevenzione odontoiatrica che è stato elaborato dall’Ordine e che vorremmo proporre su tutto il territorio provinciale. Un progetto nuovo nella filosofia, che coinvolgerà una moltitudine di attori, dove è stata chiesta collaborazione attiva da parte dei colleghi, e soprattutto una condivisione politica delle scelte non semplice facili da comprendere. Abbiamo argomentato, ci sono stati interventi e si è sviluppato un bel dibattito; si sono fatte le 22, le 23. A mezzanotte probabilmente non tutto era ancora chiaro ma gli apprezzamenti per il lavoro che si stava facendo e l’incoraggiamento a proseguire molto forte! Tanti commenti che dicevano: “così va bene, dai che piano piano comprenderanno le nostre ragioni”.
Mi dica lei, qual è l’alternativa al coraggio delle idee?»
Obbligo di farsi autorizzare l’apertura per i centri odontoiatrici in franchising; possibilità di inviare una semplice comunicazione all’Asl per aprire gli studi dentistici monoprofessionali. E’ il criterio con cui Ia Basilicata con una legge appena pubblicata sul Bollettino ufficiale, consente la sopravvivenza dello studio odontoiatrico-tipo normando i requisiti per esercitare l’odontoiatria e per evitare forme di abusivismo. «Vedremo nella pratica quanto fastidio darà a chi sguazza nell’illegalità; certo bisognerà moltiplicare i controlli sul territorio», commenta l’artefice della proposta, Maurizio Capuano, consigliere lucano dell’Associazione Italiana Odontoiatri e presidente della Commissione Albo di Potenza. Tra le misure più innovative, la previsione che anche nelle strutture complesse i direttori sanitari debbano essere laureati in odontoiatria o medici iscritti all’albo odontoiatri. «L’obiettivo -dice Capuano – era evitare si considerasse l’odontoiatria attività di particolare complessità», spiega Capuano. «La Basilicata viene da un percorso peculiare: le regioni attendono un regolamento nazionale sulle autorizzazioni dal 1992, l’epoca della riforma, che non è mai arrivato. Nel 2011 la legge 21, da noi appoggiata, fu un primo tentativo (ben riuscito) di identificare le strutture odontoiatriche sul territorio; essa istituiva l’obbligo di inviare una comunicazione al Presidente della Regione, da intendersi come “traccia” della presenza di un odontoiatra sul territorio. La nuova legge abroga la 21 e parte dalla constatazione che in tema di autorizzazioni è facile da una parte scivolare verso la troppa burocrazia e dall’altra verso il permissivismo. L’articolo 1 trova una soluzione , imponendo alle strutture complesse (poliambulatori pubblici e privati) l’autorizzazione già contemplata alla legge regionale 28/2000 con richiesta al Presidente Regionale e successive verifiche di compatibilità da parte dell’Asl, mentre ai professionisti basterà una comunicazione di inizio attività ove aprano o trasferiscano lo studio».
Nell'attività di diagnosi e terapia la legge impone la presenza di un odontoiatra vicino al paziente. Studi dentistici e laboratori odontotecnici dovranno essere separati fisicamente; gli studi dovranno avere requisiti minimi: sala d’attesa, locali “congrui”, impianti a norma, almeno un servizio igienico (due se nuovi, con separazione utenti-personale), spazi separati per materiale sporco, pulito, per pulizia, presidi medici, sterilizzazione, stoccaggio rifiuti speciali, rx. Nessuna autorizzazione sarà concessa a chi non ha i titoli per esercitare l’odontoiatria. Nello studio bisognerà specificare nominativi del personale e mansioni, con cartellino identificativo. E’ esplicitata la necessità di utilizzare almeno autoclave di classe B con sigillatrice/imbustatrice. Rispetto alla legge 21, sono scomparse le misure minime dello studio, l’obbligo di tenere i defibrillatori e il numero minimo di strumenti: «A mio avviso non c’era motivazione logica –osserva Capuano- ma sono stati valutati onerosi per i colleghi da alcune componenti del territorio. In ogni caso un passo in avanti è stato fatto per la tutela della professione per la quale Aio si batte».
Per vedere la legge in bozza: http://www.aio.it/public/uploads/2014/07/1404631678_DDL_Basilicata.docx
Un passo avanti verso un futuro più solido e una professione più consapevole: l’Esecutivo AIO plaude all’approvazione a maggioranza del nuovo statuto dell’Enpam e plaude soprattutto all’approdo dell’autonoma rappresentanza odontoiatrica nel Consiglio Nazionale dell’Ente pensionistico di medici e dentisti, un cammino partito quasi vent’anni fa nel 1995 con l'ingresso dei laureati in odontoiatria.
AIO constata inoltre con soddisfazione come Enpam resti l'Ente di Previdenza e Assistenza dei soli medici ed odontoiatri, come auspicavamo: sarebbe stato improponibile nel medesimo momento ripensare i meccanismi di assistenza e tutela previdenziale per due categorie ed aprirsi all’allargamento della base contribuente ereditando i problemi generazionali di altre figure professionali.
Restano alcune perplessità già manifestate nel Documento AIO sulla riforma dello Statuto Enpam del 16 aprile scorso. Ci spiace in particolare prendere atto che si è mancata l'opportunità di rendere più snello ed efficace il Consiglio Nazionale che – con un numero di 185 componenti– in tempi di globale ridimensionamento degli organismi istituzionali e politici riteniamo pletorico. Puntualizziamo le criticità con spirito propositivo poiché i nodi sollevati da AIO vengono prima o poi al pettine; al contempo confidiamo che le questioni scaturenti dal nuovo assetto possano essere risolte con la “vision” positiva che ha comunque contraddistinto la maggior parte delle soluzioni fin qui adottate.
Il Presidente Pierluigi Delogu
Il Segretario Angelo Raffaele Sodano
Il Vicepresidente Fausto Fiorile
Il Segretario Culturale Marzia Segù
Il Tesoriere Enrico Lai
Il mondo dell’odontoiatria chiede all’Italia un passo avanti in tema di maltrattamenti ai minori, come lo hanno fatto Usa e paesi scandinavi che si sono dotati di registri per censire i traumi dentari. Al congresso della Società Italiana di Traumatologia Dentale organizzato a Cagliari al T-Hotel con l’Associazione Italiana Odontoiatri i presidenti delle due associazioni, Enrico Spinas per SITD e Pierluigi Delogu per AIO hanno presentato richiesta ufficiale al Governo di istituire un Registro nazionale dei traumi dentari. La richiesta, oggetto di una lettera al ministro della Salute Beatrice Lorenzin per un incontro con AIO e SITD mirato a istituzionalizzare una Giornata Nazionale della Promozione della Salute Orale da celebrare il 20 marzo di ogni anno, è stata avanzata alla presenza del presidente del Collegio dei docenti Antonella Polimeni; quest’ultima ha presentato le linee guida sui traumi de Ministero, inquadrandole nel più ampio campo delle linee guida sulla prevenzione varate nel 2012, e sottolineando come i traumi dentali possano essere spia di maltrattamenti su minori o di negligenza nei loro confronti.
Il mondo dell’Odontoiatria dunque è unito nel rappresentare le istanze dei minori appartenenti a tutte le fasce sociali. Ma il congresso era in primo luogo un evento di aggiornamento Ecm, e in tale veste ha registrato oltre quattrocento presenze in due giorni di relazioni (più di 200 partecipanti al giorno). Tra i principali interventi, spicca quello di Damaso Caprioglio, decano e socio fondatore SITD, autore di un excursus storico della società di Traumatologia in Italia e in Europa, e la Lectio Magistralis di Nicola Perrini, presidente della prestigiosa associazione Amici di Brugg.
«Il consenso? Nel mio caso non credo sia figlio del carisma, ma della disponibilità e della prontezza nel rispondere alle richieste d'aiuto. Quando penso ai bisogni della professione odontoiatrica, Immagino ciò che piacerebbe a me e lo proietto sui colleghi.
Questo metodo ha sempre funzionato, insieme alle richieste dei soci che abbiamo avuto in tutti questi anni». Parla Enrico Lai, Tesoriere dell'associazione Italiana Odontoiatri, cagliaritano, classe 1969, dentista libero professionista ed alfiere di una visione dell'odontoiatria molto vicina alle istanze della libera professione.
Negli anni Ottanta fresco di diploma liceale classico, Lai si era iscritto a Medicina, ma dopo un anno capisce che la sua strada è fare il dentista. Non lo comprende subito. Capita che un suo amico voglia superare il test di odontoiatria e lui decide di andarlo ad aiutare, forte degli esami già dati . Risultato, l'amico non passa l'esame e lui invece sì. Da allora inizia una cavalcata.
Lai non è figlio d'arte, a casa sua non si mastica odontoiatria ma lingue straniere.
Lui stesso ama la storia quasi quanto l’odontoiatria.
Ma ha vocazione a mettersi al servizio degli altri, e un'altra vocazione, quella di organizzare eventi. L’ha fatto per le più belle discoteche del Sud Sardegna e ha iniziato da poco a farlo anche in ambito associazionistico europeo fino ad arrivare a ricoprire ruoli apicali nel più grande network studentesco europeo: Aegee Europe. «Ho aperto il mio studio nel 2000, e i primi pazienti li ho avuti grazie a un sapiente passaparola», ammette.
Come approda al sindacalismo?
«Mi avvicinai ad Aiso,l'associazione degli studenti in odontoiatria. Poi in seguito, conobbi Aio in un modo singolare: i dirigenti di allora avevano prenotato una sala all'università ma all'ultimo momento quando l'assemblea era in corso, vennero dei dentisti Andi e dissero che i colleghi di Aio non potevano stare li. Giurai a me stesso che mi sarei iscritto all'AIo, che poi era il sindacato del mio correlatore di tesi, il dottor Stefano Oddini Carboni, presidente allora di Aio Cagliari. Dopo la laurea (1995) e due anni di assidua militanza divenni tesoriere. Era l’ottobre 1997, e quella carica non l'ho più lasciata».
E da qui arriva all’ordine dei Medici di Cagliari.
«Dopo tanta esperienza in AIO, e dopo che sono stato chiamato a gestire gli eventi culturali del sindacato, mi è stato chiesto se volessi candidarmi e da 12 anni sono un componente della commissione albo odontoiatri e da sei sono consigliere dell'ordine, essendo stato uno dei due consiglieri più votati».
Lei è anche tesoriere Aio Nazionale da vari mandati…
«Dal 2002 per la precisione. Mi volle nel consiglio l'allora presidente Giulio Del Mastro. Correvano le elezioni di fine 2001. Un anno dopo , a Napoli vennero a trovarmi in stanza in tre (Giulio Del Mastro, Claudio Brucco e Alessandro Rampello, ndr) e mi “chiesero” se volessi cimentarmi come tesoriere nazionale. Quasi non mi lasciarono scelta. Da allora sono Tesoriere Nazionale Aio, evidentemente sono state apprezzate le mie doti gestionali».
Appunto, quali doti ci vogliono per fare il tesoriere di un’associazione?
«Non tanto doti di contabilità o carisma, quanto capacità organizzative. Quelle servono. E serve onestà, sapere cosa fare e volerlo realizzare nei tempi più brevi. Infine serve serietà e costanza e credo di averle dimostrate in questi anni, con i fatti».
In Aio lei è anche responsabile dell'attività di aggiornamento.
«Anche l'educazione continua fu presa in carico dall'Aio di Del Mastro a inizio secolo, e inizialmente si trattava di poca roba, uno due corsi l'anno. Quando mi fu chiesto di occuparmene per organizzare i corsi, accettai di buon grado un impegno che appariva tutt'altro che ingente.
Ma poi siamo passati a 20 e poi a 200 corsi l'anno, e abbiamo incominciato la trafila: prima organizzatori, poi provider provvisori, infine ora attendiamo il passaggio a provider standard incaricati di accreditare da noi i corsi sotto il controllo Agenas.
Con le presidenze Del Mastro e Seeberger e grazie al grande lavoro di Giancarlo Couch siamo riusciti ad avvicinare il mondo della formazione americano, e a confrontarci dapprima con la Chicago Dental Society, quindi con l'American Dental Association che l'anno scorso, sotto la presidenza di Pierluigi Delogu, ci ha consentito di accreditare i nostri eventi con i crediti ADA CERP.
Una soddisfazione immensa, vuol dire che la nostra formazione e’ riconosciuta negli Stati Uniti. Aio è l'unico ente formatore in Italia a poter assegnare questi crediti».
Quanto tempo le occupa la sua attività in Aio?
«Molto. Dedico all'associazione un giorno la settimana e quasi tutto il tempo libero dal lavoro. Discorso a parte il mio ruolo agli esteri, dal 2006 chiamato dal Presidente Seeberger nella delegazione Italiana per FDI ed Ero dove al momento copro rispettivamente i ruoli di National Liasion Officer e di Auditor. Tutto si è complicato negli anni, ma è anche vero che la tecnologia – uno dei miei hobby – ci ha tolto una miriade di problemi. Peraltro, fortunatamente, sono aiutato da due segreterie, quella Nazionale e quella Ecm. Mi piace lavorare in gruppo e ho avuto la fortuna di circondarmi di compagni affidabili (tanti da non poterli nominare tutti) con cui condivido gli stessi obiettivi. Senza dimenticare la pazienza di mia moglie Alyona e mio figlio Sergio, che mi lasciano dedicare tanto tempo all’AIO, insieme ai miei collaboratori in studio».
Lei è anche l'organizzatore dell'attività culturale di Aio Cagliari – Oristano.
«Anche qui dobbiamo partire da lontano. Dopo 4 anni di tesoreria a Cagliari, essendo cresciuti i numeri della sede, editammo una nostra rivista e promuovemmo il Simposio regionale che dal 2002 per dieci anni si è tenuto al centro dell’isola. Visti i numerosi partecipanti, dal 2013, ci siamo trovati una sede più ampia e con dotazioni avanzate a Cagliari, con relatori nazionali ed internazionali. Il percorso culmina il 20 e 21 giugno, con il Congresso Sidt, arricchito dalla presenza di Antonella Polimeni , Presidente del Collegio dei Docenti. A dicembre, inoltre, torna il Simposio Sardo con Giovanni Zucchelli, tra i padri della parodontologia italiana insieme a Angelo Putignano al top tra i docenti di estetica dentale. In sintesi, la Sardegna garantisce grandi location e concentrazione per percorsi culturali complessi».
L'abbinamento funziona?
«Trovo aiuti molto la riuscita dei corsi. Tanto che Aio nazionale ha deciso di organizzare nel 2015 il suo congresso più prestigioso di sempre a Chia Laguna, un angolo selvaggio di costa sarda. Saremo a giugno e in quella stagione la nostra regione, già facile da raggiungere da tutta Europa, offre il suo meglio. Vi aspettiamo».
Lai si congeda ma ci ripensa un attimo, aggiunge: «Vorrei non emergere come il personaggio che risolve situazioni, ho avuto la strada spianata da collaboratori validi, una su tutti, Rossella Galisai, collega cagliaritana, ho avuto e continuo ad avere amici veri, sono riuscito a incontrarli, senza il loro aiuto non sarei qui a cercare di organizzare ogni anno un congresso più bello; dal primo Simposio Aio Sardegna sono passati 12 anni, tutto grazie al lavoro di squadra compiuto insieme a tutti coloro con cui ho costruito questo sogno, qualche nome? Marcello Masala, Gerhard Seeberger, Pierluigi Delogu, Stefano Oddini Carboni, Stefano Dessi, Francesco Orru, Luca Pilia, Claudia Cherchi, Nicolas Arnould, Rolando Pinna, Andrea Monni e Roberto Falconi . Un grazie enorme pure a Hugo Bertagni, Elisabetta Cotti, Francesco Mangani e Bedros Yavru Sakuk».
Associazione Italiana Odontoiatri plaude alla sentenza del Consiglio di stato 2829 del 2 aprile scorso (VI sezione) che esclude dalla possibilità di iscriversi in atenei italiani per anni di corso successivi al primo gli studenti di università estere che non abbiano superato il test di primo accesso in Italia, eludendo le norme nazionali con corsi di studio avviati all’estero. AIO aveva sollevato la questione della facoltà Albanese, qualche mese fa, con un indagine documentata lo scorso autunno in un articolo su questo stesso sito, http://www.aio.it/aio-dal-caso-di-tirana-una-lezione-per-arrivare-a-un-numero-unico-di-odontoiatri-sovracomunitario.html
A inizio anno il Tar Lazio aveva accolto il ricorso di una studentessa albanese, proveniente dall’ateneo Nostra Signora del Buon Consiglio di Tirana, che si era vista negare l’accesso al IV anno di corso a Roma Tor Vergata da un decreto del Rettore. Per entrare nel corso dell’Università albanese, la giovane aveva superato un test d’ammissione nel suo paese ma questo non basta. All’accordo di collaborazione sottoscritto dall’Ateneo albanese con quello di Roma Tor Vergata, che evoca la possibilità di spendere in paesi Ue i titoli rilasciati a Tirana, il Consiglio di Stato riconosce “valore di intesa per favorire lo sviluppo della formazione universitaria in Albania”, ma non capacità di produrre “la parificazione tra i rispettivi percorsi di studi”.
Secondo l’avviso di AIO, la sentenza del Consiglio di Stato, che ha dei precedenti (Cons. Stato, sez.VI, 15 ottobre 2013, n. 5015; 24 maggio 2013, n. 2866 e 10 aprile 2012, n. 2063) la decisione va nel senso di chiarire i percorsi formativi in Italia e all'estero, creando una distinzione da tenere presente tra formazione in area comunitaria ed extracomunitaria e sgomberando il campo da equivoci.
Il Presidente AIO Pierluigi Delogu interviene sul comunicato con cui il presidente CAO Nazionale Giuseppe Renzo comunica l’approvazione in Senato del disegno di legge che inasprisce le pene agli abusivi sottolineando il successo delle misure proposte da Fnomceo, CAO e ANDI “ con grande energia”. Il disegno intanto prosegue il suo iter, in attesa di diventare legge.
"Associazione Italiana odontoiatri ha accolto con favore l’approvazione in prima lettura in Senato del disegno di legge 471 che inasprisce le pene agli abusivi, e continuerà a ribadire il suo sostegno alla proposta che tutela la qualità dell'atto odontoiatrico. Ma ricorda che l’abusivismo è un effetto e le cause favorenti sono prestanomismo (di norma praticato da generazioni di dentisti ormai in declino) e, potrebbe essere favorito in alcuni casi, in strutture odontoiatriche gestite in forma societaria che dichiarano un reddito pari al 6% del fatturato e dunque o non creano ricchezza o la celano, imponendo anche direttori sanitari non odontoiatri, una anomalia che poco o nulla il Nuovo Codice Deontologico sana. Peraltro, AIO rileva che a celebrare l'approvazione del ddl 471, c’è un’Andi la cui sede romana ha sballato i conti affermando che solo nel Lazio ci sarebbero 15 mila dentisti abusivi, più del doppio di tutti i dentisti che esercitano legalmente in regione. E c’è una Cao nazionale che, se fosse vero il dato Andi, con questa legge avrebbe vinto un round con una "Professione ombra" che gestisce una categoria parallela capace di raccogliere in tutta Italia 80-90 mila esercenti senza alcun titolo. I dati reali ci parlano invece di 220 situazioni anomale segnalate dai NAS nel 2010 con 407 persone segnalate all'autorità giudiziaria , 214 strutture e 265 persone segnalate nel 2011. Perciò dico a Cao e Andi che le cose stanno diversamente, che la campagna elettorale per gli ordini non è ancora iniziata e che bene sarebbe piuttosto tranquillizzare gli italiani sulle cifre (pur evidenziando la gravità del fenomeno): l’odontoiatria non è un’area grigia di suo, un caos, un mondo incontrollato, bensì una certezza e una risorsa per la società italiana".
L’Associazione Italiana Odontoiatri chiede al Ministero della Salute una chiara posizione che, nel rispetto della legge e nell'interesse primario della salute dei cittadini, metta un punto fermo sulla questione che riguarda la possibilità o meno di aprire uno studio autonomo da parte degli Igienisti dentali.
“La posizione dell’AIO è molto decisa. Pur considerando il ruolo dell'igienista fondamentale per migliorare la qualità del servizio in odontoiatria, siamo assolutamente contrari all’idea che gli Igienisti dentali possano svolgere la loro attività fuori dagli Studi Odontoiatrici”, afferma Delogu. “Se vogliamo garantire la sicurezza del paziente e la qualità delle cure erogate, l’Igienista dentale deve operare in strettissima interazione con l’Odontoiatra, condizione che si può verificare solo quando Odontoiatra e Igienista lavorano all’interno della stessa struttura sanitaria. La maggior parte delle indicazioni che l’odontoiatra dà all’igienista in merito alle terapie da eseguire –scrive Delogu al Ministro – presuppone necessariamente la contestualità o quantomeno la prossimità logistica e temporale dei due professionisti”.
Del resto quanto affermato da Delogu, è espresso chiaramente nel decreto ministeriale 137 del 15 marzo 1999 istitutivo del profilo, dove si legge che l’Igienista svolge sempre “la sua attività professionale su indicazione degli odontoiatri o dei medici chirurghi legittimati all’esercizio dell’odontoiatria”, come peraltro evidenziato anche nel parere reso dall’, consulente legale di AIO, che da diversi anni si occupa di problematiche legate al settore sanitario.
Secondo l’Associazione Italiana Odontoiatri, consentire all’Igienista di operare in un proprio studio, oltre che creare disguidi ai pazienti che sarebbero costretti a muoversi tra due studi, quello dell’odontoiatra e quello dell’igienista, vorrebbe dire creare situazioni di potenziale pericolo per il paziente.
Come potrebbe operare l’Igienista dentale in un proprio studio autonomamente su pazienti affetti da patologie sistemiche importanti quali cardiopatie, diabete, coagulopatie, patologie dismetaboliche, ecc. ecc. senza le competenze necessarie?
Come potrebbe operare l’Igienista dentale in modo autonomo in soggetti con grosse riabilitazioni implanto-protesiche o forti problemi parodontali senza i necessari strumenti diagnostici di esclusiva competenza odontoiatrica quali gli apparecchi radiologici?
Per esprimere con forza la posizione dei Dentisti italiani, il Presidente AIO Pierluigi Delogu ha scritto al Ministro On. Beatrice Lorenzin e al Sottosegretario alla Salute Vito De Filippo, a seguito della nota del 18 novembre 2013 del Direttore Generale del Ministero Giovanni Leonardi che apre alla possibilità per l’Igienista dentale di poter svolgere l’attività professionale in un proprio studio autonomo anche in assenza dell’Odontoiatra. Il suddetto parere è peraltro verosilmente destinato ad incidere anche sul contenzioso in essere, su cui a breve si attende la decisione del Tar, adito da un igienista, cui è stata negata l’apertura all’apertura di un proprio studio.
Nota Ministeriale 18/11/2013
http://www.aio.it/public/uploads/2014/04/1396814658_nota_18:11:13.pdf
Decreto Ministeriale 137 del 15 marzo 1999
http://www.aio.it/public/uploads/2014/04/1396815422_DM_137_1999.pdf
Profilo fisioterapista
http://www.aio.it/public/uploads/2014/04/1396814782_Profilo_Fisioterapista.pdf
Parere avvocato Maria Maddalena Giungato
http://www.aio.it/public/uploads/2014/04/1396813036_Igienisti_Parere_Avv._Giungato.pdf
Associazione Italiana Odontoiatri a gennaio l’aveva preannunciato: sul numero programmato a medicina ed odontoiatria era ora di cambiare registro, aveva spiegato il segretario Raffaele Sodano a Odontoiatria 33. Detto, fatto. Il ministro dell’Istruzione Stefania Giannini ha annunciato una proposta entro luglio per abolire il test d’ingresso ai corsi di laurea. Il futuro modello d’accesso italiano dovrebbe essere simile a quello francese, ma Federazione degli ordini ed Università frenano: far entrare anche se solo per un anno, 80 mila candidati nelle Facoltà mediche potrebbe mettere in crisi la qualità di insegnamenti e servizi delle università, e forse i docenti non se la sentono di “tagliare” uno studente al termine di un anno di sforzi.
«AIO non individua risposte immediate– spiega il presidente Pierluigi Delogu – ma sa che è il momento di intraprendere un percorso virtuoso. Il modello italiano attuale presenta criticità sia nel test d’ingresso, sia nel percorso formativo, sia nella fase di abilitazione dei laureati.
Il test – «I quiz della selezione secondo AIO non premiano le qualità vocazionali dello studente, qualità che in questo caso sono una componente importante del “merito”», dice Delogu. «Al di là dei ricorsi per i pasticci in questa o quella sede, che invalidano i test e consentono di entrare puntualmente ad altre migliaia di allievi, alla fine il numero programmato viene aggirato da percorsi formativi alternativi all’estero: anche ipotizzassimo di bloccare per un anno le lauree in Italia avremmo potenzialmente ogni anno all’esame di abilitazione 1200 giovani laureati in odontoiatria di ritorno dall’estero. Questo, ricordo, in un paese dove già il rapporto è di un odontoiatra ogni mille abitanti contro il valore ideale individuato dall’Organizzazione mondiale della Sanità di un professionista ogni 2000 abitanti».
Il percorso formativo – «Trentasei corsi di laurea con pochi iscritti ciascuno si espongono a situazioni di eterogeneietà: al di là della qualità del corpo docente (è improbabile avere 36 eccellenze) AIO si interroga sulla capacità di sviluppare le potenzialità degli studenti. E rileva che nell’essere dentista oggi rientra anche la capacità di comunicare, di aprire uno studio, di gestire i rapporti con pazienti e collaboratori, di conciliare costi ed etica, cose che in alcuni paesi s’imparano in cinque anni ma che da noi non rientrano nei piani di studi di sei anni».
L’accesso alla professione – «Serve un esame di stato più selettivo: non necessariamente questo esame deve bloccare per sempre un’aspirazione, ma dobbiamo immettere nel Sistema Italia professionisti valutati sulle competenze necessarie a svolgere la professione odontoiatrica in questo paese, a partire dalla lingua».
Delogu chiede un incontro con il presidente uscente del collegio dei docenti Antonella Polimeni e con il presidente entrante Enrico Gherlone per dibattere sui possibili percorsi. «Urge uscire dall’angolo prima della scadenza posta da Giannini: il provvedimento potrebbe avere applicazione immediata. La nostra associazione già ora offre la massima disponibilità a sostenere proposte condivise con gli Atenei italiani».
Istituire una Giornata Nazionale per la Promozione della Salute Orale da tenere ogni 20 marzo; creare un Registro nazionale dei Traumi dentali per censire i casi di maltrattamento ai minori; lavorare con il Ministero della Salute a un piano di tutela delle fasce deboli: sono le tre proposte di Associazione Italiana Odontoiatri al Ministero della Salute. Le ha inoltrate il Presidente AIO Pierluigi Delogu in una lettera al Ministro Beatrice Lorenzin propedeutica a un incontro che avrà tre obiettivi: il primo è calendarizzare appuntamenti di prevenzione ed iniziative congiunte Associazioni odontoiatriche, Ordini, Associazioni di pazienti e Ministero della Salute che facciano riferimento alla Giornata Internazionale (World Oral Health Day) in cui la professione promuove la prevenzione dentale ai cittadini; il secondo obiettivo è promuovere linee guida che AIO ha abbozzato insieme alla Società Italiana di Traumatologia Dentaria per studiare un approccio anche psicologico al problema dei maltrattamenti in cui si prevedano un iter sicuro per non incorrere in errori di diagnosi ed eventuali forme di tutela al minore.
Che cosa chiede oggi un giovane a un sindacato? Tutela professionale, sì, ma in quali campi? C’è un discrimine tra le richieste di vecchie e nuove generazioni? L'Associazione Italiana Odontoiatri aspetta iscritti e non alla Fiera di Rimini, dove è in programma dal 22 al 24 maggio il prestigioso congresso degli Amici di Brugg, per partecipare a un sondaggio aperto a tutti i professionisti.
«Il sondaggio, studiato con la società specializzata Open Source Management, cerca di capire le attese del socio, reale o potenziale, sui servizi che un sindacato può offrire», spiega il vicepresidente AIO Fausto Fiorile. «L’obiettivo della ricerca è di profilare la nostra offerta di servizi rispetto ai differenti target che compongono la nostra associazione: giovani, soci, simpatizzanti.
Ai partecipanti non soci che rispondono sarà consegnato un simpatico gadget. Per le risposte più esaustive è previsto un premio speciale: l’iscrizione di sei mesi al sindacato, per testare le nostre offerte, e diventare un dentista AIO, anche se “a tempo”».
L’Associazione porge la sua offerta all’inizio di un intenso periodo di lavori. «Nel 2015 in Sardegna avremo il più importante congresso della nostra storia – dice Fiorile – un appuntamento di prestigio con rappresentanti dell’Odontoiatria internazionale e di paesi di punta (Usa, Germania, Russia, Israele, Turchia). In quella sede si tratterà sia di aggiornamento sia di scenari futuri per la professione, e saranno tenuti corsi direttamente in inglese con crediti certificati Ada Cerp. Tutto nello scenario di Chia Laguna, ai confini estremi della Sardegna. Ma non possiamo dimenticare che quel congresso è il culmine di un cammino che intraprendiamo in questi mesi, lanciando il programma di formazione Alleati per la professione, che comprende un ciclo di incontri in tutta Italia su come avviare l'attivita' professionale con i nostri esperti di gestione dello studio Alessandro e Umberto Terzuolo e con la giurista Maria Maddalena Giungato, avvocato cassazionista».
Dunque, Associazione Italiana Odontoiatri aspetta tutti i visitatori con le sue novità presso lo stand 007, corsia 1, padiglione C7
Dalla prevenzione primaria allo screening di lesioni, dal trattamento delle infiammazioni alla gestione dei tumori, l’odontoiatra è centrale nelle cure del cavo orale; ma il Servizio sanitario nazionale ha pochi dentisti dipendenti e convenzionati e copre una gamma limitatissima di prestazioni odontoiatriche: come garantire allora alla bocca degli italiani gli stessi diritti delle altre parti del corpo? E’ il tema al centro delle Giornate Lucane di Odontoiatria, in programma venerdì 13 e sabato 14 giugno nella splendida cornice di Maratea (Potenza), Hotel Club San Diego, di fronte al golfo di Policastro.
“Ad AIO piace…” D’ora in poi quando Associazione Italiana Odontoiatri gradirà una qualsiasi iniziativa sui social network, anche questo sito si riserverà di parlarne. E’ il caso, in questione, di una campagna televisiva su Napoli e Campania, presto in estensione a livello nazionale, a cura della comunità di Sant’Egidio per invitare la popolazione a rendersi conto dei problemi degli anziani soli o malati, cioè degli “ultimi” che ci stanno più vicini. Una di quelle pubblicità progresso che i pubblicitari fanno ancora ma che nel panorama di lustrini ed effetti speciali delle nostre tv forse spiccano sempre meno.
«A Napoli chi è anziano spesso fa fatica a vivere ma chi è solo o malato ha ancora più bisogno», recita lo spot del movimento di laici nato nel 1968 e da 46 anni impegnato nell’ecumenismo e nel dialogo con altre religioni e con altri territori della società. «Telefona al tuo vicino anziano, suona alla sua porta: forse ha bisogno di qualcosa o solo di un saluto». E ancora: «Se non hai più sue notizie chiedi aiuto un gesto semplice d’interesse a te costa poco, ma a lui può salvare la vita». AIO crede che in queste sollecitazioni le professioni possano rivedere se stesse e scuotersi, in particolare l’odontoiatria può leggere i suoi comportamenti di avanguardia e retroguardia di fronte alle urgenze e alla necessità di fare prevenzione. Per questo, ad AIO piace lo spot della Comunità di Sant’Egidio.
http://m.youtube.com/watch?v=_DJyqV4Y4uU&feature=youtu.be
Grande plauso alla dirigenza dell'Enpam per aver determinato la rappresentanza degli odontoiatri nel Consiglio Nazionale, ma Associazione Italiana Odontoiatri, chiamata ad esprimere il proprio giudizio sulla riforma degli organi dell’ente previdenziale, chiede ora modifiche statutarie che guardino al futuro: abbattere da 171 a 23 i membri dello stesso CN, non accettare l’ingresso di altre professioni sanitarie nell'ente, consentire l’accesso ai verbali del CdA e alle registrazioni delle sedute assembleari, tagliare un vicepresidente, eleggere gli organismi di governo solo con contribuenti attivi e condizionare l’esistenza degli Osservatori – in particolare di quello dei pensionati- all’effettiva necessità di rappresentare le categorie, attraverso un elezione diretta dei contribuenti
Accanto a queste richieste AIO ha presentato un documento politico, un “warning” alla Fondazione in cui si chiede che non sia il solo Cda a scrivere il regolamento relativo alle procedure elettive di Consiglio Nazionale, Consulte e Osservatori. Tale aspetto va infatti condivso dalle associazioni di categoria e deve tener conto delle dinamiche demografiche ed economiche dei fondi con meccanismi premiali in relazione alla maggior “virtuosità” del Fondo.
Gli elementi del documento politico sono ripresi in toto dagli emendamenti dall’Associazione, che riportiamo di seguito:
Rappresentanza complessiva – AIO non condivide l’articolo 3 che prefigura l’adesione di altre professioni sanitarie all’Enpam: “Configgerebbe con la nostra natura giuridica, favorirebbe l’omologazione e la confusione dei ruoli che desideriamo siano differenziati. Tale apertura, anche con gestione separata, porterebbe una forte rappresentanza delle parti annesse nei vari organi collegiali, che andrebbe a detrimento delle scelte che desideriamo riguardino solo medici e odontoiatri, principali pilastri di un patrimonio di cui nessun altro ha il diritto di fruire. L’allargamento della base darebbe poi alla Fondazione una connotazione sociale, che favorirebbe controlli e scelte promossi da organi dello Stato”.
Riduzione del consiglio nazionale – AIO propone (articolo 11 comma 1) di ridurre i presidenti di Ordine provinciale ai soli 21 coordinatori regionali con l’aggiunta di due presidenti CAO eletti dall’assemblea nazionale delle Commissioni Albo in Fnomceo. “In un periodo storico che dovrebbe essere caratterizzato dal risparmio in tutti i comparti, un consiglio nazionale di 106 presidenti di Ordine, 10 presidenti CAO e 58 componenti da eleggere tra gli iscritti contribuenti alle gestioni previdenziali risulta pletorico tanto da non consentire una puntuale e accurata disamina degli argomenti all’odg; costosissimo, visto l’ammontare dei gettoni di presenza previsti; farragginoso perché l’inserimento di ulteriori componenti, oltre a quelli Ordinistici, prevede elezioni secondo procedure e modalità che si delega il CdA di definire”.
Pensionati e giovani – Enpam prevede all’articolo 12 l’istituzione sia di un Osservatorio Giovani che formula proposte sul futuro sia di un Osservatorio Pensionati per monitorare gli andamenti previdenziali, entrambi di 5 membri, 3 eletti dal consiglio nazionale, uno dal Cda e uno indicato dal presidente; i due collegi partecipano alle riunioni del consiglio nazionale senza diritto di voto. Per AIO i cinque “giovani” andrebbero tutti eletti direttamente dai contribuenti (come le consulte) uno per ogni macroarea del territorio nazionale. Sull’Osservatorio Pensionati invece AIO fa una considerazione di principio: o si accetta l’auspicabile principio che ogni carica in CdA e CN può essere ricoperta dai soli iscritti attivi dando all’Osservatorio diritto di voto in Consiglio nazionale o, se non fosse modificata la composizione dei membri del Consiglio, l’organismo non va istituito perché pleonastico.
Trasparenza – La presenza di due vicepresidenti oltre ad un aggravio delle spese potrebbe generare conflittualità e confusione di ruoli: all’articolo 20 comma 1 AIO propone pertanto la nomina di un solo vicepresidente. E chiede per i componenti del Consiglio nazionale la possibilità di accedere alle registrazioni delle sedute del Consiglio nazionale (file conservati a cura del Direttore Generale ) e dei verbali delle riunioni CdA (articolo 17 comma 9). Sollecita infine riflessioni sull’opportunità di una maggior rappresentanza femminile e di introdurre il divieto al cumulo di cariche ed incarichi intra ed extra Ente.
Con il recente decreto n 95/2014, il Governatore Nicola Zingaretti è intervenuto sul capitolo delle richieste di autorizzazione alla realizzazione di nuove strutture sanitarie e socio- sanitarie e all’ampliamento, trasformazione e trasferimento di quelle esistenti. Ora l’eventuale parere negativo da parte delle Regione –scrive l’Ordine dei Medici di Roma sul sito- va motivato unicamente sulla base di una valutazione attuale che evidenzi la “non corrispondenza della realizzazione della struttura sanitaria con l’esigenza di tutela della salute in quell’ambito”.
Stupore esprime Giovanni Migliano Presidente Aio Roma soprattutto nei confronti del presidente Cao Brunello Pollifrone. «Non vedo quale “obiettivo importantissimo” studi e ambulatori odontoiatrici possano aver raggiunto tramite un atto che non li riguarda. Il decreto – spiega Migliano che ha scritto una lettera aperta a Pollifrone – dovrebbe attenere alle strutture soggette alla realizzazione e all’esercizio (comma 1 dell’articolo 4 della legge regionale 4/2003): ambulatori specialistici che erogano prestazioni di ricovero o day hospital oltre alle terme e alle strutture residenziali e semiresideziali e non agli studi dentistici di cui al comma 2 dello stesso articolo che impone la sola autorizzazione all’esercizio, la quale è comunque opinabile». «Pare inoltre –prosegue Migliano-che la Regione abbia solo inteso demandare alle Asl l'onere delle proprie competenze di verifica di realizzazione di strutture, non modificando de facto gli oneri burocratici. È prevedibile che questa decisione sarà foriera di altri ricorsi dal momento che anche le nuove competenze demandate alle ASL saranno soggette alle già evidenti e inique difformità di parere tra le stesse. Questo sarebbe motivo di soddisfazione?».
Organizzato da AIO Bari (presidente Giuseppe Balice), Associazione di Odontoiatria e Chirurgia maxillofacciale ACVN e Associazione Igienisti Dentali AIDI, è in corso a Bari il IV Congresso Odontoiatrico Mediterraneo, evento che ospita il 14° Memorial Vittorio Nisio, nonché il Congresso Associazione Italiana Odontoiatri di Puglia e Basilicata e il IV Convegno Appulo Lucano Associazione Igienisti Dentali Italiani con l’intento di offrire ai professionisti e alle aziende un evento dagli elevati contenuti scientifici.
Importantissimo riconoscimento per l’Associazione Italiana Odontoiatri nella sua veste di provider di formazione continua: l’American Dental Association ha assegnato ad AIO il riconoscimento come erogatore di crediti nell’ambito del programma di assoluto rilievo mondiale ADA-CERP (Continuing Education Recognition Program).
Il titolo è operativo da maggio 2014 ma è rinnovabile se il provider dimostra di mantenere alti gli standard e gli esiti valutabili oggettivamente attraverso una griglia di 14 indicatori. Nella prossima settimana ad AIO arriverà un report con i rilievi della commissione ADA per la formazione continua con i rilievi, una licenza ed il logo. Chi andrà agli eventi formativi AIO nel periodo di validità della licenza avrà crediti formativi riconosciuti in tutti i paesi del mondo i cui provider utilizzano il sistema di valutazione CERP.
«Il programma è partito per iniziativa dell’American Dental Association 21 anni fa, nel 1993, e non approva eventi od ore di formazione ma direttamente l’erogatore dei corsi, certificandolo solo se adempie a determinati requisiti di qualità internazionalmente riconosciuti», spiega Gerhard Seeberger, responsabile relazioni con l’estero AIO e consigliere della Federation Dentaire Internationale. Sei anni fa Seeberger stimolò l’associazione, forte di importanti legami internazionali ed Oltreoceano, all’adesione al programma di ADA, adoperandosi via via con il futuro presidente Pierluigi Delogu, e con Enrico Lai, curatore dei programmi Ecm in Italia. «Il programma ADA-CERP – ricorda Lai – assiste le agenzie regolatorie nazionali, inclusa l’Agenas, che identificano i provider di formazione continua sulla base di requisiti legislativi nazionali e di linee guida internazionali».
«Ada Cerp è amministrato da una commissione permanente del Council on Dental Education and Licensure che include rappresentanti di American Dental Association, American Association of Dental Boards, American Society of Constituent Dental Executives, American Dental Education Association, e organizzazioni che rappresentano le specialità odontoiatriche riconosciute», spiega Giancarlo Couch, titolare dei rapporti con Chicago Dental Society, altro protagonista del dialogo tra AIO e società scientifiche Usa. «Il titolo, insieme alla possibilità di utilizzare il logo e lo statement di riconoscimento, è garantito solo ai provider che soddisfano i rigidi standard di qualità e le procedure ADA CERP. Fuori da Usa e Canada, solo quattro provider europei e 11 non europei sono stati destinatari del riconoscimento e AIO è la sola associazione in Italia ad ottenere la gratificazione».
Pubblicato il 10 Marzo 2026 in: AIO comunica, Iniziative, Iniziative e progetti
"Chi controlla il tuo impianto tra 5 anni?” La salute non è un weekend all’estero. Negli ultimi anni il fenomeno...
Pubblicato il 13 Febbraio 2026 in: AIO comunica, Comunicati stampa, L'Associazione, Notizie, Notizie dalle Sedi
Un parere epocale, quello reso dalla Federazione Nazionale all’OMCeO di Torino, a seguito di un quesito posto da Laura Anna...