Alla luce della conferenza stampa di ieri promossa dal primo ministro Conte sulle nuove misure previste per la Fase 2, qualche timida anticipazione che va nella direzione auspicata da AIO c’è. Ci riferiamo ad esempio all’annuncio della eliminazione dell’Iva sui DPI e all’estensione del credito d’imposta sugli affitti delle attività commerciali che si auspica possa far rientrare anche gli Studi Dentistici. «I provvedimenti annunciati dal governo,non bastano naturalmente» commenta a caldo Fausto Fiorile presidente di Associazione Italiana Odontoiatri.

Dottor Fiorile, il primo ministro Giuseppe Conte ha promesso un bonus pure per maggio, incrementato, ma l’opposizione lo accusa di aver fatto molto poco.

«Si è vero, per i professionisti si sta facendo ancora troppo poco. Servono sgravi fiscali e crediti di imposta più consistenti soprattutto per gli investimenti nell’ambito della sanificazione e della sicurezza finalizzata a prevenire la diffusione del virus. Abbiamo scritto al Ministro dell’Economia Roberto Gualtieri per chiedergli un terzo intervento nel decreto liquidità: il raddoppio del Fondo per finanziare il credito d’imposta sull’acquisto dei dispositivi di protezione e sanificazione, per i quali potremo portare in detrazione un 50% della spesa. Il Ministro deve sapere che i 50 milioni stanziati per questo capitolo di spesa sono troppo pochi. Per i soli dentisti ne serviranno almeno 100 di milioni!»

In molti si stanno chiedendo quando si riparte, che cosa facciano i Sindacati per riaprire. Molti professionisti sono allo stremo.

«AIO sta spingendo per una Fase 2 che possa iniziare potenzialmente lunedì 4 maggio, magari non a pieni ritmi ma con certezze. La professione è pronta sul versante sicurezza con protocolli che siamo certi saranno di buon senso pur nell’assoluto rigore scientifico. Siamo sicuri che il Tavolo sull’Odontoiatria guidato dal professor Enrico Gherlone sarà in grado di dare risposte tempestive ed efficaci che tutta la professione attende. Il nostro contributo lo abbiamo dato. AIO è convinta che così come tutti gli Odontoiatri sono stati responsabili nell’interrompere l’attività in un momento molto critico, assicurando comunque gli interventi di urgenza, allo stesso modo ora ci si debba prendere la responsabilità di ricominciare a curare i nostri pazienti. In queste ultime settimane abbiamo visto aumentare in modo preoccupante il numero delle urgenze nei nostri studi. Non è mai accaduto che l’assistenza odontoiatrica in Italia si interrompesse bruscamente per due mesi. Una chiusura prolungata dei nostri studi potrebbe generare danni irreparabili, che si aggiungerebbero a quelli provocati dalla malattia da coronavirus».

Questo il link per la lettera al Ministro Gualtieri

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