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images/foto/leo.jpg   Linee guida per l’apertura di uno studio
Autore: Leo Resta     Data: 01/02/2004
 

Molti colleghi soprattutto durante i corsi sull’apertura dello studio mi chiedono ripetutamente una sintesi di tutti gli adempimenti burocratici necessari per avviare un nuovo studio; è chiaro, però che per la complessità e vastità delle varie norme appare impossibile fare una sintesi; ho voluto fare ugualmente un elenco schematico di alcuni atti amministrativi fondamentali rimandando gli approfondimenti ai prossimi corsi “Apro lo studio”:
· apertura partita Iva e opzione tipo di contabilità;
· appartamento o locale privo di barriere architettoniche (fortemente consigliato);
· locale per l'esecuzione delle prestazioni, che garantisca il rispetto della privacy dell'utente, non inferiore a 9 mq per riunito odontoiatrico, da elevarsi ad 11 mq se comprensivo della zona di sterilizzazione (*);
· doppio bagno: uno per i pazienti (senza barriere architettoniche) l’altro per il personale
· destinazione d’uso dell’immobile: A10: “Uffici e studi privati”;
· autorizzazione condominiale;
· impianto elettrico adeguato alla legge 46/90 ( gli studi odontoiatrici vengono considerati ambulatori medici di tipo A). La verifica dell’impianto elettrico deve avere una cadenza biennale;
· contratto smaltimento rifiuti speciali;
· richiesta al comune di appartenenza dell’autorizzazione all’esercizio o alla realizzazione;
· se si richiede l’autorizzazione alla realizzazione(fortemente consigliata a chi vorrebbe in futuro accreditarsi) è necessaria la verifica di compatibilità da parte della regione;
· comunicazione di detenzione dell'apparecchio radiografico 30 giorni prima dell’entrata in possesso di un apparecchio, all’Unità Sanitaria Locale competente, ai Vigili del Fuoco e all’Ispettorato Provinciale del Lavoro;
· nomina dell’esperto qualificato (D. Legs. n° 230/1995 modificato dal 187/2000 e dal 241/2000). La Sorveglianza fisica della radioprotezione e il controllo di qualità vanno effettuati congiuntamente con frequenza biennale;
· tassa di concessione regionale variabile da regione a regione (in alcune regioni non si paga) per l’apparecchio con una tensione inferiore ai 100 Kvolt;
· premio assicurativo INAIL ? 45 per ogni tubo radiogeno installato;
· adozione delle misure salva privacy (Legge 675/96, DPR 318/99 e Dlgs. 196 del 30/06/03);
· norme antincendio (DM del 28 dicembre 2002 e DM del 10 marzo 1998): lo studio dentistico dovrebbe rientrare nelle strutture sanitarie di tipo C cioè strutture destinate a prestazioni medico-sanitarie di tipo ambulatoriale in cui non è previsto il ricovero;
· applicazioni di misure per la tutela della salute e per la sicurezza dei lavoratori secondo la legge 626/94;
· i compressori devono avere una rumorosità inferiore ai 60 dB e se non superano i 100 litri di capienza non necessitano di alcuna autorizzazione;
· per le esecuzioni musicali o di immagini televisive diffuse nelle sale d'attesa degli studi odontoiatrici sono dovuti i diritti d'autore in base alla legge 633/41;
· abbonamento Rai: va pagato se nello studio c’è un collegamento televisivo o radiofonico con le reti nazionali RAI;
· applicazione della direttiva 93/42 Cee concernente i Dispositivi medici (protesi): prescrizione, progettazione tecnica, etichettatura, dichiarazione di conformità, istruzioni d’uso tecniche;
· applicazione targa pubblicitaria: autorizzazione condominiale scritta; domanda in bollo da ? 10.33 intestata al Sindaco del Comune dove é ubicato lo studio e consegnata, in unica copia, all'Ordine Provinciale dei Medici presso il quale è iscritto il richiedente allegando le fotografie che descrivono esattamente l’ubicazione dello studio. Non è più dovuta l’imposta comunale per l’affissione della targa;
· deposito della firma: per esercitare la professione è necessario depositare la firma al Servizio di igiene e Sanità Pubblica della ASL in cui è compreso il Comune in cui si esercita;
· ECM: il numero dei crediti da raccogliersi da parte del singolo operatore sarà di 150 in tre anni. La Commissione per la formazione continua nella fase iniziale ha ritenuto raccogliere i 150 crediti previsti in un programma quinquennale;
· versamenti previdenziali all’ E.n.p.a.m.: quota A fino ad un reddito di euro 4.544,80, obbligatoria per tutti gli iscritti all’Albo degli odontoiatri; quota B per redditi superiori.

(*) Norma valida solo per la Puglia anche se in molti casi è valida anche in altre regioni.

leo.resta@aio.it

 


 
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