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26/05/2011

L'assistente dentale nelle strutture pubbliche e private: il nuovo profilo professionale




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26 marzo 2011


Con il Patrocinio dell´Assessorato alla Salute del Comune di Milano

Relazione della giornata


La giornata "IDEA", incentrata sulla definizione del profilo professionale dell´Assistente Dentale (ASO), si apre con il Prof. Giampietro Farronato, Presidente del Corso di Laurea in Igiene Dentale e Direttore della Scuola di Specializzazione in Ortognatodonzia presso l´ Università degli Studi di Milano, che ringrazia gli ospiti portando i saluti del Dott. L. Bresciani, Assessore alla Sanità della Regione Lombardia.

La giornalista Michela Vuga, moderatrice della giornata, introduce il tema della discussione e presenta gli ospiti del tavolo dando inizio al dibattito.

Il Prof. Enrico Gherlone, in qualità di Membro del Consiglio superiore di Sanità, Referente del Ministero della Salute Prof. F. Fazio, sottolinea la necessità di regolamentare la figura delle ASO, figura professionale non ancora riconosciuta. Il Prof. Gherlone sottolinea che le parti sono d´accordo sulle competenze della figura professionale e sulla necessità di una formazione adeguata mettendo in luce le criticità legate soprattutto all´elevato numero delle assistenti dentali presenti sul territorio, alla disomogeneità di preparazione, alla necessità di salvaguardare i posti di lavoro.

Il Prof. Corrado Paganelli, Rappresentante Italiano designato presso il CEDCO (Council of European Chief Dental Officers), illustra la situazione europea in cui non esiste un unico quadro di riferimento da seguire, ma coesistono diversi modelli. La Dental Nurse britannica e la Therapist scandinava sono due esempi di figure formate all´interno delle strutture sanitarie nazionali del tutto differenti dalla professione di igienista. Il modello latino è invece privo di figure professionali

assistenziali attualmente riconosciute. Non essendo presente un singolo modello europeo di riferimento ed essendoci in Italia un´offerta odontoiatrica prevalentemente privata, è necessario creare un modello innovativo che garantisca un riconoscimento della figura professionale della ASO in accordo con le esigenze del nostro paese.

Il professore sottolinea inoltre l´estrema importanza della collaborazione in team di più professionisti:

per un grande risultato clinico è necessaria una elevata professionalità da parte di tutti, ognuno per il proprio ruolo.

Il Capitano Paolo Belgi, comandante dei Carabinieri del NAS di Milano, illustra le attività di controllo e le iniziative intraprese sul territorio per garantire un corretto svolgimento delle professioni sanitarie. Più di 20.000 ispezioni eseguite nell´ultimo anno hanno messo in luce criticità legate ai rischi delle professioni sanitarie e alla presenza in ambito odontoiatrico di diverse figure professionali. In questo panorama è fondamentale che l´assistente dentale riceva una adeguata formazione per svolgere le mansioni fondamentali per la protezione del personale sanitario oltre che per i pazienti odontoiatrici. Le sue funzioni stanno alla base del corretto controllo di una efficace sterilizzazione, essenziale per la prevenzione delle malattie trasmissibili. E´ compito dell´assistente dentale conoscere le norme di gestione e smaltimento dei rifiuti sanitari. Nell´ambito del team sanitario l´assistente dentale risulta essere una figura chiave ed è per questo che, come sono riconosciute le figure dell´odontotecnico e dell´igienista dentale, è necessario che venga attuato un piano di formazione per questa professione.

La Sig.ra Annamaria Girardi, Presidente AIASO (Associazione Italiana Assistenti Studio Odontoiatrico), sottolinea che è necessaria una realizzazione nei tempi e nei modi, di una riqualificazione della figura dell´ASO che è parte integrante del team odontoiatrico e per la quale è necessario insistere e credere in una formazione iniziale e specifica nei compiti professionali nelle varie discipline odontoiatriche, auspicando che le 90.000 ASO proseguano quotidianamente con un curriculum professionale adeguato per ogni singolo studio odontoiatrico, con un giusto riconoscimento degli anni di lavoro svolti e degli aggiornamenti effettuati in un´unica lettura su scala nazionale.

Un grazie alle Istituzioni che, ascoltandoci, hanno dato inizio a un cambiamento significativo per il riconoscimento e per una definizione ufficiale della nostra figura professionale.

La Sig.ra Paola Barbera, Presidente IDEA (Italian Dental Assistant), ringrazia il Prof. Giampietro Farronato e i partecipanti per aver realizzato e compreso il valore e l´importanza del tema trattato. In Italia le assistenti sono quasi 100000, portano avanti un lavoro complesso ed essendo un valore indispensabile all´interno dello studio odontoiatrico la categoria chiede un adeguato riconoscimento professionale. Forti della consapevolezza che uno studio odontoiatrico non possa funzionare

efficacemente senza il lavoro dell´assistente dentale, auspica che si attui al più presto un progetto di formazione professionale.

La Sig.ra Fulvia Magenga, Presidente SIASO (Sindacato Italiano Assistenti di Studio Odontoiatrico), cita il lavoro del Prof. Carlo Guastamacchia che già negli anni ´70 riconosceva l´importanza della formazione dell´assistente dentale e ricorda che in Lombardia dal 2007 al 2009 si sono qualificate soltanto 123 persone nonostante la regione si sia impegnata a creare corsi di formazione. L´assenza di formazione impedisce all´assistente dentale di lavorare adeguatamente e da qui nasce l´esigenza di garantire un ruolo professionale in cui venga considerata anche la riqualificazione del personale che già sta lavorando. E´ solo attraverso un´attenta formazione che si può garantire a livello nazionale una prevenzione per la collettività; dare dignità professionale significa trasmettere responsabilità agli operatori e quindi garantire un servizio migliore.

Il Dott. Valerio Brucoli, Presidente della Commissione Albo Odontoiatri-Ordine dei Medici e Chirurghi di Milano, spiega come la proposta del nuovo profilo professionale delle ASO sia un tema complesso in cui bisogna distinguere un aspetto culturale - e qui condivide la richiesta di una preparazione uniforme e adeguata per una figura di fondamentale ausilio-ed uno giuridico.

Da questo punto di vista ritiene necessario un approfondimento per valutare le conseguenze dirette ed indirette che la sua istituzione potrebbe comportare, in primis sugli studi monoprofessionali sempre più vicini ad essere considerati strutture.

Un discorso che rimanda alla contrapposizione tra il modello in cui si riconosce l´Ordine, che mette al centro la cura e il rapporto medico-paziente, ed uno aziendalistico che mette al centro, soprattutto nel privato, la prestazione e il rapporto struttura-cliente.

L´effetto, in questo secondo caso, è l´allontanamento da quell´obiettivo di umanizzazione che è aspetto primario nella tutela della salute.

Il Dott. Nicola Balduzzi, Presidente ANDI Milano e Lodi (Associazione Nazionale Dentisti Italiani), dopo la premessa che il suo ruolo al convegno ha una valenza regionale, in quanto il presidente regionale ANDI ha ritenuto di affidargli completa delega a rappresentarlo al convegno, presenta brevemente la posizione di "ANDINAZIONALE" cosi come espressa dalla commissione ASO, elencandone i 7 punti: salvaguardia della situazione lavorativa esistente, corsi di formazione con

accreditamento regionale, accesso alla scuola dell´ obbligo, riconoscimento dei corsi ANDI ed accreditamenti di ANDI come ente formatore, l´ASO deve rimanere inquadrata nel ccnl Confprofessioni, miglioramento dell´ attuale mansionario previsto dal ccnl, mantenere l´apprendistato, attivarsi affinché l´attestazione certificativa venga rilasciata dalle regioni.

Si sofferma poi su alcune specificità della Lombardia.

1- In Lombardia è già stata normata una figura di ASO, e questo crea pertanto confusione in quanto la ASO lombarda è figura diversa da quanto si è ipotizzato al Ministero. La ASO Lombarda alla fine del percorso formativo di 1000 ore trova collocazione nelle strutture sanitarie pubbliche o private accreditate. Sottolinea che nessuno dice che i requisiti per l´accreditamento di tali strutture richiedano la presenza di UNA ASO; il resto del personale non possiede requisiti specifici.

2- In Lombardia la maggior parte degli studi non sono strutture ma sono riclassificati come AOM. Se per caso non si attuasse la riclassificazione molti studi, sia per motivi economici che per motivi strutturali,non potrebbero adeguarsi ai nuovi requisiti strutturali e sarebbero costretti a chiudere, con drammatiche conseguenze sia per i titolari che per i dipendenti.

In ultimo sottolinea come la creazione di un nuovo profilo professionale renderebbe non più applicabile il ccnl attualmente in vigore, con conseguenze non del tutto prevedibili, specialmente per il nostro personale.

Il Dott. Alessandro Staffelli, Dirigente Nazionale AIO (Associazione Italiana Odontoiatri), concorda con quanto espresso dai rappresentanti del Ministero nel corso della riunione avvenuta lo scorso febbraio, che tale figura non debba trovare collocazione tra gli operatori in campo sanitario, ma tra figure operanti nei servizi alla persona e non sulla persona, ritiene che i corsi di formazione debbano essere organizzati dalle associazioni di categoria, autonomamente e/o in collaborazione con

i centri di formazione professionale istituzionalmente riconosciuti che, di concerto con il Ministero del Lavoro, sia possibile, qualora ne ricorrano i requisiti, l'assunzione con contratto di apprendistato, formazione lavoro e contratti similari, anche di persone già in possesso del relativo attestato formativo, che le ASO già assunte con tale funzione siano equiparate alle ASO che hanno frequentato l'apposito corso formativo, che le ASO possano essere assunte solamente da iscritti all´Albo Odontoiatri o da strutture che abbiano le opportune autorizzazioni per gli ambulatori odontoiatrici. Il Dott. Staffelli conclude auspicando che gli attestati formativi, ovunque conseguiti, siano validi su tutto il territorio nazionale, con un reciproco riconoscimento.

Il Dott. Paolo Picchioni, Presidente Nazionale SUSO (Sindacato Unitario Specialità Ortognatodonzia), rappresentando la branca ortodontica, mette in luce la necessità di individuare una formazione specifica per le assistenti dell´ambito ortodontico. Riconosce i grandi passi che l´odontoiatria italiana ha fatto negli ultimi anni per adeguarsi all´Europa, come dimostrato dall´introduzione del corso di laurea in Odontoiatria e Protesi Dentaria e dal corso di laurea in Igiene Dentale. Ritiene che sia giunto il momento di inquadrare anche la figura professionale dell´assistente dentale attraverso un percorso di istruzione specifico in grado di formare le nuove leve e qualificare le assistenti già operative.

L´Avv. Giampaolo Landi di Chiavenna, Assessore alla Salute - Comune di Milano, illustra l´importanza sociale ed economica del controllo degli stili di vita e della prevenzione aspetti fondamentali anche per la salute del cavo orale. Il Comune di Milano, in questo senso, ha costruito un percorso di sensibilizzazione e, in accordo con la Società Italiana di Ortodonzia (SIDO), ha organizzato iniziative di prevenzione, offrendo ai cittadini la possibilità di sottoporsi a una visita

odontoiatrica gratuita. L´Assessore Landi prosegue illustrando il panorama generale odontoiatrico italiano e la necessità specifica di perseguire la qualità dei servizi determinata anche dalla formazione di odontoiatri e assistenti dentali. L´assistente deve essere di alta qualificazione professionale in quanto anello strategico in ambito odontoiatrico, inoltre favorire la crescita professionale determina l´eccellenza dei servizi sanitari erogati dalla Regione. In conclusione, auspica di continuare ad avere sinergia con il mondo scientifico e spirito unitario per superare i limiti.

Il Dott. Ugo D´Aloja, Presidente ASIO (Associazione Specialisti Italiani in Ortodonzia), riprende il discorso del Dott. Paolo Picchioni sulle peculiarità specifiche delle diverse branche dell´odontoiatria e della conseguente necessità di riconoscimento professionale per chi è già operante e di formazione per chi dovrà iniziare.

Il mondo e l´Europa si muovono in ordine sparso: non bisogna quindi far riferimento al modello europeo, data la diversa forma di organizzazione di ogni singolo paese: pertanto è indispensabile istituire un processo formativo adeguato alle esigenze del nostro territorio nazionale. Avere personale qualificato garantisce allo studio odontoiatrico un servizio qualitativamente migliore.

La seconda parte della mattinata si è aperta con l´intervento della Dott.ssa Marialice Boldi, Presidente AIDI (Associazione Igienisti Dentali Italiani), che ha sollevato un problema importante. In molti studi, infatti, le ASO svolgono incarichi che esulano dalle loro competenze, andando per esempio a ricoprire il ruolo di igienisti dentali. Considerando che ciò è ascrivibile all´esercizio abusivo della professione, reato peraltro perseguibile penalmente, la relatrice ha esortato le assistenti

a trovare la forza e la responsabilità necessarie a rifiutare di svolgere un compito che richiede competenze diverse.

L´intervento ha inoltre sottolineato come la formazione sia necessaria in tutti i campi lavorativi, ma diventi fondamentale in ambito sanitario.

Il bagaglio di conoscenze teoriche e competenze pratiche dovrà essere uniforme in tutto il territorio nazionale, e sarà compito dell´odontoiatra plasmare l´assistente al proprio modus operandi, fermo restando che le conoscenze di base siano acquisite.

Il Dott. Gianfranco Sorgente, Presidente UNID (Unione Nazionale Igienisti Dentali), ha successivamente espresso la piena condivisione con i concetti precedenti, ribadendo la necessità urgente di un riconoscimento giuridico delle ASA, in ambito sanitario ma non come professione sanitaria, si è dichiarato favorevole alla istituzione di percorsi di formazione specifici, a patto che vi siano una serie di meccanismi di controllo capaci di garantire l´uniformità dei requisiti e degli

insegnamenti in tutta la penisola. Vigilanza attenta che non ci siano spazi per una sovrapposizione di ruoli in particolare con la professione di Igienista Dentale.

Il Prof. Antonino Salvato, Direttore dell´Unità Operativa Istituto Stomatologico Italiano, ha quindi evidenziato il ruolo dell´Università quale luogo formativo per eccellenza. Ha poi aggiunto che nella creazione del nuovo profilo professionale sarà necessario stabilire a priori le esigenze e i requisiti, e bisognerà ispirarsi ai modelli di Lombardia, Veneto e Toscana, le regioni che da circa 10 anni sono in prima linea in questo campo.

Il Prof. Andrea Sardella, intervenuto in sostituzione del Prof. Carrassi, Presidente del Corso di Laurea Magistrale in Odontoiatria e Protesi Dentaria, ha reso noto che alcuni docenti del corso di laurea in Odontoiatria dell´Università di Milano in passato hanno collaborato, seppure in modo indiretto, con la regione Lombardia durante l´istituzione dei corsi ASO. Ha inoltre espresso la disponibilità dell´ambiente universitario a supportare l´aspetto culturale ed educativo sia delle nuove

assistenti, sia delle figure professionali da riqualificare.

Riprendendo il pensiero del Prof. Gherlone e del Prof. Salvato, il Prof. Giampietro Farronato ha ribadito che l´Accademia farà la sua parte, e che la sede più appropriata per la creazione del processo formativo è la Regione, ambiente in cui verranno stabilite tutte le regole e gli obiettivi per garantire l´uniformità delle conoscenze. Ha poi approfondito le relazioni esistenti all´interno dell´Unità Operativa a cui appartiene, all´interno della quale convivono figure Ospedaliere ed Universitarie, due Corsi di Laurea, e due Scuole di Specializzazione. Nella stessa struttura non è prevista la figura dell´ASO, in quanto il personale ausiliario strutturato è composto da infermieri/e professionali di indubbia preparazione e validità, ma con dei limiti sulla preparazione specialistica odontoiatrica.

Sarebbe auspicabile affiancare il percorso dell´assistente all´ambiente universitario, in modo che il concetto di team odontoiatrico si sviluppi già nella fase precedente all´ingresso nel mondo del lavoro.

Nell´ultimo intervento della giornata, la Dott.ssa Gaggiani, in rappresentanza dell´ UNIDI (Unione Nazionale Industrie Dentarie Italiane), ha poi espresso il punto di vista delle industrie del settore odontoiatrico, esprimendo la massima disponibilità alla gestione e alla formazione del personale a tutti i livelli, compresi quello istituzionale e quello di gestione delle risorse umane.

Il dibattito è stato aperto dal Prof. Domenico Virgillito, che ha portato l´esperienza del Pio Albergo Trivulzio. In questa sede, indirizzata principalmente al paziente geriatrico, lavorano OSS (operatori socio-sanitari) e OSA (operatori socio-assistenziali), capaci di fornire un miglioramento ed una semplificazione del servizio, ma non utilizzabili a pieno titolo in ambito clinico. Da qui la necessità di creare percorsi specifici, con l´Università come ente formativo primario.

Il Prof. Gherlone ha evidenziato però il limite di questa scelta: solo poche Università sono in grado attualmente di fornire un supporto del genere, e al momento non è sostenibile l´istituzione di un corso universitario. L´idea più appropriata è invece demandare questo compito alle singole Regioni.

Ha quindi focalizzato l´attenzione su un altro aspetto: quello medico-legale. Quando le assistenti odontoiatriche saranno accreditate, bisognerà scindere la responsabilità professionale dell´odontoiatra da quella dell´assistente.


La Sig.ra Barbera si è poi rivolta direttamente alle colleghe, stimolandole ad avere maggior consapevolezza della propria rilevanza all´interno dello studio odontoiatrico, e alla necessità di uno spirito di corporazione.

Il Prof. Gherlone ha successivamente reso noto che al Ministero sono pervenute diverse istanze, segno che la volontà corporativa esiste, così come la consapevolezza della necessità di creare percorsi di formazione specifici. Tuttavia, non è ancora possibile avere un´idea certa

sui tempi di realizzazione,

in quanto bisognerà prima uniformare le richieste, e poi considerare le tempistiche delle Regioni.

Il Prof. Salvato ed il Prof. Paganelli, chiamati a concludere i lavori, hanno sottolineato che la giornata non era da intendersi conclusiva, ma che rappresentava un ottimo punto di inizio e la prima di una serie di iniziative simili. Entrambi inoltre hanno espresso l´auspicio di vedere al più presto l´istituzione del profilo professionale dell´ASO.

Il Prof. Farronato ha infine espresso la soddisfazione per la qualità e l´intensità del confronto, e dopo aver salutato tutti coloro che avevano reso possibile l´evento, ha ribadito la necessità del lavoro di squadra e la consapevolezza di perseguire obiettivi comuni.