Aio valuta azione legale contro presidente ancod: non spiega perche’ cliniche indulgono negli impianti e delegittima
Associazione Italiana Odontoiatri sta valutando l'opportunità di azioni legali nei confronti di Michel Cohen, AD di DentalPro e presidente dell'ANCOD, l'associazione che riunisce le principali catene odontoiatriche, dopo che la sua difesa d’ufficio dei grandi centri su Odontoiatria 33 del 12 ottobre sembrerebbe tracimare in un attacco ingiustificato nei confronti di quelli che lui chiama “dentisti tradizionali”, destinatari di affermazioni che parrebbero metterne in dubbio competenza ed onestà.
L’intervista trae spunto dal caso di una paziente cui in una clinica sono stati estratti 20 denti sottoponendola poi a riabilitazione implantologica, con relativo costo economico e biologico, salvo poi scoprire con l’aiuto di un nuovo dentista che le estrazioni effettuate erano “ingiustificate”. La paziente ha presentato un esposto per lesioni gravissime contro la clinica, che appartiene alla catena Dental Pro. «Chiamato a spiegare l’accaduto Cohen non ha chiarito per quali motivi possa accadere che nei centri dentali si facciano così tanti impianti, ma ha detto che chi si reca nelle cliniche fa più impianti perché “presenta situazioni già compromesse” e “non ha trovato risposte nei dentisti tradizionali”. I quali evidentemente non curano bene “per questioni economiche ma non solo”. Qui sta forse dicendo che i dentisti tradizionali non sono professionali e per questo non sono in grado di fornire risposte ai pazienti che si recano quindi nei centri dentali?», si chiede il Presidente AIO Pierluigi Delogu.
«Cohen poi – continua Delogu – sottolinea come nelle cliniche sia possibile rateizzare i pagamenti visto che non si possono fare in nero. Anche sotto questo profilo mi chiedo a cosa si voglia alludere: la pratica di pagamenti illegali purtroppo è presente in molte categorie professionali e imprenditoriali ma ove la si volesse generalizzare nella nostra categoria- in forza di stereotipi triti – non farebbe certo onore agli innumerevoli Odontoiatri onesti che potrebbero aiutare certo il paziente e avvicinarlo alle cure».
«Insomma: che categoria siamo noi “dentisti tradizionali”? La nostra Associazione, come riteniamo tutti gli Odontoiatri che con altre associazioni essa rappresenta, si sente lesa da tali affermazioni e si riserva di rispondere nelle sedi opportune alle affermazioni del Presidente ANCOM, a meno che il Dottor Cohen – conclude Delogu – non le chiarisca pubblicamente e non precisi meglio a chi fossero rivolte ».
Accordo storico tra Studenti di Odontoiatria e Sindacato uniti per una partnership a difesa della professione odontoiatrica in tutte le sue facce: è il senso del protocollo firmato in questi giorni da Associazione Italiana Odontoiatri e Associazione Italiana Studenti di Odontoiatria. L’intesa prevede che i soci AISO siano soci aggregati AIO e siano iscritti gratuitamente al sindacato al termine del percorso di studi. Obiettivo: unire le forze per saper vedere nel futuro e anticipare le risposte ai problemi sempre più complicati della professione. Il documento, primo nel suo genere, è stato firmato da Victor Palumbo presidente AISO e dal Presidente AIO Pierluigi Delogu, ma non va dimenticata l’opera di “sherpa” condotta da una parte dai membri del Direttivo AISO e dall’altra dai rappresentanti AIO giovani Graziano Langone e Gaetano Memeo. Riportiamo di seguito i contenuti dell’accordo:
• AIO informerà i propri Soci della possibilità di diventare "soci sostenitori AISO" (come già previsto da statuto) per supportare le attività della relativa sede locale AISO, alla quota minima di 20€.
• Le due associazioni sinergicamente promuoveranno i principi di formazione, informazione e tutela degli Odontoiatri e degli studenti di Odontoiatria.
• A tutela della libera professione e dei pazienti le associazioni si impegnano a combattere la pubblicità e la concorrenza scorretta in campo medico, l’odontoiatria low-cost, e tutte le attività professionali che sfruttano i neolaureati.
• AIO assicurerà l’iscrizione gratuita per i 2 anni successivi alla laurea per lo studente che sarà stato iscritto AISO in V e VI anno.
• Le sedi locali AIO, s’impegneranno a invitare le rispettive sedi locali AISO a: incontri, convegni e manifestazioni, fornendo la lista contatti dei Presidenti provinciali all’AISO nazionale.
• I soci AIO potrebbero dare la disponibilità ai soci AISO di frequentare come osservatori i propri studi privati.
• L’AISO potrà essere invitata a partecipare alle assemblee nazionali dell’AIO con i propri delegati di Direttivo Nazionale
Associazione Italiana Odontoiatri scrive alla Presidenza del Consiglio, al Ministero della Salute e alle Regioni in merito ai requisiti autorizzativi degli studi elaborati dalla conferenza stato regione. Dopo anni di stallo il tavolo preposto ha partorito un atto sulla base di un documento inserito “frettolosamente” nell’ordine del giorno della riunione del 9.6.2016, senza consentire adeguata ponderazione. La nota, a firma del Presidente AIO Pierluigi Delogu, auspica che le novità introdotte siano riviste e si sofferma sui profili di illegittimità rivestiti da molte di esse. Prima fra tutti, la disparità di trattamento tra studi odontoiatrici e studi medici, questi ultimi non interessati dal documento approvato, pur derivando per Medici ed Odontoiatri gli obblighi autorizzativi dal decreto legge 502/92 come rivisti dalla riforma Bindi.
AIO chiede che siano ritenute strutture da autorizzare solo quelle che “erogano prestazioni di chirurgia ambulatoriale, ovvero procedure diagnostiche e terapeutiche di particolare complessità che comportino un rischio per la sicurezza del paziente”, interventi non rientrati nella normale routine di uno studio odontoiatrico. E ancora, una puntualizzazione per le regioni: l’elevata complessità organizzativa non si dovrebbe desumere dal numero dei riuniti o dei professionisti che collaborano con lo studio come fa il decreto, né è condivisibile l’obbligo di abbattere le barriere architettoniche in tutti gli studi privati, essendo una libera scelta del sanitario, in base a criteri di fattibilità. AIO chiede che i requisiti strutturali generali individuati dal documento non siano applicabili alle unità già in essere. E allega un parere pro veritate a firma dell’Avvocato cassazionista Maria Maddalena Giungato e la nota inviata da AIO agli assessori salute regionali ancora a febbraio per evitare problemi come la normativa che si è consolidata, la cui eccessiva gravosità rischia di dequalificare l’attiviità professionale anziché consolidarla.
«Siamo in un momento storico che vede la diffusione di coperture integrative, e queste possono in alcuni casi facilitare l’accesso dei cittadini alle prestazioni odontoiatriche. Per questo abbiamo deciso di studiare mutue e fondi, verificando se si adoperino per strutturare proposte per una copertura ampia e basata su etica e qualità. Strada facendo, abbiamo anche scoperto che questi soggetti sentono poco le rappresentanze dei professionisti Odontoiatri nel modulare l’offerta di prestazioni e le tariffe. In pratica, appare chiaro che la mancanza di questa interlocuzione con il sindacato rappresenti un deficit per la completezza del servizio che si intende offrire ai pazienti». Pierluigi Delogu Presidente dell’Associazione Italiana Odontoiatri commenta a caldo i dati anticipati da Eurispes nella ricerca sull’Assistenza Integrativa in Odontoiatria. L’anno scorso AIO, al termine del congresso politico “il Terzo pagante” ha commissionato all'Istituto di Studi Politici Economici e Sociali fondato da Gian Maria Fara un’indagine sul mondo della spesa sanitaria mediata. I primi dati dell’indagine, che sarà ufficialmente presentata a fine estate, sono in fase di valutazione.
Il peso sulla spesa privata – La ricerca offre un quadro dell’esistente e interpella singolarmente i principali operatori della sanità integrativa. Il dato di partenza: la spesa odontoiatrica nel 2015 vale 475 euro l’anno dei1384 euro spesi da ogni famiglia per integrare quanto il Servizio sanitario nazionale non dà, e risulta la voce più elevata (35%) tra gli esborsi dei nuclei familiari. Le cure infermieristiche, spesso indice di prestazioni domiciliari d’assistenza ad anziani non autosufficienti e malati cronici, che per legge dovrebbero essere l’altra scommessa dei fondi integrativi, ammontano solo a 247 euro e le protesi oculistiche a 178.
Erogatori pubblici e privati – Si conferma come il Ssn non abbia mai coperto l’Odontoiatria se non per prestazioni essenziali minoritarie. Eurispes cita il Manual of Dental Practice CED 2014 quando afferma che ogni 11 dentisti attivi nel nostro paese solo uno appartiene al servizio pubblico o è convenzionato: una percentuale in linea con il resto del Sud e Centro Europa che, unita a una cultura secondo cui il dentista privato è “caro”, non avvicina alla prevenzione e porta a dati migliorabili: ad esempio a 12 anni d’età il numero di denti mancanti, cariati od otturati si avvicina a 1,25, rapporto che ci tiene a poco più che metà classifica tra i paesi Ue. Scorrendo il paese da Nord a Sud ci accorgiamo peraltro che il rapporto tra spesa sostenuta nel pubblico e convenzionato e spesa privata in Meridione è da uno a sei, stabile, nel Nord tra 2013 e 2015 scende da un dentista “pubblico” ogni otto privati a uno a nove.
I "terzi paganti" – AIO ha chiesto a Eurispes di di verificare le reali chance di copertura delle prestazioni sul territorio, e ha posto due domande da cui trae spunto la seconda parte della ricerca: mentre sempre più italiani rinunciano alle cure per la spesa eccessiva, siamo passati da 9 milioni del 2012 a 11 milioni del 2015, c’è oggi garanzia che almeno a una quota di lavoratori i fondi contrattuali ed aziendali propongano tariffe controllate da criteri etici e consentano di mantenere la qualità dell’atto odontoiatrico? E ancora, un sindacato odontoiatrico deve occuparsi di tariffe assicurative e se sì in quale ambito? «Stiamo sviluppando i dati nelle interviste Eurispes – anticipa Delogu – ma già oggi emerge che i “terzi paganti” prediligono il convenzionamento diretto che consente di meglio controllare i costi, e si appoggiano su assicurazioni private per calcolare premi e indirizzarsi su prestazioni da coprire. Altri parametri per “prezzare” l’offerta sono le tariffe Ssn e quelle praticate dai “competitors”, nonché dati contingenti come il divario tra la tariffa regionale di una prestazione e quella del nomenclatore nazionale. Aperti o chiusi che siano –continua Delogu– le proposte sono gestite senza interpellare il Dentista che offre le prestazioni e si sobbarca i costi di materiali e personale. Non sono costruite dal basso, con parametri microeconomici, e ciò talora non consente di presentare al paziente la realtà com’è. E’ ancora presto per valutazioni, ma verrebbe spontaneo anticipare che il parere della professione sarebbe determinante sia per la qualità delle cure sia nella specificità delle stesse: un esempio, favorire gli aspetti di prevenzione rispetto alla “riparazione” è un concetto "win to win” per pazienti, professionisti e fondi ».
«Così come non era una risposta indicare zero odontoiatri come fabbisogno dell’anno accademico 2016-17, non lo è partire dal presupposto che in Italia i dentisti saranno pochi nei prossimi 20 anni. Il problema del nostro paese resta quello di un numero di Odontoiatri doppio rispetto gli standard indicati dall’Oms da 15 anni, “incoraggiato” da un numero di sedi universitarie doppio rispetto a paesi della nostra taglia come Spagna e Francia. Se ci sarà un calo negli Odontoiatri nei prossimi anni non è un dramma, è semmai un processo da guidare con buon senso». Pierluigi Delogu presidente Associazione Italiana Odontoiatri risponde agli allarmi suscitati dalle proiezioni di Ministero della Salute e Agenas, secondo cui anche laureando un migliaio di nuovi dentisti l’anno non si potranno mantenere le attuali 49 mila unità di esercenti e nel 2040 mancheranno circa 10 mila professionisti rispetto al fabbisogno. E riflette sul servizio del Giornale della Previdenza Enpam, ripreso dai media di settore, che denuncia come, a seguito del meccanismo della graduatoria unica per Medicina ed Odontoiatria, ogni anno i posti destinati a Medicina vengono riempiti e quelli di Odontoiatria no. Nell’anno accademico 2015-16 al primo anno, riporta il Giornale Enpam, sono iscritti 786 contro 792 posti disponibili e ci sono molte facoltà con posti liberi. Brescia avrebbe riempito la metà dei posti, Sassari 4 posti su 15. Gli studenti vorrebbero in gran parte Medicina, a Odontoiatria i docenti si ritroverebbero spesso allievi demotivati che vorrebbero diventare medici.
In vista del decreto che indicherà il numero di posti disponibili per i 35 atenei sede di corso di laurea odontoiatrico, le proiezioni del Ministero avrebbero spinto le Istituzioni ad alzare la proposta per il nuovo anno accademico di circa 100-150 odontoiatri in più dell’ultimo anno e la Commissione Albo nazionale ad abbandonare la posizione di indicare in zero il numero di dentisti necessari quest’anno e i prossimi. «Il rischio è continuare ad alimentare la pletora», dice Delogu. «Chiedersi se in Italia ci sono pochi dentisti o se saranno pochi nei prossimi 20 anni mi pare domanda superflua e tendenziosa, cui è doveroso dare una risposta franca e circostanziata. I numeri degli odontoiatri italiani sono ben lontani dai numeri virtuosi degli Stati a noi più assimilabili. Il fatto che tra alcuni anni ci sarà un calo di esercenti non potrà che dare una buona autoregolamentazione interna dell'offerta e vedrà colmare la crisi d’identità che viviamo oggi nei nuovi odontoiatri , che purtroppo devono subire leggi fuori dagli schemi del loro lavoro e fare i conti con il “mercato ad ogni costo” per sbarcare il lunario, dopo 6-9 anni di studio universitario e di sacrifici! I rappresentanti istituzionali dei vari Ministeri non si devono preoccupare della carenza di esercenti (che secondo l'OMS è un esubero!) ma chiedere se i cittadini potranno essere assistiti con capacità , diligenza e coerenza rispetto agli standard che ultimamente abbiamo collaborato a costruire con gli apparati ministeriali, rendendoci sempre disponibili e con dati alla mano».

Da maggioranza e opposizione un sì “bipartisan” a un cavallo di battaglia dell’Associazione Italiana Odontoiatri: la detrazione completa delle spese odontoiatriche dalle aliquote Irpef dei cittadini. I senatori Giuseppe Pagano di Alleanza Popolare-Ncd e Marco Rondini (Lega Nord) al convegno degli odontotecnici Antlo organizzato stamane al Ministero della Salute, presente il Ministro Beatrice Lorenzin con il responsabile dell’odontoiatria Franco Condò e il Direttore della Prevenzione Michele Nardone, hanno affermato che si impegneranno in prima persona con il Ministero dell’Economia per verificare l’esperibilità di una detrazione al 100% delle cure dentali degli italiani. AIO sostiene un più alto livello di detraibilità per le spese odontoiatriche rispetto alle spese mediche poiché le prime sono sempre sostenute interamente di tasca propria dagli italiani, a meno che non appartengano alle fasce di reddito più basse per le quali interviene il Servizio sanitario. Il Ministro Lorenzin ha ammesso peraltro durante l’incontro che la copertura dello Stato in odontoiatria quest’anno si è ristretta per effetto del decreto appropriatezza. Lorenzin ha anche ammesso che la restrizione delle prestazioni concedibili in Odontoiatria si è rivelata un errore dovuto alle contingenze e che per il Ministero è una priorità reintegrare prestazioni nei prossimi mesi. Presente alla riunione come unico rappresentante della Professione Odontoiatrica italiana, il presidente AIO Pierluigi Delogu ha ribadito la disponibilità della sua associazione ad impegnarsi per offrire prevenzione e, entro un certo tetto, cure gratuite alle fasce meno abbienti e in particolare ai minori: un valore che potrebbe essere restituito consentendo al professionista di detrarre dall’Irpef il corrispettivo non incassato.
Oltre al presidente AIO e al presidente dell’Associazione Nazionale Tecnici di Laboratorio Odontotecnico (Antlo) Massimo Maculan, all’incontro era presente tutta la filiera del dentale, con Alessandro Gamberini (past president Unidi e attuale presidente di Fide associazione delle industrie del dentale europee), Antonia Abbinante presidente Associazione Italiana Igienisti Dentali e Fulvia Magenga presidente di Siaso, il Sindacato degli Assistenti di Studio Odontoiatrico. «Tutti i presenti hanno convenuto sulla necessità di migliorare l’accesso alle cure odontoiatriche e di collaborare nella lotta all’abusivismo e al prestanomismo », afferma Delogu. Che ha ricordato come, pur perno della filiera, l’Odontoiatra non possa non avere a fianco l’Igienista, «così come non è più procrastinabile una disciplina uniforme in tutta Italia per un assistente al riunito altamente qualificato». Mano tesa in particolare agli Odontotecnici, per i quali un’indagine illustrata dal presidente Keystone Roberto Rosso ha evidenziato una crisi strutturale dovuta più a una strategia “naturale” dell’industria che ha promosso 3D e Cad-Cam tra i dentisti, che a rivendicazioni dell’Odontoiatra. «Anche con gli Odontotecnici – afferma Delogu – occorre parlarsi e stabilire regole condivise, operative, su chi siamo e cosa facciamo». Per quanto riguarda il tema abusivismo, oggi in Senato, accanto al disegno di legge del Ministro della Salute che all’articolo 5 inasprisce le sanzioni per l’esercizio abusivo di professioni sanitarie, è in pista il ddl del senatore Giuseppe Marinello che affronta l’argomento in ottica interprofessionale. «AIO sostiene entrambe le proposte – dice Delogu – non è il momento di sottrarsi al confronto, di evitare di dare risposte sull’opacità di certe situazioni. Occorre invece abbattere i muri e collaborare per far crescere questo comparto di 150 mila operatori e consegnarlo al cittadino più accessibile, sostenibile, avanzato».
Alla vigilia della conferenza delle regioni dove si decidono le nuove regole per autorizzare gli studi dentistici, Associazione Italiana Odontoiatri ha inviato una lettera agli assessori sanitari regionali con quindici suggerimenti per modificare il testo allo studio. AIO apprezza l’idea di arrivare a una normativa omogenea nazionale. Ma ribadisce che si deve parlare di strutture mediche e odontoiatriche (e non solamente odontoiatriche) e si devono evitare norme vessatorie e burocratizzanti, come l’assoggettare ad autorizzazione amministrativa studi che effettuino prestazioni non pericolose per la salute e la sicurezza del paziente. Rispetto alla legge Bindi del 99, che subordinava alle autorizzazioni le sole strutture che effettuano prestazioni ad alta complessità, nulla è cambiato. Il numero di riuniti presenti non basta inoltre a definire complessa una struttura dentistica: “poli-studio” è diverso da “ambulatorio”. Ancora: un’amministrazione non deve chiedere due volte la stessa documentazione al dentista, cosa accaduta ad esempio nel Lazio nel 2012.
La documentazione AIO non si limita ai suggerimenti: un parere pro-veritate allegato dall’avvocato Maria Maddalena Giungato, ribadisce come sia la direttiva qualifiche 36/2005, sia sentenze come la 169 della Corte di Giustizia europea del 2009, vietino eccessive restrizioni alla libertà di stabilimento negli stati membri della Comunità, anche in materia autorizzazione preventiva ad aprire uno studio odontoiatrico . Il decreto legge concorrenza del 2012 ammette tali restrizioni solo per evitare danni a salute, ambiente e paesaggio, ma in Italia il regime autorizzativo cambia da una regione all’altra e questa “anarchia” è stata sanzionata a più riprese da vari giudici. In particolare, il Tribunale amministrativo regionale del Lazio nella sentenza 7784/2014 ha confermato come la legge Bindi 229/99 imponga l’autorizzazione regionale alle sole strutture dove si effettuano interventi comportanti rischi per salute e sicurezza del paziente. In particolare, vanno autorizzati studi “attrezzati a erogare prestazioni di chirurgia ambulatoriale o procedure diagnostiche e terapeutiche di particolare complessità che comportino un rischio per la salute del paziente: nello specifico non sembra attività pericolosa quella relativa all’endodonzia e all’implantologia rientranti tra le prestazioni correntemente effettuate dal dentista mentre diverso discorso va fatto per la chirurgia che può essere svolta a diversi livelli ed essere o meno pericolosa a seconda degli interventi”.
Direttore sanitario odontoiatra nelle cliniche delle società, sempre presente nell’istituto, e contratto per chi esercita l’odontoiatria tanto nelle cliniche in franchising quanto in qualsiasi altra forma societaria: le richieste dell’Associazione Italiana Odontoiatri al disegno di legge sulla concorrenza –volte a offrire garanzie in più per gli utenti delle strutture odontoiatriche gestite da società – sono state recepite in Senato negli emendamenti all’articolo 47 sulle professioni regolamentate, e in particolare in quello a prima firma dei senatori Giuseppe Marinello e Aldo Di Biagio. Quest’ultimo prevede tra l’altro una sezione apposita dell’Albo Odontoiatri dove iscrivere queste società, e la necessità per il direttore sanitario della struttura di essere iscritto all’Albo da almeno 5 anni.
All’articolo 47 del testo, dedicato alla necessità per le professioni regolamentate di mettere parcella e preventivo per iscritto o spedire queste informazioni via web, si è aggiunta in inverno un’ipotesi di articolo 47 bis secondo cui l'esercizio dell'attività odontoiatrica è consentito –oltre che a laureati in odontoiatria ed equipollenti -pure a società operanti nel settore odontoiatrico in cui il direttore sanitario sia iscritto all'albo degli odontoiatri. Ora il dispositivo è fermo in aula dopo l’esame della commissione industria, in attesa della nomina del nuovo Ministro dello Sviluppo. Tra i correttivi in campo per sostenere la necessità di un rapporto di prossimità odontoiatra-cittadino, alcuni – sostenuti anche da AIO – chiedono nelle società di capitali esercenti l’odontoiatria la maggioranza dei due terzi per i soci odontoiatrici. Ma la nostra Associazione chiede soprattutto tutele concrete, ed alcuni emendamenti vanno in tal senso. Gli emendamenti in quesione, cui rimandano i link a fine articolo, prevedono che tutte le strutture sanitarie polispecialistiche ove sia presente un ambulatorio odontoiatrico nominino un direttore responsabile per i servizi odontoiatrici laureato in odontoiatria o iscritto all’Albo, che potrà svolgere tale funzione esclusivamente in una sola struttura. Il mancato rispetto degli obblighi comporta la sospensione delle attività della struttura, secondo le modalità definite con apposito decreto del Ministro della salute da emanarsi entro 90 giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge. L’emendamento al 47 bis dei senatori Marinello e Di Biagio (47.0.100/3) prevede ulteriori cautele sopra citate. In particolare, il corrispettivo percepito dall'odontoiatra collaboratore o dipendente di una società operante nel settore odontoiatrico deve tener conto del grado di specializzazione del lavoratore e non può, comunque, essere inferiore all'importo previsto dai contratti nazionali del settore di riferimento. Ecco i link che attestano come le nostre proposte siano arrivate a destinazione:
http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/frame.jsp?tipodoc=Emendc&leg=17&id=967683&idoggetto=959154
http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/frame.jsp?tipodoc=Emendc&leg=17&id=968697&idoggetto=959154
http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/frame.jsp?tipodoc=Emendc&leg=17&id=968698&idoggetto=959154
http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/frame.jsp?tipodoc=Emendc&leg=17&id=968699&idoggetto=959154
L’anno scorso scorrevano fotografie dalle scuole di Foggia, Napoli, Cagliari, Sassari a rappresentare lo sforzo fatto. Quest’anno abbondano le foto dei più deboli, in particolare di anziani nelle case di riposo: sono loro a rappresentare ciò che ha fatto Associazione Italiana Odontoiatri per celebrare la Giornata Mondiale della Salute Orale in Italia lo scorso 20 marzo. Nell’anno del Giubileo 2016 non poteva mancare l’assistenza ai più fragili, ferma restando l’attenzione, altissima, sui giovani, dell’evento organizzato in collaborazione con FDI (Fédération Dentaire Internationale)
Così, oltre ai gazebo in piazza, ai punti d’informazione nei centri commerciali, agli incontri di sensibilizzazione con i bambini e con i detenuti, quest’anno i dentisti hanno preso i loro strumenti e sono entrati nelle case di riposo e nelle residenze socio assistenziali per visitare gli anziani ospiti e dispensare suggerimenti di educazione sanitaria, ma anche per organizzare interventi di prevenzione gratuita. Il successo della XVI Giornata Mondiale per la Promozione della Salute Orale sta in questo filo rosso che lega l’opera delle sedi AIO: non soltanto avvicinare i cittadini in piazza ma andarli a trovare e, nel caso della Sardegna, aprire i propri studi ed offrire la visita – la “prima” o l’ennesima – gratuita simbolicamente. Rispetto all’edizione dello scorso anno va rimarcato infine il coinvolgimento maggiore del Nord e dei capoluoghi siciliani e sardi. Ecco nello specifico cosa ha prodotto AIO in Italia per la Giornata, scendendo da Nord a Sud:
In Piemonte sono stati allestiti i gazebo nel cuore di Torino e Cuneo. In Lombardia, a Pavia sono state programmate e realizzate visite in due case di riposo, una nel capoluogo, e nei centri diurni per disabili SFAD, Torchietto, Il Naviglio e Le Betulle di Pavia. Visite pure nelle case di riposo di Vigevano e in una casa famiglia per impostare un programma di prevenzione di salute orale per i giovani ospiti. In Veneto a Vicenza si è ripetuta con grande successo la giornata di formazione ai detenuti con la dottoressa Elena Bertuzzo che ha illustrato le mosse per la prevenzione a un gruppo di ospiti della casa circondariale. Altri gazebo sono stati allestiti in città. In Friuli Venezia Giulia sono stati privilegiati i contatti con i cittadini con gazebo allestiti dalle sedi AIO a Trieste e Gorizia nelle piazze. Nel Centro Italia hanno fatto la parte del leone i centr commerciali; nel capoluogo marchigiano Ancona dentisti e cittadini si sono dati appuntamento al centro commerciale Auchan mentre in Umbria è stata “colonizzata” la colossale Ipercoop di Perugia per dispensare pillole di igiene orale ai cittadini.
Nel Lazio eventi importanti si sono tenuti a Roma e in Ciociaria. Nella capitale sono stati distribuiti in tre giorni, c’è stata una vigilia in piazza Vittorio Emanuele venerdì 18 quando la delegazione AIo guidata dal presidente di Roma Giovanni Migliano ha incontrato i cittadini insieme a Caritas per un momento di sensibilizzazione. Domenica invece all’Ospedale Gemelli nei reparti è stato allestito un vero e proprio stand dagli studenti di AISO all’ingresso del Policlinico presente la delegazione AIO Roma con lo stesso Migliano; in contemporanea a Cassino al Centro Commerciale Panorama e a Frosinone avvenivano altri contatti con i cittadini.
E veniamo al “clou” rappresentato dal Sud e isole e in particolare dai due grandi eventi in Campania: Anacapri, Capri e Castellammare di Stabia le tre location scelte. Il tema è quello già con grande successo sperimentato a Pompei nel 2014 e sempre sull'Isola Azzurra ma anche a Napoli nel quartiere Sanità nel 2015: visite e Screening della salute orale della popolazione incontrata. Nell’isola di Capri, nel capoluogo e ad Anacapri, sono stati allestiti gazebo dove venivano effettuate gratis visite e distribuiti gadget e informazioni. Studenti dell'AISO, dal I al IV anno dei Corsi della SUN, della Fedrico II e dell'Universita di Salerno si sono coordinati con i “senior” odontoiatri per effettuare screening dello stato di salute, informazione "training" sulle più corrette pratiche di igiene orale, distribuzione di linee guida di prevenzione, distribuzione di gadget per l'igiene orale domiciliare. L'evento è stato organizzato da Flavio Naddeo con i presidenti AIO Raffaele Sodano e Pasquale Comentale e con dentisti e personale ausiliario che hanno effettuato uno screening sulla popolazione.
In contemporanea, negli stand in piazza di Castellammare di Stabia è stata illustrata un'Applicazione informatica con un software per smartphone che aiuta a dialogare con l'odontoiatra e accede ad una serie di consigli di prevenzione mettendo in contatto paziente e dentista. In Puglia a Brindisi è stata ideata una giornata informativa e di prevenzione negli ambulatori odontoiatrici dei distretti delle Asl 1 e 4. Una settimana di incontri all’insegna della prevenzione odontoiatrica ha fatto da corona alla giornata del 20 a Foggia dove la clinica odontoiatrica dell'università in via Rovelli 48 ha aperto i suoi incontri, anche di ricerca, al pubblico. Gazebo a Bari.
In Calabria, a Catanzaro, la delegazione AIO con la collaborazione della Croce Rossa Italiana ha allestito uno “stand” nel centro commerciale, mentre in Sicilia a Messina si è svolta una Giornata informativa con stand in piazza per sensibilizzare la cittadinanza sull'importanza della salute orale,corretto stile di vita e corretta alimentazione. A Catania AIO e gli studenti AISO hanno organizzato non una ma due giornate: sabato 19 marzo -in una piazza centrale della città – sono state effettuate visite gratuite con l'ausilio del “Camper del sorriso”, messo a disposizione dai professionisti del sorriso dentisti consorziati ed è stato allestito un gazebo per la divulgazione di materiale informativo e gadget. Domenica 20 marzo è continuata la distribuzione di materiale informativo con l'ausilio delle sezioni AIO giovani e AISO. In Sardegna per una settimana, quella successiva al “World Oral Health Day” i dentisti AIO hanno tenuto aperti gli studi per visitare gratuitamente. Domenica 20 a Cagliari Sestu alla Corte del Sole e a Sassari galleria Auchan hanno dialogato nei gazebo non solo di queste cose ma anche degli ultimi avanzamenti della ricerca. E guidati dal past president AIO Gerhard Seeberger alcuni odontoiatri si sono recati in tre case di riposo – Villa Maria a Quartu Sant’Elena e al Cristo Re di Cagliari Villa Monsignor Angioni- per effettuare visite gratuite ai pazienti. Gazebo e consigli anche a Sassari, alla Galleria Auchan
Al termine di questa cavalcata un peso forte lo assumono le parole di Seeberger, che oggi è speaker FDI: «Sette anni fa, per l’Odontoiatria si è pensato, in Italia, alle liberalizzazioni perché avrebbero abbassato i prezzi del dentista. Ma nessuno ha pensato al fatto che il paziente va informato sulle cure. E nessuno ha pensato alla prevenzione e alle categorie da salvaguardare preventivamente. Oggi possiamo dire che in particolare non si è pensato al fattore invecchiamento, al boom degli anziani non-autosufficienti. Non si è previsto ad esempio che in Sardegna 20.000 giovani diplomati o laureati sarebbero dovuti espatriare fra 2013 e 2015 lasciando i genitori soli. AIO e l’odontoiatria italiana iniziano a rimediare dove i guru dello sviluppo dell’economia, non della salute, hanno fallito».
Anche nel nuovo triennio formativo Associazione Italiana Odontoiatri continuerà a rilasciare come provider Ecm crediti ADA-CERP validi negli Stati Uniti e ai sensi della formazione continua di altri stati del mondo. Operativo da maggio 2014, il riconoscimento assegnato dall’American Dental Association nell’ambito del programma mondiale ADA-CERP (Continuing Education Recognition Progra) è stato rinnovato fino al giugno 2018 avendo AIO dimostrato di mantenere alti gli standard e gli esiti valutabili oggettivamente attraverso una griglia di 14 indicatori. Chi andrà agli eventi formativi AIO nel periodo di validità della licenza continuerà dunque ad aver riconosciuti i crediti formativi riconosciuti in tutti i paesi del mondo i cui provider utilizzano il sistema di valutazione CERP.
«Il programma è partito per iniziativa dell’American Dental Association 23 anni fa, nel 1993, e non approva eventi od ore di formazione ma direttamente l’erogatore dei corsi, certificandolo solo se adempie a determinati requisiti di qualità internazionalmente riconosciuti», spiega Gerhard Seeberger, responsabile relazioni con l’estero AIO e consigliere della Federation Dentaire Internationale. Otto anni fa Seeberger stimolò l’associazione, forte di importanti legami internazionali ed Oltreoceano, all’adesione al programma di ADA, adoperandosi via via con il futuro presidente Pierluigi Delogu, e con Enrico Lai, curatore dei programmi Ecm in Italia. «Il programma ADA-CERP – ricorda Lai – assiste le agenzie regolatorie nazionali, inclusa l’Agenas, che identificano i provider di formazione continua sulla base di requisiti legislativi nazionali e di linee guida internazionali».
«ADA-CERP è amministrato da una commissione permanente del Council on Dental Education and Licensure che include rappresentanti di American Dental Association, American Association of Dental Boards, American Society of Constituent Dental Executives, American Dental Education Association, e organizzazioni che rappresentano le specialità odontoiatriche riconosciute», spiega Giancarlo Couch, titolare dei rapporti con Chicago Dental Society, altro protagonista del dialogo tra AIO e società scientifiche Usa. «Il titolo, insieme alla possibilità di utilizzare il logo e lo statement di riconoscimento, è garantito solo ai provider che soddisfano i rigidi standard di qualità e le procedure ADA CERP».
Sono agli atti del Senato le audizioni AIO alla XII commissione permanente Igiene e Sanità
relative all’esame del disegno di legge 2224 sulla responsabilità del personale sanitario
Associazione Italiana Odontoiatri propone una rappresentanza delle associazioni odontoiatriche presso l’ufficio del Difensore Civico quando questo fosse adito da cittadini per un danno da presunta responsabilità medica, e la possibilità di considerare extracontrattuale la responsabilità dell’Odontoiatra libero professionista alla stregua di quella del collega dipendente o convenzionato con strutture pubbliche.
Una sorpresa ai lettori, a fine mese mettiamo sul sito anche il primo numero di Prospettiva Odontoiatrica nuova serie. Ma prima, questo nuovo “biglietto da visita sfogliabile” dell’Associazione vogliamo spiegarvelo: grafica essenziale, colori fedeli e riposanti, veste elegante ma del tutto in linea con i precedenti numeri cartacei. E poi ancora: copertina d'impatto, un indice nutrito – e come poteva essere diversamente? è il numero del congresso politico sui Fondi integrativi – e il via a un dibattito su più linee:
• sindacati, voce della categoria o tante voci solitarie? editoriale di Pierluigi Delogu Presidente AIO dal titolo “Il mondo corre, e noi?”
• ddl concorrenza e sbandate dei centri odontoiatrici, “non è tutto oro quel che luccica” e da Italia (Lombardia) e Spagna sulle irregolarità del franchising e delle esternalizzazioni arrivano conferme alla ricerca AIO-Eurispes presentata a ottobre 2014;
• sì ai Fondi integrativi del Servizio sanitario nazionale, no l’assistenza diretta che può diventare la tomba della qualità in Odontoiatria sia per le richieste del committente sia per la legge Bersani che ha abolito le tariffe minime togliendo parametri di riferimento economici;
• come preservare il reddito se si è in convenzione, parla il commercialista;
• ancora sui Fondi integrativi: confronto con il resto del mondo a partire dalla Germania passando per Casagit, la cassa dei giornalisti italiani
• relazione di Ivan Cavicchi, sociologo, al congresso: cosa può dare alla politica la professione cosa dovrebbe dare in cambio la politica al professionista;
• come preservare il reddito se si è in convenzione, parla il commercialista;
• mancata valorizzazione dell’Odontoiatra nell’orientare le risposte ai bisogni dei pazienti e proposte AIO nel disegno di legge Concorrenza;
• proposte AIO al ddl Gelli sulla responsabilità del Medico e dell’Odontoiatra: una rappresentanza dei dentisti presso il Garante del Paziente;
• le novità della Legge di Stabilità per i professionisti;
• Bilanci dal Congresso di Chia (3 mila presenze) e quadro di tutti gli eventi Ecm in un colpo d’occhio;
• World Oral Health Day, come sta crescendo: SasApp, l’applicazione in Campania per avvicinare i pazienti più giovani alla prevenzione;
• le nuove tendenze della Comunicazione nello Studio Odontoiatrico;
• Congresso Politico e Simposio AIO Sardegna 2016, oltre l’orizzonte.
Tutto questo sarà in chiaro da aprile: novità tecnologica e di contenuti ai quali è impossibile restare indifferenti!
Visite gratuite dai dentisti, aderenti all'iniziativa, sardi iscritti all'Associazione Italiana Odontoiatri dal 21 al 25 marzo: è una delle iniziative di punta nella Quinta edizione della Giornata Mondiale per la promozione della Salute Orale (World Oral Health Day) che sì celebra in tutto il mondo – 140 paesi – domenica 20 marzo. Da Trento a Catania, nelle piazze e nei centri commerciali delle principali città italiane, ma anche nelle case di riposo e negli ospedali, i dentisti dell’Associazione – sindacato nazionale con 8 mila iscritti – incontreranno i cittadini per sensibilizzarli sulla prevenzione e sulle tecniche di igiene orale. A Vicenza una delegazione AIO nel carcere circondariale terrà una lezione ai detenuti mentre alla sede Universitaria di Foggia sono in programma incontri aperti al pubblico; a Napoli sarà illustrata un'Applicazione informatica con un software per smartphone che aiuta a dialogare con l'odontoiatra e accede ad una serie di consigli di prevenzione mettendo in contatto paziente e dentista. A Pavia in collaborazione con la sede AISO locale gli odontoiatri si recheranno come di consueto in una casa di riposo, in una casa famiglia e in un centro disabili per impostare un programma di prevenzione di salute orale.
Ricerca – Si parlerà anche di ricerca e di patologie in apparenza estranee alla bocca; AIO si impegna a sensibilizzare la popolazione sui rischi della patologia delle sindrome delle apnee ostruttive del sonno (OSAS) che se non curata può causare sonnolenza diurna, aumento di rischi di incidenti stradali da colpo di sonno e gravi conseguenze cardiovascolari – rivela Marzia Segù presidente della Consulta culturale AIO. L'odontoiatria è in grado di riconoscere i fattori anatomici predisponenti, il palato stretto e la mandibola piccola, oltre a effettuare uno screening con appositi questionari, può indirizzare in tempo utile verso stili di vita corretti, una prevenzione, e, una volta effettuata la diagnosi medica, indirizzare la terapia con un apparecchio intraorale. Più in generale vogliamo spiegare che anche in Odontoiatria come in Medicina si fa ricerca, una ricerca che oggi si va orientando sul nesso tra l'apparato stomatognatico e patologie di ogni tipo, anche connesse con il sistema nervoso centrale.Prevenzione – «Più facilmente sotto i gazebo sarà possibile ricevere consigli sul corretto spazzolamento e su come tenere il piu a lungo sana la bocca splendendo poco, e tra le strade indicate c’è quella di non perdere mai contatto dal dentista», dice Fausto Fiorile vicepresidente AIO. Una corretta prevenzione, un accesso annuale per la pulizia dei denti, visite ravvicinate (il giusto), interventi tempestivi sulla carie e una dieta giusta allontanano nel tempo o addirittura evitano, un domani, la necessità della dentiera o dell’impianto». L'anno scorso il World Oral Health Day italiano è stato un successo riconosciuto da FDI, la Federazione Internazionale del Dentale che ha istituito la giornata – un milione di dentisti affiliati – con manifestazioni contemporanee in 40 piazze.
Bilanci precedenti – «Oggi si spera di ripetere i numeri ottenuti che hanno portato a contattare oltre 10 mila cittadini “in campo aperto” e a visitarne o istruirne nelle scuole, nell’arco di un’intera settimana, altrettanti. Quest’anno contiamo di potenziare le visite gratuite con la settimana che mettiamo a disposizione in Sardegna, e siamo convinti che all’ultimo altre regioni si uniranno –dice Enrico Lai responsabile dell’aggiornamento dei dentisti AIO – i contatti sono stati produttivi, il paziente che dal 2009 aveva diradato gli appuntamenti si riaffaccia timidamente dal dentista, torna faticosamente a curarsi. Segno che la giornata è preziosa e per questo AIO ha chiesto al Ministero della Salute di dare il patrocinio nazionale alla Giornata del 20 marzo».
I senatori Giuseppe Marinello e Aldo Di Biagio (AP-Ncd) hanno presentato un emendamento che riassume tutte le richieste di Associazione Italiana Odontoiatri (AIO) di modifica del ddl concorrenza e in particolare accoglie quella che pone la direzione sanitaria dei centri odontoiatrici in capo a un Odontoiatra. Ne riferisce il sito www.odontoiatria33.it. Per la cronaca, il sindacato AIO aveva spiegato nella sua lettera ai Parlamentari di due settimane fa che oltre alla necessità di avere i due terzi del controllo delle società odontoiatriche, gli Odontoiatri dovrebbero avere il controllo del rapporto con i pazienti, della qualità della prestazione e della gestione organizzativa di questi centri esprimendo un Direttore Sanitario iscritto all’Albo, responsabile, e sempre presente.
Ebbene, il testo presentato dell’emendamento 46.30 è il seguente:
«I soci di società operanti nel settore odontoiatrico, per almeno due terzi del capitale sociale e dei diritti di voto, devono essere iscritti all'Albo degli odontoiatri. Le società operanti nel settore odontoiatrico, entro 24 mesi dall'entrata in vigore della presente legge, dovranno ottemperare alle previsioni di cui al precedente comma. Ogni società operante nel settore odontoiatrico e ogni struttura odontoiatrica deve nominare un direttore sanitario che avrà la responsabilità del centro operativo a lui assegnato e che opererà in via esclusiva non potendo cumulare medesimi incarichi. Non è concessa alcuna autorizzazione per l'esercizio dell'odontoiatria a soggetti non in possesso dei titoli abilitanti all'esercizio della professione odontoiatrica di cui alla legge 24 luglio 1985, n. 409 ovvero a società operanti nel settore odontoiatrico in cui il Direttore sanitario o un suo delegato non sia iscritto all'Albo degli odontoiatri da almeno 5 anni.».
In Senato è in corso un confronto duro e trasversale ai partiti sul tema concorrenza, ma – è il commento del Presidente AIO Pierluigi Delogu – posizioni come quella nostra ripresa dalle Forze politiche contribuiscono a fare chiarezza sui tanti interessi, e diritti, alcuni intangibili come quello alla Salute dei cittadini, in gioco in questa partita. Certo, l’agenda politica del dentale non può prescindere da AIO».
Associazione Italiana Odontoiatri ancora una volta protagonista al 151° Midwinter Meeting uno dei più grandi congressi ed esposizione merceologica odontoiatrica nel Nord America e nel mondo, organizzato dalla Chicago Dental Society che si svolgerà dal 25 al 27 febbraio al Mc Cormick Place West, organizzato dalla Chicago Dental Society ma con una grande novità! Per la prima volta due relatori AIO hanno relazionato al Mc Cormick Place West nel programma scientifico del congresso, su medicina del sonno e temi di politica sanitaria, descrivendo le problematiche più attuali dell’Odontoiatria europea.
Marzia Segù Presidente della Società Italiana Medicina del Sonno Odontoiatrica – Odontoiatria nella Medicina del Sonno – SIMSO (www.simso.it) ha parlato del ruolo dell’Odontoiatra nell’identificare precocemente problemi di russamenti e apnee notturne (sindrome Osas)
che possono portare a insonnia e colpi di sonno durante il giorno, all’origine di incidenti stradali. La conoscenza delle correlazioni tra anatomia, funzionalità e occlusione del cavo orale e problemi di russamento porta l’Odontoiatra a scoprire anni prima un possibile paziente e a identificare stili di vita corretti per ritardare e se possibile evitare il problema.
Gerhard Seeberger, speaker della Federation Dentaire Internationale con la sua relazione “Dentistry in Italy: Not a Political Priority, but Excellence for People” ha lanciato una riflessione sulla sostenibilità delle cure odontoiatriche a livello globale. Due relazioni di punta per un evento – iMeeting, il titolo di quest’anno – più che mai dedicato ai passi avanti tecnologici, con oltre 600 aziende presenti e oltre 30,000 partecipanti. Come di consueto, erano presenti i vertici dell’Associazione, a partire dal Presidente Pierluigi Delogu, dal vice Fausto Fiorile, dal Tesoriere Enrico Lai e dal responsabile dei rapporti con l’Odontoiatria Usa Giancarlo Couch, a testimoniare che l’Italia non è solo un mercato ma un’antenna sullo sviluppo della Professione e del Settore Dentale. La presenza dei relatori AIO in un evento così importante è un ulteriore affermazione di un AIO sempre più presente e forte, ma anche di un’Italia che conta. La delegazione dell’Associazione ha avuto un’importante colazione di lavoro con il presidente dell'American Dental Association Carol Gomez Summerhays per esplorare soluzioni al problema che Usa e Italia hanno in comune: la tutela dei pazienti che decidono di farsi curare presso società di capitali operanti nel settore dell’Odontoiatria e degli odontoiatri che lavorano per queste cliniche. Nella foto, da sinistra Enrico Lai, Marzia Segu, Pierluigi Delogu, la Presidente ADA Carol Gomez Summerhays, Giancarlo Couch, Fausto Fiorile, President-elect American Dental Association Gary L. Roberts, Gerhard Seeberger. In qualità di rappresentanti della professione sanitaria i delegati AIO sono stati ricevuti per un incontro di lavoro anche al Consolato generale d’Italia.
Associazione Italiana Odontoiatri prende atto che il Ministero della Salute ha presentato in Conferenza Stato Regioni un documento volto a uniformare il percorso autorizzativo degli studi odontoiatrici. «La nostra Associazione ha sempre mostrato grande attenzione al tema delle autorizzazioni», afferma il Presidente AIO Pierluigi Delogu. «Ricordiamo che nel 2014 a Roma AIO ed Eurispes hanno illustrato la prima ricerca in Italia che fa luce su guasti e costi e della burocrazia e della difformità tra criteri autorizzativi adottati nelle varie regioni».
Nei prossimi giorni è previsto un incontro in conferenza stato-regioni sui requisiti degli studi e la portata dei nuovi obblighi. «In linea generale siamo molto stupiti per il fatto che si discutano ancora procedure autorizzative che il decreto legislativo 229/99 (riforma “Bindi”) non prevede e requisiti minimi che sembrerebbero validi solo per gli studi odontoiatrici e non anche per quelli medici, come invece indicherebbe la legge ispiratrice. AIO- conclude Delogu – si riserva di esplicitare le proprie posizioni nelle sedi opportune».
Questo strano autunno che non vuole cedere il passo al Generale inverno incoraggia, mi pare, animi e polemiche: in un periodo di cambiamenti ci si fossilizza a dibattere sulla stampa generalista e/o in trasmissioni trappola radiofoniche(radio Capital http://download.capital.it/podcast/geco/2016/ilgeco-pod-2016-01-28.mp3 ) infarcite da igieniste che candidamente dichiarano di esercitare da 20 anni (da prima del l'istituzione del corso di laurea) e confondono l'iscrizione all'Albo con un orpello atto unicamente a far aumentare la parcella, il tutto condito da conduttori di competenza quantomeno discutibile. Confrontarsi, poi, a viso aperto ad una trasmissione di Radio 24http://www.radio24.ilsole24ore.com/programma/conti-belva/trasmissione-febbraio-2016-120705-gSLAq82iWB il cui algoritmo fondante si può tranquillamente riassumere con il demolitorio e annichilente "..è' il mercato bellezza e scoprire su quella posizione anche i consumatori – persino Coloro che, al pari dei "professionisti dell'antimafia", esercitano il diritto dovere di rappresentare la coscienza oltre alla pancia del cittadino, mi fa dire che siamo messi male.
Come siamo messi male sulla questione dei sei emendamenti che consentirebbero agli odontoiatri il controllo dell’attività clinica odontoiatrica sul paziente, così contestati e bistrattati dalle catene del dentale al punto di comprare pagine sui principali quotidiani. Moralmente sto al fianco di ANDI che li ha proposti ma avrei fatto una scelta di profilo più basso in quanto a comunicazione: così come è montata, a Napoli, diremmo che si è fatto "zitt' zitt' nmezz 'o mercato" (zitti zitti al centro del mercato: luogo ideale per farsi ascoltare anche quando si preferirebbe sussurrare..).
Sgomberato il campo, però, mi permetto di passare oltre, superando una mia pregiudiziale di riservatezza che, risalendo al 30 novembre dello scorso anno, ritengo caduta e allora cito una storia che ci è passata sotto il naso e che,a mio parere andrebbe chiarita e che la CAO a cui sono iscritto tarda a valutare. A cosa mi riferisco? A un'apparentemente innocua e innocente, risposta, un “atto di indirizzo” espresso il 18 settembre 2015 dalla Federazione in risposta al quesito dell' Ordine di Padova (q.v.). Lo cito, perché, a mio avviso, nel voler chiarire il tema "direzione sanitaria" presta il fianco ad osservazioni per almeno due ordini di motivi. Intanto, specificare che, nel caso di direzione sanitaria di uno studio in cui si esercita la sola odontoiatria, si può essere iscritti al solo albo odontoiatri o, in alternativa, ad entrambi gli albi rappresenta il "mondo che era" quello con barriere e steccati: bizantinismo ed inutile esercizio di memoria storica di un passato sepolto. Certo senza volere, si sottolineano diversità, grosso modo in favore di chi da questa professione ha già tanto ricevuto. Non era più semplice scrivere "Iscrizione necessaria all'Albo degli Odontoiatri" e basta? Semplice, secco inequivoco e lineare.
Ancor più interessante il capoverso relativo alla Direzione sanitaria di strutture poli specialistiche, dove l’incarico potrebbe essere anche attribuito «ad un medico iscritto al relativo albo purché supportato nello specifico da un iscritto all’Albo Odontoiatri quale responsabile di settore».
Potrà un iscritto al solo Albo Odontoiatri dirigere una struttura sanitaria in cui, oltre all'odontoiatria ci sia anche, poniamo, la cardiochirurgia? Conosco la risposta, ma potrei legittimamente dare una lettura bidirezionale. Potremmo immaginare che questo odontoiatra si possa avvalere della citata "consulenza" dello… specialista di branca. O no?
Poi c’è il dubbio etico: personalmente mi sento offeso da questo "sentire". Perché? Perché mi fa sempre sentire cittadino dell'altra metà del mondo, quello di serie b. Sarebbe stato audace ma lungimirante scrivere: "se in una struttura polispecialistica si esercita anche l'odontoiatria è necessaria una direzione sanitaria congiunta (doppio iscritto) o aggiuntiva (anche di un iscritto Albo Odontoiatri)”.
Eppoi…eppoi: perché non mettere in campo anche il tema dei "professionisti della direzione sanitaria": ubiquitari e/o plurimandatari? No grazie!
Pace ebbene, direbbe un caro amico mio,
Raffaele
di Eleonora Cardamone*
In concomitanza del giorno in cui si festeggia Sant’Apollonia, patrona dell'Odontoiatria, alcuni rappresentanti dell'ANCO (Associazione Nazionale Centri Odontoiatrici) sborsano migliaia di euro per comprare pagine di quotidiani a grande tiratura per difendere i propri interessi e investimenti minacciati da un emendamento bipartisan al Disegno di Legge sulla Concorrenza, attualmente in discussione al Senato, con cui si richiede che i 2/3 del capitale sociale delle strutture odontoiatriche sia intestato, appunto, a odontoiatri. Questa posizione è condannata nella lettera quasi fosse un atto di lesa maestà nei riguardi della libera concorrenza, adducendo motivazioni palesemente di parte.
In particolare sostengono che i centri odontoiatrici rappresentino la forma evolutiva migliore per l'esercizio della nostra professione, dal momento che in essi trovano lavoro migliaia di odontoiatri, con standard di preparazione elevatissimi "in linea con le migliori pratiche internazionali", che garantiscono accesso alle cure con "forme di finanziamento a tassi agevolati" (che spesso però sono obbligatori), che vengono offerte "trasparenza, certezza e continuità delle cure" (dimenticando i centri che hanno improvvisamente chiuso lasciando i pazienti senza le cure già pagate), il tutto condito da "totale trasparenza fiscale, zero evasione" (ancora con la fosca immagine del dentista evasore?) e un non meglio specificato "crescente livello di investimenti esteri".
Purtroppo le obiezioni da opporre a questi punti sono numerose e partono tutte dalla considerazione che una gestione puramente imprenditoriale delle attività cliniche odontoiatriche non significa necessariamente migliore tutela del paziente, ma di sicuro promozione e difesa degli interessi degli investitori, secondo i codici della gestione imprenditoriale che rispondono a parametri prima di tutto economici, che devono essere rispettati perché queste realtà sopravvivano.
Peccato che non sempre tali criteri vadano necessariamente a coincidere con la tutela dei pazienti-cittadini.
Normalmente il rapporto medico paziente è normato e tutelato da un legame fiduciario tra il paziente e il sanitario soprattutto laddove, come nel settore odontoiatrico, il 90% delle prestazioni viene erogato in forma privata: il diritto del paziente di scegliere il sanitario a cui affidarsi deve essere quindi imprescindibile. In tali strutture questo aspetto cardine viene subito meno, dal momento che il paziente si rivolge al centro odontoiatrico non al medico, che anzi normalmente non conosce se non al momento di iniziare le terapie. Terapie che sovente si vede costretto a pagare in anticipo, e quindi non dubitiamo che sottoporsi a forme di finanziamento diventi spesso l'unico modo che essi hanno per iniziare i trattamenti. Salvo poi ritrovarsi in sfortunati casi in cui il centro, probabilmente perché non riesce a mantenere gli standard di fatturato mensile richiesto, secondo le classiche logiche dei franchising, chiude lasciando il paziente solo con le rate del prestito da pagare (e si sottolineano "certezza e continuità" come aspetti principali? )
Inoltre è senz'altro vero che le prestazioni siano erogate dai sanitari, e ci mancherebbe altro che non fosse così, ma si tace che essi non sono liberi professionisti, ma dipendenti, sottomessi alle logiche economiche che determinano la sopravvivenza del centro. Sono infatti dipendenti nella sostanza, dovendo garantire la loro presenza nei centri secondo orari prestabiliti e definiti, secondo criteri di lavoro costante e continuativo e non libero professionale, come invece sono costretti a sottoscrivere nei contratti di regolamentazione della loro collaborazione. E che dire dei molti casi in cui un piano di trattamento viene deciso dal responsabile commerciale invece che dal medico?
E' invece proprio il rapporto personale e fiduciario medico-paziente che è alla base dell'attività sanitaria e che può essere garantito da nessun altro se non dal professionista sanitario, il quale determina, garantisce e risponde del piano di cure nei riguardi del paziente (mentre nei centri odontoiatrici gestiti da imprenditori, essi non rispondono mai direttamente di eventuali danni che possano occorrere ai pazienti, dal pagamento delle cui terapie traggono invece profitti).
Infine, e non come aspetto secondario, ricordiamo ai rappresentanti AN-CO che dovrebbero approfondire maggiormente le loro conoscenze sulla branca in cui hanno deciso di investire, dal momento che l'essere "in linea con le migliori pratiche internazionali" in Italia non è un’eccezione, ma la regola, dal momento che il nostro Paese in campo odontoiatrico è leader riconosciuto in formazione e know-how in Europa insieme alla Svezia e a livello mondiale insieme agli Stati Uniti.
* Consigliere AIO Roma
L’Italia, l’Odontoiatria italiana e Associazione Italiana Odontoiatri sono più che mai di scena quest’anno a Chicago al 151° Midwinter Meeting, uno dei più grandi congressi con esposizione merceologica odontoiatrica nel Nord America e al mondo.
L’edizione 2016 si svolgerà dal 25 al 27 febbraio al Mc Cormick Place West, organizzata dalla Chicago Dental Society, ma quest’anno ci riguarda da vicino una grande novità!
Per la prima volta due relatori AIO saranno presenti nel programma scientifico della Manifestazione. Sono il Presidente della Consulta Culturale AIO Marzia Segù con la sua relazione “Dental Sleep Medicine”
Elio Modoni, Salvatore Muci e Giuseppe Tamborrino: Associazione Italiana Odontoiatri festeggia tre soci onorari, e tutti salentini.
Maestro di ortognatodonzia, allievo di Giannelly alla Boston University e di Ricketts, socio fondatore della Società Italiana di Ortodonzia Bioprogressiva e socio attivo Sido, Elio Modoni -classe 1934-è stato premiato per la sua capacità di innovare il modo di intendere la professione con idee sempre nuove e rivoluzionarie: un vero pioniere dell'Odontoiatria di base, all'avanguardia nell'organizzare l'ergonomia nello studio odontoiatrico, forte delle esperienze Usa; è anche Consigliere Cao all'Omceo di Lecce.
Classe 1928, Salvatore Muci presidente Cao Lecce tra 1991-99 e 2003-05, è stato componente della Commissione Centrale Esercenti Professioni Sanitarie presso il Ministero della Salute, gli viene riconosciuto l'impegno nel sindacato a tutela della categoria e l'esempio nel portare i giovani all'impegno sindacale, dapprima in Andi e poi in AIO.
Giuseppe Tamborrino, classe 1936, ha diretto per 30 anni il Dipartimento di Odontostomatologia e Chirurgia Maxillofacciale di Lecce, con lui alla guida Lecce è diventata un polo di eccellenza per la chirurgia avanzata in ambito stomatologico, il riconoscimento premia l'impegno umano e professionale profuso nell'ambito del Servizio Sanitario pubblico.
Con i tre soci onorari, AIO festeggia oltre 130 anni complessivi spesi nel fare grande l'Odontoiatria italiana.
Pubblicato il 23 Aprile 2026 in: AIO comunica, Normativa Odontoiatrica, Norme e Tributi, Per i professionisti, Sicurezza sul lavoro
Medico competente: figura centrale nella tutela del titolare di studio.
Il tema della presenza del medico competente negli studi odontoiatrici è tornato al centro del dibattito, anche alla luce di...
Pubblicato il 23 Aprile 2026 in: AIO comunica, Editoriali
Libera professione e aggregazione: quale futuro per l’odontoiatria?
Vincenzo Musella* L’odontoiatria italiana sta attraversando una trasformazione profonda che non riguarda solo l’innovazione tecnologica o clinica, ma il modello...