“I pazienti difficili non esistono: esistono pazienti con bisogni speciali, che richiedono competenze, preparazione e un approccio adeguato”. È il messaggio lanciato dal 33° Congresso nazionale dell’Associazione Italiana Odontoiatri (AIO), a Lecce. Un incontro che ha messo al centro del confronto tra professionisti, rappresentanti delle istituzioni e organizzazioni di categoria il tema dell’accesso alle cure odontoiatriche per le persone con disabilità, patologie complesse e particolari condizioni di vulnerabilità. A promuovere l’appuntamento, il presidente nazionale AIO, Vincenzo Musella, e la segretaria culturale Mariagiovanna Cotugno, con il vicepresidente nazionale Alessandro Mazzotta, il segretario sindacale Graziano Langone e il tesoriere Gaetano Memeo. Il messaggio è chiaro: molte situazioni considerate complesse possono essere affrontate anche nello studio odontoiatrico libero-professionale, purché vi siano preparazione, competenze e un’adeguata organizzazione. Per i casi che richiedono strutture e setting assistenziali più complessi, tuttavia, è indispensabile una collaborazione concreta con le istituzioni.

Un’emergenza sanitaria e sociale che interpella la politica

Il confronto istituzionale è entrato nel vivo venerdì 30 ottobre. Al Congresso sono intervenuti Corrado Bondi, presidente ANDI; Stefania Saracino, vicepresidente SUSO; Andrea Senna, presidente nazionale della Commissione Albo Odontoiatri; Paolo Ottolina, presidente della Società Italiana di Odontoiatria Speciale (SIOH); e Antonio De Maria, presidente dell’Ordine dei Medici di Lecce e di FIMMG Puglia. De Maria ha richiamato l’attenzione sulle difficoltà di finanziamento del Servizio sanitario nazionale, sottolineando come le risorse previste dalla manovra 2027 siano pari a 3,4 miliardi di euro, a fronte dei 6,8 miliardi attesi. Una situazione che rischia di aggravare ulteriormente le difficoltà di accesso alle prestazioni sanitarie, specie per le fasce più fragili. Ottolina ha puntato l’obiettivo su questi ultimi e in particolare sui vulnerabili: «In Italia la popolazione con disabilità è pari a quella della Danimarca, mentre le persone con disabilità grave sono numerose quanto gli abitanti della Lituania. Sono numeri che ci riguardano direttamente, come professionisti responsabili della salute orale, che è parte integrante della salute sistemica, e come titolari di studi odontoiatrici libero-professionali, chiamati a rispondere ai bisogni di questi pazienti senza dover necessariamente indirizzarli verso strutture pubbliche, che spesso sono anche molto distanti». Ottolina ha ricordato inoltre l’esperienza maturata dalla SIOH: «Da 41 anni ci occupiamo di pazienti detenuti, scoagulati e di persone con condizioni cliniche particolari. Molte situazioni possono essere gestite nei nostri studi. Ma il problema che poniamo deve diventare una questione politica». Il punto non è soltanto la capacità dei professionisti di affrontare situazioni cliniche complesse, ma la necessità di costruire un sistema che consenta a tutti di accedere alle cure appropriate.

Le associazioni fanno squadra: la professione sta cambiando

Andrea Senna, presidente CAO nazionale, ha riconosciuto all’AIO e al presidente Musella il merito di aver favorito il dialogo tra le diverse realtà associative (nella foto sopra). Un percorso importante, su temi di rilevanza sociale, come l’approccio odontoiatrico alla disabilità, già affrontato anche da FNOMCeO con un corso di formazione a distanza. Senna ha inoltre sottolineato l’importanza di preservare il rapporto empatico con il paziente, in un contesto professionale sempre più caratterizzato dall’innovazione tecnologica. Bondi (ANDI), ha confermato la condivisione di numerosi obiettivi con AIO, richiamando gli scenari in atto. «Il sindacato deve comprendere che la professione sta cambiando», ha osservato Bondi (nella foto di seguito con Musella). «All’Ordine di Bologna, il 64% dei nuovi iscritti all’Albo degli odontoiatri è rappresentato da donne. A Medicina, le nuove iscritte sono l’80% del totale. Nei prossimi sette anni andranno in pensione diecimila dentisti. I giovani colleghi hanno esigenze differenti e i sindacati devono essere capaci di fare piattaforma insieme, intercettando i cambiamenti e proponendo soluzioni adeguate». Anche Stefania Saracino, vicepresidente SUSO, che ha portato i saluti del presidente Fabrizio Sanna, ha evidenziato il valore del confronto promosso dal Congresso. «L’eccellenza che i nostri studi offrono oggi non può essere riservata soltanto ai pazienti cosiddetti standard, ma deve estendersi anche alle persone più fragili. Le migliori cure per la salute orale non devono più essere considerate un lusso: devono diventare un diritto. E la capacità di garantirle deve rappresentare un elemento qualificante dell’attività dell’odontoiatra».

Studi odontoiatrici pronti, ma serve una rete istituzionale

È questo il nodo centrale del messaggio lanciato da Vincenzo Musella e Mariagiovanna Cotugno (nell’immagine di apertura): gli odontoiatri sono pronti ad ampliare la propria capacità di risposta ai bisogni delle persone più fragili, ma non possono essere lasciati soli. «Il Congresso pone l’accento anche sulla necessità di fare squadra, all’interno del team odontoiatrico e con le istituzioni. Vogliamo dire alla politica che nei nostri studi esistono le competenze per affrontare i problemi dei pazienti con bisogni speciali. Dobbiamo fare la nostra parte prestando crescente attenzione alla prescrizione e alle possibili interazioni farmacologiche con le terapie assunte da molti di questi pazienti. Attenzione, però: non tutte le situazioni possono essere risolte all’interno dello studio. Serve la collaborazione delle istituzioni per individuare modalità che rendano le nostre cure ancora più accessibili». Musella ha inoltre richiamato l’attenzione sul ruolo delle nuove generazioni. I soci under 35 di AIO Academy sono impegnati nella ricerca e nella didattica e hanno contribuito alla realizzazione di un volume che raccoglie venti contributi scientifici. E l’impegno coinvolge anche gli studenti: come ricordato da Alice Fumei, presidente degli studenti AISO, con la 4a Competizione AIO Academy-Studenti AISO, i giovani universitari sono stati protagonisti di un congresso nel congresso, con contributi e approfondimenti interdisciplinari.

Il 29 ottobre: i workshop in apertura

Dalle relazioni del Congresso emerge l’importanza di specifici fattori nell’offerta di cure ai pazienti speciali: il coinvolgimento dell’intero team odontoiatrico, l’attenzione della professione a innovazione scientifica e formazione continua, il ruolo del dialogo tra le associazioni, l’importanza del coinvolgimento dei giovani. Ma i lavori hanno anche messo in evidenza l’esigenza di una formazione multidisciplinare per il professionista: dalla ricerca alla pratica clinica, fino alle nuove esigenze di gestione degli studi. Ad aprire, giovedì 29 ottobre, i workshop dedicati all’aggiornamento clinico e professionale. Fausto Grossi ha approfondito il miglioramento dei risultati clinici attraverso i trattamenti ortopedico-restaurativi, mentre Frederick Daidone ha affrontato il ruolo delle molecole nella gestione dei tessuti duri, collegando ricerca e applicazioni cliniche. Spazio anche agli aspetti organizzativi dello studio odontoiatrico, con Alessandro Terzuolo, che ha esaminato le novità normative in merito all’utilizzo delle forme societarie in odontoiatria.

Il 30 ottobre: innovazione clinica e gestione dei pazienti fragili

Oltre al confronto istituzionale, la giornata di venerdì ha proposto un articolato programma scientifico. Luigi Cesaruolo ha affrontato la gestione del trauma e l’approccio mucogengivale alla terapia implantare, mentre Lorenzo Ruscitti ha approfondito la chirurgia plastica parodontale nel settore anteriore. Camillo Massa ha presentato il tema della Cracked Tooth Syndrome e dei restauri parziali indiretti adesivi; Tommaso Grenzi ha illustrato la gestione semplificata dell’impianto immediato post-estrattivo. Grande attenzione è stata dedicata ai pazienti con esigenze specifiche. Domenico Tripodi ha approfondito l’approccio al paziente pediatrico, mentre Giovanni Lodi ha proposto una riflessione sul paziente oncologico. Vincenzo Picciariello ha affrontato il recupero del dente gravemente compromesso, dalla biologia alla strategia riabilitativa. Nel pomeriggio Silvio Meloni ha approfondito la gestione dei tessuti duri e molli peri-implantari nei soggetti fragili; Elio Minetti ha illustrato la funzione osteoinduttiva della dentina nella terapia rigenerativa e Nicola Laffi ha affrontato le nuove prospettive dell’ortodonzia nei pazienti con disturbo dello spettro autistico. La giornata ha valorizzato anche il contributo delle nuove generazioni con la quarta Competizione AIO Academy–Studenti AISO, occasione di confronto e crescita per gli studenti.

Il 31 ottobre: odontoiatri, igienisti e ASO, una formazione condivisa

La giornata conclusiva ha completato il percorso scientifico con sessioni dedicate agli odontoiatri e due percorsi paralleli rivolti agli igienisti dentali e agli assistenti di studio odontoiatrico. Per gli odontoiatri, Giovanni Sammarco ha affrontato il tema della fragilità in cariologia, tra prevenzione e cura. Salvatore D’Amato ha approfondito la multidisciplinarietà nei casi complessi, mentre Giovanni Chiaiese ha illustrato le applicazioni della navigazione X-Guide nella chirurgia mucogengivale. Filippo Cardarelli ha presentato le innovazioni nell’ortodonzia funzionale e Gaetano Calesini il trattamento multidisciplinare delle agenesie, mentre Marco Redemagni ha approfondito le strategie mini-invasive per il mantenimento dei volumi tissutali perimplantari. Angelo Putignano ha concluso la sessione con una relazione dedicata alla vitalità pulpare e al restauro. In parallelo, si svolgeva il percorso per gli igienisti dentali Human Touch 4.0. La comunicazione clinica che genera fiducia, adesione e valore aperto da Marzia Segù (AIO) che ha affrontato il passaggio dalla competenza clinica alla relazione di fiducia e proseguito con la lectio magistralis di Michele Micheletti e con Martina Said che ha approfondito il valore della presenza clinica e della relazione di cura. Seconda sessione parallela, quella dedicata agli Assistenti di studio che ha affrontato le buone pratiche professionali, l’accoglienza e l’assistenza ai pazienti speciali. Dopo l’apertura di Giovanni Migliano (AIO) sul benessere dell’assistente odontoiatrica, Paolo Ottolina ha approfondito il tema delle lesioni traumatiche in odontoiatria speciale, e Gratiela Gheorghe il ruolo dell’ASO nell’odontoiatria speciale pediatrica. Aldo Oppici e Francesca Campanari hanno affrontato le competenze necessarie per accogliere, comunicare e assistere il paziente speciale. Antonio Lauria ha concluso con un approfondimento sul trattamento dei pazienti fragili collaboranti con patologie sistemiche. La giornata ha ospitato anche l’Assemblea nazionale AIO, momento di confronto sulla vita associativa e sulle prospettive future dell’organizzazione.

Il territorio e la prevenzione: il ruolo delle istituzioni

La scelta di coinvolgere tutte le figure del team odontoiatrico conferma una visione precisa: la qualità dell’assistenza dipende anche dalla capacità dei professionisti di lavorare in modo coordinato, specie quando si tratta di accogliere persone con bisogni assistenziali particolari. L’attenzione alla salute orale e al suo valore sociale è emersa soprattutto nell’inaugurazione, con l’intervento del vice sindaco di Lecce, Roberto Anguilla. Introdotto dal vice presidente nazionale AIO Alessandro Mazzotta e dal presidente AIO Lecce Filippo Muratore, Anguilla ha invitato gli odontoiatri a rafforzare l’impegno nella prevenzione, tornando nelle scuole per sensibilizzare le nuove generazioni sul legame tra salute orale, igiene e corretta alimentazione. Un sostegno alla professione è arrivato dalla consigliera provinciale, avvocata Laura Alemanno, che ha sottolineato il valore sociale del lavoro dei liberi professionisti: «Chi esercita la libera professione è, per sua natura, da sempre al servizio della gente».

Tre giornate, un unico obiettivo: un’odontoiatria inclusiva

Comune denominatore di tutti gli appuntamenti, una professione impegnata ad affrontare nuove sfide cliniche, organizzative e sociali: innovazione scientifica, formazione continua, dialogo tra le associazioni, coinvolgimento dei giovani e attenzione alle persone più fragili sono diversi fili di un unico percorso. Emerge inoltre una richiesta precisa: riconoscere il ruolo dell’odontoiatria libero-professionale nella presa in carico dei pazienti con bisogni speciali e costruire forme di collaborazione con il Servizio sanitario e le istituzioni. Perché le competenze professionali già esistono. La vera sfida è fare in modo che possano tradursi in un’opportunità concreta di cura per tutti, senza lasciare indietro le persone più vulnerabili (nella foto in basso, un’immagine dei lavori).

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