Per un professionista la gestione delle emergenze fa parte degli investimenti per la sicurezza dello studio ed è irrinunciabile; lo insegnano i recenti tragici fatti di Genova: la manutenzione, di una cassetta degli attrezzi come di un ponte come di una tubatura (si pensi al boom dei casi di legionella a Bresso) è condizione costosa ma necessaria per evitare che situazioni gestibili si trasformino in bombe ad orologeria. In odontoiatria, l’incidenza delle emergenze da trattare con ossigeno e con farmaci adeguati è prevista in crescita dato l’aumento dei pazienti cronici e disabili. A oltre sei mesi dall’entrata in vigore dell’obbligo per il professionista di dismettere bombole di sua proprietà e noleggiare il gas da titolari di autorizzazione in commercio, AIO fa il punto su farmaci e presidi da tenere nei casi di emergenza, in cui l’odontoiatra è chiamato a stabilizzare il paziente in attesa di un’ambulanza che indirizzi quest’ultimo a cure ad hoc.

L’ossigeno – «L’ossigeno in studio non è obbligatorio per legge ma rientra tra i farmaci irrinunciabili per un odontoiatra. All’art. 1176, comma 2 del Codice civile il legislatore sottolinea che «nell’adempimento di obbligazioni inerenti all’esercizio di un’attività professionale la diligenza deve valutarsi con riguardo alla natura dell’attività esercitata», spiega Pierluigi Martini, esperto AIO di temi di sicurezza. E’ dunque raccomandato avere in studio una bombola di ossigeno». La bombola è oggi fornita di preferenza in kit comprensivi di cannule di Mayo, pallone Ambu, maschere facciali per adulti e bambini. «Nella categoria odontoiatrica cresce la formazione all’uso di questi strumenti, ma l’attenzione alle scadenze non sempre è ottimale. Il suggerimento è rivolgersi a fornitori che aiutino il professionista a presidiare l’adempimento», aggiunge Martini. La legge 3 dell’ 11 gennaio 2018 ( Gazzetta ufficiale Serie Generale n.25 del 31-01-2018) al comma 4 dell’art. 12 prevede che, se l’assenza della bombola di ossigeno in studio può avere conseguenze irreparabili sulla salute di un paziente, il detenere ossigeno scaduto o bombole non a norma prevede una sanzione da 1.500 a 3.000 euro, salvo le conseguenze penali ed etiche per non avere salvato la vita ad un paziente. Da qui l’opportunità di un servizio agile ed accurato. Per assicurare ai soci fornitura e manutenzione AIO ha siglato un importante accordo con due realtà italiane di punta, il produttore SIAD e il distributore SB Gas, che prevede la fornitura di ossigeno in una borsa dotata dei dispositivi più aggiornati.

Defibrillatore – In caso di arresto cardiaco è consigliato su tutto il territorio italiano di avere sempre a disposizione un defibrillatore esterno, a portata di mano e subito pronto all’uso. Spiega Martini: «La legge anti-infortuni 81/2008 non impone il defibrillatore ma il decreto ministeriale 18 marzo 2011 chiede anche agli studi, sulla base di dati epidemiologici e di afflusso d’utenza, di valutare la presenza di defibrillatori e su tale base la Toscana ha imposto il defibrillatore al dentista. In precedenza, la legge 120/2001 ha confermato l’importanza della presenza sui luoghi di lavoro di personale addestrato e dispositivi idonei a tutelare al meglio la salute dei lavoratori. Di recente Inail ha incluso l’adozione di defibrillatore e la formazione del personale al BLS-D (Basic Life Support – Defibrillator) tra le misure che consentono uno sconto sul premio assicurativo».

Medicine – Il contenuto minimo della valigetta di pronto soccorso (q.v.) da tenere in studio è regolato dal Decreto Ministero della Salute 388 del 2003. La scelta dei farmaci di “prevenzione”, di cui riportiamo un elenco da aggiornare in base alle linee guida e agli adattamenti delle indicazioni, «è determinata –ricorda Martini– dalle probabilità di presentarsi di una emergenza, dalla capacità del professionista di gestirla, dalle condizioni di conservazione e scadenza, dalla disponibilità di alternative. Regioni come la Toscana hanno disciplinato anche questo aspetto».

 

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