L’Associazione Italiana Odontoiatri guarda con preoccupazione al ritardo nell’emanazione del provvedimento necessario ad avviare le Scuole di Specializzazione odontoiatriche per l’anno accademico 2025/2026.

Al di là degli aspetti amministrativi, questa vicenda richiama l’attenzione su un tema fondamentale: la formazione dei futuri specialisti non può essere condizionata da incertezze burocratiche. Quando i percorsi sono già stati programmati, i bandi pubblicati e le procedure concorsuali concluse, è dovere delle istituzioni garantire che i successivi passaggi si svolgano con tempi certi e trasparenti.

In gioco la qualità dell’assistenza

L’odontoiatria italiana ha bisogno di una programmazione lungimirante. La qualità dell’assistenza ai cittadini dipende anche dalla capacità del sistema di formare professionisti altamente qualificati nelle diverse discipline specialistiche, assicurando un ricambio generazionale adeguato e rispondendo ai reali bisogni del Servizio sanitario e della popolazione.

«Le Scuole di Specializzazione rappresentano un patrimonio per il Paese. Non costituiscono soltanto un percorso di alta formazione, ma contribuiscono all’attività clinica delle strutture universitarie, alla ricerca scientifica e alla crescita culturale della professione. Per questo motivo è interesse di tutti – università, professionisti, istituzioni e cittadini – che possano operare in condizioni di stabilità e con risorse certe», spiega il Presidente nazionale AIO Vincenzo Musella. «AIO ritiene che i giovani odontoiatri debbano poter costruire il proprio futuro professionale all’interno di un sistema prevedibile, meritocratico ed efficiente. Chi affronta un concorso per accedere a una scuola di specializzazione deve poter contare sul rispetto delle tempistiche istituzionali, senza essere esposto a ritardi che generano incertezza personale e professionale».

Fabbisogno odontoiatrico da pianificare nel tempo

È altrettanto importante che il numero delle borse di studio sia definito sulla base di una seria programmazione del fabbisogno nazionale. Ridurre le opportunità formative senza un’adeguata pianificazione rischierebbe di produrre effetti che si manifesterebbero negli anni futuri, con una minore disponibilità di specialisti in settori strategici per l’odontoiatria. L’Associazione Italiana Odontoiatri auspica quindi che il Governo proceda rapidamente all’adozione dei provvedimenti necessari, garantendo la piena operatività delle Scuole di Specializzazione e offrendo alle università, agli specializzandi e alla professione un quadro di certezze ma nel contempo chiede di guardare oltre l’emergenza contingente.

«L’Italia ha bisogno di una programmazione pluriennale della formazione specialistica odontoiatrica, fondata su criteri oggettivi, condivisi e trasparenti, che permetta agli Atenei di organizzare efficacemente la propria attività e ai giovani colleghi di pianificare il proprio percorso professionale», sottolinea Musella. «La formazione non è una voce di spesa, ma un investimento strategico per il futuro dell’odontoiatria italiana. Garantire continuità, qualità e tempestività nei percorsi di specializzazione significa rafforzare l’intero sistema sanitario e assicurare ai cittadini prestazioni sempre più qualificate. Su questi principi AIO conferma la propria disponibilità a collaborare con le istituzioni, il mondo universitario e tutte le rappresentanze della professione affinché la formazione specialistica odontoiatrica diventi una priorità condivisa, nell’interesse dei professionisti e, soprattutto, dei pazienti».

Nell’immagine in alto, le tre attuali specializzazioni di area odontoiatrica attualmente bloccate, inquadrate nel riferimento normativo istitutivo (Decreto MUR n.68 del 2015).

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