Le recenti dichiarazioni rese in Aula al Senato dal Ministro della Salute Onorevole Orazio Schillaci sul rafforzamento del quadro normativo e dei sistemi di vigilanza in materia di medicina estetica confermano in modo inequivocabile la rilevanza di un tema che oggi assume profili di crescente criticità per la salute pubblica.
I dati richiamati nel dibattito parlamentare, insieme agli esiti delle attività di controllo condotte dai NAS, delineano un quadro nel quale persistono fenomeni significativi di irregolarità, esercizio abusivo della professione, utilizzo improprio di dispositivi e farmaci, nonché carenze strutturali sotto il profilo autorizzativo e organizzativo delle strutture. Elementi che impongono una risposta normativa organica, non più rinviabile.
In questo contesto, l’Associazione Italiana Odontoiatri ritiene condivisibile e necessario ogni intervento volto a rafforzare la tutela della salute dei cittadini attraverso strumenti concreti di trasparenza, vigilanza e qualificazione professionale.
La crescente diffusione dei trattamenti di medicina estetica, anche favorita da dinamiche comunicative e promozionali non sempre coerenti con la natura sanitaria delle prestazioni, rende indispensabile riaffermare con forza che ogni atto medico deve essere eseguito esclusivamente da professionisti adeguatamente formati e inseriti in un sistema di controlli efficace.
L’ipotesi di istituzione di registri pubblici dei professionisti abilitati alla medicina estetica rappresenta un passaggio significativo nella direzione della trasparenza, purché tali strumenti siano costruiti su criteri rigorosi, verificabili e uniformi su tutto il territorio nazionale, evitando qualsiasi forma di autoreferenzialità o disomogeneità applicativa.
La medicina estetica, in quanto attività sanitaria a tutti gli effetti, non può essere assimilata a un ambito privo di regolazione sostanziale. Al contrario, richiede standard formativi chiari, percorsi certificati e una netta distinzione tra professionisti qualificati e pratiche non conformi agli ordinamenti vigenti.
In tale prospettiva, l’odontoiatra rappresenta una figura sanitaria pienamente inserita nel sistema delle professioni mediche regolamentate, con un percorso formativo universitario strutturato, un’abilitazione specifica e obblighi ordinistici e deontologici stringenti. Nell’ambito del distretto oro-facciale, tale competenza consente un approccio clinico integrato alle procedure di medicina estetica del volto, nel rispetto delle competenze acquisite e dei percorsi formativi certificati.
È necessario che ogni intervento normativo in materia sia ispirato a criteri di equilibrio e razionalità, evitando soluzioni che possano determinare esclusioni non giustificate sul piano scientifico o professionale, e valorizzando invece le competenze già presenti all’interno del sistema sanitario.
“La medicina estetica rappresenta oggi un ambito sanitario che richiede regole chiare, formazione certificata e massima trasparenza», afferma Vincenzo Musella Presidente Nazionale AIO. «Gli odontoiatri, nel rispetto delle competenze acquisite e dei percorsi formativi riconosciuti, sono parte integrante di questo sistema e devono essere messi nelle condizioni di operare in modo sicuro, appropriato e pienamente regolato».
Il fenomeno dell’abusivismo professionale e delle pratiche non autorizzate, emerso con evidenza anche nelle attività di controllo citate in sede parlamentare, rappresenta una criticità non più tollerabile e richiede un rafforzamento coordinato degli strumenti di vigilanza, nonché una maggiore consapevolezza da parte dei cittadini nella scelta del professionista.
L’Associazione Italiana Odontoiatri ritiene pertanto prioritario l’avvio di un confronto strutturato con le istituzioni competenti, finalizzato alla definizione di un assetto normativo moderno, coerente e uniforme, capace di garantire sicurezza delle cure, trasparenza dei percorsi formativi e pieno riconoscimento delle competenze professionali.
La medicina estetica deve essere ricondotta pienamente nell’alveo delle attività sanitarie regolamentate, sottraendola a ogni forma di improvvisazione o distorsione commerciale, nell’interesse esclusivo della salute dei pazienti e della qualità delle prestazioni erogate.
Nella foto, il Ministro della Salute Orazio Schillaci ritratto al World Oral Health Day organizzato a Roma nel 2023.