L’aumento dei costi dell’attività odontoiatrica, le disuguaglianze nell’accesso alle cure e il crescente carico burocratico sono i tre temi di punta della Plenary Session dell’European Regional Organization, ospitata a Sofia nei giorni scorsi. Struttura della World Dental Federation (FDI), l’ERO riunisce le principali associazioni odontoiatriche dei paesi europei. All’incontro hanno partecipato la professoressa Marzia Segù, Delegata di Associazione Italiana Odontoiatri, e il Presidente AIO dottor Vincenzo Musella.
I gruppi di lavoro
La prima giornata ha riunito otto gruppi di lavoro che hanno condiviso buone pratiche adottate nei paesi membri ERO. Nella sessione plenaria sono stati presentati gli elaborati. Il gruppo “integrazione” si è soffermato sullo stato di avanzamento della 6a edizione del manuale “Dental Practice”, strumento volto a favorire l’adozione di standard condivisi. Il gruppo “Ageing population” ha posto l’attenzione sulle modalità per coinvolgere meglio i pazienti anziani, mentre il gruppo “Oral Health & General Health” ha inquadrato le iniziative di prevenzione rivolte a terza età e situazioni di vulnerabilità. Il gruppo “Dental Team” ha illustrato una survey su gestione di burocrazia e responsabilità documentali, che evidenzia criticità comuni nei diversi paesi, mentre in tema di “Rapporti professionisti-università” è avviata una mappatura di atenei e referenti didattici in Europa. Il gruppo “Digitalizzazione e intelligenza artificiale” ha programmato una serie di webinar per chi intenda adottare nuove tecnologie.
Dentisti in Europa, troppi o troppo pochi?
La seconda giornata ha offerto una panoramica comparativa tra i diversi Paesi europei. In alcuni la professione dimostra una forte influenza politica in sanità, in altri le organizzazioni di categoria rivestono ruolo prevalentemente consultivo. In generale, si registra una tendenza a un crescente riconoscimento del ruolo delle associazioni nelle decisioni. Sul piano della forza lavoro, alla carenza di odontoiatri in alcune aree, si contrappone la saturazione del mercato in altri contesti. Comun denominatore, le di?coltà nell’attrarre giovani professionisti.
Sostenibilità della professione e forme societarie
Particolare attenzione è stata dedicata alla sostenibilità economica, con l’aumento dei costi operativi, l’impatto dell’inflazione e dei requisiti normativi, e le crescenti preoccupazioni per la tenuta dei sistemi sanitari. È stato a?rontato il tema della corporate dentistry, con la crescita delle catene odontoiatriche in diversi Paesi e le possibili implicazioni sull’indipendenza professionale e sulla qualità delle cure. In ambito formativo, è emersa l’importanza della formazione continua, integrata con tecnologie digitali e nuovi approcci terapeutici. Ampio spazio è stato dedicato alle iniziative legate al World Oral Health Day, con la presentazione di eventi pubblici, programmi educativi e attività di screening rivolte a tutte le fasce della popolazione.
L’importanza di un confronto tra associazioni nazionali
«La Plenary Session conferma come ERO sia oggi un luogo strategico di elaborazione delle politiche sanitarie, in cui le organizzazioni professionali sono chiamate a svolgere un ruolo attivo e responsabile», spiega Marzia Segù. «Partecipare non significa solo rappresentare, ma anche costruire connessioni, acquisire visione e contribuire attivamente al futuro della professione».
«Dai lavori emerge con chiarezza la comune necessità di coniugare sostenibilità, qualità delle cure e accessibilità, mantenendo al centro i principi etici e l’autonomia della professione», afferma Musella. «In questo contesto, il contributo delle associazioni nazionali – e di AIO in particolare – assume un valore determinante nel portare le istanze dei territori all’interno del dibattito europeo e nel tradurre gli indirizzi condivisi in azioni concrete».
Nella foto, la Delegata per gli Esteri AIO Marzia Segù.