Aio: che i dentisti diminuiscano e’ segno di qualita’ e non di desertificazione
«Così come non era una risposta indicare zero odontoiatri come fabbisogno dell’anno accademico 2016-17, non lo è partire dal presupposto che in Italia i dentisti saranno pochi nei prossimi 20 anni. Il problema del nostro paese resta quello di un numero di Odontoiatri doppio rispetto gli standard indicati dall’Oms da 15 anni, “incoraggiato” da un numero di sedi universitarie doppio rispetto a paesi della nostra taglia come Spagna e Francia. Se ci sarà un calo negli Odontoiatri nei prossimi anni non è un dramma, è semmai un processo da guidare con buon senso». Pierluigi Delogu presidente Associazione Italiana Odontoiatri risponde agli allarmi suscitati dalle proiezioni di Ministero della Salute e Agenas, secondo cui anche laureando un migliaio di nuovi dentisti l’anno non si potranno mantenere le attuali 49 mila unità di esercenti e nel 2040 mancheranno circa 10 mila professionisti rispetto al fabbisogno. E riflette sul servizio del Giornale della Previdenza Enpam, ripreso dai media di settore, che denuncia come, a seguito del meccanismo della graduatoria unica per Medicina ed Odontoiatria, ogni anno i posti destinati a Medicina vengono riempiti e quelli di Odontoiatria no. Nell’anno accademico 2015-16 al primo anno, riporta il Giornale Enpam, sono iscritti 786 contro 792 posti disponibili e ci sono molte facoltà con posti liberi. Brescia avrebbe riempito la metà dei posti, Sassari 4 posti su 15. Gli studenti vorrebbero in gran parte Medicina, a Odontoiatria i docenti si ritroverebbero spesso allievi demotivati che vorrebbero diventare medici.
In vista del decreto che indicherà il numero di posti disponibili per i 35 atenei sede di corso di laurea odontoiatrico, le proiezioni del Ministero avrebbero spinto le Istituzioni ad alzare la proposta per il nuovo anno accademico di circa 100-150 odontoiatri in più dell’ultimo anno e la Commissione Albo nazionale ad abbandonare la posizione di indicare in zero il numero di dentisti necessari quest’anno e i prossimi. «Il rischio è continuare ad alimentare la pletora», dice Delogu. «Chiedersi se in Italia ci sono pochi dentisti o se saranno pochi nei prossimi 20 anni mi pare domanda superflua e tendenziosa, cui è doveroso dare una risposta franca e circostanziata. I numeri degli odontoiatri italiani sono ben lontani dai numeri virtuosi degli Stati a noi più assimilabili. Il fatto che tra alcuni anni ci sarà un calo di esercenti non potrà che dare una buona autoregolamentazione interna dell'offerta e vedrà colmare la crisi d’identità che viviamo oggi nei nuovi odontoiatri , che purtroppo devono subire leggi fuori dagli schemi del loro lavoro e fare i conti con il “mercato ad ogni costo” per sbarcare il lunario, dopo 6-9 anni di studio universitario e di sacrifici! I rappresentanti istituzionali dei vari Ministeri non si devono preoccupare della carenza di esercenti (che secondo l'OMS è un esubero!) ma chiedere se i cittadini potranno essere assistiti con capacità , diligenza e coerenza rispetto agli standard che ultimamente abbiamo collaborato a costruire con gli apparati ministeriali, rendendoci sempre disponibili e con dati alla mano».

Da maggioranza e opposizione un sì “bipartisan” a un cavallo di battaglia dell’Associazione Italiana Odontoiatri: la detrazione completa delle spese odontoiatriche dalle aliquote Irpef dei cittadini. I senatori Giuseppe Pagano di Alleanza Popolare-Ncd e Marco Rondini (Lega Nord) al convegno degli odontotecnici Antlo organizzato stamane al Ministero della Salute, presente il Ministro Beatrice Lorenzin con il responsabile dell’odontoiatria Franco Condò e il Direttore della Prevenzione Michele Nardone, hanno affermato che si impegneranno in prima persona con il Ministero dell’Economia per verificare l’esperibilità di una detrazione al 100% delle cure dentali degli italiani. AIO sostiene un più alto livello di detraibilità per le spese odontoiatriche rispetto alle spese mediche poiché le prime sono sempre sostenute interamente di tasca propria dagli italiani, a meno che non appartengano alle fasce di reddito più basse per le quali interviene il Servizio sanitario. Il Ministro Lorenzin ha ammesso peraltro durante l’incontro che la copertura dello Stato in odontoiatria quest’anno si è ristretta per effetto del decreto appropriatezza. Lorenzin ha anche ammesso che la restrizione delle prestazioni concedibili in Odontoiatria si è rivelata un errore dovuto alle contingenze e che per il Ministero è una priorità reintegrare prestazioni nei prossimi mesi. Presente alla riunione come unico rappresentante della Professione Odontoiatrica italiana, il presidente AIO Pierluigi Delogu ha ribadito la disponibilità della sua associazione ad impegnarsi per offrire prevenzione e, entro un certo tetto, cure gratuite alle fasce meno abbienti e in particolare ai minori: un valore che potrebbe essere restituito consentendo al professionista di detrarre dall’Irpef il corrispettivo non incassato.
Oltre al presidente AIO e al presidente dell’Associazione Nazionale Tecnici di Laboratorio Odontotecnico (Antlo) Massimo Maculan, all’incontro era presente tutta la filiera del dentale, con Alessandro Gamberini (past president Unidi e attuale presidente di Fide associazione delle industrie del dentale europee), Antonia Abbinante presidente Associazione Italiana Igienisti Dentali e Fulvia Magenga presidente di Siaso, il Sindacato degli Assistenti di Studio Odontoiatrico. «Tutti i presenti hanno convenuto sulla necessità di migliorare l’accesso alle cure odontoiatriche e di collaborare nella lotta all’abusivismo e al prestanomismo », afferma Delogu. Che ha ricordato come, pur perno della filiera, l’Odontoiatra non possa non avere a fianco l’Igienista, «così come non è più procrastinabile una disciplina uniforme in tutta Italia per un assistente al riunito altamente qualificato». Mano tesa in particolare agli Odontotecnici, per i quali un’indagine illustrata dal presidente Keystone Roberto Rosso ha evidenziato una crisi strutturale dovuta più a una strategia “naturale” dell’industria che ha promosso 3D e Cad-Cam tra i dentisti, che a rivendicazioni dell’Odontoiatra. «Anche con gli Odontotecnici – afferma Delogu – occorre parlarsi e stabilire regole condivise, operative, su chi siamo e cosa facciamo». Per quanto riguarda il tema abusivismo, oggi in Senato, accanto al disegno di legge del Ministro della Salute che all’articolo 5 inasprisce le sanzioni per l’esercizio abusivo di professioni sanitarie, è in pista il ddl del senatore Giuseppe Marinello che affronta l’argomento in ottica interprofessionale. «AIO sostiene entrambe le proposte – dice Delogu – non è il momento di sottrarsi al confronto, di evitare di dare risposte sull’opacità di certe situazioni. Occorre invece abbattere i muri e collaborare per far crescere questo comparto di 150 mila operatori e consegnarlo al cittadino più accessibile, sostenibile, avanzato».
Franchising e low cost, per non parlare dei siti di intermediazione di servizi: sono realtà con cui l’Odontoiatria sempre più dovrà convivere, ma quale controllo sulle prestazioni possono avere in certi casi pazienti e dentisti titolari del rapporto fiduciario per evitare le fregature? Qual è il valore aggiunto del professionista Odontoiatra nella prestazione? Associazione Italiana Odontoiatri si confronta a Roma con associazioni dei cittadini, mondo politico e tanto, tanto “vento contro” la sera del 4 aprile dalle 19.00 in una tavola rotonda dal titolo “tra libera professione e franchising” (Hotel Domus Australia via Cernaia 14/B): all'incontro ci sarà Francesca Moccia vicesegretario di Cittadinanziattiva, Gian Maria Fara Presidente Eurispes, Fabrizio Santori membro della Commissione Sanità della Regione Lazio, Maria Maddalena Giungato avvocato cassazionista e Pierluigi Delogu, presidente AIO. L’invito è a non mancare, perché di confront così trasparenti di qui alla fine dell’iter del disegno di legge concorrenza difficilmente se ne vedranno molti, anche in tv.
I senatori Giuseppe Marinello e Aldo Di Biagio (AP-Ncd) hanno presentato un emendamento che riassume tutte le richieste di Associazione Italiana Odontoiatri (AIO) di modifica del ddl concorrenza e in particolare accoglie quella che pone la direzione sanitaria dei centri odontoiatrici in capo a un Odontoiatra. Ne riferisce il sito www.odontoiatria33.it. Per la cronaca, il sindacato AIO aveva spiegato nella sua lettera ai Parlamentari di due settimane fa che oltre alla necessità di avere i due terzi del controllo delle società odontoiatriche, gli Odontoiatri dovrebbero avere il controllo del rapporto con i pazienti, della qualità della prestazione e della gestione organizzativa di questi centri esprimendo un Direttore Sanitario iscritto all’Albo, responsabile, e sempre presente.
Ebbene, il testo presentato dell’emendamento 46.30 è il seguente:
«I soci di società operanti nel settore odontoiatrico, per almeno due terzi del capitale sociale e dei diritti di voto, devono essere iscritti all'Albo degli odontoiatri. Le società operanti nel settore odontoiatrico, entro 24 mesi dall'entrata in vigore della presente legge, dovranno ottemperare alle previsioni di cui al precedente comma. Ogni società operante nel settore odontoiatrico e ogni struttura odontoiatrica deve nominare un direttore sanitario che avrà la responsabilità del centro operativo a lui assegnato e che opererà in via esclusiva non potendo cumulare medesimi incarichi. Non è concessa alcuna autorizzazione per l'esercizio dell'odontoiatria a soggetti non in possesso dei titoli abilitanti all'esercizio della professione odontoiatrica di cui alla legge 24 luglio 1985, n. 409 ovvero a società operanti nel settore odontoiatrico in cui il Direttore sanitario o un suo delegato non sia iscritto all'Albo degli odontoiatri da almeno 5 anni.».
In Senato è in corso un confronto duro e trasversale ai partiti sul tema concorrenza, ma – è il commento del Presidente AIO Pierluigi Delogu – posizioni come quella nostra ripresa dalle Forze politiche contribuiscono a fare chiarezza sui tanti interessi, e diritti, alcuni intangibili come quello alla Salute dei cittadini, in gioco in questa partita. Certo, l’agenda politica del dentale non può prescindere da AIO».
Due paesi, due notizie con punti tristemente in comune per l’Odontoiatria italiana, che riguardano da vicino le cliniche del dentale. La prima viene da lontano, dalla Spagna, dove i vertici di un’importante catena multinazionale di franchising odontoiatrico, nota anche in Italia, sono al centro di un’indagine per frode e riciclaggio di capitali http://www.elespanol.com/espana/20160216/102739733_0.html. L’ipotesi accusatoria del Dipartimento Anticorruzione è che i dentisti “franchisee”, parte offesa, avrebbero pagato in contanti, poi destinati a paradisi fiscali, la percentuale richiesta per utilizzare il marchio. La seconda notizia viene dall’Italia e precisamente dalla Lombardia dove un’indagine della Procura di Monza ha portato all’arresto di 21 persone per associazione per delinquere finalizzata alla corruzione, turbata libertà degli incanti e riciclaggio. L’inchiesta (http://milano.repubblica.it/cronaca/2016/02/16/news/monza_tangenti_dentisti_21_arresti-133531014/?ref=HREA-1) muove dall’accusa a un gruppo imprenditoriale di essersi aggiudicato una serie di appalti pubblici, banditi da diverse aziende ospedaliere per la gestione, in outsourcing, di servizi odontoiatrici, ottenuta corrompendo i funzionari preposti alla gestione delle gare.
«Quale che sia l’esito di queste indagini – e speriamo umanamente che i rilievi risultino infondati – in periodi di polemiche e di “offensiva mediatica” delle catene odontoiatriche contro gli emendamenti al ddl concorrenza volti ad avocare a professionisti la maggioranza nei centri odontoiatrici, la nostra Associazione ricorda di aver lanciato un allarme un anno e mezzo fa sull’opacità di certa odontoiatria. In particolare – spiega il Presidente AIO Pierluigi Delogu –l’indagine Eurispes-AIO presentata il 6 ottobre 2014 sottolineava come negli ultimi tempi il mercato del franchising odontoiatrico abbia attirato l’attenzione della criminalità organizzata». Recita il testo: “Le mafie agiscono, come già segnalato da Eurispes in diversi studi, come vere e proprie holding finanziarie, individuano i business emergenti e i settori più fiorenti investendo somme ingenti di denaro. Insomma si attivano meccanismi di money laundering: si investe nel mercato “sano”, in settori dove la domanda è alta, se ne trae un guadagno sicuro e “pulito”, e si genera un flusso economico difficile da rintracciare”.
«E’ di oggi la notizia che, alla luce dei recenti accadimenti, l’Associazione Spagnola Odontoiatri chiede cambiamenti legislativi atti a trasformare la struttura di comando di queste holding del dentale per inserirvi un più alto numero di odontoiatri per meglio controllare la comunicazione. I nostri omologhi spagnoli – sottolinea Delogu – chiedono anche regole per fermare questo modello di business che antepone il mercato al paziente (vedi allegato). AIO ribadisce pertanto che gli emendamenti proposti al ddl concorrenza, tra l’altro da un altro sindacato, rappresentano un’esigenza di chiarezza comune e condivisa nella Professione Odontoiatrica».
«Ma c’è un secondo aspetto dell’indagine Eurispes-AIO che oggi ci preme sottolineare: appare indifferibile l’esigenza per tutta la sanità e, in particolare, per gli odontoiatri di dotarsi di una legge quadro di riferimento nazionale per uniformare gli adempimenti necessari all’apertura di uno studio odontoiatrico, adempimenti oggi condizionati da venti riti regionali il cui peso burocratico è eterogeneo e in certi casi insopportabile. Torniamo ad auspicare un protocollo unico nazionale che renda chiare le competenze degli operatori e uno snellimento delle procedure di apertura per gli studi odontoiatrici monoprofessionali (diversi dunque dagli ambulatori) che ridurrebbe molto i costi a carico della Pubblica Amministrazione e favorirebbe la libera impresa di liberi, onesti professionisti».
Due fatti, negli ultimi giorni, hanno scosso il “mercato ideologico” delle norme sulla concorrenza.
Uno è la recente sentenza del Consiglio di Stato che ha annullato la sanzione, comminata dal garante dell’Antitrust alla FNOMCeO, per le limitazioni imposte alla pubblicità con gli articoli del codice. Di fatto questa sentenza non entra nel merito del contendere ma annulla la sanzione per prescrizione dei termini e perciò anziché risolverla rilancia la problematica.
L’altro è la discussione della nuova legge sulla concorrenza e l’aspra critica di corporativismo e antiliberismo da parte del “Fatto Quotidiano” alla categoria dei Dentisti per aver proposto degli emendamenti dove si chiede almeno i 2/3 del capitale e del potere decisionale delle società che si occupano di prestazioni odontoiatriche.
I due eventi sono collegati da un nesso non casuale e che merita un approfondimento analitico.
La professione odontoiatrica ha subito negli ultimi anni una profonda trasformazione ma soprattutto si è ritrovata (suo malgrado) a dover fare i conti con una serie di fattori sociali e normative generali che ne hanno influenzato lo svolgimento.
La peculiarità dell’Odontoiatria, rispetto alle altre branche mediche, dovuta alla quasi completa dipendenza economica dalle finanze private dei cittadini, la pone come un termometro o un indicatore preferenziale sulle dinamiche che si mettono in atto e questo ci consente di fare delle valutazioni sugli ultimi 10 anni.
Dalla Bersani in poi.
La legge Bersani che ha liberalizzato le professioni introducendo le regole del libero mercato ha avuto sicuramente degli effetti che sono sotto gli occhi di tutti ma che vanno analizzati , non con l’occhio appannato del politico che vuole perseverare su un ideologia, ma con un analisi che valuti in modo sereno ed equidistante tutti gli aspetti.
Ebbene dal 2006 abbiamo assistito ad una escalation della proposta di offerta odontoiatrica nelle più svariate forme e il principio di correttezza di informazione per i cittadini/pazienti che animava l’intendimento “nobile” della legge è stato completamente disatteso. Oggi assistiamo, quasi impotenti, ad una giungla di proposte che hanno i contorni di una sfilata carnevalesca e il tanto reclamizzato abbattimento dei costi delle prestazioni, a favore dei cittadini, è solo una chimera.
Invece vediamo il fiorire di attività in Italia e all’estero che, sfruttando il miraggio pubblicitario ad effetto, propongono dubbie soluzioni terapeutiche a costi “vantaggiosi”. Ma il vantaggio è solo effimero perché si basa su dinamiche di promozione che possono a malapena andare bene per le merci dei centri commerciali ma che cozzano inesorabilmente con le prestazioni sanitarie a discapito della salute dei cittadini.
Nel nostro database associativo(AIO) abbiamo elencati migliaia di esempi in tal senso che oltretutto non hanno portato alcun risparmio per i singoli cittadini e per la collettività.
Il volere politico ha preteso di piegare alle logiche economiche come una “controriforma” le necessità sanitarie dei cittadini e inesorabilmente si sono attivati dei percorsi che nulla hanno di virtuoso ma che hanno provocato delle aberrazioni sconfortanti.
Oggi si assiste ad un offerta di “salute” basata su sbiancamenti dentari per tutti o su riabilitazioni complete su impianti anche in chi ancora possiede i propri denti e potrebbe mantenerli ancora a lungo. Si fanno visite gratuite con preventivi che prevedono un contratto con finanziaria e si somministrano raggi X gratuitamente anche prima di effettuare il minimo esame obiettivo. Soprattutto non si fa la minima menzione alla prevenzione, ma si va a ricercare a tutti i costi la patologia. Infine queste dinamiche hanno stimolato un mercato parallelo di turismo odontoiatrico.
Mi chiedo se questo fosse l’obiettivo originario del legislatore, ma è solo una domanda retorica, perché quello che conta è che questo modello in tempi brevissimi, ha evidenziato delle falle enormi e deve essere rivisto nella sua interezza. Tutto ciò ha portato dei danni evidenti in termini di salute ma anche un aumento notevole del peso economico per il nostro stato sia come aumento della spesa sanitaria sia per l’impennata esponenziale dei contenziosi legali. Per la competenza di ruolo e di conoscenza mi limito a parlare dell’Odontoiatria e ritengo che sia necessario un cambio di passo e che si debba porre dei correttivi legislativi e soprattutto non è ammissibile che della nostra professione parlino e pretendano di prendere decisioni determinate persone che non hanno nessuna competenza e soprattutto non possono vederne gli aspetti negativi che possono provocare.
Mi chiedo dove si voglia arrivare con scelte legate a linee di pensiero che hanno una genesi europeista ma che non hanno avuto una giusta dialettica fra stati e che uniformano settori non omogenei e quindi si scontrano con realtà organizzative ben differenti. Del resto in molti stati dell’unione vediamo che certi settori(per primo quello sanitario) viaggiano con ordinamenti garantisti dei principi di salute e difesa dell’individuo.
Un esempio : IN MOLTI STATI È VIETATA LA PUBBLICITÀ SANITARIA.
L’AIO ha sempre denunciato l’inadeguatezza del modello introdotto dalla Bersani e abbiamo portato continui contributi per correggere il tiro, ma notiamo un appiattimento verso posizioni che sposano logiche economiche senza possibilità di introdurre motivazioni di carattere sanitario e professionale con un atteggiamento etico.
Mi chiedo quale sia la logica politica che da una parte impone una deregulation totale in nome del libero mercato e poi imponga un totale controllo delle spese dei nostri pazienti attraverso un sistema che sa tanto di “grande fratello come il trasferimento dei dati attraverso il sistema Tessera sanitaria.
Ancora una volta la nostra categoria ha dimostrato una grande maturità nei confronti delle istituzioni e, anche con grosse difficoltà, ha dimostrato di poter svolgere l’ingrato compito che è stato deciso di demandarci, ma siamo veramente arrivati al limite e vogliamo avere delle certezze sul futuro.
Non è ammissibile che qualcuno continui , senza pudore ad accusarci di corporativismo e di difesa di interessi beceri, siamo orgogliosi del nostro lavoro e della nostra professione e questi attacchi non sono più ammissibili, anche perché denotano una grande ignoranza della realtà odontoiatrica Italiana.
Ribadisco alcuni punti che avevamo delineato, dal 2006 in poi, in AIO come fondamentali per avere a disposizione di tutti i cittadini di un sistema che funzioni e che garantisca la loro salute odontoiatrica:
- Eliminare la liberalizzazione della pubblicità sanitaria, ponendo dei vincoli che vanno nell’interesse del paziente.
- Regolamentare le attività odontoiatriche soprattutto in termini di gestione con una normativa coerente sul tutto il territorio nazionale sulle autorizzazioni e una regolamentazione stringente sui direttori sanitari dei centri che devono essere responsabilizzati sul loro ruolo e un controllo sulle fonti di investimento nel settore
- Trovare il sistema di arrivare ad una detrazione completa delle spese odontoiatriche per i cittadini in modo da invertire la tendenza attuale e portare ad una logica e inevitabile virtualizzazione del sistema.
- Proporre dei piani epidemiologici e di prevenzione nazionali che possano veramente portare l’Italia a diventare un punto di riferimento per la salute orale nel Mondo
Pierluigi Delogu
Presidente Nazionale AIO – Associazione Italiana Odontoiatri
«Il tempo che medici e odontoiatri hanno a disposizione per inviare all’Agenzia delle Entrate i dati dei pazienti, utili alla pre-compilazione del modello 730, è veramente poco. La legge di stabilità, approvata alla Camera ma non ancora al Senato, impone l’invio dei dati relativi alle fatture del 2015 entro il 15 gennaio prossimo, con avvio delle sanzioni già nel 2016. Come Associazione Italiana Odontoiatri abbiamo inviato alle forze di maggioranza in Parlamento, un emendamento in cui chiediamo la proroga al 31 gennaio 2017 in merito all'obbligo di spedizione. Contemporaneamente abbiamo anche chiesto il rinvio delle sanzioni previste per errori ed omissioni. Quello che vogliamo è che per i dentisti ci sia un po’ di tempo per organizzare adeguatamente tutte le procedure. Con la proroga, i dati relativi alle prestazioni erogate nel 2016 potrebbero essere trasmessi garantendo tra il resto il diritto di diniego da parte dei pazienti». Così Fausto Fiorile vicepresidente AIO illustra la richiesta approntata da AIO in collaborazione con lo studio dei dottori commercialisti Terzuolo & Brunero di Torino, per risolvere le fortissime difficoltà pratiche riscontrate nel procedere con la raccolta e l’invio dei dati. «La normativa è stata approvata tra luglio e settembre di quest’anno, e si pretende che tutto entri a regime già a partire dai dati 2015. Assurdo poi che a fronte di tanta fretta –ricorda Fiorile–il decreto 158 dello scorso settembre avvii all’articolo 23 un regime sanzionatorio estremamente gravoso; 100 euro per ogni fattura errata. Oltre al resto, il nuovo adempimento che sta per entrare in vigore, ad oggi non contempla l’obbligo di invio per gli Studi associati ed i Centri dentali gestiti attraverso le Società di capitali; cosa che non può essere assolutamente accettata».
«Il 158 doveva essere un decreto che incoraggiava la semplificazione degli obblighi tributari, invece non solo ha introdotto sanzioni in un percorso che andava concordato tra la Politica e la Professione, ma contiene passaggi impossibili da realizzare nei tempi previsti, e il più clamoroso a nostro modo di vedere riguarda la privacy», sottolinea il presidente AIO Pierluigi Delogu. «Come responsabile di Studio, per evitare di incorrere in responsabilità indirette in merito alla mancata informazione del paziente, il medico-odontoiatra dovrebbe contattare tutti i suoi pazienti del 2015 entro il 31 gennaio prossimo e informarli che sta trattando i loro dati e che possono opporsi a tale trattamento e alla trasmissione di essi al sistema Tessera Sanitaria del Ministero delle Finanze. Impossibile! La Finanziaria sta inoltre per anticipare le sanzioni al 2016. AIO chiede la proroga del provvedimento, senza obblighi stringenti per il 2016, atteso l’impegno della categoria ad individuare un percorso di semplificazione l’anno dopo».
Storico risultato per l'Odontoiatria italiana. Marco Landi è stato eletto Presidente del Consiglio Europeo dei Dentisti, organizzazione che rappresenta la categoria odontoiatrica a Bruxelles in sede comunitaria, fa da consulente alla Commissione europea per l'Odontoiatria e raggruppa 32 associazioni odontoiatriche tra cui AIO in rappresentanza di 340 mila dentisti e 30 paesi aderenti. Landi succede all'austriaco Wolfgang Doneus e ricordiamo che anche alla precedente tornata elettorale era stato il candidato più votato. Associazione Italiana Odontoiatri era presente a Bruxelles con il Presidente Pierluigi Delogu e con i Rappresentanti Esteri: Gerhard Seeberger e Stefano Colasanto.
«Associazione Italiana Odontoiatri è orgogliosa per la vittoria di un candidato italiano», afferma Delogu. «Landi è prima di tutto un collega di assoluto spessore e ha dimostrato il suo valore in questi anni di impegno in Ced. La sua elezione testimonia poi quanto l'Odontoiatria italiana sia ascoltata negli ambienti professionali di Nord e Sud Europa, in un momento assolutamente delicato. Alla vigilia dell'adozione della Tessera Professionale Europea e del regolamento sulle banche dati Imi che renderà più facili i trasferimenti di Professionisti da un Paese all'altro in ambito comunitario, si delinea a Bruxelles la volontà della Commissione Europea di disciplinare le qualifiche professionali sanitarie a partire da quelle con i percorsi di studi più semplici: infermieri, igienisti dentali, fisioterapisti. L'equazione è intuibile: rendere più accessibili le prestazioni consentendone la "devoluzione" a professioni che non hanno alle spalle percorsi di studi clinici. Con l'elezione di Landi i dentisti europei hanno voluto rimarcare tra le altre cose che il Dentista resta un clinico e che il suo curriculum non è "ridondante" ma è una garanzia obiettiva per il paziente».
Per capire le possibilità di sviluppo della professione in un contesto dove arrivano i fondi integrativi sul mercato occorre capire quanti saranno gli odontoiatri, e molti dati sul contesto universitario non sono incoraggianti. Lo scorso anno Associazione Italiana Odontoiatri aveva dedicato il suo IV Congresso a un processo al numero chiuso, e ad un test d’ingresso all’università inadatto a frenare l’avanzata della pletora. Al V Congresso Politico AIO a Roma il 21 novembre gli studenti di AISO guidati da Emilio Fiorentino offriranno altri dati importanti ricavati da un sondaggio annunciato già l’anno scorso, sullo stato dell’arte dei corsi di laurea odontoiatrici italiani. «L’anno scorso spiegavamo come migliaia di studenti italiani aggirino il numero chiuso iscrivendosi a facoltà e corsi odontoiatrici di atenei stranieri e poi magari rientrando in sordina nel corso di laurea italiano. Fummo profeti», dichiara il presidente AIO Pierluigi Delogu. «Oggi gli atenei stranieri sono addirittura sbarcati, come testimonia l’università rumena Dunarea de Jo che ad Enna propone un corso di Medicina e Farmacia (?) e uno di Discipline Infermieristiche; rettori siciliani e Ministero dell’Università si sono mossi per bloccarla, ma fermare certe iniziative è sempre meno facile e chi esce da un corso in “territorio romeno”, di fatto aggira il blocco all’ingresso istituito dall’Italia per evitare la crescita della pletora odontoiatrica. E come non tornare con la mente allo scandalo dell’Università Nostra Signora del Buon Consiglio di Tirana, un’esperienza in cui un accordo con Tor Vergata per una buona opera solidaristica iniziale si è convertito in un furbo “escamotage” per un percorso di rientro in Italia per studenti italiani?
Delogu, che terrà la relazione congressuale introduttiva con il vicepresidente AIO Fausto Fiorile, cita altre anomalie, come il trentacinquesimo corso di laurea in Odontoiatria varato a Salerno, «in un contesto pletorico in cui non si sentiva il bisogno dell’ennesimo “esamificio”. AIO non distoglie la propria attenzione da questi fenomeni che nel contesto dei “terzi paganti” contribuiscono a rendere più realistici gli scenari di sviluppo della professione».
Associazione Italiana Odontoiatri riconosce aspetti positivi nella bozza di legge di stabilità, dalla formazione ai super-ammortamenti. Il Governo Renzi accoglie importanti istanze avanzate dalla Professione in documenti ufficiali di tre anni fa nonché nel Documento del Comparto del Dentale di febbraio 2013.
In primo luogo, AIO plaude all’aumento dal 50 al 100% della deducibilità delle spese per corsi di formazione dei professionisti. Si tratta di una richiesta che l’Associazione avanza sin dal 2005, come provider Ecm e come sindacato odontoiatrico, ed è ribadita dal Documento sottoscritto alla vigilia della penultima elezione alla Commissione Albo Odontoiatri. Al punto 7 – ECM si indicava per l’appunto tra le priorità della nuova Cao “Valutare la possibilità di incentivi per chi segue correttamente la normativa sulla formazione continua e richiedere con forza la completa detraibilità delle spese sostenute per adempiere a tale obbligo professionale”.
Altra novità considerevole nell’attuale contesto politico è costituita dagli sgravi alla Professione: il testo della prossima Finanziaria mira ad estendere ai liberi professionisti il beneficio della deduzione del 140% dal reddito del costo di “attrezzature nuove e macchinari” acquistati tra metà ottobre di quest’anno e il 31 dicembre 2016. Si mira inoltre a potenziare il Fondo Centrale di Garanzia per le Piccole e medie imprese che faciliterà grazie a garanzie pubbliche l’accesso al credito per una percentuale fino all’80% dei finanziamenti.
AIO osserva che con queste novità si viene incontro – in parte – alle richieste formulate dal mondo del Dentale a febbraio 2013 nel documento presentato alle forze politiche di maggioranza e opposizione da AIO, Andi e Unidi alla vigilia delle elezioni.
Ma si potrebbe e si dovrebbe fare di più.
«Le proposte della legge di stabilità sono un buon volano ma non sono tutto», afferma il Presidente dell’Associazione Italiana Odontoiatri Pierluigi Delogu. «Vorremmo far capire al Governo che il rilancio del settore del Dentale passa anche per la risposta al disagio dei pazienti. Che non si traduce nel girare ai professionisti adempimenti burocratici fin qui condivisi tra cittadino e Pubblica amministrazione come la contabilizzazione delle fatture per il 730 del contribuente, bensì nell’incentivare il paziente a rivolgersi all’Odontoiatra di fiducia aumentando – se possibile fino al cento per cento – le detrazioni sulle spese odontoiatriche. Sarebbe un messaggio importante indipendentemente dal fatto che il governo voglia o meno aprire a fondi integrativi per la copertura delle spese odontoiatriche; anche misure per i cittadini chiesero i firmatari del Documento del Comparto oltre 30 mesi fa, consci dell’aggravamento dello stato di salute orale degli italiani adesso sotto gli occhi di tutti noi Professionisti».
DAL CONGRESSO AIO (CHIA 11-13 GIUGNO) UN MODELLO DI ODONTOIATRIA GLOBALE E SOSTENIBILE
Professione, Pratica, Ricerca: sono i grandi temi al centro di Dentistry Beyond Borders, titolo del 27° Congresso Nazionale e 8° Internazionale dell’Associazione Italiana Odontoiatri. La manifestazione organizzata da AIO è in programma dall’11 al 13 giugno a Chia in Sardegna, 30 km da Cagliari, sul mare e si preannuncia come una delle più importanti dell’anno con 800 partecipanti che arrivano da una cinquantina di paesi diversi, dagli Stati Uniti al Medio Oriente, dalla Russia all’Asia orientale, dal Nordafrica al Centroamerica.
l congresso apre con cinque corsi pratici di rilievo internazionale e il secondo giorno offre simposi congiunti con le Società di Ortodonzia, Conservativa ed Endodonzia più il Simposio internazionale. Le letture magistrali saranno appannaggio di “mostri sacri” come Pascal Magne, Michael Ignelzi, Francesca Vailati, Skander Ellouze: quanto ai "discenti", non solo iscritti AIO, i partecipanti che giocano bene le loro carte avranno fino a 20 crediti dell’American Dental Association (ADA Cerp) che AIO è titolata ad erogare, e fino a 36 crediti di educazione continua ECM.
«La nostra associazione punta molto sull’appuntamento in Sardegna. A due ore di volo da Milano Expo e dal Centro Europa tendiamo un’antenna su una professione, l’odontoiatrica, che in tutto il mondo cambia pelle – afferma il Presidente AIO Pierluigi Delogu – e offre più attenzione alla clinica, alla funzionalità, al paziente: ingegneria ed estetica che da sempre ci vedono al top vengono dopo, ora dobbiamo venire incontro per prima cosa ai bisogni di salute e Chia ci dirà come garantire prestazioni sostenibili restando attenti alla qualità come siamo sempre stati».
Intervista Presidente AIO Dr Pierluigi Delogu – https://youtu.be/lH1DTR4I1UE
Intervista VicePresidente AIO Dr Fausto Fiorile – https://youtu.be/_SncBmn7qxY
Intervista Responsabile Esteri Congresso Dr Giancarlo Couch – https://youtu.be/1UE-aLrY9ps
di Pierluigi Delogu
Questa settimana sono successe due cose in apparenza minori ma in realtà strategiche nel confronto tra Professioni Medica/Odontoiatrica ed Antitrust sulle tariffe minime. La prima è che la Commissione Albo Odontoiatri di Bologna – a guida anche AIO – ha ottenuto dall’avvocato Omceo Alberto Santoli, patrocinante in Cassazione, un parere “strategico” per regolarsi d’ora in poi sull’applicazione della legge Bersani. La Cao si domanda se le liberalizzazioni 2006 con l'abolizione del tariffario minimo abbiano introdotto la regola di lasciare gratuita la prima visita di contatto tra odontoiatra e paziente. Dal punto di vista deontologico, la normativa è regolata dall’articolo 54 del Codice: un Codice che è stato in parte bocciato dall’Antitrust e dal Tar Lazio laddove hanno “vietato di vietare” prestazioni gratuite a scopo promozionale. Ma la risposta è che quella prestazione gratis non è. La Legge Bersani in realtà riprende proprio l’articolo 54 del Codice secondo cui il compenso si deve sapere prima della cura, e riprende il codice civile secondo cui il preventivo dev’essere adeguato all’importanza dell’opera e del decoro della professione. Dunque si ipotizzano sia una prima visita quale prestazione non disgiungibile dall’obbligo di compenso sia la persistenza di minimi tariffari concettuali (compenso adeguato, e del resto anche il giudice si serve di un consulente quando non ci sono riferimenti in una contesa su un onorario pattuito).
La seconda notizia è che in Provincia di Trento il Fausto Fiorile nostro vicepresidente è stato eletto numero due del Comitato unitario permanente degli ordini e collegi professionali dove siedono tutte le professioni, dai notai agli architetti. E’ solo il caso di ricordare come raramente la Fnomceo abbia marciato in sintonia e tonalità con il “Cup”; ma a Trento non solo ciò avviene, ma anche la figura del Presidente è un “medico” trattandosi del veterinario Alberto Aloisi. Segno che il tema salute è centrale nel dibattito sulla definizione di punti di contatto e differenze tra contenuti etici e contenuti commerciali di una professione. Quando si parla di onorari, le professioni sanitarie sono oggi unanimemente sentite come un laboratorio e un baluardo a difesa di valori – decoro, trasparenza, qualità della prestazione da sostenere con onorari adeguati e investimenti consequenziali del professionista – su cui l’Odontoiatria deve dire la sua, al di là del valore aggiunto, da qualcuno dimenticato, che può rappresentare il parlare con altri professionisti di Pos, Fatturazione elettronica etc.
Associazione Italiana Odontoiatri supporta dunque l’iniziativa presa dall’Omceo Bologna per decidere in autonomia sui minimi tariffari in attesa che sia la Corte di giustizia europea a pronunciarsi sui valori del Codice deontologico e sulla vicenda Antitrust; e supporta ogni sforzo che le professioni sanitarie faranno per non trovarsi sole nella lotta a tutela del diritto alla salute.
Utile supporto al professionista: così Associazione Italiana Odontoiatri vede il documento di raccomandazioni contro il rischio legionellosi negli studi odontoiatrici in lavorazione al Ministero della Salute. Un passo necessario dopo che la Procura di Torino ha sollevato l’attenzione sulla proliferazione di legionella nei serbatoi di alcune strutture odontoiatriche. Il Presidente AIO Pierluigi Delogu, membro del gruppo tecnico ministeriale sull’Odontoiatria, e il Responsabile Sicurezza AIO Pierluigi Martini puntualizzano peraltro che le procedure della legge 81/08 tendono a eliminare le possibilità di trasmissione di infezioni di qualsiasi tipo. Aggiunge Vincenzo Macrì che da Torino segue la situazione per AIO: «Pur essendo gli studi dentistici ubicati per lo più in condomini, dove nei tubi dell’acqua la sterilità è impossibile, sia i normali processi di trattamento dell’acqua potabile (che contiene max 1 o 2 singoli esemplari di legionella al metro cubo) sia i normali processi di controllo e disinfezione del riunito messi in atto nello studio odontoiatrico sono sufficienti ad impedire il replicarsi del batterio e il rischio di inalarlo dal dentista. Perciò, anche a fronte di dati epidemiologici internazionali che confermano solo due casi d’infezione al mondo dacché esistono le rilevazioni, siamo favorevoli a introdurre raccomandazioni ministeriali e ai controlli delle Asl per monitorare la qualità della disinfezione generale. Ma appare fuorviante l’uso di linee guida che fissano procedure applicabili solo in regime ospedaliero. AIO dice no a tutte le decisioni istituzionali che possano generare atteggiamenti repressivi ed allarmistici specie in un periodo come l’attuale in cui la popolazione trascura e rimanda la prevenzione».
Oggi, gli studi pubblicati sul sito dell’European Working Group for Legionella Infections non citano la parola dentista. Carlotta Griseri, biologa di Torino esperta di igiene degli alimenti e delle acque e per 10 anni direttore di laboratorio microbiologico all’Environment Park di Torino, conferma che «a dare tranquillità rispetto al rischio di proliferazione batterica bastano le precauzioni che il dentista normalmente adotta per proteggere se stesso il team e i pazienti dalle contaminazioni batteriche: una disinfezione appropriata, il controllo della temperatura dell’acqua, i filtri. Per ridurre ancora il rischio può servire un filtro 0,22 micron collocato a monte del riunito, che impedirà il passaggio fisico alla legionella. Ma non ci sono metodi scientifici per azzerare la presenza di questo germe (che, aspirato, infetta i polmoni ma ingerito è innocuo perché è distrutto dai succhi gastrici). Nelle tubature in qualsiasi punto la legionella può annidarsi nel “biofilm” e nell’acqua stagnante». Griseri però distingue: «Un conto è la presenza sporadica di legionella, il pericolo teorico che si riproduca, e un altro la colonizzazione vera e propria, correlata al rischio di contrarre la malattia. Le probabilità d’infezione s’impennano a livelli di oltre 10 mila unità formanti colonie per litro d’acqua: un livello superiore al più alto (6500 unità al litro) tra quelli riscontrati dal Procuratore Guariniello negli studi torinesi fin qui visitati».
Ad ammalarsi sono soprattutto i pazienti debilitati, anziani, e che inalano il microrganismo per vapore (da doccia o sauna ad esempio). Tra soggetti in normale stato di salute sono più a rischio i maschi fumatori sopra i 45 anni. «Opportuno prendere le precauzioni massime in un reparto per trapiantati o immunodepressi in ospedale. Invece –sottolinea Griseri– inasprire i controlli nel privato non giova a nessuno perché dal dentista la malattia si potrebbe prendere potenzialmente solo aspirando il getto dei manipoli, che però proviene da acqua fredda sotto i 20° C, una temperatura alla quale il batterio non prolifera. L’accorgimento in sede impiantistica è tenere lontane le condutture dell’acqua calda e fredda in modo che le temperature siano rispettivamente inferiori a 20 e superiori a 50 gradi centigradi. Secondo accorgimento, far scorrere l’acqua a inizio seduta in modo da pulire le tubature. Terzo, infine, utilizzare metodi di disinfezione, continui o a fine giornata, concordati con l’installatore idraulico e diversi a seconda dei materiali utilizzati per gli impianti. La disinfezione – che comunque negli studi odontoiatrici si fa – va curata in modo particolare soprattutto per tenere lontani altri microrganismi patogeni come lo pseudomonas o lo stafilococco, che rappresentano un maggior rischio per la situazione in cui si opera».
Venerdì 20 marzo si festeggia in tutto il mondo la Giornata Mondiale per la Promozione della Salute orale. Il World Oral Health Day (WOHD) è stato istituito 15 anni fa dalla Fédération Dentaire Internationale – un milione di dentisti iscritti – e si celebra in 90 paesi in tutto il mondo. In Italia Associazione Italiana Odontoiatri è partner della FDI e organizza incontri con i cittadini in una cinquantina tra piazze, centri commerciali e istituti sparsi in altrettanti capoluoghi e città. A Roma al mattino del 20 nell’ex sede Enpam via Torino 38 (9.30-13) ci sarà la presentazione ufficiale dell’iniziativa al Governo, al Parlamento, agli Ordini professionali e ai media. Ma la parola d’ordine “SMILE FOR LIFE” risuonerà soprattutto negli eventi in programma sabato e domenica in tutta la Penisola, alcuni per tutti, altri riservati a particolari categorie come anziani, bambini, detenuti.
«Nelle piazze cittadine o nei centri commerciali, saranno installati dei gazebo sotto i quali i dentisti avvicineranno i passanti per dialogare sull’igiene orale, fare domande e soprattutto dare rapidi consigli, primo tra tutti andare dal dentista, che non è “il più costoso tra i camici” ma la figura che offre una prevenzione a costi veramente bassi in particolari età della nostra vita», spiega il presidente AIO Pierluigi Delogu. In alcuni casi i dentisti faranno di più e inviteranno i cittadini a salire su ambulanze attrezzate per un rapido controllo dello stato di salute orale a fini statistici, fondamento di un’indagine epidemiologica sulla salute orale degli italiani che AIO intraprenderà nei prossimi mesi. A Pavia e in Campania sono previste inoltre visite gratuite dei dentisti agli anziani nelle case di riposo, mentre dalla Puglia riparte l’iniziativa di andare nelle scuole nella settimana 16-22 marzo per parlare di prevenzione, sigillature, carie e spazzolino ai bambini. In Veneto si conta di ripetere il successo della giornata dell'anno scorso dove si arrivò a varcare la porta della Casa Circondariale di Vicenza per fare formazione alla popolazione carceraria. Infine, sono in progetto numerosi convegni nell’arco della settimana WOHD sotto l’égida AIO-FDI: a Foggia come di consueto i dentisti e i medici aprono i loro seminari al dialogo con i cittadini.
Associazione Italiana Odontoiatri renderà disponibile verso metà marzo il programma delle manifestazioni più importanti sul sito www.aio.it, dov'è già disponibile il video di promozione della Manifestazione.

La musica di “Smile” di Charlie Chaplin fa da sottofondo a una donna e un bambino che sorridono. Un sorriso difettoso, di denti ancora imperfetti nel caso del bimbo, ma sano: così parte il filmato di presentazione del World Oral Health Day 2015 proposto dall’Associazione Italiana Odontoiatri. Giunta alla quindicesima edizione, e anche quest’anno frutto della collaborazione tra AIO e Fédération Dentaire Internationale, l’associazione mondiale dei dentisti, la Giornata Mondiale della Salute Orale in programma venerdì 20 marzo sarà presentata a Roma il giorno stesso dal presidente dell’Associazione Pierluigi Delogu alle Istituzioni politiche e professionali. Con questo biglietto da visita (https://www.youtube.com/watch?v=SkhftJAnZ4U&feature=em-upload_owner).
«L’evento che coinvolge 110 paesi vuole portare l’attenzione su una platea doppia rispetto ai 24 milioni di contatti fisici nelle piazze registrati nel 2014. AIO sta organizzando ambiziose iniziative sul territorio: sotto i gazebo e nelle ambulanze i dentisti con gli operatori dei team odontoiatrici sensibilizzeranno sulla prevenzione e sull’attenzione agli stili di vita», spiega Delogu. «L’anno scorso lo slogan era “spazzola”, “sorridi”, quest’anno è più impegnato, al grido di “è tempo di…” si pone l’accento sulla necessità di eliminare i fattori di rischio».
Tante le azioni coordinate a livello mondiale. «In Italia AIO lavorerà sulla scuola e sugli anziani oltre che sui cittadini avvicinati nei centri commerciali e nei luoghi di principale ritrovo, e riproporrà su più larga scala l’indagine epidemiologica avviata nel 2014 sulla salute della popolazione», conclude Delogu e sottolinea: «Alcuni eventi locali dureranno più di un giorno. Dunque, buon Oral Health Day 2015!»
Grande successo per i congressi regionali di Associazione Italiana Odontoiatri: AIO Sicilia ad Agrigento coordinato dal dottor Fausto Armenio e AIO Campania a Napoli coordinato dal dottor Pasquale Comentale, a fine gennaio hanno coinvolto 250 discenti, inaugurando i nuovi contenuti della futura formazione degli Odontoiatri sentinella. Questi ultimi, nel progetto che AIO presenterà al World Oral Health Day a Roma il 20 marzo prossimo, su base volontaria avvieranno monitoraggi dello stato di salute della popolazione sul territorio, da convogliare poi in un unico progetto nazionale. «A Napoli abbiamo iniziato ad addestrare i primi formatori mentre ad Agrigento abbiamo allargato il campo ai temi comuni con i colleghi Odontoiatri della Sanità pubblica, nonché con Medici di Medicina Generale e Pediatri di Libera Scelta», afferma il vicepresidente AIO Fausto Fiorile»
Alla presentazione del WOHD a Roma il 20 marzo, AIO dettaglierà il progetto “Odontoiatri sentinella” a istituzioni ed associazioni professionali. Dice il Presidente AIO Pierluigi Delogu:«I nostri corsi si sono arricchiti negli ultimi anni. Da una parte ci sono le Linee Guida di Prevenzione del Ministero della Salute del 2012-2014; quindi, le Indicazioni per la promozione della salute orale nelle scuole secondarie che ci aiuteranno a espletare il nostro compito di identificare gli effetti collaterali sia di fumo alcol stupefacenti sia del piercing e dei disturbi del comportamento alimentare; terza linea è la ricerca epidemiologica: AIO potenzierà la produzione di dati sulle condizioni orali dei pazienti, con nozioni adeguate per raccogliere numeri e ad elaborarli ».Grande successo per i congressi regionali di Associazione Italiana Odontoiatri: AIO Sicilia ad Agrigento coordinato dal dottor Fausto Armenio e AIO Campania a Napoli coordinato dal dottor Pasquale Comentale, a fine gennaio hanno coinvolto 250 discenti, inaugurando i nuovi contenuti della futura formazione degli Odontoiatri sentinella. Questi ultimi, nel progetto che AIO presenterà al World Oral Health Day a Roma il 20 marzo prossimo, su base volontaria avvieranno monitoraggi dello stato di salute della popolazione sul territorio, da convogliare poi in un unico progetto nazionale. «A Napoli abbiamo iniziato ad addestrare i primi formatori mentre ad Agrigento abbiamo allargato il campo ai temi comuni con i colleghi Odontoiatri della Sanità pubblica, nonché con Medici di Medicina Generale e Pediatri di Libera Scelta», afferma il vicepresidente AIO Fausto Fiorile»
Alla presentazione del WOHD a Roma il 20 marzo, AIO dettaglierà il progetto “Odontoiatri sentinella” a istituzioni ed associazioni professionali. Dice il Presidente AIO Pierluigi Delogu:«I nostri corsi si sono arricchiti negli ultimi anni. Da una parte ci sono le Linee Guida di Prevenzione del Ministero della Salute del 2012-2014; quindi, le Indicazioni per la promozione della salute orale nelle scuole secondarie che ci aiuteranno a espletare il nostro compito di identificare gli effetti collaterali sia di fumo alcol stupefacenti sia del piercing e dei disturbi del comportamento alimentare; terza linea è la ricerca epidemiologica: AIO potenzierà la produzione di dati sulle condizioni orali dei pazienti, con nozioni adeguate per raccogliere numeri e ad elaborarli ».

Da oggi Associazione Italiana Odontoiatri offre una possibilità in più agli associati e agli assistenti di studio: aderire a FonARCom, il Fondo Paritetico Interprofessionale per la Formazione Continua.
il Fondo FonARCom è stato creato nel 2006 da Cifa, la Confederazione Italiana delle Federazioni Autonome che raggruppa rappresentanze delle piccole e medie imprese, di commercio, distribuzione, artigianato, Onlus, pubblici esercizi e servizi, e Confsal (Confederazione Generale dei Sindacati Autonomi dei Lavoratori) ed offre alle aziende aderenti la possibilità di finanziare azioni formative e informative con lo 0,30% dei contributi dei dipendenti destinati all’Inps.
«Con l’accordo con FonARCom, AIO potrà offrire agli Assistenti di Studio una Formazione mirata con contenuti d’avanguardia e soprattutto interamente gestita e validata dalla nostra Professione», afferma Sebastiano Rosa, AIO Torino, che per l’Associazione Italiana Odontoiatri ha gestito l’approdo all’intesa con Cifa-Confsal. «Al più presto – aggiunge Rosa – ai nostri iscritti faremo pervenire informazioni operative su come aderire, e soprattutto sui vantaggi nell’offrire una formazione rivoluzionata ma al cento per cento disegnata sulle esigenze del team odontoiatrico».
GRANDE SUCCESSO PER IL 12° SIMPOSIO SARDO, PROLOGO AL CONGRESSO DI CHIA SU QUALITA’ E SOSTENIBILITA’ DELLE CURE DENTALI
L’odontoiatria al servizio del paziente con mal di schiena, mal di testa, acciacchi alla colonna vertebrale, o del piccolo paziente autistico; corsi gremiti per igienisti dentali ed assistenti al riunito: parlano numeri ed argomenti per il 12° Simposio Sardo dell’Associazione Italiana Odontoiatri concluso sabato scorso, con sale piene nelle due giornate ed oltre 600 presenze tra odontoiatri ortodontisti studenti odontotecnici igienisti assistenti alla poltrona, ospiti, operatori commerciali e staff. Il meeting cagliaritano è stato “gettonato” in tutte le sessioni: grande apprezzamento in particolare per la relazione in parodontologia di Giovanni Zucchelli dell’Università di Bologna e per la giornata di Style Italiano inaugurata da Angelo Putignano, titolare dell’insegnamento di Restaurativa del Corso dell’Università Politecnica delle Marche. Consensi pure per la serata dedicata alla protesica, per la sessione ortodontica condotta da Felice Festa, per l’inedita relazione sul trattamento degli autistici di Francesca de Giorgi. E per la prima volta in Italia ha esordito il questionario effettuato con il televoto in aula.
«Il simposio sardo si può tranquillamente definire un ottimo preludio all'entusiasmante congresso internazionale che si profila a Chia dall’11 giugno 2015», afferma il presidente dell’Associazione Italiana Odontoiatri Pierluigi Delogu. «Come avverrà in quell’occasione, dove AIO celebrerà il 27° Congresso nazionale scientifico (e l’8° internazionale), i relatori si sono soffermati sull'importanza della qualità nelle terapie rivolte al paziente odontoiatrico coniugata con la sostenibilità delle stesse. E tra il Simposio e Chia, altra tappa verso la sostenibilità – organizzata da AIO il 30 e 31 gennaio 2015 – sarà il meeting di Agrigento sui contributi innovativi multidisciplinari in Odontoiatria, con una sessione innovativa sul tandem medico di famiglia-odontoiatra fondamentale sia nella diagnosi precoce delle patologie orali sia nella prevenzione delle patologie sistemiche».
«Oltre a certificare il successo dell'evento, con colleghi rimasti in sala fino alla fine dei lavori, la crescente cornice di partecipanti ci fa chiaramente capire che l’odontoiatria si profila come una ruota insostituibile del sistema delle cure in Italia: liberi professionisti complementari alla sanità pubblica», dice Delogu. «Per tornare sul simposio cagliaritano, lasciatemi infine esprimere la soddisfazione e l’orgoglio di tutta l'AIO per un prodotto che da 12 anni si e' sempre migliorato e ha raggiunto numeri e livello professionale elevato».
In Italia opera un Odontoiatra ogni mille abitanti, la media dell’Organizzazione Mondiale della Sanità è uno ogni duemila: i professionisti che esercitano sono troppi, e il numero chiuso – che pure fu l’Odontoiatria a inaugurare con l’estromissione dal corso di chi non superava tutti gli esami del primo biennio– non funziona più. Se contiamo i ricorsi e i rimpatri di neolaureati all’estero (che hanno evitato lo scoglio del test d’ingresso) l’Italia ogni anno si ritrova in questo periodo il doppio del fabbisogno ed è il paese che esporta odontoiatri, un po’ come accade in Brasile per i calciatori. L’esperienza del numero programmato è dunque, in tutto o in parte, da rivedere. E’ in sintesi il contenuto della relazione di Pierluigi Delogu Presidente Associazione Italiana Odontoiatri al 4° Congresso politico tenuto a Roma il 22 novembre scorso, di cui riportiamo le slide in allegato.All’impegno quotidiano dei 59 mila dentisti italiani fa da contraltare la carenza dello Stato nel programmare le cure, oltre che i contenuti della formazione e l’accesso ai corsi di laurea. Dei 120 miliardi che nel nostro paese ogni anno si spendono per la salute sommando spesa del servizio sanitario e dei privati (mediata o meno da assicurazioni) sono otto i miliardi dedicati alla spesa odontoiatrica e di questi otto ben sette sono sborsati dalle tasche di privati, all’Odontoiatria è dedicato un centoventesimo di tutta la torta.
Contenuto del corso di laurea, accesso alla professione, alleanza istituzioni-odontoiatria per produrre dati epidemiologici degni di questo nome sono le tre priorità di base indicate da Delogu, riforme apparentemente a costo zero da attuare. Contestualmente, occorrerebbe pensare a interventi mirati sul rapporto dentisti-cittadini e in particolare le fasce deboli.

L’igienista dentale non può lavorare da solo a contatto con il paziente, ma è necessaria la presenza dell’Odontoiatra. Il Tribunale Amministrativo Regionale dell’Emilia Romagna con sentenza 1061 pubblicata oggi 10 novembre ha rigettato il ricorso di un Igienista contro un’Asl emiliana, inoltrato all’inizio di quest’anno; al Professionista era stata negata l’apertura di uno studio autonomo dove eseguire detartrasi ed altre prestazioni attinenti al contenuto della sua attività. Il verdetto di primo grado rappresenta una vittoria per Associazione Italiana Odontoiatri, assistita dall'Avvocato Marilena Giungato, che, con altre rappresentanze della Professione odontoiatrica, aveva presentato opposizione al ricorso. AIO aveva anche scritto al Ministro della Salute Beatrice Lorenzin e al Sottosegretario Vito De Filippo chiedendo di fare chiarezza dopo che il parere del Direttore Generale del Ministero del 18 novembre scorso apriva alla possibilità per l’Igienista di svolgere l’attività anche in assenza dell’Odontoiatra.
Lo scorso aprile, annunciando il ricorso, il Presidente AIO Pierluigi Delogu aveva ribadito: «Consideriamo il ruolo dell’Igienista fondamentale per migliorare la qualità del Servizio in Odontoiatria ma proprio per questo se vogliamo garantire la sicurezza del paziente e la qualità delle cure erogate l’Igienista dentale deve operare in strettissima integrazione con l’Odontoiatra, integrazione che si verifica solo lavorando all’interno della stessa struttura sanitaria, in prossimità logistica e temporale tra i due Professionisti». Oggi Delogu esprime soddisfazione ed aggiunge; «Confidiamo che la sentenza apra un dibattito franco ed atto a fare definitivamente chiarezza sui ruoli e sui contenuti delle Professioni del Dentale».
Pubblicato il 23 Maggio 2026 in: AIO comunica, Congressi
L’incontro tra AIO – Associazione Italiana Odontoiatri e SUSO– Sindacato Unitario Specialità Ortognatodonzia, a Torino per i 50 anni del...
Pubblicato il 22 Maggio 2026 in: AIO comunica, Per i professionisti, Responsabilità
Il Comitato Valutazione Sinistri è obbligatorio o no per gli studi odontoiatrici? E lo è anche se si è coperti...