Credito di imposta per spese di sanificazione: peggio che deludente l’importo effettivo da utilizzare in compensazione
«Il governo sapeva che per il credito d’imposta sarebbe arrivato un ammontare di richieste molto superiore ai 200 milioni di euro messi a disposizione dei professionisti e imprese contribuenti. Quello che ci era stato anticipato come “bonus” in grado di tamponare una spesa sostenuta in evidenti condizioni di difficoltà economica, per noi Odontoiatri e in altre categorie, si rivela per quel che è, una toppa peggio che deludente, irrisoria. La nostra categoria è vitale per l’Italia, un paese che altrimenti con il Servizio sanitario erogherebbe 0,6 visite annue per abitante, un terzo del resto dell’Europa avanzata (fonte, Allegato 4C al Dpcm sui Livelli essenziali di assistenza). Ma siccome questo governo non lo sa, serve uno sforzo della categoria, una presa di posizione compatta di noi sindacati, oltre che della Professione, per ricordarlo tutti insieme». Con queste parole Fausto Fiorile commenta l’ultimo provvedimento che ridefinisce le erogazioni dei crediti d’imposta ai professionisti che hanno fatto domanda entro il 7 settembre.
Il credito sulle spese di sanificazione e i dispostivi di protezione individuale ha finalmente visto la sua piena definizione con il provvedimento del 11 settembre scorso. Prima di entrare nel merito, può essere utile ripercorrerne la storia che si intreccia nei vari decreti emergenziali. In prima battuta il credito era stato introdotto con il Decreto legge “Cura Italia” nella misura del 50% (senza dare una definizione chiara di cosa fossero le spese di sanificazione), successivamente le spese agevolate erano state ampliate includendo anche ai dispositivi di protezione individuale con il Decreto legge “Liquidità”. «Era però rimasto tutto sulla carta perché mancava il decreto interministeriale del MISE per renderlo direttamente fruibile ed i limiti di copertura della misura straordinaria erano particolarmente bassi (50mln€)», spiega Umberto Terzuolo dottore commercialista dello Studio Terzuolo Brunero & Associati in Torino e Milano. «Con il Decreto legge “Rilancio” si era dato un profondo restyling all’agevolazione aumentando la percentuale teorica del credito dal 50% al 60% e soprattutto incrementando la dotazione disponibile per il credito a 200mln €. Una successiva Circolare dell’Agenzia delle Entrate aveva poi meglio chiarito il concetto di sanificazione e, per scongiurare il temibile “click day”, aveva imposto di inviare l’ennesimo modulo entro lo scorso 7 settembre per rapportare il limite massimo di 200mln€ all’effettiva richiesta».
«Ebbene – continua il dott. Terzuolo – siccome tali richieste di crediti raggiungevano quasi 1,3mld € (facile immaginarlo visto come era andata con il bando Invitalia sui DPI che, peraltro, non interessava neppure i liberi professionisti e gli studi associati), il credito effettivo realmente fruibile in compensazione (sempre nel limite massimo di 60.000€) per ciascun contribuente sarà di solo il 9,3854% delle spese sostenute o che si prevede di sostenere nel 2020. Risultato: una presa in giro dopo gli annunci dei mesi di marzo, aprile e maggio! Esemplificando, chi nell’anno 2020 avesse speso o prevedesse di spendere tra dispositivi di protezione individuale, costi e strumentazione per la sanificazione circa 20.000€, potrà utilizzare in compensazione un importo risibile, poco meno di 1.900€. La quantificazione esatta del credito è comunque demandata all’Agenzia delle Entrate – avverte il dott. Terzuolo – tramite apposita comunicazione messa a disposizione di ciascun odontoiatra nel proprio cassetto fiscale. È bene anche ricordare che la compensazione non potrà avvenire liberamente, ma si dovranno utilizzare i soliti canali telematici messi a disposizione dall’Agenzia Entrate (a cui però ormai tutti gli odontoiatri si sono abituati). Non ci soffermiamo invece sulla possibilità di cedere il suddetto credito perché, visti gli importi definitivi, non avrebbe alcun senso avvalersi di questa opzione in luogo della compensazione». Dal dottor Terzuolo, un piccolo warning finale. «Siccome il credito di imposta è calcolato sulle spese sostenute e su quelle che si prevede di sostenere entro la fine dell’anno 2020, qualora si decida di utilizzarlo in compensazione con le varie scadenze di pagamento dei mesi autunnali, sarà necessario verificare a fine anno di aver raggiunto la soglia di spesa complessiva indicata. In caso contrario infatti, il credito potrebbe non spettare per la sua interezza. Una possibile alternativa, che penso pochissimi seguiranno, è aspettare a compensare e utilizzare il credito dal 2021 o direttamente nella Dichiarazione dei redditi relativa al 2020 predisposta il prossimo anno».
Le prese di posizione delle principali associazioni odontoiatriche, internazionali ed italiane come AIO, e del presidente della Federazione Dentale Internazionale Gerhard Seeberger registrano un primo successo. L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha emanato un comunicato e convocato una conferenza stampa per chiarire le proprie le proprie “Considerazioni sull’offerta di servizi essenziali di salute orale nel contesto del Covid-19”. La sintesi è: non in tutti i paesi gli studi dentistici devono limitare l’attività alle emergenze finché non saranno diminuiti i contagi. Il rappresentante OMS per l’Odontoiatria Benoit Vatenne scrivendo a chi in questi giorni ha criticato la scelta di limitare l’apertura degli studi solo alle emergenze fino al ridursi dell’epidemia ribadisce che ogni limitazione richiesta nel documento va seguita in accordo con le regole e le indicazioni poste dai governi nazionali. E aggiunge: «Purtroppo alcuni media, intenzionalmente o meno, non hanno ricordato che la raccomandazione a rinviare le cure dentali di routine è suggerita solo in uno scenario di intensa e incontrollata trasmissione del virus nelle comunità. Uno scenario che non coincide con l’attuale situazione della maggior parte dei paesi del mondo».
«L’OMS bene ha fatto a chiarire. Resta il disagio per un documento uscito con 3-4 mesi di ritardo, e dove non si mette in risalto che l’odontoiatria in tutto il mondo ha messo in atto in questo periodo, a proprie spese, misure ulteriori per minimizzare il rischio infettivo ed è riuscita ad azzerare i contagi», dice Fausto Fiorile presidente di Associazione Italiana Odontoiatri. Da Odontoiatra con trascorsi ordinistici porto alla condivisione di colleghi e cittadini una riflessione sullo stesso titolo del documento che pare distinguere tra cure “più” e “meno” essenziali. In deontologia, ogni prestazione “essenziale” nel nostro lavoro discende da una diagnosi, e ogni diagnosi è il fondamento di una terapia la cui erogazione non può essere intaccata. Non esiste che una terapia su un paziente sia rinviabile quando ci sono tutti gli elementi per effettuarla perché appare di secondaria importanza rispetto ad altre misure igieniche o terapeutiche. AIO si batterà in sede internazionale per chiarire una volta per tutte il concetto di essenzialità in odontoiatria e per sottolineare i livelli di sicurezza raggiunti dagli studi odontoiatrici in Italia, e non solo».
Nelle ultime ore è arrivato lo Statement di FDI che a nome di 200 associazioni di 130 stati membri, puntualizza come i servizi sanitari possano e debbano continuare durante l’epidemia purché in accordo con le raccomandazioni a livello nazionale e locale. E annuncia a breve in merito alla questione-sicurezza una sintesi di dati da 90 paesi.
Studi dentistici da chiudere fino alla fine del Covid per il rischio di trasmissione del virus? Fin qui i media hanno interpretato univocamente, in modo restrittivo, lo statement dell’Organizzazione Mondiale della Sanità “Considerazioni sull’offerta di servizi essenziali di salute orale nel contesto del Covid-19”. Pur ammettendo che la prevenzione efficace delle malattie orali resta una priorità, l’OMS avverte che nel setting odontoiatrico la trasmissione del virus tra operatore e paziente può avvenire in vari modi – saliva, secreto respiratorio, aerosol – e suggerisce di rinviare le terapie di routine o non essenziali fino a quando non ci sarà una riduzione sensibile nei tassi di trasmissione della malattia. Il documento pone tra l’altro sullo stesso piano visite di controllo, pulizia dentale, odontoiatria preventiva e trattamenti estetici. Suscitando forti interrogativi. «Interrompere la nostra attività fino a quando il Covid-19 non sia debellato sarebbe una colossale sciocchezza», premette il Presidente nazionale AIO Fausto Fiorile. Che però aggiunge: «In realtà nel documento si afferma anche che ogni decisione su come e chi trattare va presa in accordo con le norme e le raccomandazioni dei singoli stati membri. In Italia abbiamo superato il picco pandemico e dal 4 maggio i nostri studi, dopo mesi di apertura limitata alle sole urgenze, svolgono tutta l’attività utile al paziente seguendo le indicazioni del Tavolo Ministeriale, cioè la letteratura mondiale più aggiornata. Vogliamo credere che l’Oms si riferisca a paesi nel vivo del picco, in una fase eccezionale da cui è sperabile escano al più presto». «Lo statement Oms non è piaciuto agli odontoiatri italiani né ai colleghi del mondo intero», sottolinea il segretario AIO Danilo Savini. «Attuati in modo acefalo, i suggerimenti Oms sarebbero un disastro per la prevenzione dentale. E, vista la connessione tra patologie orali e sistemiche, metterebbero a rischio la salute dell’umanità. Inutilmente, aggiungiamo noi dentisti italiani, che in oltre 4 mesi di ritorno alla normale attività non registriamo contagi da dentista a paziente e sappiamo di soli due contagi a colleghi».
«E’ un documento che doveva uscire tre mesi prima», afferma il Presidente della Federazione Dentale Internazionale Gerhard Seeberger. «In un contesto dove alcuni paesi hanno superato il picco, e dove in altri la pandemia sta tornando, sarebbe stato opportuno considerare lo status quo. Oltre al fatto che l’OMS non ha mai dato una definizione di “dental aerosol”, trovo una grave contraddizione. Un anno fa, per allargare al massimo l’accesso, l’Onu approvò un documento sull’Universal Health Coverage in cui si afferma che cure e prevenzione orali non devono pesare per più del 10% del budget di ogni famiglia, e, nell’articolo 34, si raccomanda di rafforzare gli impegni nel dedicarsi alla salute orale; l’Oms, chiamata di norma ad implementare i documenti Onu sulla sanità a beneficio dei ministri della Salute (e dell’Economia) degli stati membri, invece fa un passo indietro. Dimenticando che l’odontoiatria è pioniera della prevenzione delle infezioni ed è la specialità più sicura nella disinfezione delle vie aeree superiori del paziente. Da presidente FDI osservo che lo spirito del testo va rivisto; così non si va da nessuna parte».
Gianfranco Berrutti (foto) è il nuovo Presidente di Unidi. E’ stato eletto nel corso della Assemblea dei Soci del 21 luglio 2020 e succede a Gianna Pamich al timone dell’Unione Nazionale delle Industrie Dentarie italiane. Laureato in Economia Aziendale alla Bocconi di Milano, 51 anni, Berrutti ha già guidato l’Associazione dei produttori del dentale tra il 2012 e il 2016. Dal 2016 ricopriva la carica di vicepresidente. Da marzo 2019 è Presidente di FIDE, Federazione dell’Industria Dentale Europea, e da febbraio 2020 è Presidente di IDM, Associazione Internazionale delle Industrie Dentali. In Unidi ha sempre avuto un ruolo propositivo e di spicco, lavorando all’internazionalizzazione e allo sviluppo delle industrie italiane e del made in Italy nei mercati esteri. Il Presidente AIO Fausto Fiorile ha inviato a Berrutti le felicitazioni per il nuovo incarico biennale, insieme ad una lettera di ringraziamento per la Presidentessa uscente .
Il programma della nuova presidenza si concentrerà sull’edizione 2020 di Expodental Meeting, dal 19 al 21 novembre a Rimini, per rendere la manifestazione una “special edition”, un momento importante di rilancio per tutto il settore.
Nell’assemblea è stato annunciato che Unidi, lavorando di concerto con le altre associazioni coinvolte, ha ottenuto il posticipo dell’entrata in vigore del nuovo Regolamento UE 745/2017 sui dispositivi medici (MDR) al 26 Maggio 2021. Inoltre Confindustria Dispositivi Medici ha modificato lo statuto della federazione per consentire l’adesione di UNIDI in forma aggregata che avverrà nei prossimi mesi. Nella foto in basso, il nuovo Consiglio Direttivo di UNIDI 2020 – 2022. In senso orario, dall’alto: Simone Banzi, Cristina Cesari Favonio, Emanuela Guerriero, Luigi Fanin, Attilio Carnevale, Fabio Velotti, Gianfranco Berrutti, Mario Zearo, Paolo Bussolari.

Odontoiatria 33 pubblica l’editoriale a firma del Segretario AIO Danilo Savini dal titolo “la realtà ha la testa dura” che replica alle recenti prese di posizione di Michel Cohen, presidente dell’Associazione delle catene odontoiatriche ANCOD riguardo al post-Covid nei confronti dei sindacati odontoiatrici, giunte peraltro in contemporanea alla chiusura dei centri delle catene Dentix in Italia. Savini propone inoltre alcune puntualizzazioni riguardo a un interessante editoriale “Di Domenica” del Direttore di Odontoiatria 33 Norberto Maccagno. In fondo all’articolo, riportiamo infine la replica alle considerazioni di Savini contenuta nella risposta dello stesso Maccagno al nostro Segretario. Per chi ha voglia di capire il dibattito sulle forme societarie e soprattutto cosa si muove in filigrana in questo periodo di “ripresa”.
di Danilo Savini*
Leggo le dichiarazioni del presidente ANCOD dott. Michel Cohen, scritte subito prima e subito dopo la vicenda Dentix, leggo i commenti della stampa di settore e le reazioni delle Associazioni di Consumatori e di quelle di categoria (AIO, ANDI). Mi sorgono alcune riflessioni.
Il dott. Cohen afferma che, siccome nel post COVID si rischia la non riapertura di diversi studi di liberi professionisti, l’ANCOD con le sue catene di ambulatori, descritte come più solide, si rende disponibile, e per tutti i pazienti che non dovessero avere più un dentista. Contestualmente, chiede ad AIO ed ANDI di far fare anche sacrifici economici ai propri associati (ma non crede che le Associazioni lo faranno) per stare vicini a questi eventuali pazienti che si trovassero senza curante e addirittura si mette a disposizione del MISE per eventuali situazioni di criticità. Dopo la vicenda Dentix, della quale ancora non si vede la fine, lo stesso dott. Cohen dichiara invece che non si tratta di una catena associata ANCOD (ma formalmente aveva le spalle ben ampie proprio come quelle associate…) e che quelle associate si rendono disponibili a rilevare pazienti e finanziamenti dell’eventuale fallimento Dentix perché loro sono più solidi attrezzati e pagano le tasse.
Di base basterebbe commentare che se un giorno come rappresentante delle catene si afferma di temere la chiusura di studi privati e il giorno dopo dei Pazienti vengono lasciati soli da una grossa catena e sono proprio i liberi professionisti a dover venire loro in soccorso, un dignitoso silenzio sarebbe stato meglio. Ma questo è parere personale e tanto vale.
Veniamo ai fatti.
Può darsi che una percentuale di colleghi più alta della fisiologica normalità chiuderà i propri studi nel post COVID. Ora come sempre succede quei colleghi che chiuderanno, proteggeranno i propri pazienti indirizzandoli, consigliandoli, chiudendo i piani e infine lasciandoli liberi di scegliere il proprio nuovo curante nel libero e unico rapporto del paziente col sanitario che fa sì che questa sia una presa in carico personale e professionale e cioè buona medicina. Questo è sempre successo da molto prima che esistesse l’ANCOD e, spero, sempre succederà con il nuovo curante che, come da codice deontologico, in scienza e coscienza prenderà in cura il paziente rispettando le cure pregresse. Certamente AIO non chiederà nulla ai propri associati al riguardo (e credo neanche ANDI), ha ragione il dott. Cohen, proprio perché a differenza delle catene di ambulatori che lui rappresenta, non c’è alcun bisogno di indicare ai liberi professionisti come fare i liberi professionisti ed ai pazienti come fare pazienti come già ben argomentato dal mio Presidente.
Bene fa, invece, il dott. Cohen a esortare se stesso e gli associati a “comportarsi bene” in questo frangente. Al contrario degli studi professionali e degli ambulatori, dove prevalgono l’intuitus personae e il rispetto di un codice deontologico, le varie catene di ambulatori, che hanno come stella polare il dividendo, hanno dimostrato in maniera continua (caso I Dental in Spagna e casi più limitati in Italia, ora la dubbia situazione Dentix, e su tutto basta rivedere come inquadramento la puntata di Report “Dentocrazia”) di poter lasciare quello che loro considerano uno degli elementi del loro commercio, il pacchetto pazienti, in balia di se stesso o peggio, come ripetutamente proposto dal dott. Cohen, di spostarlo da una catena all’altra come fossero oggetti senza volontà.Per fare un esempio, proprio la solidissima catena DentalPro di cui il dott. Cohen ( Dottore in economia e commercio alla Bocconi, già Autogrill, e con un curriculum aziendale invidiabile ma che di pazienti non ne ha mai trattati), è stato fondatore ed ora, dopo averla venduta, CEO, è di proprietà di BC partners che è una Private Equity (un fondo di investimenti non italiano) con un pacchetto di 145 miliardi di euro, di cui DentalPro è, diciamo, neanche un centocinquantesimo: se l’investimento non desse utili significativi in quanto tempo lascerebbe questo “asset marginale” a se stesso o in balia di acquirenti ben meno solidi?
E i pazienti li riproteggerebbe successivamente Dentalcoop o Vitaldent (per citare catene che fanno parte di ANCOD) per le quali sarebbe, appunto, utile riguardare la puntata di Report? E la scelta del curante? E quindi se le Private Equity sentono odore di crisi quali pazienti sono a rischio?
E la solidità su cosa va valutata?
Nel suo insieme una rete “sociale” di 48 mila studi sotto codice etico è di sicuro più solida, inaffondabile e garanzia maggiore per i cittadini-pazienti di qualsiasi catena per quanto grande.
Per permettere a ogni forma societaria di esercitare l’odontoiatria l’unica strada utile, a difesa dei cittadini-pazienti, è la forma della Società tra Professionisti-StP che permette e, se davvero divenisse l’unica, sempre più permetterà di rimanere in condizioni etiche, fare buona medicina e autorizzare giusto inserimento di capitali.
Dissento in questo anche con l’apprezzabile DiDomenica del direttore Maccagno dove dice che la forma societaria di capitale non è rilevante e i politici non sentono l’argomento e che i professionisti sono comunque sempre responsabili delle terapie che fanno: se non si capisce che lasciando la porta aperta alla finanza pura non si possono salvare in contemporanea la medicina e l’utile, allora non si vuole difendere i pazienti! Inoltre è ormai una foglia di fico, datata 15-20 anni, dire che le Partite Iva che lavorano nelle catene nella stragrande maggioranza sono liberi professionisti che possono scegliere liberamente il piano di trattamento, come farlo o non farlo. Non è che continuando a dirlo diventa vero, non è così.
Caro Direttore se dovessi fare un paragone è come se dicessi che io le scelgo la carta, l’inchiostro, il tempo che ci deve mettere, l’argomento, la lunghezza del pezzo, il taglio editoriale, dove deve lavorare, il risultato che deve ottenere, il Suo guadagno, poi mentre scrive c’è qualcuno, da me stipendiato, che La controlla e Lei è responsabile degli eventuali guai (anche per questo oltre che per convenienza non la assumo, quindi si faccia un’assicurazione), perché la proprietà non risponde e il direttore responsabile non è che sia proprio liberissimo, anzi, e se il giornale chiude per qualsiasi motivo, anche di propria convenienza, ci rimane Lei col cerino…. Inoltre stia sereno ché se non lo fa Lei lo fa un altro, tanto c’è la fila.
Bene ora si definirebbe un libero giornalista in grado di dire che ogni suo pezzo è libero come lei?
Veniamo ora a cosa vuole fare AIO.
La nostra Associazione vuole rimanere vicina ai colleghi affinché il minor numero possibile sia costretto a chiudere (per questo abbiamo interpellato il Mise e non per sperare di prendere i pazienti dei colleghi che chiudono come fa l’ANCOD). Siamo vicini ai pazienti perché troveranno sempre fra i nostri associati o fra tutti gli altri professionisti chi si prenderà cura dei loro bisogni clinici, umani ed economici attivandosi anche dal punto di vista finanziario e non proponendo come soluzione di ogni male un finanziamento con una finanziaria (magari del proprio fondo di investimenti). Poi chiudiamo con le tasse.
Ogni singolo ambulatorio delle catene (chiamarle cliniche è un errore logico e legale, valido solo come specchietto per le allodole, perché la clinica dovrebbe avere maggiore complessità e la possibilità di ricovero almeno diurno) che non sono low-cost per il paziente come da loro definizione e come stabilito da indagini indipendenti, dichiara un utile più basso e paga meno tasse di qualsiasi studio odontoiatrico comunque costituito, vedi dati dell’Agenzia delle Entrate, e essendo di proprietà di società residenti, all’estero il gettito per lo Stato è molto più basso che se gli stessi pazienti fossero stati curati in maniera più controllata eticamente e allo stesso prezzo in uno studio di un libero professionista o StP. L’evasione e l’elusione vanno eliminate, di qualsiasi tipo.
Sicuri che MEF e MISE debbano sentire i rappresentanti di Private Equity estere per garantire la salute dei cittadini italiani?
* Segretario Nazionale Associazione Italiana Odontoiatri – AIO
IL COMMENTO DI NORBERTO MACCAGNO – DIRETTORE DI ODONTOIATRIA 33
Ci risiamo. Dopo IdeaSorriso un’altra catena odontoiatrica si avvia a chiudere. Si tratta di Dentix, sede centrale in Spagna e 56 ambulatori sparsi per l’Italia, rimasti chiusi dopo il lock down, con i pazienti senza cure. Ma stavolta c’è una presa di posizione di Federconsumatori. Di fronte al solito meccanismo – preventivi chilometrici di cure a “buon costo”, pazienti sollecitati a farsi anticipare un finanziamento, prestazioni che arrivano a rilento, chiusura del centro – l’associazione invoca una riforma: stato e regioni dovrebbero intervenire sia per aiutare i cittadini nell’accesso alle cure sia per regolare il settore chiudendo definitivamente alle società di capitali a vantaggio delle Società tra professionisti, iscritte all’ordine e tenute al rispetto del codice deontologico di Medici ed Odontoiatri.
Associazione Italiana Odontoiatri non può che aderire a tali richieste. Spiega il Presidente AIO Fausto Fiorile: «Siamo stati i primi a metterci nei panni del Consumatore riconoscendo che la qualità si paga ma va resa sostenibile: stare meglio risparmiando si può, nell’arco di un rapporto duraturo con un Medico Odontoiatra di fiducia. Nel 2017 al 7° Congresso Politico AIO abbiamo ribadito che, per evitare prevalgano orientamenti di soci non iscritti all’albo, le Società odontoiatriche non possono essere di capitali ma di professionisti, come da legge 183/2011, e abbiamo formulato proposte per tutelare il diritto alla salute delle fasce più deboli. Per ogni euro speso dal servizio sanitario, oggi il cittadino spende nove euro in cure dentali. In un annus horribilis come questo, il Servizio sanitario ben potrebbe investire per alzare la detrazione dall’Irpef delle spese odontoiatriche dall’attuale 19% a una percentuale più consona a valorizzare la prevenzione orale, che è prevenzione a tutto tondo».
«Ancora cinque giorni fa l’associazione delle catene odontoiatriche su una testata di settore invitava i sindacati odontoiatrici a chiedere ai soci di abbassare le pretese, dimenticando che da 40 anni sosteniamo la salute orale degli italiani, quasi tutta, con la nostra opera di professionisti», aggiunge Fiorile. «Noi diciamo che non c’è alcun bisogno di indicare ai liberi professionisti come fare i liberi professionisti ed ai pazienti come comportarsi da pazienti. A guardare le parabole di alcune catene dentali, è un po’ come se il lupo volesse insegnare al pastore come si cura un gregge».
Un Odontoiatra nel Comitato scientifico dell’Istituto superiore di sanità. Si tratta del professor Lorenzo Lo Muzio, Preside del Corso di Laurea in Odontoiatria e Protesi Dentaria dell’Università di Foggia e già Direttore del Dipartimento di medicina clinica e sperimentale dell’Ateneo. Lo Muzio (nella foto), che è anche Vice Direttore del Consorzio Interuniversitario Nazionale per la Bio-Oncologia, entra a far parte del board di dieci esperti di riconosciuta e documentata professionalità guidato dal professor Silvio Brusaferro, che ha un importante ruolo di raccordo tra mondo scientifico, Ministero della Salute ed organi di governo. A lui vanno le congratulazioni del Presidente AIO Fausto Fiorile e di tutta l’Associazione.
La brutta notizia è arrivata: i professionisti sanitari – e con loro tutte le professioni legate a un Ordine – sono esclusi dal contributo a fondo perduto previsto dal decreto legge rilancio appena approvato in Consiglio dei Ministri. Al “tesoretto” possono accedere gli altri lavoratori autonomi titolari di partita Iva non iscritti a casse di previdenza obbligatorie e le imprese. «Una disparità di trattamento probabilmente intenzionale ma anche un clamoroso autogol», dice Fausto Fiorile, presidente nazionale di Associazione Italiana Odontoiatri. «Siamo veramente stufi e valutiamo forme di protesta clamorose. Non si può escludere una pesante manifestazione di 56 mila Odontoiatri e perché no, di tutta la filiera davanti a Montecitorio. Quando il decreto sarà in fase di conversione la nostra voce si leverà alta. Il nostro settore, che provvede alla salute orale e alla prevenzione di tutti gli Italiani, attraversa una grave crisi e non merita un governo Conte che sembra proprio non volere la sua ripresa».
L’agevolazione prevista dal Governo consente di tirare il fiato a chi ad aprile ha fatturato oltre un terzo in meno di quanto introitato lo stesso mese dello scorso anno. Il contributo governativo è calcolato in percentuale sul decremento di fatturato: per soggetti che hanno totalizzato nel 2019 ricavi o compensi entro i 400 mila euro arriva al 20% mentre scende al 15% per chi ha avuto ricavi o compensi nel 2019 compresi tra 400 mila e un milione di euro. Sarebbe stato un soffio d’aria pura per chi ha dovuto chiudere lo studio odontoiatrico per due o più mesi e vive una ripartenza non certo “sprint”. «Le agevolazioni devono essere dirette a tutti. Molti di noi in questi mesi hanno continuato a pagare lavoratori, fornitori, senza portare a casa una lira», sottolinea Fiorile. «AIO ha scritto al Ministro dell’Economia Gualtieri già prima dell’uscita del decreto. Tutti sforzi inutili. La versione definitiva esclude tutti i professionisti nonostante le gravissime difficoltà di questa ripresa. Il governo rischia grosso. Rischia di fermare il paese tra le proteste».
Torino, 12 maggio 2020
Carissimi Elettori Enpam,
volentieri rispondo alle lettere di Carlo Ghirlanda presidente Andi, Carlo Palermo segretario Anaao, Silvestro Scotti Segretario Fimmg e Antonio Magi segretario Sumai. I leader dei principali sindacati, due su quattro membri del CdA Enpam, hanno replicato con toni offesi e offensivi alla lettera da noi firmata insieme al Sindacato Medici Italiani, al Segretariato Italiano Giovani Medici, ai colleghi di SUSO, a SISPE, FESPA, CIPE, UGL Medici, CGIL Medici, AIM.
In quella lettera anche AIO chiede ai Ministeri di Lavoro ed Economia il rinvio delle elezioni per il rinnovo dei Comitati Consultivi e dell’Assemblea Nazionale della Fondazione ENPAM in programma il 17 maggio. Per vari motivi: primo, Medici e Odontoiatri sono alle prese con la più grave emergenza sanitaria ed economica mai vista dai tempi della guerra, e non possono prestare più di tanto attenzione ad una campagna elettorale alle battute finali; tra l’altro, si dovrà votare online su una piattaforma che ci lascia dubbi sulla sua inviolabilità; infine, secondo noi, lo statuto Enpam andrebbe modificato per dare spazio alle minoranze, ad altre catene decisionali e soprattutto ai giovani. Non lo diciamo solo noi. Lo dice la politica. Una senatrice di maggioranza, Maria Emilia Castellone, M5s, si pone e pone ai ministeri vigilanti le nostre stesse domande. Si dice che stiamo dimostrando contro il democratico e partecipativo percorso elettivo Enpam (Carlo Ghirlanda). Faremmo così per mascherare una manifesta nostra difficoltà alla presenza nel processo elettorale per sostanziale difetto di rappresentanza e consenso. Ma noi i numeri li abbiamo.
Pur scettici sull’opportunità di votare, in Associazione Italiana Odontoiatri abbiamo deciso di non sottrarci al gioco democratico. Abbiamo idee per la nostra Professione, e vogliamo formulare richieste come liberi professionisti contribuenti in Quota B in un momento di studi chiusi, debiti, povertà incalzante cui l’intervento Enpam ha solo in parte risposto. Con la nostra lista per una “Libera professione sostenibile oggi e domani” dove corrono con noi Otorinolaringoiatri AIOLP, Colleghi Dentisti SUSO, Oculisti SOI e Fisiatri SIMMFIR abbiamo raccolto quasi 500 firme in più del quorum richiesto. Gareggiamo, ma non ci vogliono in gara. In altri sistemi – in democrazia – ci darebbero il benvenuto. In Enpam siamo stati ammessi con riserva da sciogliere all’atto della proclamazione dei risultati. Il comitato elettorale vuole valutare la regolarità delle firme che ci sostengono. Troppi sostenitori per essere veri! Dipendiamo da un comitato elettorale guidato dal Presidente Enpam (iscritto Fimmg) e dal neo vicepresidente Gianfranco Prada, a sua volta candidato alla carica di consultore nazionale in quota B.
In democrazia ci sarebbe ricambio negli uomini. In Italia, una legge, una sentenza della Corte Costituzionale e una riforma di statuto impongono ai vertici della Fondazione di avvicendarsi dopo due mandati. In Enpam però non funziona così: un vicepresidente, Giampiero Malagnino, si è appena dimesso 15 giorni prima della scadenza naturale del secondo mandato per potersi candidare al terzo.
Tra 30 anni i nostri figli se iscritti Enpam troveranno al governo gli eredi della stessa classe dirigente di oggi, esperta, sospettosa, barricata nelle stanze del potere, figlia di alleanze già scritte.
Silvestro Scotti (Fimmg, appena entrato in CdA Enpam) scrive che siamo come la volpe con l’uva, a noi sembra che di grappoli appesi ai tralci non ve ne sono ancora ma che è comunque tempo di scendere in vigna: la potatura chiama! Ma a parte il fatto che il consenso c’è, noi invochiamo il gioco democratico, lottiamo perché il medico resti anche in modalità libero professionista e come tale continui a contribuire, perché il convenzionato non passi alla dipendenza, perché il rapporto medico paziente non ceda il passo a un contratto di subordinazione in cui la Professione difende chi le dà da mangiare e non chi sta male. Scotti scrive che basta la presenza preponderante degli Ordini nell’Assemblea Nazionale Enpam a tutelare le minoranze. Per noi non è così. L’Ordine nasce per prima cosa a garanzia del cittadino, non del pluralismo; noi, per garantire i nostri ideali, sappiamo bene di dover passare dai nostri numeri. Ma finché i nostri numeri non saranno considerati uguali a tutti gli altri, finché le regole democratiche saranno forgiate e piegate a misura del conducente, l’Enpam non sarà la casa della democrazia.
Il Presidente Nazionale AIO
Fausto Fiorile
«Nel Bando “Impresa Sicura” abbiamo avuto un’amara sorpresa. Medici e Dentisti sono esclusi dall’agevolazione che prevede un rimborso fino a 500 euro ad addetto per l’acquisto di dispositivi medici. Il governo allontana la riapertura in sicurezza degli studi odontoiatrici e rende più difficile la vita ai pazienti. Si corregga la misura al più presto». Fausto Fiorile Presidente di Associazione Italiana Odontoiatri ha scritto una nuova lettera al Ministro dell’Economia Roberto Gualtieri per chiedere una sollecita correzione di rotta: va inserita nel “decreto legge liquidità” – in fase di conversione – una norma che apra ai liberi professionisti, e in particolare a quelli della salute, la possibilità di un rimborso per le spese relative a mascherine, camici monouso, guanti ed altri kit di protezione del professionista e del paziente, fermo restando il credito d’imposta del 50% della spesa sostenuta.
Nella lettera si fa riferimento anche a una nuova norma, presente nel testo del nuovo Decreto legge Rilancio, annunciata dal Ministro Gualtieri che dispone erogazioni a fondo perduto ad aziende sotto i 5 milioni di fatturato, tra le quali i liberi professionisti rientrerebbero, in forza delle norme europee che li equiparano alle piccole imprese. «E’ una norma alla quale guardiamo con fiducia», scrive Fiorile. «Come liberi professionisti non vorremmo mai più trovarci esclusi da quanto ci spetta, a causa di norme pasticciate e illegittime».
Libero Professionista a Borgo Chiese in Trentino, specialista in Ortognatodonzia, dal 2009 al 2017 Presidente Commissione Albo Odontoiatri della Provincia di Trento, Fausto Fiorile dal 2017 è Presidente Nazionale di Associazione Italiana Odontoiatri. Ha esperienze di didattica, comunicazione, deontologia, sindacato (sin dalla nascita di Aio), ma in parallelo si è sempre interessato di temi previdenziali, e quest’anno ha deciso di candidarsi con esponenti Aio, ma anche di altre sigle odontoiatriche come Suso e mediche – Oculisti Sei, fisiatri Simmfir, Otorinolaringoiatri Aiolp – in una lista nuova per le elezioni Enpam in programma il 17 maggio. Obiettivo: prendere in carico le istanze di una Libera Professione che è sempre più il cuore pulsante della Cassa previdenziale e deve diventare “Sostenibile Oggi e Domani”.
Dottor Fiorile, come ha deciso di interessarsi attivamente di previdenza? «Di tematiche previdenziali mi sono sempre interessato prima ancora di avere incarichi all’interno di AIO. Ogni professionista dovrebbe occuparsi di questo delicato argomento innanzi tutto perché riguarda direttamente il futuro di ognuno di noi e poi perché il tema della sostenibilità di un sistema pensionistico è materia di grande attualità e rilevanza sociale a cui tutti dobbiamo porre grande attenzione. Per un presidente di Associazione di categoria diventa pertanto un “dovere” essere preparato anche in questo ambito; per dare risposte ed indirizzare i colleghi nelle scelte innanzitutto, per proporre soluzioni ai molti problemi sul tappeto in seconda battuta».
Quali sono a Suo avviso i problemi della libera professione? «Il sistema di assistenza odontoiatrica che negli ultimi 30 anni si è strutturato in Italia, offrendo un servizio di qualità ai cittadini, è oggi ad un bivio. Tra pochi anni oltre la metà dei liberi professionisti che operano all’interno dei propri studi terminerà l’attività per andare in pensione. Se non ci saranno giovani intraprendenti disponibili ad un avvicendamento, il sistema degli oltre 45 mila ambulatori italiani entrerà in crisi ed il modello così come lo abbiamo conosciuto si sgretolerà. Serve pertanto un Piano che preveda un forte investimento economico e culturale finalizzato ad un vero e proprio Progetto di “Passaggio generazionale” tra giovani dentisti e professionisti al termine della loro carriera. L’Odontoiatria del 3° millennio è un’attività di impresa a tutti gli effetti che spesso spaventa il neolaureato non preparato a fare l’imprenditore di sè stesso. Dobbiamo aiutarlo. AIO ha molte idee su come fare!»
Quali sono gli interventi da attuare sull’Enpam e in quale dei nove punti della campagna si riconosce di più? «Il nostro Ente di previdenza è in buona salute. I versamenti fatti negli ultimi 30 anni da una generazione di Dentisti che ha lavorato sodo, hanno consentito di avere i numeri in ordine per poter pagare fino ad oggi le pensioni. Questo non significa che questa condizione possa rimanere inalterata nel futuro. L’aumento del numero e del fatturato delle Società di capitali sta dirottando importanti risorse economiche fuori dall’Enpam. I Low cost non versano all’Enpam ed i giovani dentisti, guadagnando poco, indirizzano ancora meno risorse per le pensioni di chi verrà. Su questo aspetto dovremo lavorare molto nel prossimo futuro! Per quanto riguarda invece il presente vorrei aggiungere un decimo punto. Rinnovo della classe dirigente del nostro Ente! Ecco perché abbiamo proposto una Lista di Rinnovamento per la quale chiedo a tutti i colleghi che versano nel fondo della Quota B il voto!»
Fluide e di facile applicazione: dal triage, alla selezione dei DPI, fino alle procedure sanitizzazione; le Indicazioni operative del Tavolo del Ministero della Salute sulla fase 2 post lockdown rese pubbliche ieri, hanno l’obiettivo di minimizzare il rischio di trasmissione del virus negli studi odontoiatrici e quindi favorire una sicura e sostenibile riorganizzazione del lavoro alla luce di una ripresa completa delle attività. Rettore dell’Ospedale IRCSS San Raffaele a Milano, in passato referente del Ministro della Salute sui temi odontoiatrici, Enrico Gherlone ha coordinato il tavolo ministeriale che ha prodotto le Indicazioni operative; tavolo composto dalla Professoressa Antonella Polimeni, Preside della Facoltà di Medicina e Odontoiatria dell’Università “La Sapienza” di Roma e Past-President del Collegio dei Docenti Universitari di Discipline Odontostomatologiche di in rappresentanza dell’Università, dal Dottor Fausto Fiorile Presidente Nazionale Associazione Italiana Odontoiatri (AIO), dal Dottor Carlo Ghirlanda Presidente Nazionale Associazione Nazionale Dentisti Italiani (ANDI) e dal Dottor Raffaele Iandolo Presidente Nazionale Commissione Nazionale Albo Odontoiatri (CAO). E’ importante sottolineare che il tavolo si è avvalso del contributo diretto o indiretto dei vari rappresentanti della filiera odontoiatrica – grazie anche al gruppo di lavoro precedentemente costituito dalla Commissione Albo Odontoiatri (CAO) – oltre che di esperti nell’ambito della virologia e della medicina del lavoro. In questa intervista, il Professore si sofferma sull’affidabilità e sull’applicabilità delle indicazioni operative, nel tutelare la sicurezza del Professionista anche in ambito legale.
Professor Gherlone, come si è riusciti a trovare un equilibrio tra rigore scientifico e pratica quotidiana? «Abbiamo fatto una revisione della letteratura fino al 10 aprile, data dell’insediamento del Tavolo tecnico al Ministero, e l’abbiamo aggiornata costantemente. E’ stata una ricerca bibliografica estremamente ampia da cui abbiamo tratto evidence based traslate sulla normale pratica clinica per codificare operazioni a tutela del cittadino, dell’operatore (Odontoiatra, Aso, Front Office) e di tutta la filiera odontoiatrica. La vera difficoltà è stata tradurre delle evidenze prese dalla letteratura scientifica in comportamenti individuali sostenibili e facilmente praticabili».
Quando è ragionevole tornare alla normale attività dello studio odontoiatrico? «Noi dovremmo essere sempre sicuri delle procedure che adottiamo per contenere i rischi clinici e in questo caso il rischio infettivo. Dovremmo trattare ogni paziente come potenzialmente infetto, e di fatto trattiamo nei nostri studi pazienti con infezioni Hiv, Hcv e di altro tipo. Nel Covid-19 la variante è l’estrema contagiosità per via aerea e droplet. Noi lavoriamo vicino alla bocca, le vie aeree dell’operatore e del paziente sono a breve distanza, quindi il rischio è più elevato. Per quanto riguarda disinfezione e sanificazione non ci sono procedure nuove, ma piuttosto abbiamo sottolineato l’esigenza di mantenere elevatissima la soglia di attenzione. Indicazioni ulteriori, nel rafforzare la dotazione di dispositivi protettivi individuali, derivano dall’alto rischio di trasmissione del virus per via orale: necessità di ricambi monouso, di camici, di mascherine adeguate al tipo di procedura da svolgere, guanti, occhiali o visiera, cappellino, ed infine di triage doppio, telefonico e in office. Occorre trattare tutti i pazienti come se fossero potenzialmente infetti. Anche perché non vi sono evidenze scientifiche sulla validazione di test rapidi sierologici e tamponi obbligatori; vi sono ancora troppi falsi positivi e falsi negativi; inoltre l’immunità prodotta in seguito al virus SARS-COV-2 è ad oggi un punto interrogativo nel panorama scientifico».
Quale valenza di linee guida a tutela legale del Professionista hanno le Indicazioni ministeriali? «La massima valenza. Si parla però di Indicazioni, non di linee guida, poichè queste ultime sono formulate al termine di valutazioni di lavori prospettici, randomizzati, in doppio cieco, tipici della Medicina, che ha alle spalle secoli di ricerca farmacologica ed epidemiologica. L’Odontoiatria ha una produzione scientifica di massima qualità, ma con un numero esiguo di pubblicazioni scientifiche. Inoltre, la formulazione di una linea guida che racchiuda l’operatività di tutte le specialità richiede tempo, minimo un anno, e noi in questo caso non ne avevamo molto a disposizione».
Che tipo di attività deve svolgere in concreto un sindacato per aiutare i colleghi in frangenti come questi? «Il Sindacato è presente al Tavolo con l’Università e con l’Ordine e questa è la cosa più importante. L’Università e le Società scientifiche affrontano i temi scientifici e offrono indicazioni basate su evidenze, il Sindacato ha il ruolo di testare la percorribilità delle indicazioni suddette, l’Ordine ne verifica la deontologia. Il Sindacato deve inoltre far sì che il professionista abbia informazioni veicolate nel modo giusto, per essere subito operativo. Posso dire che, se si rispettano con rigore le indicazioni operative che abbiamo formulato, il rischio di trasmissione da SARS-COV-2 viene quasi completamente azzerato.
Quale ruolo ritiene debba avere in un futuro prossimo il Tavolo Tecnico sull’Odontoiatria istituito al Ministero della Salute? «Il Tavolo tecnico non nasce esclusivamente per la patologia Covid-19, ma per affrontare i vari aspetti dell’Odontoiatria. In questo momento si è occupato nello specifico del virus SARS-COV-2 e continuerà ad occuparsene; infatti molto probabilmente sarà necessaria una revisione del lavoro, svolto alla luce di nuove conoscenze scientifiche, test rapidi sierologici validati ed un eventuale vaccino».
Associazione Italiana Odontoiatri plaude all’assunzione di responsabilità da parte della CAO di Trento: nella Newsletter 35 del 2020 il presidente Dottor Stefano Bonora ha inviato a tutti gli Odontoiatri della Provincia Autonoma una comunicazione per dare le prime indicazioni sui protocolli da utilizzare negli Studi in vista della ripresa dell’attività clinica il 4 maggio. L’iniziativa ha luogo mentre si attende la validazione finale del documento approvato dal Tavolo tecnico del Ministero della Salute coordinato dal professor Enrico Gherlone: a dire l’ultima parola sarà nei prossimi giorni il Comitato Tecnico Scientifico del Dipartimento della Protezione Civile.
«In questi due mesi di emergenza io ed il Presidente CAO Trento ci siamo confrontati in numerose occasioni», commenta Fausto Fiorile presidente AIO. «Proprio nei giorni scorsi abbiamo anche condiviso l’idea che i Dentisti trentini avrebbero dovuto riprendere la loro attività clinica, visti il miglioramento nell’andamento dell’infezione e la contemporanea necessità di tornare a curare i pazienti che avevano dovuto interrompere bruscamente le terapie.
«Così come con senso di responsabilità abbiamo interrotto le attività cliniche 2 mesi fa – prosegue Fiorile – con altrettanto impegno AIO ritiene si debba ripartire con le terapie rivolte ai nostri pazienti; naturalmente, ponendo grande attenzione ai protocolli finalizzati a garantire la sicurezza dei nostri pazienti, dei collaboratori e di noi stessi. Confidiamo che altre CAO seguano l’esempio di Trento».
Associazione Italiana Odontoiatri esprime grande soddisfazione per l’approvazione da parte Tavolo ministeriale, recentemente istituito, delle “Indicazioni operative per la Fase II degli Studi Dentistici” avvenuto nell’incontro di martedi 28 aprile, a cui l’Associazione ha dato il suo prezioso contributo. Il Gruppo di lavoro, coordinato dal professor Enrico Gherlone, nella foto, e composto oltre che dal presidente nazionale AIO dottor Fausto Fiorile, dalla professoressa Antonella Polimeni Preside della Facoltà di Medicina ed Odontoiatria dell’Università La Sapienza di Roma, dal dottor Raffaele Iandolo Presidente Commissione Albo Odontoiatri nazionale Fnomceo e dottor Carlo Ghirlanda presidente ANDI, ha elaborato un Documento che risulterà fondamentale per la ripartenza nell’attività degli Studi dopo l’emergenza coronavirus. «Tre sono gli aspetti che caratterizzano l’elaborato: chiarezza delle indicazioni fornite ai Dentisti, applicabilità clinica dei contenuti e grande rigore scientifico nella metodologia utilizzata», afferma il Presidente AIO Fiorile.
Il documento dovrà passare ora al vaglio del Viceministro della Salute Pierpaolo Sileri per una validazione finale da parte del Ministero. Fiorile aggiunge che «le indicazioni approvate saranno dinamiche: il documento è un punto di partenza, e sarà aggiornato in funzione di come evolveranno la conoscenza del virus e gli interventi per piegare la curva pandemica. Ci auguriamo che le disposizioni vadano nel senso di un progressivo alleggerimento, e si possa gradualmente ma decisamente tornare alla normalità. Inoltre, il Tavolo ministeriale resterà anche dopo l’emergenza un punto di riferimento per le problematiche dell’Odontoiatria italiana»
Alla luce della conferenza stampa di ieri promossa dal primo ministro Conte sulle nuove misure previste per la Fase 2, qualche timida anticipazione che va nella direzione auspicata da AIO c’è. Ci riferiamo ad esempio all’annuncio della eliminazione dell’Iva sui DPI e all’estensione del credito d’imposta sugli affitti delle attività commerciali che si auspica possa far rientrare anche gli Studi Dentistici. «I provvedimenti annunciati dal governo,non bastano naturalmente» commenta a caldo Fausto Fiorile presidente di Associazione Italiana Odontoiatri.
Dottor Fiorile, il primo ministro Giuseppe Conte ha promesso un bonus pure per maggio, incrementato, ma l’opposizione lo accusa di aver fatto molto poco.
«Si è vero, per i professionisti si sta facendo ancora troppo poco. Servono sgravi fiscali e crediti di imposta più consistenti soprattutto per gli investimenti nell’ambito della sanificazione e della sicurezza finalizzata a prevenire la diffusione del virus. Abbiamo scritto al Ministro dell’Economia Roberto Gualtieri per chiedergli un terzo intervento nel decreto liquidità: il raddoppio del Fondo per finanziare il credito d’imposta sull’acquisto dei dispositivi di protezione e sanificazione, per i quali potremo portare in detrazione un 50% della spesa. Il Ministro deve sapere che i 50 milioni stanziati per questo capitolo di spesa sono troppo pochi. Per i soli dentisti ne serviranno almeno 100 di milioni!»
In molti si stanno chiedendo quando si riparte, che cosa facciano i Sindacati per riaprire. Molti professionisti sono allo stremo.
«AIO sta spingendo per una Fase 2 che possa iniziare potenzialmente lunedì 4 maggio, magari non a pieni ritmi ma con certezze. La professione è pronta sul versante sicurezza con protocolli che siamo certi saranno di buon senso pur nell’assoluto rigore scientifico. Siamo sicuri che il Tavolo sull’Odontoiatria guidato dal professor Enrico Gherlone sarà in grado di dare risposte tempestive ed efficaci che tutta la professione attende. Il nostro contributo lo abbiamo dato. AIO è convinta che così come tutti gli Odontoiatri sono stati responsabili nell’interrompere l’attività in un momento molto critico, assicurando comunque gli interventi di urgenza, allo stesso modo ora ci si debba prendere la responsabilità di ricominciare a curare i nostri pazienti. In queste ultime settimane abbiamo visto aumentare in modo preoccupante il numero delle urgenze nei nostri studi. Non è mai accaduto che l’assistenza odontoiatrica in Italia si interrompesse bruscamente per due mesi. Una chiusura prolungata dei nostri studi potrebbe generare danni irreparabili, che si aggiungerebbero a quelli provocati dalla malattia da coronavirus».
Questo il link per la lettera al Ministro Gualtieri
«Un documento pregevole, in linea con la proposta di scudo legale presentata da Associazione Italiana Odontoiatri il 7 aprile scorso per emendare il decreto legge Cura-Italia in fase di conversione». Così il presidente AIO Fausto Fiorile commenta il Documento congiunto sulla Responsabilità Professionale: una richiesta fatta dai sindacati medici Fimmg (medici di famiglia), Fimp (pediatri di libera scelta), Sumai (specialisti ambulatoriali), Intesa sindacale e Cisl Medici di tenere indenni i professionisti sanitari da denunce penali, civili ed amministrative per tutto il periodo dell’emergenza Covid e per fatti legati alla malattia. Unica eccezione: i casi di dolo e colpa gravissima, quest’ultima da ben delimitare.
Riflette il Presidente AIO Fausto Fiorile: «I contenuti del documento dei Medici sono assolutamente in linea con la nostra proposta in quanto, in questo periodo emergenziale, i pazienti che hanno avuto necessità di un’assistenza odontoiatrica urgente si sono rivolti al loro dentista di fiducia che, con tutte le criticità e le difficoltà del momento, ha garantito la prestazione urgente e, quindi, di fatto ha assicurato alla collettività un servizio essenziale».
«Ciò che del documento dei medici del Ssn ci fa più piacere – aggiunge Fiorile – è la sintonia tra categoria medica ed odontoiatrica nel domandare un ombrello protettivo per questa delicatissima fase in cui siamo chiamati tutti a svolgere la nostra attività tra mille rischi. Crediamo sia necessario supportare in modo omogeneo proposte capaci di indicare i cambiamenti di scenario inerenti i profili della responsabilità sanitaria e possibili soluzioni ai problemi aperti. Il Legislatore deve fare qualcosa, e subito, per garantire la continuità e l’integrità dell’assistenza sanitaria».
Per la proposta di modifica AIO dello scorso 7 aprile: http://www.quotidianosanita.it/lettere-al-direttore/articolo.php?articolo_id=83891
http://www.aio.it/blog/2020/04/08/un-passo-avanti-verso-lo-scudo-legale-dei-liberi-professionisti/
Associazione Italiana Odontoiatri sollecita il Ministero della Salute ad applicare le modifiche al DPCM 9 febbraio 2018 (“Individuazione del profilo professionale dell’Assistente di Studio Odontoiatrico”) concordate lo scorso febbraio tra Sindacati Odontoiatrici in qualità di datori di lavoro e Associazioni degli Assistenti di Studio in qualità di dipendenti per uniformare formazione e qualifica del nuovo profilo ASO.
Questo mese è scaduto il termine entro cui l’Odontoiatra poteva assumere assistenti non qualificate, per poi formarle. Un termine prezioso per sanare posizioni ancora più preziose per il team odontoiatrico. Una scadenza che purtroppo è stata posta in secondo piano dall’emergenza coronavirus. Ma nel frattempo i termini sono rimasti quelli del DPCM precedente, sono scaduti e siamo nel limbo. Ecco perché AIO invita il Ministro Roberto Speranza ad emanare al più presto i correttivi concordati nella riunione di due mesi fa, quando si era trovato un accordo su tempistiche ragionevoli e molte altre questioni.
«Sin dall’uscita del DPCM – ricorda il Segretario Nazionale Danilo Savini – AIO ha sollevato alcune problematiche sulla possibilità di allineare contratto e formazione del personale di studio e le ha poste all’attenzione di Ministero e Regioni. Si era raggiunto un compromesso al termine di una riunione proficua, ma adesso il percorso si è arenato, dal Ministero nulla si muove».
«A chance omogenee di lavoro sono interessate decine di migliaia di lavoratrici – ricorda il Presidente Nazionale AIO Fausto Fiorile – e il nodo è delicato anche in vista della ripartenza dei nostri studi dopo l’emergenza Covid-19, una ripresa che auspichiamo a breve. L’esortazione al Ministero della Salute è di non aggiungere problemi a problemi, si introducano le modifiche al DPCM, si approvino e si risolva questa situazione di stallo».
Per la lettera al Ministro Speranza, questo il link
Associazione Italiana Odontoiatri è lieta di annunciare che nonostante i tempi ridotti imposti e le difficoltà del momento sono state raccolte e inviate via Pec 1460 firme rispetto alle 982 minime previste per poter candidare gli esponenti della lista per una “Libera professione sostenibile oggi e domani” all’Assemblea Nazionale Enpam. Aspettiamo ora la risposta della Fondazione che formalizzi il recepimento delle candidature. Un grazie immenso ai nostri Soci, ma va sottolineato che il risultato è stato raggiunto con il contributo di tutti i promotori. La lista infatti concorre per la rappresentanza dei Liberi Professionisti contribuenti in quota B e comprende esponenti di AIO – tra essi il Presidente Fausto Fiorile e il Past President Pierluigi Delogu – della Società Oftalmologica Italiana (il Presidente Matteo Piovella), del Sindacato dei Medici Fisiatri Simmfir (il Segretario Salvatore Calvaruso), dell’Associazione Italiana Otorinolaringoiatri Liberi Professionisti (il Presidente Carmelo Zappone), e del Sindacato Unitario Specialità Ortognatodonzia. Obiettivo comune: conferire crescente autonomia e peso alla componente libero professionale nella quota, B contribuendo a costruire un Welfare su misura e con la massima concertazione. Le elezioni online per le Consulte di Quota B e l’Assemblea sono in programma il prossimo 17 maggio: una scadenza estremamente ravvicinata, un appuntamento che AIO avrebbe preferito rinviare, ma al quale oggi possiamo dire con orgoglio di essere pronti a partecipare.
In rappresentanza dei Soci Medici Odontoiatri liberi professionisti, Associazione Italiana Odontoiatri ha fatto partire stasera una lettera indirizzata al Ministro della Salute Roberto Speranza (nella foto), al vice Pierpaolo Sileri, al coordinatore del Tavolo Covid-19 Enrico Gherlone e al Presidente dell’Istituto Superiore di Sanità Silvio Brusaferro, in cui si rende disponibile ad eseguire ai pazienti in ingresso negli studi indagini e test epidemiologici a fini statistici a supporto dell’attività del Servizio sanitario nazionale.
Tra le prestazioni che potrebbero essere offerte, figurano i tamponi per verificare la positività al coronavirus, i test per il dosaggio degli anticorpi IGG ed IGM nel sangue, le misurazioni di temperatura corporea e grado di saturazione di ossigeno. Previo placet dell’Autorità sanitaria, le indagini potranno essere effettuate a titolo gratuito su campioni statisticamente significativi di popolazione, con il solo onere per il Ssn relativo ai costi d’acquisto di tamponi, kit e reagenti. Scrive il Presidente AIO Fausto Fiorile che l’attività potrebbe essere ben estensibile a tutte le strutture odontoiatriche italiane, non solo a quelle afferenti ai Soci AIO.
Per scaricare la lettera: http://www.aio.it/html/uploads/2020/04/Lettera.pdf
Associazione Italiana Odontoiatri plaude alla nomina del professor Enrico Gherlone – Rettore dell’Università Vita e Salute San Raffaele di Milano e past president del Collegio dei Docenti – a coordinatore del Tavolo Tecnico sull’odontoiatria istituito dal Ministro della Salute. «Gherlone è stato in passato referente per l’Odontoiatria presso lo stesso Ministero e si è distinto per concretezza e capacità di lavorare alle soluzioni dei problemi», commenta il Presidente AIO Fausto Fiorile, che è stato chiamato a far parte del tavolo insieme al Presidente della Commissione Albo Odontoiatri nazionale Raffaele Iandolo, al Presidente ANDI Carlo Ghirlanda e alla professoressa Antonella Polimeni, preside della facoltà di Medicina dell’Università Sapienza di Roma e past president del Collegio dei Docenti. Il Tavolo dovrebbe riunirsi subito dopo Pasqua ed ai lavori potrebbe partecipare il Vice Ministro della Salute Senatore Pierpaolo Sileri, al quale si deve l’iniziativa di promuovere il Tavolo.
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