A trento,vicenza e treviso iniziative di solidarietà per il wohd



A Vicenza consegnati dentifrici alla casa circondariale, con il prezioso aiuto degli infermieri della sanità penitenziaria si farà costantemente motivazione ai detenuti sui fattori di rischio, tema della WOHD 2015. Ci sono attualmente circa 200 detenuti nel carcere di vicenza.
A Treviso si è fatta formazione per la prevenzione odontoiatrica ai ragazzi della Bottega Grafica dell’Istituto Penale Minorile che da più di 10 anni realizza gratuitamente loghi, brochure e altro materiale promozionale e la newsletter di AIO Veneto il GiornalAIO, ha ricevuto al Parlamento Europeo il premio “Cittadino d’Europa”.
A Trento è stata visitata la casa Famiglia "SOS Villagio del Fanciullo" dove sono stati distribuiti i presidi di igiene orale e si è fatta una giornata di sensibilizzazione sull'importanza dei corretti stili di vita







ULTIMISSIME: E' disponibile al link https://www.youtube.com/watch?v=uMJrl2Mo7vk&sns=em su Youtube il video di 2 minuti sulla Giornata Mondiale di Promozione della Salute Orale di Napoli; un grande successo dell'Associazione Italiana Odontoiatri e dell'AIO in Campania con 800 visite e 1200 contatti tra Napoli Rione Sanità, Capri ed Anacapri.
di Angelo Raffaele Sodano
Successo incredibile del World Oral Health Day a Napoli Sanità: lo staff AIO ha avvicinato un numero di cittadini inatteso. Tutto era partito nel peggiore dei modi con l'ufficio tecnico della Municipalità che continuava a chiedere permessi aggiuntivi. Poi si sono spalancate le porte della Parrocchia… e del mondo. Ciò che è successo si può raccontare con un collage di appunti, tante piccole didascalie per ciascuna delle quali ci vorrebbe una foto, tante più foto di quante ne pubblichiamo qui. Ma lo spazio non c'è, e vi lasciamo immaginare. La premessa e la location, le parole sono "corali", di Padre Antonio Loffredo e dei suoi tanti preziosi giovani che sono stati con noi al nostro fianco.
Il Rione Sanità
"La gente ti guarda, un po' incredula, un po' maliziosa, ammiccante …. E' l'esperienza di un turista qualsiasi che scenda quaggiù a cercare antichi, celebri nomi e gloriose vestigia. Sanità', inafferrabile, incostante bellezza…. è uno di quei posti dove l'umanesimo o diventa umanità, o muore. Chi ama la Sanità ci resta … Qui e' davvero Napoli, tremendum fascinans … qui una sottile magia ti trattiene, affatturato. Qui la gente bellissima e orgogliosa, ti discopre inattese tenerezze, cosi che, in fondo, ti spiacerebbe andartene. Qui potresti scrivere una storia, in bilico tra l'umile e il sublime, che forse nessuno leggerà, ma ti potrà accadere la ventura di essere capito, e t'ameranno."
La giornata:
Padre Alex Zanotelli, figura carismatica e trascinante del Rione Sanità, fa la foto con noi, la sua schiena china a sussurrare "sorridete, siate felici" ai due bambini davanti a lui. Ancora lui che parla con la moglie di Raffaele Pennacchio, collega vittima della Sla, in prima fila nella lotta per i diritti dei malati fino all’ultimo.
Suor Franca che copre i tavoli che i ragazzi della Cooperativa La Paranza hanno allestito (si sono occupati, poi, di rimettere in ordine tutto, spazzatura inclusa) lo sapete con cosa? I paramenti dell'altare…
Il paffuto Angelo che imbusta con noi, ha 11 anni figlio del quartiere, di genitori srilankesi
Il paffuto bimbo, Sandrino, che si è fatto visitare e che a tutti sembrava un volto noto era il bimbo che Siani ha sfottuto a Sanremo, attore nel suo ultimo film "Si accettano Miracoli"
La comunità srilankese del quartiere: composti, attenti, rispettosi. Uno di loro ha quasi perduto la vista da quando, a Carnevale, gli hanno lanciato un uovo nell'occhio, è senza tetto, nessuno lo ha visitato per il problema occhio: Lunedì sarà accolto all'ospedale Pellegrini, i Colleghi contattati telefonicamente sono a disposizione.
Ad ogni messa è stata data notizia della nostra iniziativa e della nostra presenza nel Chiostro. Ad ogni ora una bravissima guida ci ha accompagnato, ospiti, a visitare, a gruppi, le Catacombe di san Gaudioso.
AISO era con noi, ragazzi della Federico II e della SUN: attenti capaci entusiasti dell'esperienza.
Tra una visita e l’altra con Generoso Del Piano Presidente AIO Caserta, Pasquale Comentale Presidente AIO Napoli Salerno ha guidato le riprese con il drone. Che altro dire? Anche il parcheggiatore, la pizzeria, il bar, la Chiesa, il quartiere non si è solo fatto amare ma ci hanno amato. Un grazie anche alle nostre mogli, i nostri figli, le nostre assistenti e persino ai nostri pazienti che hanno collaborato…



Terza edizione della Giornata Mondiale della Salute a Cagliari.
Si e' tornati come l'anno scorso alla Corte del Sole, impiantando un gazebo nella piazzetta centrale dalle 10.00 alle 22.00
Ai dentisti AIO si sono affiancati gli studenti AISO dividendosi in cinque turni, garantendo una performance perfetta di fronte alla partecipazione massiva della gente.
Moltissimi bambini affascinati dai palloncini AIO mentre le mamme e i papa' ascoltavano i consigli di prevenzione e di igiene orale.
Una lunghissima ma bellissima giornata, all'anno prossimo!

Promozione e sensibilizzazione sulla salute orale e i corretti stili di vita, a Sassari. AIO e AISO insieme per una giornata a contatto con i cittadini. Sorrisi e grande entusiasmo per mettere la prevenzione al centro dell'attenzione.









A Roma nella sede ENPAM di via Torino, AIO ha celebrato la Giornata Mondiale della Salute Orale, promossa dall'FDI, federazione che riunisce tutte le associazioni odontoiatriche del mondo
Nell'occasione si è lanciato un protocollo d'intesa con le società dei medici convenzionati per una prevenzione a 360°. Consapevole che i pazienti odontoiatrici, specie i più poveri e i più piccoli, hanno bisogno di una collaborazione tra dentista e medico di fiducia del servizio sanitario, Associazione Italiana Odontoiatri ha presentato il 20 marzo a Roma alla XV Giornata Mondiale per la Promozione della Salute Orale un’intesa per una rete assistenziale territoriale con i medici di medicina generale della FIMMG, i pediatri di libera scelta della FIMP e con gli specialisti ambulatoriali del SUMAI, e in particolare con gli specialisti in odontoiatria.
«Si tratta di un percorso di collaborazione che prevede una formazione condivisa, sinergie sul territorio e in prospettiva per la rilevazione dello stato di salute orale della popolazione. Prevede infine un rafforzamento della sorveglianza sui tumori del cavo orale e sulla prevenzione delle complicanze odontoiatriche», spiega il presidente AIO Pierluigi Delogu. Alla presentazione sono intervenuti il vicesegretario FIMMG Silvestro Scotti, il Vicesegretario FIMP Giovanni Cerimoniale ed il Segretario SUMAI Lazio Domenico Mazzacuva che hanno ribadito l’importanza di un’iniziativa comune in grado di unire le professioni Medica ed Odontoiatrica.
Hanno contribuito a dare lustro all'evento con delle relazioni sulla prevenzione il Prof. Carlo Guastamacchia che ha portato per primo la prevenzione in Odontoiatria all'attenzione dei professionisti Italiani, la prof.ssa laura Strohmenger responsabile del Centro OMS di prevenzione e Odontoiatria di comunità, il dott. Luca Leone dell'Associazione Medici Diabetologi che si occupa delle correlazioni diabete e malattia parodontale, il dott. Fausto Fiorile vicepresidente nazionale AIO, il sig. Edoardo Staderini segretario culturale AISO e la dott.ssa Maria Grazia Tarsitano dell'Associazione Italiana Giovani Medici.
Al meeting AIO era presente Gerhard Seeberger numero due della Federation Dentaire Internationale (500 mila dentisti iscritti), che riassume: «Per il World Oral health Day del 20 marzo e nel week end 21-22 marzo AIO, con lo slogan “Smile for Life”, l’Odontotoiatria italiana con AIO ha portato messaggi di educazione sanitaria nelle piazze, nelle Caritas diocesane, nei centri commerciali, nelle residenze socio assistenziali, nelle scuole e nelle carceri di una trentina di capoluoghi italiani, con 8 mila dentisti mobilitati. E’ un punto di partenza di tutto rispetto per conoscere meglio il quadro clinico della popolazione italiana e gettare i presupposti per un grande progetto di prevenzione».
http://www.dentaltoday.it/contents/index/lo-sapevi-che
Slideshow in homepage (secondo pallino):
http://www.dentaltoday.it/
Associazione Italiana Odontoiatri-AIO si schiera a fianco di Fnomceo e Ordini nella contesa con l’Autorità Garante della Concorrenza (e gli operatori Groupon e Dental Franchising) sui vincoli deontologici alla pubblicità sanitaria.
Lo scorso settembre l’Authority ha deciso di sanzionare la Federazione degli Ordini di Medici e Odontoiatri per 831 mila euro perché il Codice deontologico avrebbe ispirato comportamenti di singoli ordini restrittivi verso la concorrenza e verso la volontà di alcuni iscritti di pubblicizzare le proprie prestazioni. La Fnomceo ha fatto ricorso sia per motivi formali e di contenuto sia per la sproporzione della sanzione comminata, di 831 mila euro.
AIO, circa 8 mila Odontoiatri iscritti, è al momento l’unica associazione sindacale ad unirsi “ad adiuvandum” al ricorso. «Siamo convinti che non sia stata violata nessuna legge, inclusa la Bersani del 2006, e che i valori condivisi debbano essere difesi: in un corretto rapporto tra persona assistita e curante non c’è spazio per pubblicità commerciali ma solo per un’informazione esauriente a tutela del cittadino titolare del diritto alla salute», dice il Presidente AIO Pierluigi Delogu.
Il ricorso AIO presentato dall'avvocato Maria Maddalena Giungato affronta temi specificamente politici e diritti fondamentali nell’intento di tutelare il ruolo dell’Odontoiatra e ancor più il paziente. «L’attuale momento è delicato per le professioni intellettuali, il cui contributo a tutela di diritti costituzionalmente protetti rischia di essere subordinato ai principi del libero mercato», afferma Delogu. «Azioni simili a quella intrapresa contro Fnomceo sono state intentate agli Ordini di Avvocati e Notai. Ai Notai è stato intimato dall’Antitrust di cambiare il Codice deontologico e la Legge notarile. Per lo specifico odontoiatrico, l’azione AIO si fonda sul timore di modifiche ingiuste alla legge. Paventiamo una deriva verso un’informazione solo commerciale e un livellamento al basso della qualità delle prestazioni, rese più variegate ed eterogenee – ma non qualitativamente migliori – da un’offerta terapeutica che induce bisogni inesistenti».
L'Associazione Italiana Odontoiatri, con il suo presidente Pierluigi Delogu, vuole esprimere la sua soddisfazione e il grande apprezzamento verso la CAO Nazionale e l'Andi che attraverso la parola dei rispettivi presidenti riportano l'attenzione sull'indagine EURISPES, commissionata da AIO nello scorso ottobre, che ha evidenziato derive non chiare sugli investimenti nelle attività in forma societaria dell'Odontoiatria.
L'indagine “Odontoiatria sistemi regionali a confronto”, commissionata da AIO Roma e presentata nella Capitale l’11 ottobre 2014 con il supporto di AIO Nazionale, aveva elencato una serie di problemi collegati alla professione di odontoiatra a partire dai 31 giorni l’anno buttati via dalle piccole imprese solo per far fronte ad adempimenti che mangiano i due terzi del profitto.
Lo studio, ripreso dai media sanitari ed economici, quindi sottolineava la difficoltà dei cittadini di mantenere alta la guardia sulla prevenzione e cura delle patologie odontoiatriche, specie al Sud dove r giunge al 60% la percentuale di chi non è andato dal dentista, raddoppiando rispetto al centro-nord, e per la prima volta faceva luce sulla discrasia territoriale nelle norme di regolamentazione degli studi odontoiatrici spiegando come a modelli regionali (Lombardia) in grado di semplificare la vita ai dentisti ve ne sono altri (Lazio) che impongono identici e gravi oneri autorizzativi anche agli studi più piccoli equiparandoli ad ambulatori. AIO-EURISPES hanno così evidenziato per la prima volta tipologie e gradazioni del gravame burocratico sugli studi odontoiatrici italiani.
In questa splendida ricerca, che invitiamo dunque a rileggere tutta poiché forse offre fin troppi spunti di riflessione tutti insieme, EURISPES aveva infine riscontrato – lo "strano" proliferare di società orientate a fornire prestazioni odontoiatriche, con scarsa evidenza di controlli che, in alcuni casi, fanno capo ad investitori nuovi e con agganci poco trasparenti sulla provenienza dei fondi utilizzati per creare le "start up" di tali centri.
«Ci preme portare ufficialmente la richiesta di audizione alla commissione parlamentare" antimafia" – afferma Delogu – per fare fronte comune e portare tutto il nostro know how sulla questione basate sulle informazioni sostanziali di EURISPES».
Altri link:
http://www.eurispes.eu/content/regione-lazio-odontoiatri-legge-eurispes-eurispes-eurispes-eurispes
https://www.youtube.com/watch?v=QW1NYRA8QMI
https://www.youtube.com/watch?v=OGFaw2fo2nY
Come diagnosticare la sindrome delle apnee ostruttive, come curarla, su quali basi, quando applicare appositi dispositivi orali e la definizione del ruolo dell'odontoiatra nel percorso diagnostico e terapeutico: sono le domande alle quali rispondono le Linee guida nazionali per la prevenzione delle apnee ostruttive nel sonno (Obstructive Sleep Apnea Syndrome, OSAS ) dell’adulto approvate dal Ministero della Salute e presto disponibili al sito della Società Italiana di Odontoiatria nella Medicina del Sonno www.simso.it
Tra i redattori esperti delle linee guida è Marzia Segù Segretario Culturale Nazionale dell’Associazione Italiana Odontoiatri nonché presidente di SIMSO, Società Italiana di Odontoiatria Nella Medicina del Sonno, che dal 2010 è attiva nelle sedi AIO per informare e formare i colleghi sulla materia (Torino, Pavia, Cagliari, Lecce). Inoltre con la SIMSO, il cui Congresso Nazionale 2015 è realizzato come l’anno scorso con il patrocinio di AIO, ogni settembre organizza gli Sleep Days, l’equivalente per questa patologia di ciò che il World Oral Health Day di marzo è per l’odontoiatria.«La medicina del sonno –spiega Segù – è una disciplina di team, in primo luogo perché mette le specialità d’organo e distretto al servizio di particolari patologie. Le apnee ostruttive sono una patologia del russatore che poi si ripercuote nella vita attiva, in quanto legata a una maggiore incidenza di colpi di sonno e capace di causare indirettamente incidenti stradali (da 3.5 a 8 volte maggiore della popolazione di controllo) ed essere di conseguenza un problema al rinnovo per la patente. Insieme agli sleep days e ai corsi “made in AIO”, le Linee guida nazionali cercano di dare un taglio pratico al contributo informativo, insostituibile, che la nostra professione può offrire al paziente. L’odontoiatra infatti ha un ruolo importante nel conoscere le mal occlusioni e nell’identificare i pazienti da trattare, da mandare al medico e allo specialista».

Oltre 600 laureati in odontoiatria italiani provenienti da paesi dell’Unione Europea o da corsi di laurea extra Ue “parificati” si aggiungeranno ogni anno per i prossimi 4-5 anni ai circa 800 neolaureati provenienti dagli atenei italiani. E solo quest’anno secondo dati provenienti dal Ministero della Salute, saranno 1080 i neolaureati di ritorno da Spagna, Romania & co. L’allarme lo lancia il 4° Congresso Politico dell’Associazione Italiana Odontoiatri da Roma. «I “conteggi ad occhio” fatti dai nostri giovani che si sono stabiliti in Spagna, Romania, Albania perché respinti al test d’ingresso al Corso di laurea dell’Università italiana, parlano di circa 3 mila “fuoriusciti”. I dati dovrebbero essere confermati a breve dalle richieste d’iscrizione agli Ordini dei Medici». spiega il presidente AIO Pierluigi Delogu. «Infatti i neolaureati “forestieri” tor nano in Italia a cercare lavoro alimentando la pletora nel nostro settore, a dispetto dei motivi per cui il numero chiuso è stato introdotto. Intanto ogni anno nel nostro paese per effetto di ricorsi al TAR sul test si dilata il numero degli iscritti al corso di laurea». Il risultato di tutto questo è l’emigrazione studentesca: il 52% di tutta la richiesta formativa oltre frontiera è Italiana, come evidenziano i dati della Commissione Europea riportati dal Segretariato Italiano Giovani Medici che con AIO fa parte del Forum giovani, il quale studia una proposta di riforma degli accessi professionali.
«Abbiamo fatto un “check” con una giuria simbolica sulle possibili alternative al test – anno o biennio comune per le facoltà sanitarie, test d’ingresso dopo un percorso formativo – per superare il blocco, ormai costantemente aggirato. Dai lavori – conclude Delogu – è emersa la necessità di riformare la modalità degli accessi con un attenzione particolare alle attitudini individuali e alle reali vocazioni con un percorso di indirizzo e valutativo che parta già dalla scuola media superiore»
Al Congresso, che celebrava il Trentennale dell’Associazione davanti ai fondatori alla presenza dei past president Aldo Ciolfi, Francesco Occipite di Prisco, Giulio Del Mastro e Gerhard Seeberger, attuale speaker FDI, hanno partecipato diverse sigle sindacali tra le quali FIMMG, AISO, SUSO, SIGM, UDU.

TRENT’ANNI DI ASSOCIAZIONE ITALIANA ODONTOIATRI, UNA CAVALCATA VINCENTE
L´Associazione Italiana Odontoiatri (AIO) è fondata a Roma nel 1984 dai neonati laureati in Odontoiatria Italiani. Il corso di laurea in Odontoiatria è stato istituito nel 1980 e gli studenti di Odontoiatria di allora sentirono l´esigenza di fondare una associazione a livello nazionale che li rappresentasse – AISO (Associazione Italiana Studenti di Odontoiatria) – per far fronte agli enormi problemi organizzativi e di identità culturale. Dopo il conseguimento del diploma:
L´Odontoiatra NON poteva esercitare la professione poiché mancava la legge che istituiva la professione Odontoiatrica e l´abilitazione professionale per gli stessi.
L´Odontoiatra non sapeva se in realtà avrebbe potuto mai esercitare l´Odontoiatria come specialista di una branca della Medicina o se sarebbe stato identificato come una figura paramedica limitata e in rapporto di sudditanza dal laureato in Medicina.
L´albo professionale dei Medici Chirurghi, in quel periodo, NON voleva che i laureati in Odontoiatria vi s’iscrivessero.
L´Odontoiatra NON era riconosciuto nel S.S.N. e perciò non poteva inserirsi nelle graduatorie per la specialistica e non figurava nei concorsi Ospedalieri e Universitari.
NON esistevano scuole di specializzazione post-laurea aperte ai laureati in Odontoiatria.
L´Odontoiatra nella Europa della libera circolazione era il Laureato in Odontoiatria, in Italia si tentava di NON riconoscerlo e di dare la "patente" solo al Medico.
L´Odontoiatra, anche potendo lavorare, NON aveva nessuna copertura previdenziale e pensionistica.
L´Odontoiatra nel 1984-85-86 NON veniva accettato nell´Associazione Medici Dentisti Italiani (allora AMDI, oggi ribattezzata ANDI) in quanto non in possesso della laurea in Medicina e chirurgia.
Malgrado limitate risorse, la valenza dei personaggi che disinteressatamente si sono prodigati in AIO ha portato enormi conquiste, oggi considerate "logica normalità".
Eccone alcune:
- 1985 : dopo un anno dal diploma dei primi laureati in Odontoiatria, è approvata la legge della Professione di Odontoiatra, con esame di stato; gli Odontoiatri finalmente possono iniziare ad esercitare. Naturalmente nella legge ci sono punti compromissori e carenze come la possibilità per il medico di ottenere la doppia iscrizione (due albi).
- 1986: anche gli Odontoiatri entrano nelle graduatorie regionali per la specialistica ambulatoriale ed esterna, ma il medico specialista in Odontostomatologia parte con un punteggio base di 3,50 punti in più, AIO si oppone
- 1987: aprono le prime scuole di specializzazione per i laureati in Odontoiatria, la specialità di Ortognatodonzia di Cagliari è una delle prime in Italia.
- 1988: la FnomCeo spinge una legge (n.471) per sanare, all´Italiana, anche i medici che si laureeranno nei prossimi anni e consentirgli l´esercizio dell´Odontoiatria pur senza specializzazione. L´AIO intenta una causa sia in Italia che in Unione Europea.
- 1989: l´AIO chiede che l´Odontoiatra entri nell´Enpam per fruire di una copertura Pensionistica – Previdenziale. Enpam accoglierà gli Odontoiatri dal 1 gennaio 1995.
- 1990: l´AIO ottiene un decreto ministeriale con il quale si riconosce ai fini concorsuali il titolo di Laureato in Odontoiatria e viene equiparato anche come punteggio concorsuale al diploma di specializzazione in Odontostomatologia.
- 1992: si chiudono le scuole di specializzazione in Odontostomatologia per i Medici, come da più tempo l´AIO chiedeva alle sedi istituzionali.
- 1995: l´Italia è condannata dalla corte della Comunità Europea per la legge 471/88 in seguito alla causa inoltrata dall´AIO sei anni prima.
- 1996: un nuovo contratto per le assistenti alla poltrona è siglato dopo una lunga trattativa e moltissime ore di lavoro, svolto dall´AIO , l´ANDI e i sindacati delle assistenti.
- 1997: sono promossi, in tutta Italia, dall´AIO i corsi per la formazione dei datori di lavoro e dei dipendenti per la sicurezza sui luoghi di lavoro, come vuole la legge 626.
- 1998: Il senato annulla la doppia iscrizione, contemporanea, dei laureati in Medicina. Come richiesto da AIO da 10 anni.
- 2000: L´AIO è Provider accreditato dal Ministero della Salute per la formazione continua.
- 2001: E’ ufficializzato il gemellaggio tra l´AIO e la Chicago Dental Society.
- 2003: Viene approvato il gemellaggio tra AIO e ADM (Association Dental Mexicana) con interscambio reciproco di relatori nei congressi in Italia e in Messico.
- 2005: L´AIO svolge un ruolo propositivo e critico per la revisione degli studi di settore per l´Odontoiatra, apre un confronto aperto con le istituzioni.
- 2005: L´AIO firma un documento in accordo con ASIO, GEOI, SUSO e ANDI contro l´ipotesi di qualsiasi forma di convenzionamento diretto in Ortodonzia.
- 2007: Primo italiano, il presidente AIO Gerhard Seeberger ottiene il prestigioso incarico di President Elect dell´ERO (entrerà in carica dal 2010), divisione Europea dell´FDI.
- 2008: L´AIO è l´unico sindacato che si oppone alla proposta, demagogica e non risolutiva di tariffe “sociali” su alcune prestazioni.
- 2010: Raffaele Sodano dell'Esecutivo AIO diventa presidente consulta libera professione Enpam e rappresenta la categoria in una complessa riforma della contribuzione
- 2011: AIO si veste di nuovo. Viene rinnovato il logo dell’associazione in una veste più moderna e si parte con il nuovo portale web www.aio.it , viene sviluppato un piano di comunicazione nazionale verso i cittadini.
- 2011: Viene pubblicato il Vademecum AIO, un utilissimo strumento a disposizione dei soci, per districarsi tra le normative per condurre una attività professionale corretta e di qualità.
- 2011: AIO rafforza la sua vocazione politica di opinion leader nel panorama odontoiatrico italiano: nasce un appuntamento annuale che rappresenta un punto di riferimento per la categoria e verso le istituzioni, il Congresso Politico. I temi affrontati nei primi tre anni sono: 2011 etica della professione, 2012 Qualità in Odontoiatria, 2013 L’odontoiatria a KM zero.
- 2011: AIO viene chiamato ad organizzare una sessione scientifica al NYGDM il più grande congresso Odontoiatrico degli Stati Uniti. Nel congresso Nazionale AIO si inaugurano eventi in partnership con le più accreditate società scientifiche il primo con la SIDO e nel 2013 anche con la SIE.
- 2012: AIO entra a far parte del “neonato” Gruppo tecnico del Ministero della Salute sull’Odontoiatria con un suo rappresentante istituzionale.
- 2012: Approvate le Linee guida nazionali per la prevenzione del Ministero, AIO vara il programma “Alleati per la Prevenzione” su tutto il territorio nazionale.
- 2013: AIO organizza la prima giornata del WOHD (world oral health day) in Italia, che promossa dall’FDI celebra la salute orale nel mondo. Nella stessa data lancia la “Carta della Salute” per lo stile di vita, che viene approvata dall’FDI.
- 2013: Approvata Carta dei Valori AIO per una crescita trasparente ed etica del professionista.
- 2013: Approvate le Raccomandazioni cliniche in Odontoiatria dal ministero della Salute, alla cui redazione AIO partecipa coma Associazione rappresentativa dalla categoria.
- 2013: Approvata la completa revisione dello Statuto e Regolamento dell’Associazione, uno strumento rinnovato ed efficacie.
- 2013: AIO diventa provider ECM certificato con certificazione ISO 9001 –2008, come provider di formazione AIO ottiene (unico in Italia) la possibilità di conferire crediti Usa ADA-CERP.
- 2014: AIO promuove e pubblica un indagine condotta da EURISPES sulla situazione della professione odontoiatrica in Italia con particolare riferimento alle norme burocratiche e le procedure autorizzative.
- 2014: AIO interviene e vince in un ricorso presso il TAR Emilia Romagna contro l’apertura di uno studio autonomo per l’attività di Igienista Dentale

L’igienista dentale non può lavorare da solo a contatto con il paziente, ma è necessaria la presenza dell’Odontoiatra. Il Tribunale Amministrativo Regionale dell’Emilia Romagna con sentenza 1061 pubblicata oggi 10 novembre ha rigettato il ricorso di un Igienista contro un’Asl emiliana, inoltrato all’inizio di quest’anno; al Professionista era stata negata l’apertura di uno studio autonomo dove eseguire detartrasi ed altre prestazioni attinenti al contenuto della sua attività. Il verdetto di primo grado rappresenta una vittoria per Associazione Italiana Odontoiatri, assistita dall'Avvocato Marilena Giungato, che, con altre rappresentanze della Professione odontoiatrica, aveva presentato opposizione al ricorso. AIO aveva anche scritto al Ministro della Salute Beatrice Lorenzin e al Sottosegretario Vito De Filippo chiedendo di fare chiarezza dopo che il parere del Direttore Generale del Ministero del 18 novembre scorso apriva alla possibilità per l’Igienista di svolgere l’attività anche in assenza dell’Odontoiatra.
Lo scorso aprile, annunciando il ricorso, il Presidente AIO Pierluigi Delogu aveva ribadito: «Consideriamo il ruolo dell’Igienista fondamentale per migliorare la qualità del Servizio in Odontoiatria ma proprio per questo se vogliamo garantire la sicurezza del paziente e la qualità delle cure erogate l’Igienista dentale deve operare in strettissima integrazione con l’Odontoiatra, integrazione che si verifica solo lavorando all’interno della stessa struttura sanitaria, in prossimità logistica e temporale tra i due Professionisti». Oggi Delogu esprime soddisfazione ed aggiunge; «Confidiamo che la sentenza apra un dibattito franco ed atto a fare definitivamente chiarezza sui ruoli e sui contenuti delle Professioni del Dentale».
Associazione Italiana Odontoiatri registra con soddisfazione la vittoria alle elezioni per la Commissione Albo Odontoiatri di Bologna di una lista congiunta con esponenti di Andi, la lista ha visto più votati i due esponenti AIO Sebastiano Pantaleoni (242 voti) e Luca Ortensi (239) segno che molti colleghi si riflettono nei nostri valori, nella nostra difesa della prestazione odontoiatrica, e nel modo franco in cui diciamo le cose.
La Basilicata si conferma regione al top nell’erogazione dell’assistenza odontoiatrica e sanitaria, con l’approvazione della proposta di Legge a firma di Luigi Bradascio istitutiva del servizio di Odontoiatria per paziente critico e dei Pronti Soccorso dentistici nelle aziende sanitarie della regione.
I servizi di Odontoiatria nelle Asl potentina e materana e all’Ospedale San Carlo di Potenza offriranno cure a pazienti con compromissione della salute mentale, con disabilità fisiche e motorie o turbe della mobilità, con disturbi dell’apprendimento, nonché a fobici, bambini non collaboranti, anziani con patologie invalidanti, persone con patologie cardiovascolari respiratorie o metaboliche o sistemiche tali da rendere rischioso il trattamento erogato in altri contesti o pazienti oncologici trattati con difosfonati. In parallelo negli ospedali regionali e nei distretti delle aziende sanitarie di Potenza e Matera è istituito il Pronto soccorso odontoiatrico. Entrambi i servizi sono garantiti con specialisti ambulatoriali convenzionati con l’Asl.
Da 30 anni nel Materano per 150 soggetti/anno sia le terapie in anestesia sia le protesi sono coperte dall’associazione “Dalla parte dell’handicap” con un fondo dell’Associazione amici del cuore di Matera. Simili associazioni oltre ad entrare nella formazione del personale e nell’assistenza domiciliare potranno svolgere funzioni integrative nell’implantoprotesi, protesi fissa ed ortodonzia. «Dopo quattro anni di lavoro intenso è stato premiato il gruppo costituito dalla nostra commissione Albo – afferma il presidente Cao Potenza Maurizio Capuano – da Associazione Italiana Odontoiatri, dagli specialisti ambulatoriali delle Asl e da Andi».
In Basilicata è da luglio in vigore la legge 11/2014 che disciplina gli studi dentistici privati fissandone i requisiti minimi e distinguendo tra strutture semplici e complesse (centri odontoiatrici, poliambulatori pubblici, franchising). «Dal 2001 attendiamo invano un regolamento nazionale», dice Capuano. «La riforma “norme in materia di autorizzazione delle attività specialistiche odontoiatriche” consente ora allo studio monoprofessionale di autocertificare i propri requisiti alla Regione e al Comune. Le strutture complesse invece devono richiedere autorizzazione al Governatore che entro 30 giorni inoltra alle Asl competenti per la verifica dei requisiti. In tutti gli studi, durante l’attività, è necessaria la presenza di un odontoiatra o medico iscritto all’albo odontoiatri con cartellino idenfificativo, né sono autorizzabili strutture intestate a figure prive dei titoli per esercitare l’odontoiatria».
Regione che vai sistema autorizzativo che trovi per gli studi odontoiatrici. Ma non tutti sono buoni: il sistema laziale troppo burocratico oltre a dare un senso di precarietà ai dentisti potrebbe aver causato un calo delle prestazioni odontoiatriche e danni erariali. Fanno pensare i risultati di un’indagine Eurispes presentata a Roma a un incontro indetto dall’Associazione italiana odontoiatri, che mette a confronto gli iter adottati nelle principali regioni. Dallo studio emerge che, tra 2005 e 2013 (dati Istat), pur essendo cresciuto il numero di pazienti rivoltisi alle strutture in franchising, è diminuito il ricorso a otturazioni (dal 43 al 25% degli intervistati, -18%) ed estrazioni (dal 20 al 13%, -7%). Si tratta proprio di due degli interventi che nelle strutture low cost si pagano meno che nel piccolo studio del dentista di fiducia. Invece, sia per l’invecchiamento sia per correre ai ripari di fronte a situazioni trascurate, è aumentata (4,2%, dal 12,3 al 16,5%) la percentuale di chi ricorre agli impianti, non più cari dal dentista che nel grande centro. Purtroppo però il dentista “tipo” in alcune regioni ha difficoltà a investire e fare impresa. E’ il caso del Lazio.
I guasti della burocrazia nel dentale
Se in Lombardia – riporta l’indagine Eurispes – per partire con lo studio basta una dichiarazione d’inizio attività, in Emilia Romagna e in Basilicata si fa una netta distinzione tra studio di cui autocertificare l’apertura e ambulatorio da autorizzare; e in Toscana si chiedono solo spazi idonei in caso di studio associato. Nel Lazio invece dal 2007 fino al luglio del 2014 si è richiesto a tutti i dentisti non solo l’autorizzazione ma adempimenti per ottenerla così complessi da costringere il 22% a rivolgersi a una società ad hoc, come dimostra un’indagine parallela di AIO Roma. Ad ingarbugliare ancor più la situazione la Regione con un decreto ha richiesto nel 2012 ai professionisti odontoiatri di rinviare su supporto informatico lo stesso dossier già presentato su cartaceo, pena il ritiro delle autorizzazioni. Risultato: la regione non ha guadagnato nulla, anzi da una parte risulta da essa effettuato solo il 30% dei controlli sui documenti, dall'altra ha perso vari ricorsi al Tar da parte di quanti, pur avendo già provveduto precedentemente agli adempimenti per via cartacea, si sono viste revocate le autorizzazioni. «In un contesto di declino del servizio sanitario pubblico dove un 5% in più di pazienti rispetto alla media nazionale è disposto a spendere di suo per curarsi, l’odontoiatra vive uno stato di precarietà che non la mette in grado di decollare ed è gravata anche economicamente», osserva l'avvocato Angelo Caliendo, coordinatore dello studio realizzato da Eurispes. E continua: «Il peso della burocrazia in Italia è già tale che creare una start-up costa 2.673 euro contro i 399 euro medi dell’Unione Europea; un’impresa impiega 269 ore di lavoro per pagare 15 balzelli che incidono sul 65% del suo profitto. Un taglio del 25% dei costi della burocrazia aumenterebbe il Pil, si stima, di 1,7 punti percentuali. Nel Lazio, dove gli studi dentistici sono equiparati ad ambulatori specialistici che effettuano attività invasive, ipotizziamo un dispendio superiore. E’ bene che altre regioni non ripetano analoghi errori».
Il quadro autorizzativo
Oltre a preparare la strada a un’imminente mappatura dei 20 sistemi autorizzativi italiani, l’indagine Eurispes conferma i guasti dovuti all’assenza di una legge nazionale. E’ il Regio Decreto 1265 del 1934 a distinguere i gabinetti medici dagli ambulatori: solo i secondi vanno autorizzati dal Prefetto, i cui poteri con il Federalismo e la riforma del titolo V della Costituzione sono stati ereditati dalle regioni. «La differenza tra ambulatorio e studio è nell’organizzazione autonoma: se prende un’influenza il titolare di uno studio l’attività si ferma, se la prende il titolare di un ambulatorio tutto prosegue», dice Stefano Colasanto segretario Aio Lazio. «Con la legge Bindi – spiega Caliendo – le regioni hanno potuto imporre l’autorizzazione agli studi che effettuano prestazioni invasive. L’odontoiatria non c’entra ma il concetto di prestazione invasiva è stato allargato o ristretto a seconda della regione. Hanno provato le Marche per prime ma nel 2003 la Cassazione ha bocciato la legge che imponeva di autorizzare gli studi; la Calabria ha semplificato salvo poi non mettere in pratica il modello. La nostra indagine ha scelto tre regioni benchmark, come ha fatto la conferenza Stato-regioni con Lombardia, Emilia Romagna e Umbria per i costi standard in sanità; in odontoiatria al posto dell’Umbria abbiamo l’esempio virtuoso lucano. Nel complesso – conclude Caliendo – esistono tre modi di entrare nel rapporto dentista-paziente: il modello delle regole lombardo-emiliano che consente l’autocertificazione, il modello della concertazione toscano e triveneto che fa dialogare istituzioni “apprensive” e dentisti, e il modello del comando imposto nel Lazio e bocciato nelle Marche».
Trionfo di Associazione Italiana Odontoiatri alle elezioni per la Commissione Albo Odontoiatri dell’Omceo Cagliari: su 299 votanti (e 35 tra schede perse e nulle o bianche) ben 223 schede hanno riportato tutti e cinque i nominativi della lista AIO, mentre nelle altre si sono registrati voti spuri. Enrico Lai ha riportato 251 voti, il presidente uscente Gerhard Konrad Seeberger (nonché speaker della Federazione Internazionale del Dentale-FDI) 242, Rossella Galisai 238 voti, Stefano Dessì 237 e Andrea Monni 237. Dichiarazione di Enrico Lai, tesoriere Aio nazionale, a nome della squadra: «Speriamo che la nostra conferma sia di buon auspicio per le altre sedi che propongono liste o candidati AIO e magari faccia da premessa per cogliere successi clamorosi in grandi città».
AIO in Tour approda a Firenze …
Provider ADA Cerp al 45° SIDO International Congress … venite a trovarci !!
La. Delegazione AIO, formata dai dottori Lai, Langone e Seeberger (recentemente eletto, speaker FDI) è in questi giorni a San Antonio, Texas, al congresso annuale dell ADA(Amarican Dental Association) con uno stand ufficiale(vedi foto) per promuovere l'Odontoiatria Italiana e in particolare il Congresso Internazionale AIO di Chia nel 2015 che avrà gli ADA cerph per i colleghi Americani.
AIO ancora una volta é il portavoce del' Italia nel mondo
«Un’opportunità che aiuta i professionisti e, perseguita fino in fondo, può aiutare lo sviluppo delle professioni medica e odontoiatrica». Pierluigi Delogu, presidente dell’Associazione Italiana Odontoiatri plaude all’iniziativa del consiglio di amministrazione dell’Enpam che ieri ha deciso di stanziare, nel prossimo bilancio preventivo, 100 milioni di euro per i mutui ai medici e agli odontoiatri. La Fondazione concederà mutui a tassi agevolati, in particolare ai giovani professionisti, per l’acquisto della prima casa con un bando in uscita tra qualche mese.
Per il bando occorrerà attendere che il Consiglio nazionale della Fondazione approvi il bilancio di previsione 2015 e un passaggio con i ministeri vigilanti per adeguare i regolamenti vigenti. «Attendo di conoscere i dettagli dell'operazione e i tassi d'interesse, ma potrei dire che AIO è antesignana di questo percorso Enpam. Da quando sono nella Consulta Quota B rappresento per l’Associazione l’istanza di concedere i mutui non ai soli dipendenti della Fondazione ma anche agli iscritti. Ciò ora sta finalmente avvenendo grazie alla lungimirante iniziativa del CdA Enpam, del Presidente Alberto Oliveti e del vice Giampiero Malagnino», dice Raffaele Sodano, segretario nazionale AIO e numero uno della Consulta Enpam Libera Professione dal 2010.
«Ma in prospettiva – aggiunge Sodano – sarà auspicabile pensare a un ulteriore passo avanti e concedere i mutui anche al finanziamento del rinnovo tecnologico e strutturale delle professioni e degli studi professionali. E’ questa la grande scommessa che tutta la professione può vincere. Attendiamo con fiducia, il primo passo è stato fatto».
La vedete la foto qui sotto? Forse la persona raffigurata non vi è nuova. In queste settimane sui siti web di chi ha a cuore l’aggiornamento il volto di Marzia Segù è noto. E’ lei la protagonista del filmato di presentazione del Congresso Internazionale dell’Associazione Italiana Odontoiatri in programma dall’11 giugno 2015 a Chia Laguna, dove spiega con rare sintesi e semplicità cosa sono i crediti Ada Cerp e come si svolgeranno i tre giorni di formazione. Vigevanese, laureata in odontoiatria, figlia d’arte con padre e zio dentisti, presidente della Consulta Culturale dell’Associazione Italiana Odontoiatri, Marzia Segù è un riferimento per molti medici. Soprattutto per chi studia i mal di testa, i disordini temporomandibolari e le apnee ostruttive. «La disciplina si chiama gnatologia. Io mi divido tra attività odontoiatrica privata e visite gnatologiche in ambito universitario, e poi c’è anche la direzione delle attività didattiche del corso di laurea in Igiene Dentale all’Università di Pavia».
Suo padre è Sandro Segù storica figura dell’ortodonzia italiana.
«Sono figlia d’arte, anche mio nonno e mio zio sono dentisti, e ci accomuna il fatto di vivere questa professione come un viaggio. E’ una storia particolare, siamo sempre stati una famiglia unita io mio padre e mia madre, abbiamo viaggiato insieme. L’ho visto parlare ai congressi, benvoluto da colleghi e amici, importante. Non ho mai avuto dubbi sulla strada da intraprendere. Volevo lavorare al servizio di pazienti e viaggiare come lui. E quando magari ho tentennato nella scelta tra Medicina e Odontoiatria lui mi ha detto di seguire la strada più netta. In comune ho anche la predilezione per ortodonzia: lui 35 anni fa fondò una scuola per laureati – il corso EPGET – che ha formato almeno due generazioni di ortodontisti, prima a Milano poi a Vigevano; io ho fatto i tre anni di specialità e successivamente un dottorato di ricerca in chirurgia e microchirurgia, fondamentale per esercitare e soprattutto per insegnare. Quest’anno infine ho ottenuto l’abilitazione alla docenza universitaria previa valutazione dei titoli.».
In tutto questo come ha iniziato a fare attività sindacale nell’AIO?
«Anche qui per motivi di cromosomi… mio padre e mio zio parlavano di problemi professionali con molti colleghi, viaggiando avevano notizie di prima mano e il confronto era continuo. Una ventina d’anni fa hanno fondato l’Associazione Dentisti Vigevanesi, ma a fare quattro chiacchiere venivano pure da Pavia, e quando si è consolidata la realtà dell’AIO in tutta Italia l’ADV si è trasformata in sezione pavese del sindacato nuovo, dinamico, giovane. Per due mandati mio padre è stato presidente di sezione, poi lo sono diventata io e lo sono rimasta per altri due mandati, alla fine sono diventata responsabile del sindacato per i rapporti con gli Igienisti dentali e quindi responsabile della Consulta Culturale, entrando nel direttivo. E’ un’attività che mi dà modo di crescere».
…e intanto non trascura quella universitaria, da presidente di una Società scientifica: la Società di Odontoiatria in medicina del sonno Simso, organizza gli “sleep days in questi giorni a Vigevano.
«Per la tre giorni di Vigevano (18-20 settembre) devo molto all’AIO oltre che a Luca Levrini, il past president di cui ho preso il testimone. La disciplina ha molto a che fare con le apnee ostruttive, una patologia del russatore che poi si ripercuote nella vita attiva, ad esempio è legata a una maggiore incidenza di colpi di sonno e quindi può causare indirettamente incidenti stradali ed essere un problema al rinnovo per la patente. Bisogna informare e gli sleep days lo faranno. L’odontoiatra ha un ruolo importante nel conoscere le malocclusioni e nell’identificare i pazienti da trattare, da mandare al medico e allo specialista. A Vigevano avremo 120 partecipanti, molti gli odontoiatri, ma ci saranno anche medici e il primo giorno associazioni di pazienti. E’ una disciplina da “team”…»
C’è un filo rosso che lega l’evento di Vigevano al grande evento di Chia dove si spera in mille partecipanti?
«Molti sono i punti comuni, intanto lo spessore internazionale di alcuni relatori vigevanesi. Ma c’è un terzo appuntamento tra i due, il congresso politico AIO del 22 novembre in cui si parlerà di formazione. E qui il legame con il mega-evento di Chia è ancora più netto, perché si parla di formazione odontoiatrica e medica, pre e post laurea, o meglio, dei limiti dell’attuale modello formativo. A Chia si passa dalla teoria alla pratica, si “fanno” i contenuti della formazione e si usano formule per la comunicazione efficace, confrontandosi con esperti internazionali su tutti i temi chiave della professione, inclusa la crisi “del riunito” che c’è un po’ dappertutto nel mondo e va vissuta come un’opportunità per crescere senza guardarsi indietro. Il congresso tra l’altro erogherà crediti formativi internazionali, gli ADA CERP varati dall’American Dental Association e validati in molti paesi top. Insomma, a novembre AIO delineerà l’education che vorremmo per rendere la professione più competitiva, a Chia la offrirà».
In una parola chi è Marzia Segù?
«Una leader. Mi piace coagulare persone intorno a me. E credo che costruire con me team operativi piaccia a chi opera con me».
«Quando associazioni di Odontotecnici insistono sulla creazione di un profilo sanitario accettano in prospettiva commistioni tra competenze tecniche e odontoiatriche, aprendo la strada a forme di abusivismo e prestanomismo. E in tal modo, smentiscono le precedenti dichiarazioni contro i due gravi fenomeni». Pierluigi Delogu, presidente dell’Associazione italiana Odontoiatri, ribadisce il “no” del sindacato a un profilo di Odontotecnico di formazione sanitaria come rivendicato da alcune associazioni di categoria. E lo fa mentre alcune Asl e una regione (la Toscana) aprono alla possibilità che nelle strutture pubbliche le protesi sociali siano fatturate direttamente dall’Odontotecnico agli utenti. «Non sono aperture a beneficio del cittadino – afferma Delogu – perché prefigurano un contatto diretto tra una figura non clinica e un paziente per un atto di natura sanitaria: un contatto che si giustifica solo perché assumere un Dirigente di primo livello Odontoiatra costerebbe più dell’ingaggio di un Odontotecnico. Questa visione, per inciso, azzera le prospettive di Odontoiatri – già in soprannumero – costati 200 mila euro l’uno al sistema universitario».
Delogu ribadisce anche la contrarietà di AIO a una sorta di verifica in bocca per la certificazione da parte dell'Odontotecnico del manufatto scelto ed applicato dall’Odontoiatra al suo paziente. «Tale competenza, per l’Unione Europea, è Odontoiatrica in tutti gli Stati membri. L'indirizzo è sancito dalla direttiva Ue 9342 e ove un paese Ue disallineandosi dagli altri “deregulasse" questi controlli, incidenti sulla qualità della prestazione resa al cittadino, porrebbe i residenti in una situazione di svantaggio rispetto ai residenti degli altri Stati comunitari. Senza contare che in tutta Europa la responsabilità della cura resta comunque attribuita all’Odontoiatra, che paga un’Assicurazione contro i rischi derivanti dall’applicazione di un manufatto sbagliato».
Il leader AIO sottolinea i confini tra le rispettive competenze. «L’odontotecnico è un fabbricante iscritto alla camera di commercio, inserito in un alveo formativo ingegneristico, con competenze tecnico-manuali e di progettazione indispensabili per realizzare manufatti garantiti a norma Ue e per una prestazione odontotecnica inappuntabile. Nel percorso terapeutico ha una chiara collocazione: non può aprire un suo studio o entrare autonomamente a contatto con il paziente, nemmeno per verificare la qualità del lavoro svolto dall’Odontoiatra sul suo manufatto, perché l’applicazione di una protesi è un atto di pertinenza clinica, dell’Odontoiatra. Il fatto che talora l’Odontoiatra chieda all’Odontotecnico una consulenza operativa alla presenza del paziente, non fa del tecnico un sanitario».
«In Europa solo Danimarca, Finlandia, Regno Unito, Olanda e alcuni cantoni della Svizzera hanno attribuito competenze sanitarie agli Odontotecnici, ma provvedendo a erogare una formazione aggiuntiva quale prerequisito per autorizzare l'operazione in bocca. Si tratta comunque di paesi dove gli odontoiatri sono pochi, vi è un sistema di assistenza odontoiatrica pubblica e formare una figura per tre anni costa meno. Al contrario, Germania, Irlanda, Svezia hanno istituito pregevoli corsi universitari con elementi di Anatomia e Fisiologia, da considerare non porte aperte a un'attività sanitaria ma puntelli di una formazione sempre più votata a lanciare sul mercato professionisti competitivi. In Italia sarà bene non creare nuove professioni – conclude Delogu – bensì amplificare le potenzialità ingegneristiche del profilo».
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