I crediti d’imposta per le attività energivore, gli aiuti per l’accesso ad acquisti hi-tech, gli sgravi per la formazione del personale: fino ad oggi questi incentivi erano stelle che non splendevano per gli odontoiatri titolari di studio né per nessun altro lavoratore autonomo. C’era sì una legge, la 160, che dal 2023 aveva introdotto il principio secondo cui la qualifica di professionista “non osta alla possibilità di usufruire di specifiche misure incentivanti ove ne ricorrano i presupposti e ove previsto”. Ma servivano i fatti, che Associazione Italiana Odontoiatri sosteneva in Parlamento sotto forma di emendamenti ed ordini del giorno.
Nulla da fare, i professionisti non erano equiparati ad imprese. Adesso però lo sono. Il Codice degli Incentivi approvato dal Consiglio dei Ministri il 20 novembre scorso – un decreto legislativo pronto ad entrare in vigore da gennaio 2026 come filiazione della legge delega 160/2023 – apre, all’articolo 10, alla possibilità che il lavoratore autonomo ottenga gli stessi benefici economici, fiscali e contributivi di cui già fruiscono in Italia le piccole e medie imprese.
Non solo. Il decreto, si legge sul sito del Ministero del Lavoro, “mira a semplificare le procedure, garantire certezza normativa e favorire la partecipazione di tutte le categorie produttive”. Da ciò discende anche che i lavoratori autonomi saranno ammessi ai bandi per le PMI e potranno accedere ad una quote di riserva, pari al 60% dell’ammontare delle risorse accantonate dal governo e dai bandi pubblici per società & co.
AIO spinge da sempre per l’equiparazione che ora il decreto legislativo in itinere sembra realizzare. All’indomani dell’uscita della legge 160 oltre al Presidente Gerhard Seeberger ed al Segretario nazionale Danilo Savini, voci dalle sedi sottolinearono l’importanza strategica di una misura che garantisse pari dignità a società e lavoratori autonomi/persone fisiche. Raggiunto in occasione della pubblicazione delle novità previste nel 2026, Giuseppe Settineri Consigliere CdP AIO ammette la lieta sorpresa, ma al tempo stesso attende di vedere i fatti. «Siamo contenti di registrare questa importante notizia. Probabilmente si arriva a vedere la luce in fondo al tunnel di anni in cui i professionisti non hanno avuto le stesse chance delle imprese. Dovremo però, credo, attendere il 2026 per capire con quali modalità d’accesso verranno realizzate le agevolazioni, e da quali campi si partirà».
«Come ha dimostrato l’esperienza di oltre 30 anni di campagne di prevenzione in Germania, riportata nell’indagine DMS·6, è cruciale l’investimento pubblico sui professionisti – in particolare sui privati – nella sanità, settore strategico per gli altri settori produttivi», dice il Presidente Nazionale AIO Gerhard K. Seeberger. Che aggiunge: «La nostra Associazione è pronta all’interlocuzione con le istituzioni per individuare eventuali priorità».