«Guardiamo con interesse alla proposta del Ministro della Salute di rivedere l’attuale numero programmato a Medicina ed Odontoiatria: un’idea che come Associazione Italiana Odontoiatri abbiamo proposto quattro anni fa quando molti studenti italiani, magari non avendo superato test d’ammissione spesso lontani dalla realtà, ricorrevano al Tar e vincevano, o si iscrivevano ad atenei stranieri e, a fine corso o a metà, tornavano a casa. Siamo contenti che il mondo politico stia facendo sue alcune nostre riflessioni». Fausto Fiorile commenta le frasi del Ministro Giulia Grillo che su Facebook posta l’intenzione del governo di tornare indietro sul numero programmato e di fare del primo anno di università il vero banco di selezione come avviene in Francia. «Nel congresso di quattro anni fa –ricorda Fiorile –noi ci ponemmo varie domande: i test d’ammissione tengono conto della vocazione dello studente? il numero programmato è aggirabile o no? Il rispetto delle esigenze d’accoglienza degli atenei sta davvero rendendo più competitivi i nostri corsi di laurea? Trentaquattro corsi sparsi per l’Italia, alcuni con pochissimi iscritti, formano i futuri dentisti tutti con la stessa qualità? A margine abbiamo lanciato una provocazione: se le porte dell’ateneo si riaprono, e la pletora odontoiatrica non si riassorbe perché i laureati tornano dall’estero, la selezione forse non è efficace. Oggi giungono le parole di Grillo, a testimoniare che AIO aveva e ha colto nel segno». Fiorile ricorda come anche la Federazione degli Ordini stia aprendo a una revisione del modello, senza dimenticare che per Medicina e Odontoiatria ci sono sfumature diverse: per la medicina la priorità oggi è introdurre nel Servizio sanitario più laureati, a valle del corso di laurea, per sopperire ai tanti pensionamenti mentre in Odontoiatria solo una piccola parte di laureati è destinata alla specialità e al SSN. «Come Associazione Odontoiatrica riteniamo giunto il momento di allargare la nostra riflessione alle altre forze della professione: Cao Nazionale, Sindacati e Docenti degli Atenei. Quanto alla soluzione indicata dal Ministro, il modello francese – dice Fiorile – indica la bontà del ragionamento di AIO quando l’avevamo posta come possibile soluzione. Al momento non diamo un endorsement a questa o quella alternativa, ma appoggiamo un dibattito per riformare un criterio di ammissione ai corsi universitari oggi non più idoneo». Altra proposta, «siccome il giovane che oggi fruisce di una scelta formativa ne beneficia o ne paga le conseguenze a sei anni di distanza, a valle di qualsiasi cambio o conferma di modello formativo riproponiamo a chi ci vorrà accompagnare in questo dialogo con le forze politiche la richiesta di adottare un sistema di verifica della qualità formativa europeo, vero strumento per giudicare se una scelta formativa è buona o da rivedere».

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