«La notizia emersa nelle ultime ore relativa a un igienista dentale denunciato per avere eseguito prestazioni implantologiche e protesiche all’interno di uno studio odontoiatrico impone una riflessione seria e responsabile da parte di tutto il settore. Al di là delle responsabilità che saranno accertate dagli organi competenti, episodi di questo tipo evidenziano un problema che AIO denuncia da tempo: la progressiva confusione dei ruoli professionali all’interno di alcune realtà odontoiatriche rappresenta un rischio concreto per la sicurezza dei pazienti e per la credibilità dell’intero sistema sanitario». A parlare è Vincenzo Musella Presidente Nazionale AIO- Associazione Italiana Odontoiatri. Che aggiunge: «Ogni professione sanitaria ha dignità, valore e competenze specifiche fondamentali per il percorso di cura. Gli igienisti dentali svolgono un ruolo essenziale nella prevenzione e nel mantenimento della salute orale. Allo stesso modo, l’atto odontoiatrico chirurgico, implantologico e protesico appartiene in modo esclusivo alle competenze dell’odontoiatra».
«Quando questi confini vengono superati – prosegue il Presidente AIO – si mette a rischio il paziente, si espongono i professionisti a conseguenze penali e disciplinari, si danneggiano tutte le categorie coinvolte, e si indebolisce il rapporto di fiducia tra cittadino e professionista sanitario. È altrettanto grave che tali situazioni possano svilupparsi con la consapevolezza o la tolleranza di titolari di studio, perché la responsabilità clinica e organizzativa non può mai essere delegata impropriamente».
«AIO – conclude il Presidente Musella – ritiene necessario rafforzare: i controlli contro ogni forma di esercizio abusivo, la trasparenza verso i pazienti su chi esegue le prestazioni, la cultura del rispetto delle competenze professionali, la responsabilità etica all’interno degli studi odontoiatrici. Difendere i confini professionali non significa difendere corporazioni, ma garantire qualità, sicurezza e correttezza delle cure. Il paziente deve sapere sempre chi lo sta curando, con quali competenze e con quali responsabilità professionali».