La nuova copertura sanitaria integrativa per il personale della scuola rappresenta un’opportunità per ampliare l’accesso alle cure. Ma quando il welfare entra nell’odontoiatria, occorre tutelare insieme il cittadino, l’autonomia del professionista e la qualità delle cure.
Dal 10 settembre è operativo il nuovo sistema di assistenza sanitaria integrativa destinato al personale della scuola e del Ministero dell’Istruzione e del Merito, che comprende anche alcune prestazioni odontoiatriche.
AIO guarda con favore a ogni iniziativa che possa rendere più accessibili prevenzione e cure odontoiatriche. L’ampliamento delle forme di welfare sanitario può infatti rappresentare una risposta importante alle difficoltà economiche che ancora oggi possono impedire a molti cittadini di accedere con continuità alle cure.
Proprio per questo, però, è necessario interrogarsi sul modello attraverso il quale queste prestazioni vengono organizzate.
In odontoiatria il welfare deve ampliare le possibilità di cura, non restringere la libertà di scelta del cittadino.
Il rapporto tra paziente e odontoiatra non è infatti riconducibile alla semplice erogazione di una prestazione. Diagnosi, prevenzione e piano terapeutico richiedono una valutazione clinica individuale e si sviluppano all’interno di un rapporto fiduciario che può durare molti anni.
Per AIO il cittadino deve quindi poter scegliere liberamente il proprio odontoiatra, anche quando decide di utilizzare una copertura sanitaria integrativa.
La posizione di AIO è chiara da anni
Non è una riflessione nata oggi. AIO da anni pone al centro del dibattito sui fondi sanitari integrativi il principio della libera scelta del curante (nella foto di apertura, il banner del Congresso Politico AIO 2015) . Già nel 2020 l’Associazione aveva sostenuto la necessità di superare i meccanismi che possono penalizzare il paziente quando sceglie un professionista non convenzionato, indicando nell’assistenza indiretta, con rimborso al cittadino, un modello particolarmente coerente con la libertà di scelta.
E nel 2024 AIO ha istituito una Commissione Permanente di Studio sui Fondi Integrativi, elaborando proposte per una regolamentazione del sistema e per fare dei fondi uno strumento realmente complementare al Servizio sanitario nazionale. Si tratta quindi di una posizione consolidata, che oggi AIO ribadisce anche di fronte alla nuova copertura destinata al comparto scuola.
Il punto non è essere contro la sanità integrativa
AIO non è contraria ai fondi sanitari né all’utilizzo di risorse di welfare per favorire l’accesso alle cure. Il tema è come queste risorse vengono utilizzate e quali effetti producono sul rapporto tra cittadino e professionista.
Un sistema equilibrato dovrebbe garantire almeno tre condizioni: la libertà del cittadino di scegliere il proprio odontoiatra; l’autonomia del professionista nelle decisioni cliniche; la trasparenza delle condizioni economiche e delle prestazioni effettivamente garantite.
Il rischio, altrimenti, è che la convenzione diventi un elemento capace di orientare non soltanto la scelta del professionista, ma indirettamente anche il percorso di cura.
In odontoiatria questo aspetto è particolarmente delicato: la sostenibilità economica di una prestazione non può sostituire la valutazione clinica della terapia necessaria.
AIO ritiene inoltre che i sistemi di welfare debbano ridurre, e non aumentare, la burocrazia e i vincoli per cittadini e professionisti. Le risorse destinate alla sanità integrativa devono arrivare il più possibile alla cura e alla prevenzione.
Un confronto necessario
La nuova iniziativa rivolta al personale della scuola può dunque rappresentare anche l’occasione per aprire un confronto più ampio sul futuro della sanità integrativa odontoiatrica.
AIO è pronta a confrontarsi con le istituzioni, con le rappresentanze dei lavoratori e con gli operatori del settore per individuare modelli capaci di aumentare concretamente l’accesso alle cure senza comprimere la libertà di scelta e l’autonomia professionale.
Il welfare sanitario deve essere uno strumento al servizio del cittadino, non un vincolo nella scelta del proprio dentista.
Per AIO la direzione è chiara: più prevenzione, più accesso alle cure e più sostegno alle persone, ma sempre nel rispetto di un principio fondamentale della professione odontoiatrica: il paziente deve poter scegliere il professionista di cui si fida e l’odontoiatra deve poter curare il paziente secondo scienza, coscienza e appropriatezza clinica.
Vincenzo Musella
Presidente Nazionale AIO – Associazione Italiana Odontoiatri