di Angelo Raffaele Sodano*

Non ci siamo. La politica boccia ancora una volta una misura di equità per gli odontoiatri contribuenti in quota B. Agli sforzi della Fondazione Enpam per ampliare le tutele per l’invalidità temporanea, i ministeri vigilanti hanno detto no. Associazione Italiana Odontoiatri, da sempre in prima linea sul problema, si mobilita. Cos’è successo esattamente?

Per la nostra categoria, in caso di malattia o infortunio con conseguenze prolungate hanno un ruolo chiave nell’alleviare i problemi una pensione di invalidità permanente e una di invalidità temporanea. Per la prima, accertata dalla commissione medica dell’Ordine d’iscrizione, è riconosciuto un assegno anticipato fino a 10 anni prima del momento in cui si può andare in pensione per vecchiaia. Se invece si pensa di tornare in pista, per l’invalidità temporanea c’è un sussidio di euro 2.100 mensili indicizzati. Chi va incontro a un intervento pesante e una lunga riabilitazione può fare domanda anticipata fino a 90 giorni prima, altrimenti dopo un sinistro si può subito far domanda.

Rispetto ad altre categorie ci sono alcuni svantaggi. Per medici di famiglia e specialisti sono previsti soli 30 giorni di franchigia mentre il sussidio per i liberi professionisti è erogato dal 61° giorno. Ma soprattutto, per i professionisti della quota B il sussidio è erogato solo se il reddito del nucleo familiare non supera 6 volte l’importo del trattamento minimo Inps, pari a 39mila euro annui per una famiglia mononucleare o 46mila per una famiglia di due persone, mentre per i colleghi dei Fondi Speciali l’indennità è agganciata al reddito. A nostro avviso, si dovrebbe tutelare anche, e sono la maggioranza, liberi professionisti con redditi superiori i quali, in caso di malattia o infortuni nemmeno tanto lunghi, possono avere seri problemi economici.

Le risorse ci potrebbero essere: il fondo quota B negli anni ha accumulato un tesoretto destinato alle prestazioni assistenziali.  Lo scorso 19 maggio il CdA Enpm ha approvato nuove regole che trasformano l’attuale sussidio in una vera misura previdenziale legata ai contributi versati, prevedendo l’erogazione dell’80% del reddito dichiarato in quota B e la copertura dal 31° giorno di invalidità, fino a un tetto massimo di euro 4958,72 al mese.

Apprendiamo che i Ministeri di Lavoro ed Economia hanno negato questo “upgrade” a Enpam, come avvenne già tre anni fa. Stavolta, come testimonia la nota allegata, firmata dal Presidente Fausto Fiorile insieme al consultore di quota B Giulio Del Mastro, AIO è pronta a sostenere ulteriori passi Enpam per porre il problema di non pochi colleghi svantaggiati, risolvibile con risorse interne alle Professioni medica e Odontoiatrica, all’attenzione degli iscritti, del mondo politico e della collettività.

*Presidente Consulta Quota B Enpam scorsa legislatura

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