Ridisegnare il ruolo dell’odontoiatria nella prevenzione soprattutto a vantaggio dei soggetti più vulnerabili: conciliare con l’etica professionale l’introduzione di tecnologie come l’intelligenza artificiale, contando anche sulla capacità dei giovani odontoiatri di governare le novità digitali e dando rappresentanza alle loro posizioni; tutelare dalla burocrazia, ma anche dagli imprevisti quotidiani, chi esercita la professione di dentista, in tutto il mondo e in tutte le condizioni. Sono -riassumendo- i punti chiave del Congresso Mondiale della World Dental Federation (FDI), organizzazione che riunisce le associazioni professionali odontoiatriche nazionali sparse nel mondo. Nei giorni scorsi, al World Congress FDI di Praga, Associazione Italiana Odontoiatri era presente con il Presidente Nazionale Dott Vincenzo Musella e la Delegata Affari Esteri Prof.ssa Marzia Segù, e ha offerto un contributo alle cinque direttrici individuate da FDI per operare cambiamenti “in meglio” nella professione.
Per capire le potenziali ricadute “italiane” del Congresso facciamo un rapido passo indietro: lo scorso aprile a Sofia, le associazioni professionali dei paesi europei riunite nell’European Regional Organization, sezione continentale di FDI, si erano date specifiche progettualità da diffondere negli stati membri. Obiettivi: migliorare la qualità delle procedure, incentivare la prevenzione negli studi, coinvolgere nelle cure pazienti anziani e vulnerabili, governare l’impatto dell’intelligenza artificiale in clinica, semplificare la burocrazia e livellare verso l’alto i livelli di preparazione negli atenei dei diversi stati membri. All’assemblea FDI gli stessi temi sono stati ripresi in una prospettiva globale, tenendo conto che molte trasformazioni percepibili in singoli paesi fanno parte di fenomeni sovranazionali molto più ampi.

FDI ha individuato a sua volta cinque direttrici dove operare cambiamenti “in meglio” nella professione. Nello specifico:
• Il progetto ERO di mappare le Universita? europee rientra in un ambito più ampio dove si chiede ad atenei ed associazioni professionali di costruire relazioni più strutturate, ad esempio per favorire l’avviamento dei giovani neolaureati al lavoro.
• Il coinvolgimento operativo dei giovani odontoiatri passerà per l’istituzione di un Young Dentist Forum che ne valorizzi le idee attraverso un percorso internazionale di crescita e rappresentanza. Ricordiamo che in Italia un progetto analogo c’è, e si chiama AIO Academy.
• Si prende atto della necessità di guardare ad un approccio clinico integrato tra salute orale e salute generale: in particolare va codificato il ruolo dell’odontoiatra nella prevenzione e nell’intercettazione delle fragilità.
• In tema di digitalizzazione ed intelligenza artificiale servirà monitorare le nuove tecnologie dall’introduzione fino all’utilizzo in studio, così da governarne aspetti come qualità, appropriatezza, responsabilità, con uno sguardo speciale alla protezione dei dati.
• Infine, la tutela professionale. Il Congresso Mondiale FDI ha dedicato una sessione specifica alla violenza nello studio odontoiatrico, fenomeno che -accanto a una ricognizione nei paesi membri– richiede la formazione del professionista su prevenzione e gestione della comunicazione.
Su tutti questi temi AIO ha posizioni precise da riportare ai tavoli istituzionali nazionali.
Nella foto in alto, la delegata agli Esteri AIO Marzia Segù e il Presidente Nazionale AIO Vincenzo Musella. Più, in basso, Marzia Segù