Aio si confronta con fondi e mutue, ma dice no a low-cost e demedicalizzazione dell’atto
Roma 21 novembre 2015 – Da Bruxelles a Roma la parola d'ordine per allargare l'accesso dei cittadini alle cure è abbassare i costi dei servizi anche nel privato. Ma nel momento in cui il servizio sanitario si ritira e il decreto appropriatezza toglie ulteriori prestazioni, conferire a personale non medico e non odontoiatrico compiti di Medici e Odontoiatri, o vessare queste ultime categorie burocraticamente, è una scommessa perdente. E' il messaggio che lancia Associazione Italiana Odontoiatri che, contro le contraddizioni delle più recenti misure di questo governo in tema di Sanità, sarà in prima fila sabato 28 novembre alla manifestazione degli Stati Generali delle professioni medica e odontoiatrica. La decisione è stata presa al termine del V Congresso Politico nazionale: pur non chiudendo la porta totalmente al dialogo con la Parte Pubblica, il sindacato odontoiatrico AIO condivide i cinque NO e i cinque SI del decalogo Fnomceo e sottolinea in particolare tre punti:
1) obblighi amministrativi come la predisposizione online dei dati delle fatture per il 730 precompilato oltre a togliere tempo alla relazione di cura distruggono gli studi monoprofessionali ancora non preparati a questo tipo di adempimento, dai costi economici e di tempo incisivi e inusitati.
2) il sottofinanziamento del servizio sanitario erode le prestazioni offerte alle fasce più indigenti, vulnerabili e giovani, lo stato dimentica la prevenzione e al posto di tutele "longlife" ai cittadini-pazienti offre un medico-Caf.
3) AIO è in prima linea nel combattere per "una coerenza tra accesso allo studio, al lavoro e al ricambio generazionale".
Il Congresso ha visto la partecipazione di esperti di organizzazione sanitarie -come Ivan Cavicchi, Docente all'Università di Tor Vergata, e Guido Broich dell'Università di Ferrara – e di mutue integrative di collaudato spessore e grande impatto come la Casagit dei giornalisti italiani, rappresentata dal Presidente Daniele Cerrato, e la mutua odontoiatrica del Nordreno Westfalia in Germania con il Presidente Ralf Wagner.
Il comun denominatore degli interventi, in linea con il messaggio AIO, è che con le mutue e i fondi integrativi del Servizio sanitario nazionale occorre dialogare, a fronte del ritrarsi della sanità pubblica. L’Associazione intende portare avanti un dialogo franco con mutue, fondi, assicurazioni private. Ma propedeutico al dialogo è costruire una rappresentanza della professione che tuteli il paziente. Il gioco al ribasso sulle tariffe non è compatibile con cure di qualità. Inoltre bisogna in ogni caso prevedere per il paziente la possibilità di recarsi da chi desideri: l’alleanza tra il paziente ed il Professionista di fiducia deve essere garantita. Infine, dialogare si può e si deve per favorire forme di assistenza indiretta dove non è il "terzo pagante" a retribuire l'Odontoiatra, ma il Paziente a onorare la parcella e il suo Assicuratore lo rimborsa secondo reddito.
AIO continuerà a chiedere la detrazione integrale per le spese odontoiatriche dei Pazienti. Nel suo messaggio ai congressisti, il Ministro della Salute Beatrice Lorenzin ha chiaramente fatto intendere come possa offrire un valore aggiunto al SSN la linea scelta dagli iscritti AIO – odontoiatri per lo più "privati" – nel promuovere attraverso programmi di formazione condivisi ("Sentinelle della Prevenzione") un coordinamento intersettoriale per affrontare misure in grado di garantire a tutti i cittadini la prevenzione e la salute della collettività. Ma oltre alla buona volontà di chi fa i programmi ci vuole la volontà di chi rappresenta gli Italiani di proteggerli.
Il V Congresso Politico AIO lancia in parallelo l'allarme sulla piega che ha preso anche in Europa il dibattito sulle competenze professionali. Alla vigilia dell'introduzione della Tessera professionale per tutti i sanitari europei, le prime professioni per le quali verrà strutturato questo documento – che consente di trasferirsi all'estero per esercitare alle stesse condizioni del paese d'origine – sono Infermieri, Igienisti Dentali, Fisioterapisti: figure che pur avendo un training più basilare saranno le prime ad essere regolamentate in Europa, mentre si rimanda per Medici e Odontoiatri. AIO è intenzionata, a Bruxelles come il 28 a Roma, a combattere contro ogni tentativo di far dimenticare quanto benessere abbia prodotto negli ultimi decenni l'Odontoiatria degli Odontoiatri.
L'Associazione Italiana Odontoiatri ha preso parte alla Conferenza su “Qualità, Sicurezza e Costi delle cure”, organizzata dalla Direzione generale della Programmazione Sanitaria del Ministero della Salute, in occasione del Semestre di Presidenza italiana del Consiglio dell’Unione Europea, nei giorni 3 e 4 Novembre. La conferenza, strutturata in quattro sessioni, ha visto la partecipazione di rappresentanti della Commissione EU, costituita da un esperto per la sicurezza del paziente delegato dal corrispettivo
ministero della salute e nella quale il CED è l'unica voce presente che rappresenti la professione odontoiatrica.
All'evento erano presenti esperti di paesi membri UE e dell’OMS, al fine di analizzare, sotto vari aspetti, il tema della Sicurezza per il Paziente, o “Patient Safety”, definita dal Ministero della Salute come “Dimensione della qualità dell’assistenza sanitaria, che garantisce, attraverso l’identificazione, l’analisi e la gestione dei rischi e degli incidenti possibili per i pazienti, la progettazione e l’implementazione di sistemi operativi e processi che minimizzano la probabilità di errore, i rischi potenziali e i conseguenti possibili danni ai pazienti”, al fine di ridurre o annullare il numero di “danni incidentali” per il paziente dal momento in cui entra in contatto con i servizi sanitari, e massimizzare la capacità di intercettarli quando accadono.
Diversi gli aspetti trattati: dall'importanza della educazione dei pazienti (con la prima proposta fatta per il “Working Package Patient Safety” per AIO da Gerhard Seeberger e considerata valida per entrare nel Pacchetto di lavoro), alle politiche europee; dalle strategie messe in campo dall'Italia con Agenas per valutare i risultati all'illustrazione delle moderne tecnologie per il controllo delle infezioni crociate; dal ruolo di strutture pubbliche e private all’analisi dei costi e sostenibilità dei progetti.
In questo contesto l'odontoiatria ha un ruolo fondamentale per il numero elevato di possibili rischi di incidenti per i pazienti, che quotidianamente professionisti seri e competenti si trovano a fronteggiare per garantire un elevato livello di sicurezza ai propri pazienti, tanto nelle numerose strutture private quanto in quelle pubbliche. Il Working Group Patient Safety del CED, nel quale Seeberger è attivo dal momento della sua istituzione due anni fa, contribuisce come “voce odontoiatrica” ai lavori che culmineranno l'anno prossimo con la presentazione di una guideline (raccomandazioni) europea.
In Italia opera un Odontoiatra ogni mille abitanti, la media dell’Organizzazione Mondiale della Sanità è uno ogni duemila: i professionisti che esercitano sono troppi, e il numero chiuso – che pure fu l’Odontoiatria a inaugurare con l’estromissione dal corso di chi non superava tutti gli esami del primo biennio– non funziona più. Se contiamo i ricorsi e i rimpatri di neolaureati all’estero (che hanno evitato lo scoglio del test d’ingresso) l’Italia ogni anno si ritrova in questo periodo il doppio del fabbisogno ed è il paese che esporta odontoiatri, un po’ come accade in Brasile per i calciatori. L’esperienza del numero programmato è dunque, in tutto o in parte, da rivedere. E’ in sintesi il contenuto della relazione di Pierluigi Delogu Presidente Associazione Italiana Odontoiatri al 4° Congresso politico tenuto a Roma il 22 novembre scorso, di cui riportiamo le slide in allegato.All’impegno quotidiano dei 59 mila dentisti italiani fa da contraltare la carenza dello Stato nel programmare le cure, oltre che i contenuti della formazione e l’accesso ai corsi di laurea. Dei 120 miliardi che nel nostro paese ogni anno si spendono per la salute sommando spesa del servizio sanitario e dei privati (mediata o meno da assicurazioni) sono otto i miliardi dedicati alla spesa odontoiatrica e di questi otto ben sette sono sborsati dalle tasche di privati, all’Odontoiatria è dedicato un centoventesimo di tutta la torta.
Contenuto del corso di laurea, accesso alla professione, alleanza istituzioni-odontoiatria per produrre dati epidemiologici degni di questo nome sono le tre priorità di base indicate da Delogu, riforme apparentemente a costo zero da attuare. Contestualmente, occorrerebbe pensare a interventi mirati sul rapporto dentisti-cittadini e in particolare le fasce deboli.
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