FLAT TAX, A CHI GIOVA. ECCO LE NOVITA’ DI QUEST’ANNO
Come inciderà la flat tax al 15% fino a un massimo di 65 mila euro annui di reddito sull’imposizione nei confronti dei professionisti? Quale tipologia di Odontoiatra sarà più favorita? E come si applica la tassa? Alessandro Terzuolo, commercialista dello Studio Terzuolo Brunero & Associati risponde alle domande di Mauro Miserendino nel quarto video-appuntamento sulle novità fiscali di quest’anno.
Ricordiamo le “video-pillole” precedenti:
Gli immobili degli Odontoiatri
Gli investimenti dell’Odontoiatra
Terzo video-incontro con Alessandro Terzuolo commercialista dello Studio Terzuolo Brunero & Associati in Torino e Milano, stavolta il tema per l’Odontoiatra è l’obbligo di fatturazione elettronica, che per i professionisti della salute non sussiste relativamente alle prestazioni libero professionali verso i propri pazienti; anzi, quest’anno c’è un “obbligo di non fare”, in attesa si chiarisca se possa essere utilizzato il sistema d’accoglienza delle fatture elettroniche anche per i dati sensibili relativi alla salute dei cittadini. Questa e tante altre informazioni importantissime nell’intervista, qui e qui le interviste precedenti. Buona visione!
Anno tutto da scoprire il 2019 per gli investimenti dell’Odontoiatra. La Finanziaria ha tolto la possibilità del super ammortamento che consentiva di dedurre il 140% delle spese effettuate, lasciando una chance alle imprese; resta l’iper-ammortamento che consente di dedurre ancora di più, ma a chi sceglie davvero nuove tecnologie. Le novità sono al centro di questa intervista di Mauro Miserendino al commercialista Alessandro Terzuolo dello Studio Terzuolo, Brunero & Associati in Milano e Torino: la seconda di una prima serie di cinque che ci accompagneranno tutta la primavera alla scoperta di ciò che al Professionista serve sapere dal punto di vista fiscale.
Associazione Italiana Odontoiatri con il filmato qui sotto inizia un programma periodico di informazione sulle novità fiscali con i commercialisti Alessandro ed Umberto Terzuolo dello Studio Terzuolo Brunero e Associati in Torino e Milano. Si parte con una prima serie di cinque puntate con il Dottor Alessandro Terzuolo che oggi, intervistato da Mauro Miserendino, ci parla di immobili mentre nelle prossime settimane ci guiderà tra investimenti, flat tax, fattura elettronica e “pace fiscale”. Oggi si parla degli oneri per chi pone in affitto lo studio o ne diventa/ne è locatario, di cedolare secca e di bonus sulle ristrutturazioni al 50% e sul risparmio energetico al 65%. E subito scopriamo una scadenza di cui interessare al più presto il commercialista: il 19 febbraio per la dichiarazione all’ENEA degli interventi “energetici” realizzati entro lo scorso novembre. L’intervista è disponibile anche su YouTube a questo link
Con il 2019 partono i servizi rivolti agli associati. Che in queste settimane ci stanno chiedendo tutte le novità fiscali previste dalla Manovra, non solo per la fatturazione elettronica, ma per la flat tax, il regime forfettario, ammortamenti, pace fiscale e gestione affitti. Le risposte dettagliate, su ciascuno dei temi citati, e su altri, sono in un “vademecum” a cura dei commercialisti Alessandro ed Umberto Terzuolo dello studio Terzuolo Brunero & Associati di Torino e Milano: una decina di pagine, contenenti ciò che c’è da sapere e talora un po’ di più, che vi porgiamo in esclusiva a questo link e che spiegano l’entità e la ratio dei provvedimenti oltre ad offrire i primi suggerimenti pratici e un giudizio finale. Come per i film. Buona visione!
Niente più fatture su carta o in formato word o PDF inviato via e-mail. La Finanziaria 2018 obbliga dal 1 gennaio 2019, praticamente tutti i soggetti titolari di partita Iva (medici, odontoiatri, Studi Associati, Srl, Stp) a fare fattura elettronica indipendentemente dal fatto che fatturino ad aziende e professionisti o ai pazienti. La fattura elettronica è oggi già obbligatoria verso le Pubbliche amministrazioni Asl incluse e ad oggi sono inviate online con il SDI circa 30 milioni di fatture ma, a regime, si stima saranno 1,5 miliardi.
Tracciabilità – L’obbligo è volto a informatizzare la contabilità e a regime consentirà di sbagliare di meno. Inoltre dovrebbe far uscire allo scoperto alcuni che non sono in grado di pagare l’imposta e oggi non la dichiarano, e chi si inventa degli acquisti per detrarre Iva che non esiste.
Perché la novità – L’Iva è fonte di finanziamento dell’Unione Europea e siccome in Italia la evade uno su quattro, Bruxelles ci ha chiesto di essere paese capofila nell’imporre obbligo di fattura elettronica tra i 27 stati membri. Lo Stato si attende maggiori entrate per circa 2,05 miliardi di euro, di cui 1,6 miliardi per Iva e il resto via Irpef.
Oneri per i professionisti – La rivoluzione comporterà una formazione per familiarizzare con il nuovo formato dei documenti ossia eXstensible Markup Language, obbligatorio, l’acquisto del softwre per gestire la fatturazione e un ulteriore investimento informatico in programmi di archiviazione. Poi si dovranno affrontare i controlli automatici del sistema di interscambio del Fisco, dove le fatture viaggiano. Tali controlli sono una cinquantina già solo durante la trasmissione prima di girarla al destinatario. Una fattura emessa in modo non corretto andrà annullata con una procedura che comporta una “nota di variazione”, e quindi lascerà traccia. Chi non avesse il software potrà rivolgersi al proprio commercialista o loggarsi all’Agenzia delle Entrate con tutte una serie di limitazioni ben immaginabili.
Come funziona – Per trasmettere o ricevere fattura ci sono 4 modalità corrette: posta elettronica certificata, servizio web dell’Agenzia delle Entrate (sconsigliabile perché rimuove l’intermediario commercialista che pur avendo un costo offre risparmi d’imposta leciti e soluzioni all’utente), con le piattaforme dei Web services e con il commercialista che usa i file transfer protocol che consentono la gestione e la trasmissione e condivisione di file tra terminali remoti previo accordo di servizio.
I documenti – Vanno conservati 6 anni per il Fisco e 10 dal punto di vista civilistico, e devono essere integri, autentici, leggibili, immodificabili, facilmente reperibili in caso di controllo. Bene quindi l’archiviazione digitale per ridurre gli spazi fisici e reperire subito i dati. La fattura emessa su carta o in formato non corretto si considera come non emessa del tutto ai fini fiscali.
Le sanzioni – Gli importi vanno dal 90% al 180% dell’Iva relativa all’imponibile non documentato. Se l’Iva è stata versata, si pagano da Euro 250 a 2.000 con sconto in caso di autodenuncia. Sono pesanti e per questo sarebbe utile un periodo di “acclimatamento” di qualche mese anche dopo gennaio. Senza contare che l’evasore incallito continuerà a usare il “nero”, con la fattura online solo in parte si riesce a far emergere questo tipo di evasione.
Chi non la deve emettere – Saranno esclusi dall’obbligo i “contribuenti minimi” (attività minori entro 30 mila euro di fatturato annuo), i soggetti che hanno aderito al regime “forfetario” (specifico regime fiscale previsto per attività minori che potrebbe essere esteso con l’avvento della “flat tax”) e i soggetti esteri con l’effetto che saranno escluse dal formato elettronico le fatture dall’estero (ma si sta già ventilando l’introduzione di un nuovo “esterometro”)
Si parte subito? – Gli addetti ai lavori danno per quasi certo il fatto che non vi sarà alcuna proroga, diversamente da quanto ottenuto dai benzinai che da luglio 2018 avrebbero dovuto anticipare le misure di fatturazione elettronica ma non erano pronti e hanno conseguito lo slittamento. Possibile invece che nei primi mesi le sanzioni per comportamenti errati saranno ridotte o azzerate. Essenziale dunque informarsi già adesso con il proprio commercialista sul da farsi.
A breve AIO invierà ai Soci un vademecum a cura dei Consulenti Fiscali per offrire informazioni dettagliate ed aggiornate.
Dott. Umberto Terzuolo
Dott. Alessandro Terzuolo
Studio Terzuolo Brunero & Associati – Torino – Milano
Lo scorso 29 agosto è entrata in vigore la Legge sulla Concorrenza, approvata dal parlamento dopo una lunga e complessa discussione durata circa due anni.
L’emendamento che AIO aveva proposto al Governo nel corso del 2016 sul tema "Direzione sanitaria nelle Strutture sanitarie complesse (Società)" è stato recepito. Con il DDL concorrenza il Direttore sanitario delle Strutture dove si svolge la professione odontoiatrica dovrà essere obbligatoriamente iscritto all’Albo degli Odontoiatri e potrà svolgere la funzione di direzione in un’unica Struttura.
Oltre a questa importante novità per la professione odontoiatrica, tanti altri aspetti contenuti nel nuovo dispositivo di legge meritano di essere approfonditi per le implicazioni che hanno nella quotidiana attività professionale.
I dottori commercialisti Umberto e Alessandro Terzuolo ci aiutano a capire cosa cambierà per il professionista.
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AIO e Andi illustrano le posizioni della categoria in tema di odontoiatria "per tutti" all'indomani del meeting Expodental di Rimini nella cui cornice, presenti Commissione Albo Nazionale e rappresentanti del Ministero della Salute, è stata rilanciata l'opportunità di rendere detraibili le cure ai pazienti odontoiatrici. Di seguito l'articolo pubblicato in settimana da Odontoiatria 33.
Il governo non è contrario a introdurre sgravi maggiori del 19% ma con gradualità, e che il Presidente di Associazione Italiana Odontoiatri Fausto Fiorile plaude all'apertura sottolineando come la prevenzione per le famiglie dovrebbe essere "free"
Nell'incontro, da sottolineare l'intervento del commercialista Alessandro Terzuolo dello Studio Terzuolo Brunero & Associati in favore della detraibilità ripreso dal sito della rivista Doctoros
«La deducibilità totale delle spese per l’Ecm vuol dire che il Governo investe sulla formazione continua e rappresenta un segnale di interesse verso le professioni. E’ una vittoria di Associazione Italiana Odontoiatri e di tutta la categoria odontoiatrica. Siamo nella giusta direzione per valorizzare la qualità, in un contesto storico difficile in cui i professionisti fanno fatica ad emergere, e si bada più a un’offerta di quantità che al valore delle prestazioni. Il segretario nazionale AIO Gaetano Memeo (nella foto) commenta l’approvazione del Jobs Act per i lavoratori autonomi in Senato. Lo “statuto delle Partite Iva” dopo un iter durato quasi un anno e mezzo dalla presentazione è legge. E la norma forse più importante per i professionisti sanitari è quella che consente di dedurre al 100% sia le spese per l’iscrizione ai congressi sia quelle per viaggio, vitto e alloggio connesse all’evento formativo stesso. Specifica infatti Alessandro Terzuolo dello Studio Terzuolo Brunero e Associati: «Finora le spese di formazione si potevano dedurre al 50%; invece con le nuove regole si potranno dedurre integralmente fino a 10 mila euro. Anche le spese di vitto e alloggio connesse ai corsi che prima si potevano dedurre di fatto al 37,5% (ossia il 50% del limite specifico del 75% per gli alberghi e ristoranti) saranno ora integralmente deducibili sempre con il limite annuo dei 10.000.
«La norma sulla deducibilità di queste prestazioni dal reddito tuttavia –ricorda ancora Terzuolo – è in vigore dal 2017, vale cioè per le spese sostenute dall’inizio di quest’anno in poi. Non vale nella dichiarazione dei redditi che il professionista presenta quest’anno (riferita al periodo di imposta 2016). Altra norma importante è quella che consente di dedurre tutte le spese per corsi di certificazione delle competenze, orientamento e sostegno dell’autoimprenditorialità». Da Memeo arriva anche un giudizio sul complesso della legge, che aumenta le tutele per la maternità delle lavoratrici iscritte alla gestione separata Inps –sarà coperta dall’Istituto con contributi aggiuntivi da 2 mesi prima del parto a £ mesi dopo – e per infortunio e malattia di tutti i lavoratori, fino a 150 giorni. «Si è aperta una strada per la valorizzazione delle “bistrattate” partite Iva, tra le quali ci sono anche molti professionisti sanitari. Ma questo è un percorso ancora tutto da tracciare. AIO si è in tal senso dimostrata coraggiosa coordinando un nuovo contratto nazionale per i dipendenti di studio con le norme del Jobs Act. Anche noi abbiamo intenzione di investire sulla qualità del lavoro».
L’odontoiatra che detenga in studio un televisore è soggetto al canone speciale Rai.
Quando si deve pagare e quando si può evitare? Anche il canone di studio va nella bolletta dell’energia elettrica? Quali altri apparecchi sono soggetti oltre alla tv?
Queste ed altre risposte, sollecitate dai nostri soci, si trovano nell’allegato excursus di Alessandro ed Umberto Terzuolo dello studio Commercialistico Terzuolo Brunero & Associati realizzato per Associazione Italiana Odontoiatri. Buona lettura!
Specificazione più dettagliata di altri eventuali lavori del professionista, differenziazione dello studio odontoiatrico tra impresa e monoprofessionale, segnalazione dello svolgimento di altre attività professionali, descrizione più dettagliata del contenuto del lavoro d’impresa ovvero autonomo: sono solo alcune delle novità che caratterizzano la nuova versione dello studio di settore YK21U per l’Odontoiatria dove si dichiarano proventi e oneri dell’anno d’imposta 2015. Lo strumento è stato ulteriormente affinato per consentire al Fisco di fotografare in modo più fedele l’attività di ogni Odontoiatra, inclusi l’unità per l’esercizio dell’attività, le caratteristiche della struttura e dell’organico, le spese, le prestazioni rese in regime di odontoiatria sociale, l’ammortamento dei beni strumentali, il peso della congiuntura economica. In questi giorni l’Associazione invia ai soci una newsletter a cura dei commercialisti torinesi Giorgio Brunero ed Alessandro ed Umberto Terzuolo, che per AIO hanno redatto un vademecum con le novità e i consigli dettagliati per la compilazione del Modello.
Nelle note aggiuntive alla fine del modulo YK21U, che potete scaricare qui, è fortemente consigliabile, inserire commenti e giustificazioni che meglio spiegano l’eventuale situazione di non congruità, di non coerenza o di non normalità. Quanto indicato costituirà un’ottima base di partenza per la difesa del contribuente in caso di eventuale richiesta di spiegazioni da parte dell’Amministrazione Finanziaria. Si ricorda che per gli Odontoiatri (solo per i professionisti e non per le società!) congrui e coerenti che abbiano compilato correttamente e fedelmente lo studio di settore, uno dei principali vantaggi è la riduzione di un anno dei termini di decadenza per l’attività di accertamento. In altre parole, l’Amministrazione Finanziaria potrà controllare un anno di imposta in meno.
SCARICA QUI LA GUIDA ALLO STUDIO DI SETTORE DEGLI ODONTOIATRI
Da oggi ogni martedì per qualche settimana Associazione Italiana Odontoiatri offre ai lettori del sito puntuali aggiornamenti sull’ultima Legge di Stabilità “2016” (208 del 28.12.2015) in materia fiscale e giuslavoristica a cura dello Studio Terzuolo Brunero & Associati. Tutti i temi sono di forte attualità e in particolare quelli legati all’invio dei dati delle fatture 2015 all’Agenzia delle Entrate per la precompilazione del 730, che tratteremo la prossima settimana, con chiarimenti sul STS, e gli sgravi per chi investe. Poi torneremo sul lavoro e i super-ammortamenti, salvo “ultimissime” rendano più urgente anticipare altri temi.
Oggi iniziamo con le misure a sostegno delle assunzioni stabili e la detassazione dei premi di produttività.
Anche quest’anno per chi assume personale dipendente a tempo indeterminato, è previsto un incentivo di natura contributiva assimilabile nella forma a quello in vigore per le assunzioni effettuate nel 2015, anche se di minore entità. Di fatto, per le assunzioni 2016, vi sarà uno sconto sui contributi a carico del datore di lavoro pari al 40% dell’importo complessivo, nel limite massimo annuo di 3.250 € e per un periodo massimo di 24 mesi. Poiché sono state previste una serie di misure per contrastare l’eventuale abuso dell’agevolazione, è opportuno confrontarsi con il proprio consulente del lavoro al fine di valutare l’effettiva esistenza dei requisiti previsti per l’ammissione al beneficio in modo da evitare l’applicazione di pesanti sanzioni da parte degli organi ispettivi.
Una seconda disposizione favorevole in materia di “lavoro” riguarda la reintroduzione della imposta sostitutiva sui premi di produttività erogati ai dipendenti. Tali somme premiali di importo variabile corrisposte in relazione ad incrementi di produttività, redditività, qualità, efficienza ed innovazione saranno assoggettate all’aliquota secca del 10% e non più all’aliquota progressiva IRPEF dal 23% al 43% in base al reddito percepito. Tale agevolazione potrà essere applicata su premi di importo non superiore ai 2.000 € lordi ed a condizione che il dipendente non abbia percepito un reddito fiscale superiore a 50.000 € nell’anno 2015.
Giudizio: Sicuramente positivo, anche se in parte attenuato soprattutto dalla riduzione delle misure per incentivare le assunzioni. In particolar modo gli odontoiatri che avessero intenzione di inserire nuovo personale nelle proprie strutture, dovranno sicuramente cogliere questa opportunità perché, molto probabilmente, non sarà riproposta nei prossimi anni per mancanza di fondi.
Dott. Alessandro Terzuolo – Commercialista
Dott.ssa Daniela Corsaro – Consulente del Lavoro
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