Iniziative per i cittadini

16/11/2017

PREVENZIONE, PARTE DA NAPOLI CON I DIABETOLOGI L'ODONTOIATRIA 2.0


Si chiama diabete urbano, in quanto il 75% dei pazienti diabetici si colloca in aree urbane. Per sfidare la nuova emergenza intorno al paziente si sono “auto-contingentati” medici diabetologi, endocrinologi, cardiologi, medici di famiglia, ma anche odontoiatri, pediatri, chirurghi vascolari. E infermieri, tecnici sanitari, igienisti dentali. Il diabete è malattia di tutti e Napoli per un giorno è stata capitale d’Italia nella lotta. Anzi per due giorni, visto che la Giornata Internazionale per la lotta contro il diabete si è festeggiata in piazza Municipio sabato 11 e poco distante martedì 14 novembre, con i gazebo in piazza e medici e odontoiatri – in prima linea la rappresentanza AIO guidata da Raffaele Sodano – che avvicinavano la popolazione per sensibilizzarla. Partenza sabato 11: i gazebo in piazza Municipio erano allestiti già alle 7; l'evento ha avuto inizio alle 9 con l’intervento delle autorità nella Sala dei Baroni al Castel Nuovo (Maschio Angioino). Il Sindaco Luigi De Magistris, il Questore, il delegato del Governatore campano le rappresentanze delle Associazioni di categoria e delle Società scientifiche coinvolte hanno portato saluti e contributi insieme ad Associazioni dei pazienti, dei genitori dei pazienti, alla scolaresca di una scuola media superiore, alle Università. Poi, l'illustrazione della mission; il "diabete Urbano" dà un’esatta dimensione del domani: stili di vita e urbanizzazione diventano parole chiave come la prevenzione, simboleggiata dall’attività fisica e dai tre chilometri a piedi percorsi da pazienti, medici impegnati e chiunque si aggregasse. Il corteo, scortato dalla polizia municipale, ha abbracciato più quartieri. Martedì invece erano in piazza le farmacie con un controllo della glicemia che proseguirà poi negli esercizi fino a domenica per scovare il milione di italiani che non sa di avere il diabete. Una malattia che costringe a lottare contro tante patologie legate, tutte dietro l’angolo ma prevenibili con un’educazione sanitaria ad hoc. Napoli è in prima linea nella lotta al Piede diabetico, la peggiore complicanza che oggi il ricorso tempestivo ad équipe polispecialistiche come quella del Cardarelli consente di arginare con un 53% di successi in più nell’anno in termini di amputazioni minori. Gli oftalmologi campani sono in pole per lottare contro la retinopatia, i pediatri contro il diabete autoimmune di tipo 1, i medici di famiglia e i ginecologi fanno tandem con i diabetologi contro il diabete in gravidanza che fin qui le donne hanno curato troppo poco, dimentiche che la patologia ha una prevalenza più alta nel sesso femminile e vi può esordire prima. Per Associazione Italiana Odontoiatri, la collaborazione con i diabetologi di AMD e della Società di Parodontologia mira a cogestire un pezzo di Oral Care contro la parodontite, sesta complicanza che dal diabete può essere causata o può presentarvisi insieme aggravandolo. Nella due-giorni intensa e partecipata «sono stati piantati semi importanti, strettamente legati ai nostri World Oral Health Day cui diamo appuntamento il prossimo 20 marzo», dice Raffaele Sodano, tra i protagonisti insieme ai diabetologi Geremia Romano (Asl Na 2) e Giuseppe Memoli (Ariano Irpino). «Siamo pronti a lavorare a regole d’ingaggio tra professionisti, ad indirizzare al diabetologo o, se indirizzati da quest’ultimo o dal curante, a trattare in modo mirato i pazienti, cogestendo i dati sanitari». Chiosa sulla prevenzione: «E’ indispensabile per tutti i pazienti. Il nostro impegno abbraccia tutta la diabetologia, a partire dal Servizio sanitario nazionale. Ma non dimentichiamo che in qualsiasi sistema, anche quello mutualistico dei fondi sanitari di cui sempre più spesso si parla ad integrazione dell’esangue Fondo sanitario delle regioni, senza prevenzione non c’è tranquillità né biologica né economica per i pazienti. Prevenire dev’essere il primo obiettivo dell’odontoiatra. Cura, impianti, protesi e grandi restauri vengono dopo, se la prevenzione non basta».