Il guerriero del mese

19/05/2014

MAURIZIO CAPUANO, L'UOMO DEI TAVOLI IMPOSSIBILI


 


Potentino, cinquantatré anni, oltre al coraggio di dire ciò che pensa, ha un dono particolare a detta degli estimatori: è capace di vedere anzitempo gli scenari dell’integrazione tra professioni sanitarie. Maurizio Capuano, presidente della Commissione Albo Odontoiatri di Potenza e fondatore dell’Associazione Italiana Odontoiatri provinciale, di cui è fondatore (dal 1988), ha mostrato tali doti tre anni fa nel promuovere la legge lucana sui requisiti autorizzativi degli studi. E si è ripetuto in questi anni nel trasformare le Giornate Lucane, appuntamento annuale dell’odontoiatria regionale e nazionale a Maratea (imminente, come vedremo), in un grande evento di discussione tra medici, dentisti, specialisti d’organo e della prevenzione, politici. Ma partiamo dalle proposte.


Dottor Capuano, lei è assurto alla ribalta per aver promosso i defibrillatori negli studi odontoiatrici e una legge per accreditarli in Basilicata: ad oggi che ne è di quella legge? E' approvata e in fase di realizzazione?


La legge regionale 21/2011 in effetti prevede che lo studio odontoiatrico sia dotato di defibrillatori. La legge è cogente per le nuove strutture che devono comunicare la loro apertura agli uffici regionali. Sarà a pieno regime a ottobre 2014, data in cui tutte le strutture devono aver presentato la comunicazione alla regione.
 Come albo odontoiatri della provincia di Potenza abbiamo nel frattempo avviato un censimento degli studi sul territorio. Tornando al defibrillatore, potrebbe essere cassato... Noi odontoiatri della provincia di Potenza nel frattempo ci siamo fornati al body life support defibrillator. 


A suo avviso l'odontoiatra deve essere un presidio del Ssn, anche da privato, garantendo urgenze e prevenzione gratuite e fornendo livelli essenziali organizzativi, o certe scelte vanno lasciate alla professione e non alle regioni?


«Ritengo finiti i tempi del solipsismo odontoiatrico. Dobbiamo iniziare a ragionare in termini di sistema salute per togliere terreno a chi già da tempo ragiona in questi termini, ma ha sbagliato il suo target ponendo al centro il guadagno piuttosto che il paziente. Siamo ancora in tempo a riguadagnare terreno. In Italia c'è voglia di Odontoiatria rivolta all’uomo paziente. Se ordini, associazioni e liberi professionisti hanno voglia di dialogare tra loro è possibile fronteggiare le low cost, gli abusivi e quant'altro, semplicemente migliorando l'offerta pubblica ed integrandola con un privato che con essa si integra aprendosi a forme di gestione dell'emergenza non solo odontoiatrica (tipo mettere a disposizione dei 118 i defibrillatori presenti nei nostri studi) oppure completando l’offerta di prestazioni non erogate dal Ssn perché non previste nei livelli essenziali di assistenza. Un’odontoiatria, insomma, che sappia gestire, anziché lasciarsi gestire dal politico di turno».


Un sindacato moderno deve prevedere la tutela di categorie in apparenza confliggenti come privati, convenzionati e dipendenti? Come si fa a contemperare le diverse esigenze ad esempio in Enpam?


«Se ci sta reale integrazione non esiste conflitto ma complementarità. Occorre cambiare la mentalità di compartimento nell’interesse di non perdere il nostro bene comune e cioè la risorsa paziente. Se perdiamo quella lasciandola uscire dall Italia o in Italia dandola in pasto alle low cost o agli abusivi abbiamo perso tutti...Enpam compreso!»


Lei è presidente di Cao d'Ordine e ha vissuto in prima persona importanti cambiamenti sulla pubblicità, l’abolizione delle tariffe… Come giudica l'evoluzione della giurisprudenza in materia? La Cao nazionale può fare qualcosa di più?


«L'ordine credo stia perdendo una grossa battaglia: quella sulla tenuta dell immagine della professione...  
Purtroppo non si è mai pensato di rinforzare i poteri delle Commissioni albo provinciali che ancora molte volte si basa sulla benevolenza la capacità e autorevolezza dei singoli presidenti. Io ormai ho un’esperienza trentennale di Ordine e pertanto, da vecchia cariatide, sono ascoltato nel mio Ordine.... purtroppo pero il rischio di un Presidente che ti delegittima e non ti consente altro che fare solo quanto sancito nella legge 409 è reale!»


Lei è anche specialista ambulatoriale: esiste un terreno d'incontro fra gli interessi dei dentisti privati e di quelli convenzionati? Insieme si può dare qualcosa di più al cittadino?


«Gli interessi dei privati non sono e non devono essere in antitesi con il dentista specialista ambulatoriale. 
È molto difficile in termini di conflitto d’interesse che un paziente del pubblico si rechi dal privato...  non ha soldi per pagarlo! Il privato non tratta il paziente che ha le finanziarie alle costole che gli rifiutano il prestito: di cosa parliamo? L'altro giorno un collega veneto mi ha chiesto se avevamo ambulatori per siero positivi... sono rimasto di stucco.... ma come per sieropositivi.... noi trattiamo tutti!!! E nelle carceri? Io sono 2 anni che ci vado... li ci sta la PROFESSIONE...  quanti privati ci vanno nelle carceri?!?
Sto lottando da anni per aprire il Servizio sanitario regionale ai nostri neolaureati che cosi non vanno a paghetta in centri low cost. Questo è un buon sistema di collaborazione pubblico privato: le sostituzioni date ai colleghi neolaureati per consentire loro un incremento di punteggio».


Qual è il significato delle Giornate Lucane di Odontoiatria che Lei ed Associazione Italiana Odontoiatri organizzate a Maratea il 13 e 14 giugno?


«Maratea è stato a lungo un evento culturale, ma le Giornate ormai hanno da tempo cambiato il loro ruolo, passando da congresso culturale a congresso cultural politico. Far capire ai nostri governanti che i dentisti sanno portare avanti proposte: la nostra sfida è questa. Al sottosegretario alla salute Vito De Filippo, al governatore Gianni Pittella e a neo-assessore alla salute Flavia Franconi il compito di recepire le nostre istanze.....
Ci vediamo a Maratea».