Nella foto, odontoiatre e odontoiatri protagonisti del Closed Meeting AIO Academy del 2024 a Modena. 

Vincenzo Musella*

La crescita della componente femminile non è soltanto un dato demografico: è il segnale di una trasformazione profonda del modo di vivere la professione, organizzare lo studio, costruire la propria carriera e immaginare il futuro dell’odontoiatria italiana. Una trasformazione che riguarda tutti.

Nel 2024 le odontoiatre rappresentavano il 29,3% degli iscritti all’Albo, ma la percentuale raggiunge il 44,9% tra gli under 44. Tra i nuovi iscritti del 2023 si registrava inoltre una sostanziale parità tra uomini e donne. Numeri che indicano una professione destinata a diventare sempre più equilibrata nella rappresentanza di genere.

«Questi numeri ci dicono che l’odontoiatria sta cambiando profondamente e che questa trasformazione riguarda tutta la professione. Non dobbiamo limitarci a registrare la crescita della presenza femminile: dobbiamo costruire condizioni professionali e organizzative capaci di accompagnarla e valorizzarla», sottolinea Vincenzo Musella, presidente nazionale AIO.

Ma dietro queste percentuali non ci sono soltanto più donne che diventano dentiste: c’è una nuova generazione che sta modificando il modo di interpretare la professione.

Non una questione femminile, ma una questione professionale

La crescita delle odontoiatre pone interrogativi che riguardano l’intera categoria. Come organizzare gli studi nei prossimi anni? Come conciliare una professione complessa e ad alta responsabilità con una vita personale e familiare equilibrata? Come favorire l’ingresso dei giovani e il passaggio generazionale? Come sostenere chi sceglie la libera professione?

Sono domande che non hanno un genere. Sono le domande della nuova odontoiatria.

Dalla presenza alla piena partecipazione

La crescente presenza femminile rappresenta un’opportunità per tutta la professione. Le nuove generazioni di odontoiatre stanno entrando nella clinica, nella ricerca, nell’università, nella libera professione, nella gestione degli studi e nella rappresentanza.

Questo processo deve essere accompagnato da una cultura capace di valorizzare competenze, merito e responsabilità. La parità, infatti, non si misura soltanto contando quante donne siedono negli studi odontoiatrici. Si misura anche osservando quante opportunità hanno di costruire il proprio percorso professionale, di diventare titolari di studio, di assumere ruoli di responsabilità, di partecipare alle decisioni e di conciliare le diverse fasi della vita.

È un percorso che riguarda anche gli uomini: una professione più equilibrata non sottrae opportunità, ne crea di nuove per tutti.

Il tempo della maternità non può essere il tempo della rinuncia

Tra i temi più importanti c’è quello della maternità. Per una libera professionista, la nascita di un figlio significa spesso conciliare esigenze personali e familiari con gestione dei pazienti, organizzazione dello studio, responsabilità economiche, continuità assistenziale e rientro al lavoro.

La maternità non dovrebbe essere considerata una parentesi della professione. Deve poter trovare spazio in un modello professionale moderno, attraverso organizzazioni più flessibili, condivisione delle responsabilità, reti professionali, forme associative e strumenti di sostegno adeguati. Questo significa anche ripensare il rapporto tra tempo di lavoro e tempo di vita. Un’esigenza che non riguarda soltanto le madri: sempre più professionisti, uomini e donne, chiedono una professione nella quale qualità del lavoro e qualità della vita possano convivere.

Lo studio odontoiatrico del futuro sarà più organizzato

Il modello del professionista-titolare che concentra su di sé gran parte delle responsabilità cliniche, organizzative ed economiche non è necessariamente destinato a scomparire, ma può evolvere.

Le nuove generazioni mostrano maggiore interesse per collaborazione, associazione, condivisione degli investimenti e organizzazione del lavoro. La crescita della componente femminile può accelerare questo processo, ma non è l’unica ragione: digitalizzazione, aumento degli adempimenti, costi delle tecnologie, complessità gestionale e necessità di conciliare professione e vita privata stanno spingendo tutta la categoria verso modelli organizzativi più moderni e sostenibili. È una trasformazione che AIO deve accompagnare, offrendo strumenti e cultura professionale per affrontarla.

Giovani e donne: due grandi energie per il futuro

La crescita della componente femminile coincide con il ricambio generazionale: non sono fenomeni separati, ma parti della stessa trasformazione.

I giovani odontoiatri portano nuove competenze digitali, nuove aspettative, modelli organizzativi e una diversa sensibilità verso il rapporto tra professione e vita personale.

AIO ha scelto da tempo di investire sui giovani, anche attraverso AIO Academy e la collaborazione con AISO, nella convinzione che il futuro della professione debba essere costruito dando spazio alle nuove generazioni.  Ora occorre fare un ulteriore passo: ascoltare questa nuova generazione, non soltanto rappresentarla.

La previdenza deve seguire l’evoluzione della professione

Anche la previdenza dovrà confrontarsi con questi cambiamenti. Percorsi più flessibili, maternità e paternità, collaborazioni, associazionismo, ingresso più tardivo nella piena autonomia e differenti modalità di esercizio possono produrre carriere previdenziali diverse rispetto al passato. Non si tratta soltanto di garantire una pensione adeguata, ma di costruire consapevolezza previdenziale fin dall’inizio della carriera. Un giovane odontoiatra dovrebbe conoscere già nei primi anni di attività le conseguenze delle proprie scelte sulla protezione futura.

È un tema che riguarda donne e uomini e sul quale la rappresentanza professionale può svolgere un ruolo importante.

Una professione più inclusiva senza perdere identità

L’odontoiatria italiana ha costruito una forte identità fondata su competenza, autonomia, responsabilità clinica e rapporto fiduciario con il paziente. Questi valori non devono cambiare. Deve cambiare, invece, la capacità della professione di adattarsi alla società.

Una professione moderna deve accogliere percorsi diversi: consentire a chi lo desidera di costruire uno studio proprio, permettere a chi preferisce collaborare di sviluppare una carriera qualificata e offrire alle giovani professioniste la possibilità di diventare madri senza dover scegliere tra famiglia e lavoro.

Allo stesso tempo, deve consentire agli uomini di partecipare pienamente alla vita familiare senza che questo venga percepito come un limite alla professionalità.

Questa è vera modernizzazione.

La sfida della rappresentanza

Se cambia la professione, deve cambiare anche il modo di rappresentarla. Le associazioni professionali devono essere luoghi nei quali le nuove generazioni possano portare idee, esperienze e capacità.

La presenza femminile deve crescere non soltanto tra gli iscritti, ma anche nei luoghi della rappresentanza e della costruzione delle politiche professionali. Non per una questione di quote, ma perché rappresentare una professione significa riuscire ad ascoltarne tutte le componenti. AIO ha nel proprio DNA l’attenzione ai giovani e all’evoluzione della professione. La sua storia nasce dai primi laureati in Odontoiatria e dalla necessità di costruire una rappresentanza capace di interpretare una professione nuova.  Oggi la sfida è analoga: interpretare una professione che sta diventando nuova sotto molti aspetti.

Il futuro dell’odontoiatria non ha un genere

La crescita delle donne nell’odontoiatria italiana non è soltanto una buona notizia per le professioniste, ma per tutta la categoria. Una professione tradizionalmente caratterizzata da una forte presenza maschile sta diventando più rappresentativa della società: significa nuovi talenti, sensibilità, idee e modelli organizzativi, e un’odontoiatria capace di guardare al futuro con maggiore apertura.

Non si tratta di immaginare un’odontoiatria al femminile, ma di costruire un’odontoiatria nella quale donne e uomini possano esprimere pienamente il proprio talento professionale.

Una professione nella quale la maternità non rappresenti una penalizzazione, la paternità non sia un’eccezione organizzativa, la giovane età non sia un limite e l’esperienza non diventi un ostacolo al ricambio. E dove competenza, autonomia, qualità delle cure e qualità della vita possano finalmente procedere nella stessa direzione.

Questa è la sfida che abbiamo davanti. E questa è, per AIO, la vera dimensione contemporanea del cambiamento.

*Presidente Nazionale AIO – Associazione Italiana Odontoiatri

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