Pazienti

16/07/2014

IL RITORNO DI FIAMMA DELLA CARIE: DENTISTI PRONTI A INSEGNARE LA PREVENZIONE A SCUOLA


 


«Rafforzare gli screening di prevenzione orale e gli incontri di educazione sanitaria tra i bambini è la prima arma per arginare il ritorno della carie. Medico di famiglia e pediatra sono fondamentali nell’indirizzare i genitori e nel parlare al bambino ma le regole specifiche per applicare il pacchetto educativo siamo noi odontoiatri in grado di adattarle alle varie fasce d’età; non a caso il Gruppo tecnico per l'Odontoiatria del Ministero della Salute sta elaborando un piano informativo di prevenzione orale nelle scuole». Con questo messaggio il Presidente dell’Associazione Odontoiatri AIO Pierluigi Delogu commenta i dati del congresso della Società di Odontoiatria infantile SIOI, secondo cui un bambino italiano su sei si ammala di più di carie, per colpa sia della crisi, che porta meno dal dentista, sia degli zuccheri nascosti nei cibi. I dati portati da SIOI – il 50% dei dodicenni e ben l’80 dei venticinquenni, ha o ha avuto almeno un dente cariato - confermano i trend rilevati sugli alunni delle scuole elementari di Sassari visitati su iniziativa dell’Ordine dei Medici e della Commissione Albo Odontoiatri provinciale guidata dallo stesso Delogu. Quest’ultimo ricorda: «Dal 1985 al 2005 in Italia l’incidenza dei carie s’è abbattuta da un DMFT (somma di denti mancanti, cariati e otturati) di 4,9 a 2,1. Oggi il DMFT degli italiani si sta rialzando. Cao Sassari ha fatto un paragone statistico tra il triennio 2005-2007 e il 2009-2011, rilevando nell'ultimo triennio un’incidenza di carie triplicata –contando anche gli anziani oltre i 65 anni- con buchi cariogeni fino a tre volte più profondi e tasche parodontali riscontrate fino a cinque volte più ampie. Per 20 anni, fino al 2005, il sistema delle cure dentali è stato in mano agli studi monoprofessionali; oggi dilaga il low cost ma le formule “gridate” evidentemente non producono scelte convinte. Se dal dentista i genitori non ci vanno più perché temono di non poter pagare le cure, non ci vanno nemmeno i figli».


«I bambini a scuola –continua Delogu – potrebbero essere più protetti dai controlli, dalla prevenzione e da regole di educazione alla salute orale, che non escludo qualche genitore stia trascurando. Gli odontoiatri AIO sono a disposizione per queste iniziative. Ricordo come nel 2013 abbiamo promosso l’esenzione dei figli di famiglie a basso reddito dalle prestazioni di prevenzione e oggi chiediamo al Ministro della Salute Beatrice Lorenzin una giornata nazionale della salute orale ogni 20 marzo per dare impulso a tutte le possibili iniziative di educazione sanitaria a scuola».