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13/02/2014

I NUOVI ESTIMI CATASTALI AFFOSSANO GLI STUDI DENTISTICI ROMANI


 


I NUOVI ESTIMI CATASTALI AFFOSSANO GLI STUDI DENTISTICI ROMANI


Per l’odontoiatria italiana c’è un’emergenza Roma. Non bastavano gli adempimenti chiesti due volte dalla Regione a tutti gli odontoiatri laziali per mantenere l’autorizzazione dello studio, per disinnescare i quali Associazione Italiana Odontoiatri all’indomani di un incontro con oltre 200 dentisti furiosi ha chiesto invano un incontro al Presidente della Regione Nicola Zingaretti e al Presidente dell’Ordine dei Medici e Odontoiatri di Roma Roberto Lala. Ora ci si mettono gli oneri economici dovuti alla revisione degli estimi catastali che interessa Roma Centro.


La revisione delle rendite ad opera dell’Agenzia delle entrate ha riguardato inizialmente gli stabili dei quartieri storici di qua e di là del Tevere. Repubblica di Roma ne scrive al link http://roma.repubblica.it/cronaca/2014/02/12/news/per_i_dentisti_spesa_insostenibile_laumento_del_100_per_cento-78326169/ Mentre per le abitazioni civili l’aumento è stato mediamente contenuto ( ma c’è sempre) per migliaia di negozi , uffici e botteghe la rendita media è cresciuta del 46% e anche per migliaia di studi professionali, tra cui gli studi odontoiatrici.


Basta un giro per gli studi storici della Capitale a confermare come l’imposizione sia salita dal 2011 fino al 300%. Un dentista da noi interpellato testimonia di esser passato da un’Ici di 4 mila euro a un’Imu di 12 mila euro per uno studio dentistico da 270 mq. «La gente – ci dice - sta declassando gli  immobili e ora la tendenza è di affittare come abitazione con cedolare secca ; si rischia la desertificazione professionale ed imprenditoriale del centro di Roma».


Secondo esempio, studio di 60 mq categoria A10 sito in periferia a ridosso del Raccordo Anulare passato da euro 1800 annui di ICI a 4200 di IMU (+133%).


Aggiungendo Irpef e Irap, le spese di conduzione dello studio e di personale, i contributi per la pensione, doverosi, il titolare di uno studio con fatturato da oltre 200 mila euro – quelli interessati dall’obbligo di dotarsi di lettore bancomat già adesso– porta a casa poco più di 50 mila euro netti. E per chi cerca di sfuggire ai nuovi estimi trasferendosi in periferia scatta la seconda trappola: le pratiche autorizzative richieste dalla Regione dal 2007.


In molti casi non è più una questione di vivere al centro o in periferia. «Il problema degli aumenti delle rendite – spiega Antonio Lauretti Aio Roma - risiede al momento dell'accatastamento: chi possiede un A10 con il doppio dei Mq, magari più centrale, paga meno di un dentista che possiede un immobile accatastato più recentemente. Un professionista che ha comprato uno studio è un cittadino che intendeva radicare in maniera indissolubile la sua vita lavorativa al territorio. Invece si trova di fronte a una situazione che comporterà una progressiva desertificazione professionale ed artigianale dei quartieri. E’ questo il futuro dell’Odontoiatria romana?»