Sindacato

26/06/2007

Hanno già deciso!

Dopo l’Assemblea del 15 e 16 giugno a Roma dove tutte le rappresentanze del mondo odontoiatrico, istituzionale (presidenti CAO), sindacale (AIO, ANDI e AISO) e culturale (CIC), si sono incontrate per discutere il tema del nuovo profilo sanitario che il governo vuole attribuire all’odontotecnico con l’istituzione di una laurea in odontoprotesi, si è compreso che le decisioni erano state già prese, i giochi erano fatti e che il raggiungimento di questo obbiettivo è appeso ad un filo: questo filo è il parere del Consiglio Superiore di Sanità (CSS) che ha potere dirimente sulla sorte di questo istituendo corso di laurea. Il 6 giugno 2007 con decreto del Ministro della Salute è stata insediata presso il CSS la Commissione per l’individuazione del nuovo profilo professionale dell’odontotecnico. Questa dovrà esprimere un parere tecnico-scientifico lasciando all’Assemblea plenaria del CSS (probabilmente a luglio) il compito del parere definitivo. La prima riunione della Commissione è in programma il 26 giugno.


Questo in sintesi è quanto hanno appreso i nostri delegati a Roma con lo stupore che tutto sembra deciso e incardinato verso una conclusione da alcune parti già annunciata. Tra attribuzioni di responsabilità, contestazioni e rassegnazione ci apprestiamo, dunque, a chiudere un capitolo opaco della nostra storia, segnato dall’incapacità di svolgere una politica sindacale a sostegno e nell’interesse degli odontoiatri. Non si tratta di vedere il bicchiere mezzo vuoto anzichè mezzo pieno perché qui, senza ombra di dubbio, il bicchiere è completamente vuoto. L’incapacità di difendere un terreno che ci appartiene per legge e che ci facciamo sottrarre senza colpo ferire si rivela nella rassegnazione esternata da qualche dirigente sindacale. L’ineluttabilità manifestata appare espressione di autoassoluzione quando sarebbe stato più opportuno abbozzare qualche autocritica, tanto più che negli anni passati si è propagandato trionfalisticamente il “tavolo del dentale” proprio per enfatizzare un rapporto “costruttivo” con gli odontotecnici. Se, come è molto probabile, questo progetto voluto dal Governo diventerà legge, rappresenterà una sconfitta per tutti. Per gli odontoiatri che dovranno dividere con gli odontoprotesisti una delle competenze più importanti del loro lavoro (ma l’appetito viene mangiando..), per i sindacati odontoiatrici, Aio e Andi che, con responsabilità diverse e con diverso impegno, registrano comunque una sconfitta sostanziale sul terreno delle loro prerogative, per le Istituzioni ordinistiche che vengono di fatto esautorate dal compito di organi ausiliari dello Stato e, per ultimo ma non meno importante, per il cittadino utente che riceverà prestazioni odontoiatriche di qualità ridotta esponendo a rischio la propria salute perché la sanatoria è alle porte. Quale che sia la conclusione di questa incredibile vicenda, per la nostra categoria si apre un problema di rappresentanza, perché ad essere in gioco non è un nuovo modulo da compilare per ottemperare a qualche nuova disposizione burocratica, in gioco c’è la sostanza stessa del lavoro e la perdita di autonomia della professione. Senza colpevolizzare nessuno è arrivato il momento di separare il grano dal miglio, ovvero scegliere tra chi è capace di rappresentare con passione e capacità la nostra categoria e chi non è dotato. Senza processi ma anche senza indulgenza. Dirigenti sindacali validi e preparati esistono sia in Andi che in Aio: facciamoli emergere, apriamo loro le porte e pretendiamo che la classe dirigente dei nostri sindacati venga scelta in base al merito e alle capacità di interpretare gli interessi degli odontoiatri. Va da sé che questo è un compito che ricade sulla base, ma anche sui quadri intermedi e comunque sui dentisti di tutta Italia che hanno mostrato finora scarso interesse e scarsa partecipazione agli avvenimenti che ci stanno passando sopra la testa, quasi che il problema non riguardi loro. Se è necessario evidenziare le responsabilità di un sindacato svogliato, è giusto riconoscere anche le nostre responsabilità di professionisti un po’ troppo individualisti, attenti solo a guardare la propria ristretta realtà e poco abituati a pensare, nel nostro interesse, ad una dimensione più collettiva. Non è un problema che possiamo più trascurare perché all’orizzonte si profilano nuovi scontri: il sindacato degli odontotecnici ha annunciato minacciosamente quale sarà la prossima battaglia: “l’abbattimento dell’attuale modello di odontoiatria” assolutamente inadeguato, a suo avviso, a garantire la salute orale della popolazione. C’è da credere che forze politiche di maggioranza come di opposizione siano disponibili, per ragioni di facile opportunismo, a sposare questa protesta e non possiamo permetterci che questo “confronto” avvenga con rappresentanti animati da sentimenti di rinuncia. Se non avremo la capacità di voltare pagina, di cambiare la rappresentanza della nostra categoria e di superare la nostra indifferenza, potremmo scoprire domani che fuori dalla porta dello studio non ci sia più scritto il nostro nome.


(Domenico Del Monaco – Consigliere AIO Veneto)