Il guerriero del mese

14/04/2014

GERHARD SEEBERGER RESPONSABILE ESTERI AIO LA PREVENZIONE E’ IL PRIMO OBIETTIVO PER TUTELARE LA SALUTE MONDIALE


 


Instancabile, coraggioso, capace di trasformare la sua vita emigrando al contrario, dagli studi in Germania – lui tedesco “doc” – all’Italia, anzi alla Sardegna, e alla presidenza dell’Associazione Italiana Odontoiatri nel triennio 2005-07. Se non è un guerriero Gerhard Konrad Seeberger, 57 anni, da Erlangen in Baviera, chi lo è? Il problema è però nella domanda successiva, perché il guerriero in questione ha doti sia di leadership, sia di progettualità sia di diplomazia. E’ un instancabile, «ma le doti e le capacità da sole non bastano –si schermisce – in realtà mi piace la parola “progettualità”, non mi ritrovo in quel gruppo che non vede oltre la punta del proprio naso. Anzi, spesso vedo troppo lontano e il fatto di vedere “oltre” una punta di invidia in qualcuno la suscita». Per Seeberger in odontoiatria "Think big!"non basta. «Se si vuol muovere qualcosa bisogna "Think smashing big!".  Al primo sono preparati tutti al secondo no. Il Barone Ralf Gustav Dahrendorf, un sociologo anglo-tedesco che amo, per rendere l'idea che per conservare la libertà ci vuole la difesa disse: "Abbiamo le armi nella nostra mente!". Inoltre, condivido con lui lo spirito della "ridistribuzione" per garantire tramite la prosperità la libertà. E' stato lui nel 2002 a descrivere le cause e l'iter della crisi economica e finanziaria globale attuale. Forse mi ispirai a lui quando alla fine del mio mandato di presidenza AIO nel 2007 dissi: "Cari colleghi, preparatevi a 5 anni molto difficili!"».


 


In Italia da 30 anni sposato con un’italiana, Seeberger si divide tra due studi privati a Cagliari e a Ghilarza, nel cuore della Sardegna, e cura tutti i ceti sociali, il suo osservatorio è privilegiato. Quando finirà questa crisi?


«Per l'odontoiatria, come per la medicina, la vedo buia finche non ci sarà welfare; la medicina sociale funziona dove ci sono le risorse economiche stanziate. Certo, la soluzione non sarà la pseudo-statalizzazione dei medici e dei dentisti liberi professionisti. Diventerebbero vittime insieme ai loro pazienti».


 


Lei è anche consigliere della Federation Dentaire Internationale che da anni fa battaglia per la prevenzione: avevate previsto la crisi nel Duemila?


«La FDI in stretta collaborazione con l'Organizzazione Mondiale della Sanità promuove da sempre il concetto di prevenzione. Era evidente che una crescita della popolazione mondiale senza la formazione di un numero adeguato di medici/odontoiatri in alcuni parti del mondo e la mancanza di welfare, la decrescita del numero dei cittadini e la pletora di medici ed odontoiatri in altre regioni avrebbe richiesto una revisione e modifica del concetto puramente curativo. Non so se la crisi nel 2000 fu prevista. Fatto sta che la professione odontoiatrica ha dimostrato di essere munita degli strumenti della prevenzione. Questo vale per il passato, per i giorni d'oggi e per il futuro».  


 


In Ero, l’organizzazione europea Fdi Lei ha proposto una carta con la quale paziente e dentista firmano un patto di cura e il paziente si impegna ad aderire a stili di vita sani, su carico di zuccheri, attività sportiva, controllo del peso: perché il cittadino dovrebbe firmare un patto di cura (anche) con il dentista anziché con il suo medico di famiglia?


«La Carta non è solo mia. Il lavoro base, del Dr. Julian Fisher, è stato messo a disposizione della World Health Professional Alliance. Io ho approfondito le basi per una collaborazione fra odontoiatri e specialisti medici impegnati a diminuire incidenza e mortalità delle malattie non trasmissibili. Il documento originale fu integrato inserendo tutti i parametri odontoiatrici e i criteri per uno stile di vita sano importanti, in particolare, per la salute del cavo orale e per l'organismo nel suo insieme. Nel 2009 ero al lancio della "Global caries initiative" FDI a Rio de Janeiro. Quando osservai la tendenza a concentrarsi troppo sui denti dissi: "Fin quando non vedo in giro a Rio e nel mondo un dente o una cavità orale sola mi rifiuterò di parlare di salute dentale o orale!" L'atteggiamento di alcuni amici presenti cambiò pur essendo la carie tuttora la malattia non trasmissibile più frequente al mondo».


 


Di recente è stato coinvolto nella revisione della Bozza OMS sul Consumo di Zuccheri Semplici…


«Già, la prevenzione non distingue tra medicina e odontoiatria. Due mesi fa fu pubblicato un articolo da cui emerge che i costi del trattamento di un paziente diabetico possono diminuire molto se cura le sue patologie orali, specie la parodontite. Ancora: mentre il solo screening della pressione arteriosa non diminuisce la mortalità legata alle malattie cardiovascolari. recenti studi evidenziano che pazienti affetti da malattie cardiovascolari e seguiti per mantenere in salute il proprio cavo orale rischiavano molto meno di morire. I benefici che possono nascere dall'alleanza con il dentista sono evidenti e costano poco per una vita intera. Attendere il danno sarà sempre più riservato a chi se lo può permettere».


 


Dall'impegno per la prevenzione alla raccolta dati: il progetto Pompei.


«Il progetto Pompei nasce dall'AIO Salerno. Quando ho saputo dal Segretario nazionale dell'AIO, Dr. Raffaele Sodano che cosa Pasquale Comentale, Presidente AIO Campania, stava organizzando per la Giornata Mondiale della Salute Orale quest’anno ho dato il mio massimo aiuto. Niente più di questo progetto dimostra che l'odontoiatra accompagna la gente dalla nascita fino all'ultimo "Addio" - from cradle to grave” – Abbiamo avuto quasi 30 mila contatti nei gazebo e visitato più di 500 persone registrando dati su stato del cavo orale e stile di vita seguito; abbiamo comunicato alla gente l'importanza di prevenire le malattie e mantenere la salute della bocca  e coinvolto altre realtà come l'Assessorato, l’Asl, la Fondazione Veronesi e un'associazione attiva nell'insegnamento del BLSD. Pompei, come tutte le iniziative di altre città italiane coinvolte nel World Oral Health Day, ha un grande potenziale per fare ben altro l'anno prossimo».


 


Perché l'Aio cura così tanto la prevenzione rispetto ad altre associazioni?


«Non e' del tutto vero. La fanno anche gli altri ..... quando ci sono i finanziamenti. Lavoro strettamente con le aziende che supportano iniziative legate alla prevenzione. So benissimo che per certi periodi non sono stati gli odontoiatri la figura professionale target per promuovere spazzolini, dentifrici e altri utensili per la igiene orale e sono contento. Con grande tranquillità avevo risposto nel 2006 che la prevenzione in AIO funziona ogni giorno dell'anno, è apolitica, apartitica e autonoma e soggetta all'atto terapeutico. Negli anni AIO è stata presa più in considerazione. La mancanza di uno sponsor ufficiale mondiale alle iniziative AIO per la Giornata della Prevenzione è stata egregiamente compensata da altre aziende convinte della bontà della prevenzione orale come intesa da AIO. Non chiudiamo la porta a nessuno e lo aspettiamo volentieri per collaborare l'anno prossimo.


Saper fare prevenzione la dice lunga sull'attitudine dell'essere medico. Prevenzione e' comunicazione e comunicazione e' umanità. Non per niente la sanità tedesca ha annunciato maggiori remunerazioni per la consulenza medica estesa invertendo la rotta precedente che nei due decenni passati sminuiva questa prestazione medica.


 


Cosa manca all’odontoiatria italiana?


«La categoria non è ancora riuscita a parlare con un'unica voce. Finché si pensa al sindacato come organizzazione per curare i propri interessi e non come opportunità per far politica sociale non vedo nessuna luce all'orizzonte. L'interesse di denigrare gli odontoiatri italiani negli ultimi 15 anni  e la mancanza di volontà politica di promuovere la prevenzione in odontoiatria, come in medicina, in passato ha accentuato il quadro negativo. Con gli ultimi Stati generali della salute in cui il ministro Lorenzin punta sulla prevenzione nei giovani, nelle donne e negli anziani, abbiamo di nuovo una speranza. Credo che ci dovrebbe essere un incentivo per il cittadino che fa attivamente prevenzione e mira a darsi anni carichi di qualità di vita in più. Con questo sottolineo il concetto che la prevenzione non può essere gratuita. Come si sa dalle analisi di costo reale della prevenzione primaria e secondaria, costa quanto la riabilitazione (prevenzione terziaria). Quanto costa? Quando i conti si fanno senza l'esperto in materia, in questo caso l'odontoiatra-medico, stato e popolazione perdono. Peraltro, il costo che crea l'atteggiamento individuale di non prendersi cura di se non può essere diluito sulla comunità».