Etica e Comportamento

31/10/2017

FIORILE: ANCORA OPERATIVI VINCOLI LEGGE 175 SU PUBBLICITA' SANITARIA


«La recente sentenza del Tar Liguria, confermando la correttezza del provvedimento del Comune di Sarzana che aveva sospeso l’autorizzazione sanitaria ad un Centro Dentale che aveva omesso i dati del direttore sanitario sulla pubblicità sanitaria, così come invece previsto dalla legge 175/92, ribadisce la correttezza dell’operato delle Commissioni Albo Odontoiatri nel controllare trasparenza, veridicità e correttezza dei messaggi pubblicitari degli studi dentistici». Fausto Fiorile presidente della CAO della Provincia di Trento commenta la sentenza dei giudici amministrativi pubblicata il 27 ottobre scorso che conferma la sanzione di sei mesi di sospensione dall’attività, per una Società odontoiatrica a seguito della segnalazione della Cao di La Spezia. «La sentenza potrà costituire un importante precedente a livello nazionale, a nostro avviso in modo positivo», afferma Fiorile. «Spot e messaggi pubblicitari di Strutture odontoiatriche secondo noi scorretti, dove non viene nemmeno indicato il nominativo del Direttore sanitario, sono sempre più diffusi anche in Trentino. Da tempo sui quotidiani locali appaiono pubblicità molto “discutibili” di Centri dentali con sedi sparse in più città, dove tra l’altro non si cita il nominativo del direttore sanitario come invece richiede la legge 175/92. La CAO di Trento, ritenendo che non tutti gli articoli di questa legge siano stati abrogati dalla legge Bersani, ha scritto ai sindaci che hanno rilasciato l’autorizzazione e all’Assessorato alla Salute della Provincia di Trento per chiedere un intervento di sospensione dell’autorizzazione sanitaria, così come prevede la legge e come confermato dalla recente sentenza del TAR Liguria».


«Ora, alla luce di questa sentenza che attendevamo, ribadiremo nuovamente ai Comuni che hanno rilasciato le autorizzazioni di procedere così come prevede l’art 5 comma 2 della legge 175. Non siamo contrari a che un professionista promuova la propria attività clinica attraverso pubblicità informative», sottolinea Fiorile. «Ma per il bene del paziente le forme di pubblicità devono essere veritiere, corrette eticamente e non indurre false aspettative. Purtroppo come Ordine ci troviamo a dover intervenire con pochissime armi su pubblicità che non di rado si configurano come ingannevoli e spregiudicate. Le parole scritte dai magistrati ci incoraggiano a continuare nella nostra azione di controllo, difficoltosa ma senza tregua».