Notizie

26/02/2008

Due le visioni del futuro della libera professione odontoiatrica

Resoconto dell’incontro organizzato dalla Commissione Albo Odontoiatri dell’Ordine dei Medici e degli Odontoiatri della provincia di Salerno

L’AIO Bari c’è!


Il giorno 10 Febbraio 2008 si è tenuto a Salerno presso il maestoso e raffinato Grand Hotel Salerno un importante incontro sulle problematiche attuali della nostra professione. Un incontro davvero di alto livello sia per i temi affrontati, che sono i temi reali e contingenti della nostra professione, sia per la qualità dei relatori che hanno saputo interpretare la situazione attuale proponendo la loro visione delle scelte politico/sindacali oggi sul tappeto.



Segue il resoconto dell’incontro.

Emergono due modi diversi, distanti ed antitetici di concepire il presente ed il futuro della nostra professione odontoiatrica.


L’AIO anche in questa occasione ha affermato con forza che l’adeguamento dell’odontoiatria libero professionale ai tempi che cambiano va fatto sulla base del miglioramento della qualità delle prestazioni, sul contrasto all’abusivismo, sulla difesa dall’arrivo di nuove figure sanitarie, sull’esaltazione del rapporto di fiducia medico paziente, sul rispetto dell’etica professionale, contrastando in maniera netta ogni tentativo di convenzionamento che non passi attraverso un equo scambio tra Stato e libera professione. L’AIO Bari era presente all’incontro con una sua delegazione come segno tangibile della nostra attenzione su questi temi.


Coordina l’incontro il Dott. Enrico Indelli Presidente CAO della Provincia di Salerno. Egli da il benvenuto a tutti e da il via ai lavori.



Dott. Ottavio Delfino (Presidente CAO Napoli).

E’ in atto da parte dello Stato il tentativo di controllare l’odontoiatria. Essa infatti sfugge al suo controllo grazie alla peculiarità di essere ancora una professione libera, nella quasi totalità dei casi. Per questo motivo da una parte si cercano le liberalizzazioni e dall’altra si impone uno stringente regime autorizzativo. Lo scopo di questo convegno è quello di unire una categoria che si è divisa a più livelli. Egli da poi lettura ad una lettera della sezione ANDI Salerno che non ha condiviso le modalità di organizzazione del convegno.



Dott. Amedeo Bianco (Presidente della FNOMCeO).

Gli odontoiatri hanno ragione ad affermare che la loro professione ha caratteristiche peculiari in quanto caratterizzata dal fatto di essere libera. Questo li espone in maniera più sensibile alle problematiche del mercato. Sui temi della salute però il mercato è imperfetto poiché è l’offerta che fa la domanda ed i servizi non sono prodotti che possono essere messi sugli scaffali di un supermercato. L’odontoiatria è al di fuori dei LEA. Nonostante questo bagaglio pesante gli odontoiatri italiani hanno portato la loro branca della medicina a livelli elevatissimi, tra i più alti in Europa e nel Mondo. Il punto sta nel come l’odontoiatria riuscirà a rendere accessibili i propri servizi a tutta la popolazione nonostante i costi inevitabilmente alti, non a causa dei professionisti ma dei costi intrinseci della qualità delle prestazioni.



Dott. Gaetano Ciancio (Responsabile problematiche legali CAO Salerno)

E’ necessario un momento di chiarezza. Non è possibile dare un colpo al cerchio ed uno alla botte. L’episodio che ha dato origine a questo particolare momento di criticità è stato l’accordo ANDI-Ministero. Questa è stata un’iniziativa lodevole perché lodevole è ogni tentativo di raggiungere le fasce di cittadini meno abbienti. Purtroppo però il rovescio della medaglia è che non si può portare avanti un’iniziativa senza informare in maniera adeguata la base, tanto che essa non ha mostrato pieno consenso. Si è avuta una grossa accelerazione nello stabilire l’accordo senza avere la possibilità di discuterne. Dato tuttavia che le informazioni possono giungere in maniera diversa poiché sono le associazioni che le filtrano, la presenza del Dott. Roberto Callioni (Presidente ANDI) al convegno è importante in quanto ci permetterà di sentire dalla sua voce e con le sue parole come si è sviluppata la vicenda, almeno dal punto di vista dell’ANDI. Devo dire però che le informazioni provenienti dalla CAO sono da ritenere imparziali. Bisogna abituarsi a confrontarsi, moltiplicando gli incontri come questo e cercando di valutare tutte le sfaccettature di ogni problema.



Gerhard Seeberger (President-Elect ERO, European Regional Organization of Féderation Dentarie International).

Risulta assurdo constatare che il problema dell’odontotecnico operatore sanitario sia stato risolto in paesi come la Russia ed in Italia nonostante il NO di AIO, di ANDI, dell’FDI, dell’ERO e la Presenza del dott. Callioni nel CSS, non si riesca a fermare questa vicenda.

Il 77% degli italiani è disposto a sostenere costi aggiuntivi per la salute. Gli italiani inoltre sono delusi dalle liste di attesa e dal loro Servizio Sanitario Nazionale. E’ compito del politico aumentare l’accesso alle cure. Non è certo colpa del dentista se il danno che il paziente ha lasciato creare e peggiorare è costoso da curare. Per questo si deve investire sulla prevenzione. Nonostante spesso veniamo additati come il diavolo l’80% degli italiani non cambierebbe mai il proprio dentista.

Un bravo politico si interessa delle future elezioni… un bravo uomo di stato si interessa delle future generazioni. (James Freeman)



Orlando Monteiro da Silva (Presidente del Consiglio dei Dentisti Europei)

L’organismo che rappresento crede nella libera professione e nella libera scelta del paziente ed in una relazione diretta tra paziente e dentista senza intermediari. Una professione etica con formazione continua, con la certificazione dei singoli studi.

Il CED (Counsil of European Dentists) è un organismo che ha come scopo la promozione dell’interesse per la professione odontoiatrica in Europa e l’elevazione degli standard nella salute orale e nelle cure dentali.



Roberto Callioni (Presidente ANDI)

E’ necessario portare un po’ di ottimismo e di innovazione. Prima non esisteva il regime autorizzativo, gli appuntamenti in agenda erano riempiti fino alla terza settimana, ora i pazienti scarseggiano. Allora venendo al tema del convegno, sono i tempi che cambiano o è in atto un attentato alla libera professione? I tempi cambiano ovviamente, ma l’odontoiatria come risponde? Il profilo dell’odontotecnico era già stato pensato nel 1991. Gli odontotecnici hanno il sogno di diventare odontoprotesisti. Nel CSS (Consiglio Superiore di Sanità) ci si misura con i sogni e con i numeri degli altri. Con i due amici Amedeo Bianco e Guido Marinoni si è emendato il testo inserendo le clausole “Al di fuori del cavo orale” e “la riabilitazione è competenza del dentista”. Chi ha vinto? Ha vinto l’Università. E’ imbarazzante vedere il prof. Dolci sostenere le tesi degli Odontotecnici. Per quanto riguarda il tariffario si tratta di capire se proteggere gli interessi del 90% dei dentisti che rientrano in quel range o il 10% che non rientra. Accordo ANDI-Ministero: ci sono giacimenti di potenziali pazienti? Allora è opportuno usare strumenti innovativi che vadano a modificare gli schemi. Trovare un accordo volontario, temporaneo, in cui il paziente è responsabilizzato è un modo per dare risposte a questa esigenza di innovazione. Tutto ciò che riguarda il suddetto accordo è stato deciso mediante votazioni democratiche.



Salvatore Rampulla (Presidente AIO)

Sul tema dei viaggi per cure odontoiatriche all’estero annuncio un’iniziativa dell’AIO Bolzano che consiste nel promuovere la denuncia degli accompagnatori all’estero, garantendo la copertura delle spese legali da parte dell’AIO. Ovviamente questo disincentiva le persone a partire perché nel momento in cui chiedono le generalità all’accompagnatore questo si rifiuta di fornirle. Sulla questione dell’accordo ANDI-Ministero è bene chiarire che è stato l’ANDI a proporlo al Ministero. Come fa il dentista ad abbassare le tariffe senza aver ottenuto alcuna agevolazione? Se è possibile, vuol dire che il prezzo normalmente formulato è alto. Realizzare questo meccanismo è molto pericoloso, perché comporta un’implicita ammissione del fatto che le nostre tariffe sono ingiustificatamente alte, cosa che tutti sappiamo non essere vera.



Pasquale Pracella (rappresentante SUMAI al tavolo tecnico ministeriale per l’assistenza odontoiatrica e presidente CAO Foggia)

E’ vero gli studi sono vuoti, dunque bisogna attuare delle strategie. Perché allora non si persegue una seria lotta all’abusivismo? Giunto al tavolo tecnico ministeriale per l’assistenza odontoiatrica si è subito avuta l’impressione che si volesse fare più del populismo che cercare soluzioni concrete. Abbiamo proposto di detrarre fiscalmente le spese mediche per favorire la lotta all’evasione. Avevamo chiesto di poterle detrarre al 50%, poi al 30%, ma la risposta è stata negativa. Il SUMAI rappresenta i distretti delle ASL dove gli stessi utenti potenziali dell’accordo ANDI-Ministero possono ricevere le stesse cure gratuitamente.



Dott. Maurizio Capuano (Presidente CAO Potenza)

E’ in atto un attentato contro tutta la professione, non solo quella libera. Come mai il Ministero vuole stravolgere le norme che prevedono la fruizione delle prestazioni sanitarie. Come si può bypassare il servizio sanitario pubblico. Lasciamo che l’odontoiatria pubblica cresca e diventi una risorsa. C’è a questo punto il sospetto che si voglia arrivare a convenzionare anche i dentisti.



Francesco Schiariti (Presidente eletto CIC)

Il CIC è una federazione di 13 società scientifiche che rappresenta una visione della professione, di qualità. Non parliamo di eccellenza. Certo bisognerebbe tendere ad essa, ma importante è che non si prescinda dalla qualità sufficiente. Al di sotto di questa non esiste la sufficienza, ma esiste solo la “mal practice”. Per quanto riguarda il profilo dell’odontotecnico c’è da dire che vi è una carenza innanzitutto delle scuole professionali. Culturalmente il percorso formativo doveva passare da una formazione ingegneristica e non medica. Questo è stato proposto al Ministero ma ci è stato risposto che “tutto era già stato deciso”. Il CIC, è vero, ha collaborato all’aggiornamento del nomenclatore ma è rimasto molto sorpreso nel vedere la presentazione del nuovo tariffario così come è concepito. Se le tariffe minime hanno una logica, le massime le deve fare il mercato. Allestire un tempario è un assurdo. Questo può dare il via a situazioni analoghe a ciò che avviene nel servizio pubblico tedesco in cui vanno rispettati dei tempi per eseguire le prestazioni e questo si traduce spesso in “mal practice”.



Dott. Giuseppe Renzo (Presidente Nazionale CAO)

Da questo convegno, è inutile nascondercelo, emergono due modelli di concepire l’odontoiatria. Da un lato la corsa alla ricerca della “pazientala”, la corsa ad allungare la lunghezza dell’agenda, abbassare i prezzi, realizzare concorrenza sleale. Dall’altra la difesa contro l’assalto della professione. Non è possibile che qualcuno imponga delle tariffe contro gli altri odontoiatri. L’accordo ANDI-Ministero è solo un modo per incamerare un contratto per una serie di professionisti e non per i pazienti (a quanto emerge dalle parole del dott. Callioni). Il presidente CAO ha il dovere di difendere in fin dei conti il cittadino paziente e la professione non deve essere pronta a vicariare il SSN senza una giusta contropartita. Ricordiamo che il 25-30% delle prestazioni avvengono sotto forma di esercizio abusivo della professione: non è detto che tutto sia perduto. Infine si dice che l’ANDI deve essere il controllore del rispetto dell’accordo, ma questo vuol dire che l’Ordine non conta più nulla?



Prima della conclusione dei lavori è da menzionare la seguente replica.

Dott. Roberto Callioni: non ho mai detto che l’accordo preveda il reclutamento di tutti i dentisti e puntualizzo che non è stato ANDI a proporre al Ministero l’accordo.


A questa è seguita la controreplica.

Dott. Salvatore Rampulla. Erano presenti diversi testimoni presso il ministero che sono concordi nel confermare le parole del dirigente ministeriale che attribuiva all’ANDI la paternità dell’iniziativa sull’accordo con lo stesso Ministero.