Etica e Comportamento

27/06/2014

DDL CONTRO L'ABUSIVISMO: LA FINE DI TUTTI I MALI, O L'INIZIO DI UN PERCORSO?


 


DDL CONTRO L'ABUSIVISMO: LA FINE DI TUTTI I MALI, O L'INIZIO DI UN PERCORSO?


Con soddisfazione seguiamo l'evoluzione dell'iter parlamentare del ddl sull'esercizio abusivo delle professioni, e non possiamo che fare un analisi positiva per la valenza sociale e politica che questo dispositivo legislativo incarna. L'inasprimento della pena per un reato che in Italia, veniva considerato, con rassegnazione, di poco valore, pone in essere un cambiamento culturale e offre numerosi spunti di dibattito  che ci piace  proporre per fare luce su tutti gli aspetti poco chiari della pratica professionale.


Di rilievo l'aspetto che per effetto del "concorso in reato" anche i prestanome vedranno applicate le stesse sanzioni che , ci auguriamo, fungano finalmente da deterrente per pratiche illegali.


Esistono purtroppo, segnali per pensare che l’inasprimento delle pene agli abusivi previsto dal disegno di legge omnibus sia norma meno incisiva di come sembri. Uno tra tutti? Il governo Renzi con legge 67 del 28 aprile scorso per alleggerire le carceri ha introdotto la “messa in prova”, istituto che dà ai maggiorenni imputati per reati per i quali è prevista una pena pecuniaria o sotto i 4 anni di carcere la chance di una sorta di affidamento a lavori utili per un periodo limitato, una volta espletato il quale il reato è estinto. Ne fruirà chi si è reso protagonista di reati minori.  Visto che i massimi della pena sono compatibili, nel novero rientra il dentista abusivo. Di fatto, l’affidamento a un lavoro sociale (ma quale?) pone nel nulla la pena, pur inasprita, proposta dalla bozza del senato. Naturalmente questo è valido solo la prima volta , nel caso di reiterazione del reato, tale "via di fuga" non è più applicabile.


Il probabile depotenziamento dell’attesa norma del disegno di legge omnibus, dà modo al segretario dell’Associazione Italiana Odontoiatri-AIO Angelo Raffaele Sodano di tornare sul tema abusivi con tre osservazioni. «Primo, a ragion veduta pur esprimendo soddisfazione per l’approvazione in senato della norma non abbiamo levato grida di giubilo sia perché la bozza è ancora in itinere sia perché l’applicazione (e quindi la deterrenza) delle nuove pene è tutta da valutare, alla luce della "messa in prova" che se da un lato ha un'azione deflattiva sul carico di lavoro delle Procure, dall'altro sembra quasi nascondere il germe di un "indulto sistematico"».

 

 


Secondo aspetto sollevato da Sodano: «Gli odontotecnici di SNO-CNA rivendicano lo status di professione sanitaria. AIO ha osservato lo sforzo delle associazioni di tecnici di comprendere il disagio dell’odontoiatra verso le invasioni indebite di competenza, ma chiunque sia intellettualmente onesto sa che i punti di vista restano distanti; l’odontotecnico per noi è professione d’ambito biotecnologico-ingegneristico e non direttamente connessa all’assistenza al paziente né a processi di diagnosi-cura- riabilitazione. Nulla è cambiato rispetto alle nostre posizioni del 2006».


«Infine - ribadisce Sodano –AIO è contro ogni abusivismo, ma ricorda che gli abusivismi sono tanti, da chi esercita l’odontoiatria senza avere alcun titolo, a chi il titolo ce l’ha ma non ha i requisiti per esercitare. Inoltre il  Nuovo Codice Deontologico non aiuta a chiarire ambiti di pertinenza della professione, come il problema, che   AIO ha sollevato, su chi dirige una struttura odontoiatrica pur non essendo  iscritto all' Albo odontoiatri e dunque non presentando un requisito chiave per valorizzare il team e attribuire correttamente le funzioni a chi è titolato a esercitarle. Queste riflessioni  – conclude Sodano – ci impegneremo  a discuterle e condividerle con tutte le forze rappresentative della professione, come AIO,  per arrivare a proposte pratiche senza   “filosofeggiare”».