Comunicazioni di servizio

27/03/2014

DALL’OBBLIGO DI RC UNA STRADA STRETTA PER LA CRESCITA DELLA CATEGORIA


 


E’ stretta la strada per trasformare un’incombenza come l’introduzione – ad agosto 2014 – dell’obbligo di assicurarsi contro i rischi da responsabilità civile (pena l’impossibilità di esercitare) in un fattore di sviluppo per la professione odontoiatrica. La posizione che AIO esprime alla Commissione Albo Nazionale e a tutti i colleghi per il momento è costituita da una pregiudiziale, un timore e un “ruolino di marcia” in punti (cinque) da lasciare alle valutazioni più tecniche. Eccoli:


La pregiudiziale: non è possibile né auspicabile che il professionista si debba piegare all'obbligo di comunicare al paziente i dati della sua polizza, come se fosse fisiologico che oltre alla malattia l’alleanza terapeutica medico paziente debba affrontare la crisi indotta dall’errore: lo considero un po’ come l'obbligo di avere una targa appiccicata addosso il cui solo effetto che immagino è di stimolare, ispirare, il contenzioso. "Lieti" di adempiere all'obbligo, siamo dell’idea di rendere necessario il solo passaggio, per il professionista, di dare comunicazione del numero di polizza all'Ordine e stop. Come per l'ECM si potrebbe generare il "disco verde" per il professionista che lo comunica: via libera all'esercizio. 


Il timore; com’è successo in passato, ad esempio per la Rc ciclomotori, l'obbligatorietà dell'assicurazione in Italia ha in genere prodotto diseconomie per gli assicurati: i premi delle polizze, aumentando la "base" non sono calati ma sono sempre vertiginosamente aumentati. Speriamo che questa volta il fato e i fatti si possano smentire, grazie all’impegno delle istituzioni professionali e previdenziali, e di tutte le forze della categoria.


Il ruolino di marcia; da una corretta polizza ci aspettiamo di aprire un dibattito per arrivare a soluzioni chiare e non svantaggiose su:


-Oggetto e operatività della copertura


-Regime temporale di operatività delle garanzie


-Franchigie e scoperti


- Massimali ed ambiti degli stessi


- Esclusioni