Sindacato

07/08/2008

Cure odontoiatriche a prezzi scontati: possibilità reale o pubblicità ingannevole?

CURE ODONTOIATRICHE A PREZZI SCONTATI POSSIBILITA’ REALE O PUBBLICITA’ INGANNEVOLE?



di Domenico Del Monaco



L’estate, si sa, è periodo di saldi anche per le grandi firme che usano questo spazio dell’anno per disfarsi delle giacenze e rinnovare il magazzino.

Non so se sia stata questa consuetudine a fare annunciare, il 30 luglio, al sottosegretario alla salute, Ferruccio Fazio, che il governo sta mettendo a punto un piano per fornire cure odontoiatriche “scontate” rivolte alle fasce più deboli della popolazione in virtù di una convenzione in corso di definizione “con la maggior parte delle associazioni odontoiatriche”.


Certamente l’annuncio è stato di effetto se non altro perché, per la prima volta nella storia della sanità italiana, l’Istituzione sanitaria propone prestazioni di cura a prezzi scontati senza, per altro, impegnare oneri finanziari a carico del Ministero. Il che pone da subito la domanda sul chi paga le cure scontate dal momento che appare del tutto evidente che ad offrire lo sconto non sia il Ministero ma il dentista. Questo tuttavia non è l’unico elemento di criticità di questo progetto, né il più importante.

Ci sono, infatti, altri aspetti dubbi e contraddittori che vale la pena evidenziare.

Anche l’affermazione che l’accordo in corso di definizione avviene “con la maggior parte delle associazioni odontoiatriche” appare una forzatura ma andiamo per ordine.


Il punto chiave del problema sta nel fatto che queste cure non si trovano sugli scaffali, come merci in giacenza, ma richiedono una prestazione professionale che le esegua, hand made e su misura, per ogni persona che ne abbia necessità.

Orbene in un periodo di crisi economica come quello che il nostro Paese sta attraversando qualunque attività di impresa deve fare i conti con l’aumento elevato dei costi di produzione ed il pesante carico fiscale che in Italia ha raggiunto le vette più alte e che non sembra potersi attenuare. Queste condizioni, non opinabili ma ampiamente documentabili (anche per i dentisti), rendono improponibile qualsiasi politica onesta e trasparente di riduzione di prezzi, a parità di qualità di prodotto, per il semplice fatto che non ci sono margini di utile su cui contare. Recentemente l’ISTAT ha documentato (ed il Giornale ha pubblicato) che negli ultimi 12 anni i prezzi delle cure odontoiatriche sono cresciute complessivamente solo del 34%, il che significa un aumento annuo inferiore al tasso di inflazione. Annunci di nuovi aumenti di luce, gas, acqua, rifiuti e altri servizi si rinnovano ormai con cadenza trimestrale e a questi vanno aggiunte tutte le altr e voci di spesa, non ultima quella del personale dipendente che in questi giorni ha rinnovato il contratto di lavoro comportando altri oneri per i professionisti, mentre l’ultima stima sull’inflazione è oggi del 4,1%.


E’ singolare, dunque, che in questo contesto economico il Ministero della Salute individui come strada praticabile per erogare prestazioni sanitarie, sia pure indirizzate alle fasce più deboli della popolazione, quella di chiedere ai professionisti del settore odontoiatrico di operare “significativi sconti” sulle cure da eseguire a questi cittadini. Infatti pur ipotizzando che alcuni professionisti vorranno aderire a questo accordo, l’unica possibilità che essi avranno per operare sconti sulle prestazioni sanitarie sarà quella di recuperare queste perdite sacrificando la qualità e la sicurezza. Qualità nel servizio, nei materiali, nei tempi di esecuzione, il che in ultima analisi si traduce in un decadimento complessivo della qualità della prestazione con la necessità di una sua riesecuzione a breve distanza. Sacrificare la sicurezza significa esporre il paziente al rischio di infezioni crociate. Mi ha sorpreso che l’annuncio d i questo progetto sia venuto da un medico che certo conosce queste dinamiche.


Con una inflazione del 4,1% sarebbe stato già uno sconto definire che i costi delle cure venissero congelati per i due anni di sperimentazione dell’accordo ma ciò evidentemente non è bastato tanto più ove si consideri che la bozza di accordo prevede la possibilità di applicare addirittura onorari inferiori a quelli stabiliti ! Si è preferito, in definitiva, richiamare l’effetto della parola “sconto” per ricordare che anche per il Ministero il dentista è caro.


Dicevo all’inizio che in questa proposta ci sono aspetti dubbi e contraddizioni su cui è necessario interrogarsi. Ne indicherò qualcuno.


1. Non si comprende quale sia la ratio di un provvedimento che prevede nessun onere finanziario per il ministero e nessun ritorno per il dentista. Il commerciante che vende la sua merce a prezzi scontati lo fa a suo vantaggio per liberarsi dell’invenduto. Qui non c’è alcun vantaggio, nemmeno simbolico, per il dentista. Non c’è nessun alleggerimento del carico fiscale, nessuna semplificazione degli obblighi amministrativi e burocratici ma si trasferisce in capo al professionista privato il costo delle prestazioni effettuate a prezzo scontato.


2. Perché il Ministero di fronte alla legittima richiesta di cure dei cittadini non ha pensato di potenziare i propri servizi sul territorio? Se questa scelta è legata al fatto che tale operazione costa troppo e il SSN non può permettersela perché non riconoscere parte di quei costi anche al professionista privato?


3. I cittadini più vulnerabili già ricevono queste prestazioni a costo tariffato, se non in alcuni casi gratuito presso gli ambulatori ASL. Per quali ragioni dovrebbero rivolgersi agli studi dei liberi professionisti pagando, per le stesse prestazioni, prezzi “scontati” ma comunque più elevati rispetto a quelli che pagherebbero rivolgendosi alle ASL?


4. Se la richiesta di prestazioni a tariffe contenute da parte di cittadini con scarsa disponibilità economica fosse reale, dovremmo avere una lunga coda di persone fuori dalla porta degli ambulatori delle ASL, cosa che invece non avviene.


5. Come non notare, inoltre, che l’impostazione di un progetto costruito sulla affermazione di “cure del dentista a prezzi scontati” sia stata una scelta poco felice che volutamente alimenta il vecchio stereotipo del dentista troppo caro.


6. Un cenno, infine, alla solidarietà. Se il fine del provvedimento fosse veramente quello di esprimere una esigenza di solidarietà sociale, il progetto dovrebbe manifestare in maniera più chiara e trasparente questo obbiettivo in modo da raccogliere la disponibilità di tutti coloro che vogliano contribuirvi (alla solidarietà). L’impiego di obblighi, verifiche e responsabilità codificate, invece, lascia trasparire una solidarietà di facciata che nasconde altri fini.


Per questi motivi AIO ha scelto con chiarezza, coerenza e serietà professionale, anche verso i cittadini, di non aderire a questo accordo ambiguo e contraddittorio pur riconoscendosi nei principi di solidarietà verso le persone meno fortunate.

Per questi motivi ci appare legittimo chiedersi quali possibilità di realizzazione possa avere un progetto così concepito che sicuramente alimenta molte aspettative da parte dei cittadini ma che non può rispondere alle loro attese. E se così fosse, e noi crediamo che lo sia, la notizia trasmessa ai cittadini sulla disponibilità di cure odontoiatriche a prezzi scontati sarebbe un messaggio di pubblicità ingannevole.


1 Agosto 2008