Congresso Politico

02/12/2017

BOOM DI SOCIETA’ IN ODONTOIATRIA MA I PALETTI POSTI DAL MISE RESTANO DISATTESI


«Tra il 2005 e il 2015 gli studi dentistici gestiti da società anziché da singoli professionisti sono quasi triplicati sul territorio italiano passando da 800 a 2200, secondo i numeri dell’Agenzia delle Entrate. In corrispondenza con questo incremento, costante, non si è assistito a una proporzionale diminuzione degli studi associati e degli studi con un solo titolare, se non negli ultimissimi anni e in modo limitato». Parla il Past President di Associazione Italiana Odontoiatri Pierluigi Delogu, la cui relazione dedicata all’ingresso dei capitali in Odontoiatria apre il 7° Congresso Politico AIO a Roma. Il congresso cercherà di fare luce sui pro e contro dei modelli societari proposti agli Odontoiatri e sulle formule consentite dalla legge o meno. La posizione di AIO,sindacato di punta dell’Odontoiatria italiana, è da sempre critica verso erogatori di prestazioni che abbiano obiettivi “commerciali”, essendo sempre prioritaria la necessità di anteporre al profitto la salute del cittadino con tutti i mezzi adeguati. Unsondaggio diAIO Roma nell’estate 2013 rivelava già come i dentisti operanti in centri odontoiatrici appartenenti a società non erano completamente liberi di impostare il proprio rapporto con i pazienti, in termini di durata e successione degli interventi e di tenuta deidati clinici. Lasocietà tra professionisti iscritta all’Albo è forse il modello che più potrebbe offrire garanzie etiche al paziente. «Ma ad oggi siamo nel campo delle congetture, è persino difficile dire quante di queste società siano “tra professionisti” in assenza di indagini che le censiscano», continua Delogu. «E’ però facile riscontrare come il trend di crescita descritto riguardi per lo più società commerciali attive nell’offerta di prestazioni odontoiatriche: una tendenza che contravviene ai vincoli precisati nel parere del Ministero dello Sviluppo del dicembre 2016, il quale consente tali attività solo alle società tra professionisti registrate agli Albi professionali». Un’altra relazione centrale del Congresso a cura del Segretario Nazionale AIO Gaetano Memeo cerca di fare luce sui “plus” che le Società tra professionisti possono offrire al socio odontoiatra. «Attualmente le società odontoiatriche sono un collage di situazioni in divenire, ciascuna diversa dall’altra, con cui sia il Paziente sia l’Odontoiatra si devono confrontare, con tutti i rischi pratici e deontologici connessi. Se ad esempio è vero che grazie al modello societario efficienze gestionali possono contenere i costi,troppo spessosi segnalano da parte di neonate società comportamentispregiudicaticome la promessa di tariffe irrealistiche, o il mancato rispetto dei vincoli esistenti sui messaggi pubblicitari (inclusi quelli rappresentati dalla legge 175/92 che non consente l’omissione del nome del direttore sanitario e non è stata certo abrogata dalle liberalizzazioni come afferma una recente sentenza del Tar Liguria). Al Congresso verifichiamo se e come la Stp possa contemperare efficienza e deontologia».