Umberto Terzuolo* Alessandro Terzuolo*

Bonus investimenti o super-ammortamento? O entrambi? Il quadro delle agevolazioni fiscali sta cambiando rapidamente. Il Decreto Crescita potrebbe stravolgere quanto previsto dalla Finanziaria 2019. La normativa vigente, tuttavia, che ricordiamo in questo servizio, fin qui contempla una notizia “cattiva”  – il super-ammortamento che non c’è più ma potrebbe essere reintrodotto appunto a breve – ed una buona – il bonus investimenti che arriva – ma limitata all’Odontoiatra che opera in società, spende molto e ha assunto o sta assumendo personale subordinato, ad esempio Assistenti di studio con il contratto firmato da Associazione Italiana Odontoiatri. Analizziamo le novità appena citate.

Il “bonus investimenti” approvato in autunno 2018 riduce del 9% l’IRES, dal 24 al 15%. L’applicazione è complessa. Lo sconto si applica alla quota di reddito da tassare pari, per il 2019, agli utili dell’anno 2018 accantonati nello studio per destinarli a riserva da re-impiegare nella struttura e si limita ai beni materiali strumentali acquistati nuovi nel 2019 ed all’incremento di personale dipendente a tempo determinato e indeterminato. Il limite secondo noi più grande: si applica solo agli odontoiatri che esercitano attraverso strutture societarie: Srl odontoiatrica, la Stp odontoiatrica in forma di Srl (un sottoinsieme della Srl), la SpA ed eventualmente società di persone come la Snc e la Sas. Sono quindi esclusi sia gli odontoiatri che gestiscono il proprio studio con la singola partita Iva individuale sia coloro che si sono strutturati in forma di studio associato o associazione professionale. E’ irrilevante la dimensione dello studio o il numero di collaboratori assunti. L’agevolazione potrebbe inoltre interessare le società di servizi strutturate come società di capitali (tendenzialmente Srl) o società di persone (Snc o Sas), ormai poche.

Il calcolo – Il primo dato da considerare è l’utile del 2018 non distribuito ai soci. Sgombriamo però subito il campo da equivoci: l’utile non equivale ai compensi dei singoli odontoiatri che collaborano con la Srl o la Stp fatturando le loro prestazioni con ritenuta d’acconto e in modalità elettronica ma all’ultima riga del bilancio della società già al netto delle sue tasse, e del costo dei collaboratori e degli altri costi operativi. Questi utili, inoltre, vanno reimpiegati nell’attività professionale e non prelevati dai singoli soci di capitale. L’agevolazione inoltre non si applica nel primo anno di attività dato che, ipotizzando un soggetto nato nel 2019, nell’anno 2018 in cui non esisteva ancora non poteva aver generato nessun utile (Caso pratico 1).

Il secondo parametro è rappresentato dall’incremento avvenuto nel 2019 di attrezzatura, macchinari, beni strumentali. Come per il super-ammortamento, devono essere beni nuovi acquistati dal produttore o dal rivenditore, pagando in unica soluzione o con rateazione attraverso un finanziamento bancario o, ancora, utilizzando un leasing finanziario. Non sono agevolati i contratti di noleggio operativo. Non rileva l’importo unitario dei singoli investimenti: saranno quindi agevolati anche i beni strumentali con valore singolo inferiore a 516 € “scaricabili” interamente nell’anno fiscale. Non sono agevolati i materiali di consumo (ad esempio, impianti e monouso) né gli investimenti immobiliari o gli autoveicoli acquistati dalla società e dati in uso promiscuo per la maggior parte dell’anno fiscale ai propri dipendenti. L’ammontare dell’investimento agevolabile nel 2019 è conteggiato come il minore tra due ulteriori parametri: la quota di ammortamento dei beni materiali strumentali nuovi “scaricata” nel 2019 e l’incremento rispetto al 2018 del valore fiscale dei beni strumentali (Caso pratico 2).

Per quanto concerne la parte di bonus sull’incremento del personale, sono agevolate infine le sole assunzioni di dipendenti effettuate a partire dal 1 ottobre 2018 a prescindere dal contratto (a tempo determinato o indeterminato). Il conteggio avviene così: se nel 2019 vi dovesse essere un incremento del numero medio complessivo di dipendenti rispetto a quelli in forza al 30 settembre 2018, l’incremento di costo del personale assunto sarà agevolato fiscalmente, nei limiti degli utili 2018 non distribuiti. Nel costo del personale oltre allo stipendio e ai relativi contributi rilevano TFR ed eventuali forme di retribuzione alternativa (Caso pratico 3).

Nessuno ha specificato se la distribuzione di utili creati negli anni precedenti al 2018 riduca o meno la possibilità di fruire del bonus. Si dovrebbe invece poter cumulare l’agevolazione con le altre in vigore nel 2019, incluso l’iper-ammortamento che dal 2019, per gli investimenti in beni strumentali fino a 2,5 mln di €, è salito al 270%. Il consiglio è confrontarsi a fondo con il commercialista. In attesa che il Decreto Crescita, come sembra ventilarsi, semplifichi ulteriormente le misure di applicazione. Di ciò, vi informeremo passo passo.

*Studio Terzuolo, Brunero & Associati – Torino – Milano

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